Lavoro accessorio: cos’è, chi può farlo e come?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi lavorare in modo “occasionale” in due modi: prestazioni occasionali INPS (PrestO e Libretto Famiglia) oppure lavoro autonomo occasionale con ricevuta. Se l’attività diventa abituale, serve aprire Partita IVA (spesso in regime forfettario).

  • Due vie diverse: prestazioni occasionali INPS ex art. 54-bis D.L. 50/2017 e lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c.
  • Limiti economici e settoriali stringenti per PrestO; soglia INPS di 5.000 euro/anno per il lavoro autonomo occasionale.
  • Se l’attività è abituale o supera la soglia di occasionalità, conviene Partita IVA (regime forfettario, L. 190/2014 e s.m.i.).

Cos’è davvero il “lavoro accessorio” oggi

Il termine “lavoro accessorio” indicava i vecchi voucher. Sono stati aboliti nel 2017. Al loro posto c’è la disciplina delle prestazioni occasionali prevista dall’art. 54-bis del D.L. 50/2017, convertito nella L. 96/2017 e successive modifiche.

Oggi si parla quindi di “PrestO” (contratto di prestazione occasionale) e “Libretto Famiglia” gestiti da INPS. Sono strumenti per prestazioni saltuarie, con limiti economici e settoriali precisi. Le regole ufficiali sono sul portale INPS e sul Ministero del Lavoro; il testo di legge è consultabile su Normattiva.

Esiste anche il “lavoro autonomo occasionale” ex art. 2222 c.c. È una prestazione da freelance senza Partita IVA, episodica e non abituale. Si emette una ricevuta con ritenuta d’acconto. Se diventa continuativa, scatta l’obbligo di aprire Partita IVA.

Prestazioni occasionali INPS: PrestO e Libretto Famiglia

Chi può usare PrestO

Possono usare PrestO professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, enti, associazioni e alcuni datori di lavoro privati. Valgono limiti dimensionali e settoriali fissati dall’art. 54-bis del D.L. 50/2017 e successive leggi di bilancio.

Regole chiave in vigore ad agosto 2026 (rinvio a norme e prassi su Normattiva, INPS e Ministero del Lavoro):

  • Limiti economici annui: tetti complessivi per utilizzatore e per prestatore, e tetti tra le stesse parti. Gli importi sono previsti dall’art. 54-bis e dalle leggi di bilancio 2023 e 2024 che hanno ampliato alcuni limiti.
  • Limiti dimensionali: in via generale PrestO è ammesso per datori con una platea ridotta di dipendenti a tempo indeterminato; in alcuni settori (ad esempio turismo e termale) il limite è stato ampliato dalle ultime leggi di bilancio.
  • Settori esclusi: edilizia e affini, appalti di opere e servizi. In agricoltura valgono regole speciali e più rigide (qualifiche dei prestatori e periodi). Le esclusioni e le eccezioni sono indicate espressamente nell’art. 54-bis e nelle circolari INPS.

Chi può prestare attività con PrestO: studenti, disoccupati, percettori di prestazioni di sostegno (NASpI e simili, con coordinate regole), pensionati, lavoratori subordinati di altri datori, cittadini stranieri con regolare permesso. L’idoneità del singolo caso dipende sempre dai limiti e dalle esclusioni di legge.

Come funziona Libretto Famiglia

Libretto Famiglia è la versione domestica. La usano le persone fisiche non nell’esercizio di impresa o professione, per piccoli lavori in casa: ripetizioni, baby-sitting, assistenza domiciliare leggera, giardinaggio.

Il pagamento avviene tramite la piattaforma INPS con titoli prefinanziati. Anche qui valgono tetti economici annui per cliente e lavoratore, e regole su minimi orari e costi contributivi, definite da INPS in attuazione dell’art. 54-bis.

Restrizioni, tutele e adempimenti

PrestO e Libretto Famiglia includono contributi INPS e premi INAIL, già calcolati nelle somme versate dal committente sulla piattaforma. Il prestatore riceve un netto, visibile nel riepilogo INPS.

Ci sono minimi orari e durate minime giornaliere previsti dalla normativa applicabile e dalle istruzioni INPS. Il committente registra e “comunica” la prestazione prima dell’inizio sulla piattaforma INPS. Le comunicazioni e i prospetti di pagamento sostituiscono buste paga e LUL per queste prestazioni.

Le prestazioni occasionali non creano un rapporto di lavoro subordinato. Ma l’Ispettorato può riqualificare se i fatti mostrano subordinazione. Le tutele e gli obblighi derivano dall’art. 54-bis e dalla prassi INPS/Ministero del Lavoro.

Lavoro autonomo occasionale con ricevuta

Cos’è e quando usarlo

Il lavoro autonomo occasionale è la prestazione di un lavoratore autonomo senza organizzazione stabile e senza abitualità. La base è l’art. 2222 del codice civile.

Funziona così: il committente incarica un’attività episodica. Il prestatore emette ricevuta con ritenuta d’acconto del 20% se il committente è sostituto d’imposta. La ritenuta è un anticipo IRPEF.

Se la collaborazione diventa ripetuta, pianificata, con continuità, non è più occasionale. Serve Partita IVA. Il concetto di “abitualità” si valuta in base a frequenza, organizzazione dei mezzi, promozione, numero di clienti, ripetizione delle prestazioni.

Contributi INPS: la soglia dei 5.000 euro

Se, in un anno civile, il totale dei compensi da lavoro autonomo occasionale supera 5.000 euro, scatta la contribuzione alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente. La base è la normativa sul lavoro autonomo occasionale e la Gestione Separata (D.L. 269/2003 convertito nella L. 326/2003, prassi INPS).

Le aliquote della Gestione Separata variano per anno e per eventuale presenza di altra tutela pensionistica. INPS pubblica ogni anno circolari con le aliquote e istruzioni di versamento.

Comunicazione preventiva all’Ispettorato

Quando il committente è un’impresa o un professionista, deve inviare una comunicazione preventiva all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per l’avvio della prestazione di lavoro autonomo occasionale. L’obbligo deriva dal D.L. 146/2021 e successive norme attuative del Ministero del Lavoro. La comunicazione avviene prima dell’inizio e indica dati, luogo e durata presumibile.

Quando serve aprire Partita IVA e come funziona il forfettario

Il confine pratico tra “occasionale” e “abituale”

Se lavori con continuità, promuovi i servizi, hai più clienti, usi mezzi organizzati, allora l’attività è abituale. Non importa solo l’importo dei compensi. Conta il modo in cui lavori. In questi casi devi aprire Partita IVA.

Se mantieni una singola prestazione episodica all’anno, senza organizzazione, puoi restare nell’ambito della ricevuta occasionale. Se devi ripetere l’attività anche solo ogni mese, la via corretta è la Partita IVA.

Regime forfettario: requisiti chiave aggiornati

Il regime forfettario è il regime agevolato per le piccole attività (L. 190/2014 e s.m.i.). Requisito principale: ricavi o compensi annui fino a 85.000 euro. Se superi la soglia di uscita immediata prevista dalla legge, esci dal regime nell’anno stesso.

Imposta sostitutiva: 15%. Ridotta al 5% per le nuove attività in possesso dei requisiti di start-up (assenza di attività simile nei 3 anni precedenti, non mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo, altre condizioni della L. 190/2014). Il forfettario applica il principio di cassa: tassazione quando incassi, non quando fatturi.

Non deduci i costi analiticamente. Applichi un coefficiente di redditività fissato per codice attività (ATECO). Paghi l’imposta sostitutiva su quel reddito “forfettario”. Contributi previdenziali: dipendono dalla gestione (Gestione Separata per professioni non ordinistiche; Artigiani/Commercianti per attività d’impresa). Alcune gestioni prevedono agevolazioni contributive.

Cause di esclusione: partecipazione in società di persone o SRL “trasparenti” con attività riconducibili, controllo di SRL che esercita attività riconducibile, regimi speciali IVA, residenza fiscale fuori UE/SEE senza stabili collegamenti. La disciplina di dettaglio è nell’art. 1, commi 54-89 della L. 190/2014 e successive modifiche.

Regola decisionale rapida

Il percorso in 5 passaggi logici

  • Una sola prestazione saltuaria, senza promozione, senza organizzazione: usa lavoro autonomo occasionale con ricevuta. Applica ritenuta d’acconto se il cliente è sostituto.
  • Prestazione di poche ore per privati in casa: valuta Libretto Famiglia su piattaforma INPS, se rientri nelle tipologie ammesse.
  • Prestazioni spot per micro-imprese o professionisti in settori ammessi: valuta PrestO, rispettando limiti economici e dimensionali previsti dall’art. 54-bis.
  • Prestazioni ripetute nel tempo, più clienti, attività organizzata: apri Partita IVA. Se ricavi previsti entro 85.000 euro e rispetti i requisiti, scegli il regime forfettario.
  • Se con lavoro autonomo occasionale superi 5.000 euro annui complessivi: iscriviti alla Gestione Separata INPS e versa i contributi sull’eccedenza. Se la frequenza cresce, passa a Partita IVA.

Chi può e chi non può: casi tipici aggiornati

PrestO e Libretto Famiglia

Ammessi come prestatori: studenti, inoccupati e disoccupati, percettori di sussidi, pensionati, lavoratori subordinati impiegati altrove, cittadini extracomunitari con regolare titolo di soggiorno. Ammissibilità sempre nel rispetto di limiti e divieti di settore.

Committenti: professionisti, imprese, enti, privati (questi ultimi solo con Libretto Famiglia). Non ammessi in edilizia e appalti. In agricoltura valgono vincoli specifici su attività e periodi. I limiti numerici e dimensionali sono quelli dell’art. 54-bis e delle leggi di bilancio recenti, con ampliamenti in alcuni settori come turismo e termale.

Lavoro autonomo occasionale

Non ci sono liste di categorie ammesse. Conta la natura episodica e non abituale. Puoi essere studente, disoccupato, pensionato, lavoratore dipendente o straniero regolare. Se il committente è impresa o professionista, deve inviare la comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro.

Se sei già dipendente, evita che la prestazione sia svolta in favore del tuo datore per mansioni analoghe in modo ripetuto: rischi riqualificazione. Valuta PrestO o, se l’attività è abituale, Partita IVA.

Adempimenti operativi: cosa fare, passo per passo

PrestO

Committente e prestatore si registrano sulla piattaforma INPS. Il committente versa la provvista e inserisce la prestazione con dati, luogo, durata e compenso. La comunicazione deve avvenire prima dell’inizio.

A lavoro svolto, il committente conferma. INPS accredita il netto al prestatore e versa contributi e premi INAIL. Il prestatore trova tutto nel suo cassetto INPS.

Libretto Famiglia

Il privato acquista titoli sul portale INPS e li usa per pagare prestazioni domestiche ammesse. Inserisce la comunicazione entro i termini indicati dalle istruzioni INPS. Il lavoratore riceve il compenso netto a fine mese.

Lavoro autonomo occasionale

Prima dell’inizio, il committente invia la comunicazione all’Ispettorato se è impresa o professionista. A fine lavoro, il prestatore emette ricevuta con dati, descrizione, imponibile, ritenuta 20% (se dovuta), eventuali contributi INPS Gestione Separata sull’eccedenza oltre 5.000 euro annui.

Il prestatore indica “prestazione di lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c. – principio di cassa”. Conserva ricevute e quietanze per la dichiarazione dei redditi.

Passaggio a Partita IVA

Se l’attività si ripete, apri la Partita IVA con codice ATECO corretto. Valuta il regime forfettario se resti entro 85.000 euro e rispetti le cause di accesso. Applicherai imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up), principi di cassa e coefficienti di redditività.

Scenario Requisiti di accesso Limiti economici e dimensionali Tempistiche e adempimenti
PrestO con micro-impresa Settore ammesso; datore entro i limiti di dipendenti; prestatore ammesso (studente, disoccupato, pensionato, ecc.). Tetti annui per utilizzatore e prestatore; tetto per rapporto tra le parti; esclusioni per edilizia e appalti; vincoli specifici per agricoltura. Registrazione su INPS; comunicazione prima dell’inizio; conferma a fine prestazione; accredito mensile INPS.
Libretto Famiglia per baby-sitting Committente persona fisica privata; attività domestica ammessa; prestatore ammesso. Tetti annui per famiglia e lavoratore; minimi orari e oneri INPS/INAIL inclusi nella provvista. Acquisto titoli; comunicazione su INPS entro i termini; pagamento mensile da INPS.
Lavoro autonomo occasionale B2B Prestazione episodica, non abituale; committente impresa/professionista. Soglia 5.000 euro annui complessivi per INPS; oltre, contributi alla Gestione Separata sull’eccedenza. Comunicazione preventiva all’Ispettorato; ricevuta con ritenuta 20%; gestione contributi se superi 5.000 euro.
Attività abituale con più clienti Continuità, organizzazione mezzi, promozione; scelta ATECO corretto. Forfettario se ricavi/compensi entro 85.000 euro; imposta 15% o 5% start-up; coefficienti di redditività. Apertura Partita IVA; eventuale iscrizione gestione previdenziale; fatturazione elettronica e adempimenti fiscali periodici.

FAQ

1) Sono uno studente: meglio PrestO, Libretto Famiglia o ricevuta occasionale?

Dipende da chi ti paga e dal tipo di lavoro. Se lavori per un privato in casa (ripetizioni, baby-sitting), la via naturale è Libretto Famiglia su INPS. Il privato acquista i titoli e ti paga in modo tracciato, con contributi e assicurazione già compresi. Se lavori per un bar o uno studio professionale, valuta PrestO: l’utilizzatore deve rientrare nei limiti dimensionali e di settore dell’art. 54-bis del D.L. 50/2017. Se invece svolgi una consulenza episodica per un professionista e l’attività è genuinamente una tantum, puoi usare il lavoro autonomo occasionale con ricevuta e ritenuta d’acconto. Se inizi a lavorare spesso, con più clienti e in modo organizzato, devi aprire Partita IVA, preferibilmente in regime forfettario se resti entro 85.000 euro di compensi. Per scegliere, valuta: frequenza delle prestazioni, chi è il committente, settore ammesso o escluso, e tetti economici.

2) Sono dipendente a tempo indeterminato: posso fare lavori occasionali nel tempo libero?

Sì, ma con cautele. Puoi fare lavoro autonomo occasionale se è episodico e non abituale. Se il committente è un’impresa o un professionista, questi deve inviare la comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro (obbligo introdotto dal D.L. 146/2021). Puoi anche prestare attività tramite PrestO se il settore è ammesso e il datore rientra nei limiti previsti dall’art. 54-bis. Evita di svolgere prestazioni per il tuo stesso datore di lavoro con modalità che mascherano straordinari o mansioni subordinate: rischi riqualificazione. Se le prestazioni extra diventano frequenti o strutturate, apri Partita IVA. Ricorda che oltre 5.000 euro annui complessivi da lavoro autonomo occasionale, maturano contributi INPS alla Gestione Separata sulla parte eccedente, con aliquote pubblicate da INPS ogni anno.

3) Sono pensionato: posso usare i voucher? E come dichiaro i redditi?

Oggi i “voucher” sono sostituiti da PrestO e Libretto Famiglia. Un pensionato può prestare attività in questi schemi se rispetta limiti e settori ammessi dall’art. 54-bis. In alternativa, può svolgere lavoro autonomo occasionale se la prestazione è episodica. Il compenso da PrestO/Libretto Famiglia è soggetto a contribuzione e coperture come previsto da INPS. I compensi si sommano ai redditi per la dichiarazione annuale. Nel lavoro autonomo occasionale, se il committente è sostituto d’imposta, applica la ritenuta 20% e ti rilascia la certificazione. Oltre 5.000 euro annui complessivi di compensi occasionali, versi contributi alla Gestione Separata sull’eccedenza. Verifica eventuali effetti sul cumulo con la pensione secondo le regole previdenziali vigenti; INPS e il Ministero del Lavoro pubblicano indicazioni aggiornate ogni anno.

4) Sono cittadino extracomunitario: posso fare lavoro occasionale senza Partita IVA?

Sì, se hai un permesso di soggiorno che consente attività lavorativa. Puoi usare PrestO o Libretto Famiglia se rientri nei limiti e nei settori ammessi dalla normativa (art. 54-bis del D.L. 50/2017) e se il committente rispetta i limiti dimensionali e le esclusioni (no edilizia, no appalti). Puoi anche svolgere lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c., purché la prestazione sia episodica e non abituale. In tal caso, se superi 5.000 euro annui complessivi, maturano contributi alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente. Ricorda che, se il committente è un’impresa o un professionista, deve effettuare la comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro. Conserva ricevute e certificazioni per la dichiarazione dei redditi e per eventuali controlli su soggiorno e mezzi di sostentamento.

5) Quando il forfettario conviene rispetto alla ricevuta occasionale o a PrestO?

Conviene quando l’attività è abituale o prevedi più incarichi durante l’anno. Con Partita IVA in regime forfettario, se stai sotto 85.000 euro di compensi, semplifichi la fiscalità: imposta sostitutiva 15% (5% start-up se rispetti i requisiti), principio di cassa e coefficienti di redditività. Puoi fatturare a qualunque cliente e non subisci i limiti di PrestO su settori e dipendenti del committente. Eviti l’obbligo di comunicazione preventiva tipico del lavoro autonomo occasionale. Inoltre, costruisci una posizione previdenziale coerente con l’attività e puoi pianificare i contributi. Se invece fai una prestazione isolata all’anno, la ricevuta occasionale resta lo strumento più semplice. Per lavori domestici saltuari verso privati, Libretto Famiglia è immediato e include coperture INPS/INAIL. La scelta corretta si fonda su tre domande: quante prestazioni farai, a chi venderai i servizi e con quale continuità. Le basi normative sono la L. 190/2014 per il forfettario, l’art. 2222 c.c. per l’autonomo occasionale e l’art. 54-bis del D.L. 50/2017 per PrestO.

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