Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I fotografi usano in genere tre codici ATECO: 74.20.11 (fotoreporter), 74.20.12 (riprese aeree con droni) e 74.20.19 (altre attività fotografiche e video). Scegli in base all’attività prevalente; in forfettario coefficiente 78%.
- La scelta dipende dalla prevalenza: puoi indicare un codice principale e, se serve, uno o più secondari coerenti.
- Inquadramento previdenziale: professionista in Gestione Separata o impresa artigiana/commerciale; cambia il calcolo dei contributi.
- Riprese aeree richiedono abilitazioni UAS/ENAC, assicurazione e rispetto di privacy e sicurezza.
Cosa sono i codici ATECO e perché per i fotografi contano davvero
Il codice ATECO identifica l’attività economica che svolgi. Lo usa l’Agenzia delle Entrate per inquadrare tasse, studi e statistiche. Lo usa anche l’INPS per capire quale gestione previdenziale applicare.
Per i fotografi i codici ATECO più usati sono nella sezione M, dedicata alle attività professionali. Questo incide sul coefficiente di redditività del regime forfettario. E influenza anche contributi e adempimenti.
La regola pratica è semplice: scegli il codice legato all’attività che fatturerai di più. Se svolgi anche attività accessorie, le puoi inserire come codici secondari. Eviti discrepanze in fattura e controlli inutili.
Prevalenza e codici secondari: come impostare correttamente la posizione
La prevalenza è l’attività principale per volumi e ricavi. Se fai soprattutto matrimoni e ritratti, userai 74.20.19. Se operi con droni in modo stabile, 74.20.12 diventa il principale.
Puoi aggiungere codici secondari coerenti. Esempio: 74.20.19 principale e 74.20.12 secondario per alcuni servizi aerei. Ricorda: i codici devono riflettersi nelle fatture e nei preventivi.
Se l’attività cambia nel tempo, puoi aggiornare i codici con una pratica all’Agenzia delle Entrate e, se impresa, con ComUnica in Camera di Commercio.
Errori frequenti da evitare
Non indicare un codice solo perché “paga meno”. Il codice deve descrivere il lavoro che fai. In caso di controllo, conta la sostanza.
Non confondere codice ATECO e regime fiscale. Il codice classifica l’attività. Il regime fiscale definisce come calcoli le tasse. Sono due scelte diverse.
Evita di usare solo 74.20.19 se svolgi stabilmente riprese aeree. Le riprese con droni richiedono competenze e permessi specifici. Serve indicarle.
Quale codice ATECO per fotografi: mappa completa
74.20.11 – Attività di fotoreporter
Si usa per reportage giornalistico e documentaristico. Lavori per editori, testate, agenzie stampa. Spesso operi su incarico e con tempi stretti.
È tipico del libero professionista senza albo. Normalmente si versa alla Gestione Separata INPS. Serve attenzione a diritto d’autore e liberatorie.
Norme da conoscere: norme civilistiche sul diritto d’autore e sul ritratto; disciplina fiscale su lavoro autonomo e forfettario consultabili su Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.
74.20.12 – Attività di riprese aeree
Include foto e video con droni. È un’attività regolamentata. Serve abilitazione per operazioni specifiche o aperte secondo norme EASA recepite da ENAC.
Occorrono attestati UAS, registrazione operatore, assicurazione RC, manuali operativi. Verifica zone, NOTAM e divieti. Rispetta privacy e dati personali.
Fonti: regolamenti ENAC su mezzi aerei a pilotaggio remoto, normativa europea EASA, Codice della Navigazione, normativa privacy del Garante.
74.20.19 – Altre attività di riprese fotografiche
È il codice più flessibile. Copre ritratti, matrimoni, eventi, adv, cataloghi e-commerce, promozione immobiliare o turistica, videoregistrazioni di eventi.
Si adatta a chi fa servizi misti foto/video e post-produzione. Spesso è usato come principale, con 74.20.12 come secondario se fai anche droni.
Se gestisci uno studio con attrezzature e clienti al pubblico, valuta inquadramento artigiano e iscrizione in CCIAA. Questo impatta i contributi.
Inquadramento previdenziale, assicurazione e sicurezza
Professionista in Gestione Separata o impresa artigiana/commerciale?
Se lavori come libero professionista senza laboratorio aperto al pubblico, di solito rientri in Gestione Separata INPS. Non hai minimali fissi. Versi una percentuale sul reddito.
Se apri uno studio con attrezzature, assistenti o dipendenti, e produci servizi con prevalenza del lavoro manuale, puoi rientrare tra gli artigiani. In questo caso ti iscrivi a INPS Artigiani e alla Camera di Commercio.
Artigiani e commercianti pagano contributi fissi minimi ogni anno, più una percentuale oltre certe soglie. Le aliquote e i minimali sono indicati nelle circolari INPS di anno in anno.
INAIL e sicurezza
Se impieghi dipendenti o svolgi attività con rischio infortuni (allestimenti, set, scale, droni con attività accessorie), valuta l’obbligo INAIL. Segui anche le norme su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per riprese aeree, assicurazione RC aeromobili è obbligatoria. Verifica sempre i massimali coerenti con l’uso professionale.
Per eventi in spazi pubblici o cantieri, coordina permessi, piani di sicurezza e responsabilità con il committente.
Regime fiscale: forfettario, coefficienti e IVA
Il regime forfettario è la soluzione più comune per chi inizia. È disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, tra cui Legge 145/2018 e Legge 197/2022. A agosto 2026 si applicano i principi generali già vigenti negli anni recenti.
Soglia di accesso e permanenza: di regola 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Superamenti oltre 100.000 euro comportano l’uscita immediata nell’anno del superamento, secondo le regole introdotte dalle ultime leggi di bilancio.
Il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività. Per le attività professionali della sezione M, il coefficiente è 78%. Significa che tassi e contributi si calcolano sul 78% dei compensi.
L’imposta sostitutiva è al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. Dal sesto anno è al 15%. Verifica sempre le cause di esclusione su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Nel forfettario non applichi IVA in fattura. Scrivi la dicitura di legge. Non applichi ritenuta d’acconto. Applichi marca da bollo da 2 euro se il totale supera 77,47 euro.
Esempio numerico di calcolo
Incassi annui: 20.000 euro. Reddito imponibile forfettario: 20.000 × 78% = 15.600 euro.
Imposta sostitutiva al 5%: 15.600 × 5% = 780 euro. Aliquota al 15% dal sesto anno: 15.600 × 15% = 2.340 euro.
Contributi previdenziali: in Gestione Separata si applica l’aliquota pubblicata dall’INPS ogni anno. Nel 2025 l’aliquota per professionisti senza altra tutela era 26,07%. Per il 2026 verifica la circolare INPS di inizio anno.
Con aliquota 26,07% (dato 2025), contributi su 15.600 euro: 15.600 × 26,07% = 4.067 euro circa. Se sei artigiano, considera i contributi fissi più la percentuale sul reddito eccedente i minimali.
Regola decisionale rapida
Come scegliere il codice ATECO in 5 passaggi logici
1) Definisci l’attività prevalente per ricavi attesi. Se oltre il 50% viene da reportage per editori, scegli 74.20.11. Se oltre il 50% deriva da droni, scegli 74.20.12. In tutti gli altri casi, 74.20.19.
2) Valuta attività accessorie ricorrenti. Se fai anche droni ma non sono prevalenti, aggiungi 74.20.12 come secondario. Se fai solo occasionalmente, puoi evitare il secondario ma resta coerente in preventivi e contratti.
3) Scegli l’inquadramento previdenziale in base all’organizzazione. Lavoro autonomo individuale senza studio al pubblico: Gestione Separata. Studio organizzato con attrezzature e personale: Artigiani/Commercianti e CCIAA.
4) Verifica autorizzazioni e rischi. Droni richiedono abilitazioni ENAC/EASA e assicurazione. Studio aperto al pubblico può richiedere SCIA al Comune.
5) Conferma il regime fiscale. Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e rispetti requisiti ed esclusioni, valuta il forfettario. Considera il coefficiente 78% e le proiezioni di imposta e contributi.
Adempimenti e tempistiche operative
Apertura partita IVA e comunicazioni
Per persona fisica, compila il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Indica codice ATECO principale e, se serve, secondari. Il numero di partita IVA arriva subito.
Se impresa artigiana o commerciale, procedi con ComUnica in Camera di Commercio. Iscriviti a INPS Artigiani/Commercianti. Valuta INAIL secondo i rischi.
Per studio aperto al pubblico, verifica la SCIA presso il SUAP del Comune. Controlla anche requisiti di sicurezza dei locali e impianti.
Fatturazione, bollo, rivalsa e incassi
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. Emissione tramite software o servizi abilitati al Sistema di Interscambio.
Inserisci la marca da bollo virtuale da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Il bollo si versa trimestralmente con F24.
Come professionista in Gestione Separata puoi applicare la rivalsa INPS del 4% in fattura. È facoltativa, ma utile per coprire parte dei contributi. Non vale per artigiani/commercianti.
Privacy, diritto d’immagine e musica
Per ritratti, matrimoni ed eventi raccogli liberatorie chiare. Indica finalità, uso e durata. Per minori servono i genitori esercenti la responsabilità.
Se monti musica nei video, regola le licenze. Valuta i diritti con gli aventi titolo. Per spazi pubblici, rispetta normativa privacy e cartelli informativi se necessario.
Con droni, limita le riprese di persone non coinvolte. Minimizza dati e conserva solo quanto serve al progetto.
Fonti normative e prassi di riferimento
Classificazione ATECO: documenti ISTAT e prassi dell’Agenzia delle Entrate. Norme fiscali su partita IVA, lavoro autonomo e regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 145/2018, Legge 197/2022), consultabili su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Previdenza: circolari INPS su Gestione Separata e Artigiani/Commercianti. Contributi minimi e aliquote aggiornate ogni anno dall’INPS.
Riprese aeree: regolamenti ENAC e normativa europea EASA sui mezzi aerei a pilotaggio remoto; Codice della Navigazione; obbligo di assicurazione RC aeromobili.
Privacy e immagine: Codice in materia di protezione dei dati personali e linee guida del Garante; norme civilistiche su diritto all’immagine e diritto d’autore.
| Scenario professionale | Codici ATECO coerenti | Iscrizioni/permessi | Gestione INPS e contributi | Tempistiche/adempimenti |
|---|---|---|---|---|
| Fotoreporter per editori e agenzie | Primario: 74.20.11; Secondario: 74.20.19 (se fai servizi ritratti/eventi) | Nessuna abilitazione specifica; attenzione a liberatorie e diritti d’autore | Di norma Gestione Separata; aliquota definita annualmente da INPS | IVA: forfettario senza IVA; FE obbligatoria; marca da bollo se dovuta |
| Operatore foto/video con droni | Primario: 74.20.12; Secondario: 74.20.19 | Attestati UAS, registrazione operatore, assicurazione RC, rispetto ENAC/EASA | Gestione Separata o Artigiani se studio strutturato; verifica INAIL se rischi | Verifica scenari operativi, NOTAM e divieti; informativa privacy su aree pubbliche |
| Studio ritratti e matrimoni con sala posa | Primario: 74.20.19; Secondario: 74.20.12 (se usi droni saltuariamente) | Eventuale SCIA per studio aperto al pubblico; requisiti di sicurezza locali | Spesso Artigiani/Commercianti con contributi minimi + percentuali | ComUnica in CCIAA; INPS Artigiani; possibile INAIL; FE e bollo |
| Produzione contenuti adv e cataloghi e-commerce | Primario: 74.20.19; Secondari: 74.20.11 (se fai reportage), 74.20.12 (se fai droni) | Contratti con cessione diritti; gestione privacy per modelli e set | Gestione Separata se professionista; artigiano se laboratorio organizzato | Pianifica liberatorie, backup dati, consegna e conservazione digitale |
| Videomaker eventi con post-produzione | Primario: 74.20.19 | Licenze musica; privacy per ospiti; eventuali permessi location | Gestione Separata; possibile rivalsa INPS 4% in fattura (facoltativa) | Forfettario: coefficiente 78%; marca da bollo; consegna file e diritti |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra 74.20.11, 74.20.12 e 74.20.19 per un fotografo?
74.20.11 identifica il fotoreporter. È coerente con reportage giornalistico e documentaristico per editori e agenzie. 74.20.12 riguarda le riprese aeree con droni. Richiede abilitazioni specifiche, assicurazione e rispetto delle regole ENAC/EASA. 74.20.19 copre tutte le altre attività fotografiche e video: ritratti, matrimoni, eventi, pubblicità, cataloghi prodotti, immobili, turismo e videoregistrazioni. Scegli il principale in base a ciò che fatturerai di più nell’anno. Puoi aggiungere gli altri come secondari se svolgi anche quelle attività in modo non prevalente. La scelta corretta riduce rischi di contestazioni e rende coerenti preventivi e fatture con ciò che dichiari al fisco.
Posso avere più codici ATECO e come li uso nelle fatture?
Sì, puoi indicare un codice principale e uno o più secondari. Devi però usare il principale se quell’attività resta prevalente. Nelle fatture non è obbligatorio riportare il codice, ma la descrizione del servizio deve combaciare con i codici dichiarati. Se lavori spesso con droni, inserisci 74.20.12 come secondario o principale. Se un’attività secondaria diventa prevalente durante l’anno, valuta l’aggiornamento dei codici con una pratica all’Agenzia delle Entrate (e in CCIAA se sei impresa). Mantenere l’allineamento tra codici, contratti e fatture evita discrepanze in caso di controlli.
Come funzionano imposte e contributi per un fotografo in regime forfettario?
Nel forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Calcoli il reddito applicando il coefficiente di redditività. Per i fotografi in sezione M, il coefficiente è 78%. Sull’importo risultante paghi l’imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti di start-up, poi 15%. I contributi dipendono dall’inquadramento. In Gestione Separata versi una percentuale definita dall’INPS ogni anno (nel 2025 era 26,07% per i professionisti senza altre tutele). Se sei artigiano o commerciante, versi contributi minimi annuali, più una percentuale oltre i minimali. Queste regole derivano dalla Legge 190/2014 e successive modifiche e dalle circolari INPS. A inizio anno verifica sempre aliquote e minimali aggiornati.
Quando devo iscrivermi alla Camera di Commercio e quando resto solo libero professionista?
Rimani libero professionista se operi senza uno studio aperto al pubblico e senza un’organizzazione tipica d’impresa. Fai servizi presso clienti, in esterna o in studio privato non accessibile al pubblico. In questo caso, di solito versi alla Gestione Separata e non devi iscriverti alla CCIAA. Devi invece iscriverti alla Camera di Commercio e all’INPS Artigiani/Commercianti quando gestisci uno studio organizzato con sala posa, apparecchiature rilevanti, eventuali dipendenti o collaboratori fissi, e offri servizi al pubblico con modalità tipiche dell’impresa. La scelta incide sui contributi (minimi fissi per artigiani/commercianti) e su eventuali adempimenti come la SCIA. Se sei nel dubbio, analizza concretamente come organizzi e vendi il servizio: la sostanza prevale sulla forma.
Se faccio anche video con musica e riprese con droni, quali permessi e tutele devo considerare?
Per droni servono abilitazioni UAS idonee allo scenario operativo, registrazione come operatore, assicurazione RC aeromobili e rispetto di ENAC/EASA. Verifica mappe, divieti, NOTAM e distanze da persone non coinvolte. Per video con musica devi gestire le licenze con gli aventi diritto. Evita brani non autorizzati. Per persone riprese, raccogli liberatorie chiare, soprattutto per ritratti ed eventi. Rispetta le regole privacy del Garante, minimizza i dati non necessari e conserva il materiale il tempo utile al progetto. In spazi pubblici o eventi, coordina con il committente permessi e informative. Se operi con set complessi, valuta gli obblighi di sicurezza, l’eventuale INAIL per personale e la corretta contrattualistica per responsabilità e cessione dei diritti.
