Codice ATECO 96.21.00: cos’è e cosa posso farci?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire come parrucchiera scegli ATECO 96.02.01, apri Partita IVA artigiana con ComUnica, invia SCIA al SUAP, e valuta il regime forfettario (67% coefficiente, imposta 5% start-up, poi 15%).

  • Codice ATECO corretto: 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere” (classificazione ISTAT ATECO 2007, aggiornamenti recenti).
  • Iter unico ComUnica: Registro Imprese/Albo Artigiani CCIAA, INPS Gestione Artigiani, INAIL; SCIA al SUAP del Comune.
  • Forfettario: soglia 85.000 euro, coefficiente 67%, imposta 5% per start-up (requisiti) e 15% a regime; contributi INPS artigiani con possibile riduzione 35%.

Codice ATECO e inquadramento corretto

Il codice ATECO per fare la parrucchiera è 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”. È la voce dedicata ai servizi di taglio, piega, colore e trattamenti affini.

Attenzione a non usare codici simili ma sbagliati. Per esempio, i codici per estetica o benessere non coprono i servizi di acconciatura. Un codice errato comporta rischi fiscali e amministrativi.

Riferimenti utili: classificazione ISTAT ATECO 2007 (ultimo aggiornamento), consultabile anche tramite i materiali istituzionali. Fonti normative di contesto: Normattiva e portali istituzionali.

Perché non 96.21.00

96.21.00 non identifica l’attività di parrucchiera. Usare un codice diverso da 96.02.01 può generare controlli, esclusione da agevolazioni e sanzioni. Correggi subito il codice se hai già aperto l’attività con una voce non coerente.

Iter per aprire Partita IVA artigiana

Apri come ditta individuale artigiana. Sei tu la titolare che lavora in prima persona. L’iter standard si svolge con la pratica telematica ComUnica.

ComUnica è la comunicazione unica che invia in un colpo solo più adempimenti. Base giuridica: D.P.C.M. 6 maggio 2009 (attuazione dell’art. 9 L. 40/2007). Usa i canali della Camera di Commercio.

Cosa include ComUnica

Registro delle Imprese e Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio. Riferimento: L. 443/1985. L’iscrizione certifica l’impresa artigiana.

INPS Gestione Artigiani: ti iscrivi per i contributi previdenziali obbligatori. Riceverai posizione contributiva e scadenze periodiche.

INAIL: assicura contro gli infortuni sul lavoro. Ti verrà assegnata la voce di rischio e il premio da versare.

SCIA al SUAP e requisiti locali

Dopo ComUnica, presenti la SCIA al SUAP del Comune dove è la sede. La SCIA è la “Segnalazione Certificata di Inizio Attività”. Fonti: D.Lgs. 222/2016 e D.P.R. 160/2010.

La SCIA autocertifica che il locale rispetta i requisiti igienico-sanitari e urbanistici. L’ASL può fare controlli. Le Regioni pubblicano linee guida su locali, arredi, sterilizzazione, smaltimento rifiuti.

Se lavori a domicilio, il Comune può chiedere requisiti diversi. Verifica sempre il regolamento comunale e regionale.

Abilitazione professionale obbligatoria

Per esercitare come acconciatrice serve l’abilitazione professionale. La disciplina è nella Legge 174/2005. È la norma base per l’attività di acconciatore.

Come si ottiene: percorso regionale (formazione teorica e pratica), o apprendistato qualificante, o esperienza lavorativa con integrazione formativa. Le Regioni regolano durata e programmi.

Senza abilitazione non puoi aprire come titolare. Puoi però assumere o collaborare con un responsabile tecnico abilitato presente in sede secondo gli orari dichiarati.

Regime fiscale: forfettario o ordinario

Il regime forfettario è il più usato dalle parrucchiere in avvio. Si applica fino a 85.000 euro di ricavi annui. Fonti: L. 190/2014 e successive modifiche (L. 145/2018; L. 197/2022).

Nel forfettario le spese non contano analiticamente. Si usa il “coefficiente di redditività”: per i servizi alla persona è 67%. È la quota degli incassi su cui calcoli l’imposta.

Aliquote e condizioni 5% start-up

L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti; non prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo prevalente con lo stesso datore/committente; apertura ex novo.

Superare 100.000 euro in corso d’anno fa uscire subito dal forfettario. La soglia di 85.000 euro resta il limite ordinario di accesso e permanenza annuale.

Verifica le cause di esclusione: partecipazioni in società di persone, controllo in SRL che esercita attività riconducibile, regimi speciali IVA, residenza fuori UE senza requisiti, e altre casistiche previste dalla legge.

Contributi INPS artigiani

Paghi contributi fissi annui più una percentuale sul reddito eccedente il minimale. INPS aggiorna annualmente importi e scaglioni con proprie circolari.

Nel forfettario puoi chiedere lo sconto del 35% sui contributi artigiani. La riduzione si chiede una volta e vale finché resti nel regime. Valuta l’impatto su future prestazioni pensionistiche.

I contributi si versano con F24 alle scadenze ordinarie: quattro rate per i fissi e due acconti/saldo per l’eccedenza. Controlla sempre la circolare INPS dell’anno in corso.

Obblighi operativi: IVA, corrispettivi, e-fattura, POS

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Indichi la dicitura che spiega l’assenza di IVA per legge.

Se lavori con privati, memorizzi e invii i corrispettivi con registratore telematico. Riferimento: D.Lgs. 127/2015. In alternativa, puoi emettere fattura elettronica per ogni incasso.

L’obbligo di fatturazione elettronica si applica anche ai forfettari. La progressiva estensione deriva dal D.L. 36/2022 convertito in L. 79/2022 e dai successivi provvedimenti.

Devi accettare pagamenti elettronici (POS). Il rifiuto comporta sanzioni. Fonti: D.L. 124/2019 e D.L. 36/2022.

Rispetta privacy e sicurezza: GDPR per i dati dei clienti, D.Lgs. 81/2008 per salute e sicurezza sul lavoro. Se riproduci musica in salone, considera i diritti connessi e d’autore secondo la normativa vigente.

Formule organizzative: salone, a domicilio, affitto di poltrona

Puoi lavorare in un locale aperto al pubblico, a domicilio presso la cliente, oppure con il modello “affitto di poltrona”. La scelta incide su SCIA, controlli e contratti.

L’affitto di poltrona è disciplinato dalla L. 124/2017. Serve un contratto scritto registrato, con orari, postazione, attrezzature e responsabilità chiare. Ogni professionista resta fiscalmente autonomo.

Se apri una società (per esempio una SRL semplificata), verifica ruolo del responsabile tecnico abilitato e i requisiti per eventuali dipendenti e apprendisti.

Regola decisionale rapida

Scelta del regime fiscale

Incassi previsti entro 85.000 euro, spese contenute e pochi beni strumentali: forfettario con coefficiente 67%. Benefici: semplicità e possibile 5% start-up.

Incassi elevati, spese importanti (affitti, personale, prodotti): valuta regime ordinario semplificato per dedurre i costi e detrarre l’IVA.

Scelta della forma organizzativa

Se lavori da sola e vuoi costi bassi: ditta individuale artigiana. Iter veloce, contributi INPS artigiani, SCIA su locale o domicilio.

Se condividi spazi senza dipendenti: affitto di poltrona con contratto L. 124/2017. Ogni professionista resta indipendente e presenta la propria SCIA.

Se punti a crescere con personale e più sedi: società di capitali, con responsabile tecnico e procedure di sicurezza più strutturate.

Controlli minimi prima di aprire

  • Abilitazione professionale conforme a L. 174/2005 o responsabile tecnico nominato.
  • Locale a norma igienico-sanitaria; SCIA SUAP completa di planimetrie e dichiarazioni.
  • Codice ATECO 96.02.01, iscrizione Albo Artigiani, INPS e INAIL tramite ComUnica.

Fonti normative essenziali da conoscere

Legge 174/2005: disciplina dell’attività di acconciatore (abilitazione, responsabile tecnico).

D.P.R. 160/2010 e D.Lgs. 222/2016: sportello SUAP e segnalazioni (SCIA) per attività produttive.

D.P.C.M. 6 maggio 2009: ComUnica per Registro Imprese, INPS e INAIL.

Legge 443/1985: impresa artigiana e Albo Artigiani.

Legge 190/2014, L. 145/2018, L. 197/2022: regime forfettario (soglie, aliquote, condizioni).

D.Lgs. 127/2015: corrispettivi telematici; D.L. 36/2022 convertito in L. 79/2022: estensione fattura elettronica.

D.L. 124/2019 e D.L. 36/2022: obbligo POS e sanzioni.

D.Lgs. 81/2008: salute e sicurezza; Regolamenti regionali e ASL: requisiti igienico-sanitari per acconciatori.

Scenario Adempimenti principali Requisiti e abilitazioni Tempistiche indicative
Salone in sede aperto al pubblico ComUnica (CCIAA/Albo Artigiani, INPS, INAIL); SCIA SUAP con planimetrie; registratore telematico; eventuale e-fattura; POS attivo. Abilitazione L. 174/2005 o responsabile tecnico; requisiti locali igienico-sanitari regionali; DVR sicurezza se obbligatorio. ComUnica 1-3 giorni; SCIA immediata con controlli successivi; avvio operativo in 1-2 settimane salvo adeguamenti.
Servizi a domicilio ComUnica; SCIA SUAP per attività itinerante/extra-locale se prevista; gestione appuntamenti e corrispettivi telematici; POS mobile. Abilitazione professionale; rispetto norme igieniche su attrezzature e sterilizzazione; informativa privacy clienti. Iter 3-7 giorni; tempi variabili per eventuali comunicazioni aggiuntive del Comune.
Affitto di poltrona in salone altrui ComUnica autonoma; SCIA personale; contratto scritto registrato (L. 124/2017); gestione fiscale separata; RT proprio o accordi di riversamento. Abilitazione L. 174/2005; rispetto delle procedure del salone ospitante; copertura INAIL individuale. Contratto e registrazione 1-5 giorni; SCIA immediata; operatività spesso entro una settimana.
Società (es. SRL/SRLS) con dipendenti Atto costitutivo; ComUnica; SCIA SUAP; posizioni INPS/INAIL per azienda e dipendenti; valutazione rischi; procedure HR. Responsabile tecnico abilitato; formazione sicurezza; eventuali apprendistati; privacy e policy interne. Costituzione 1-10 giorni; SCIA immediata; onboarding dipendenti 1-2 settimane.

FAQ

Qual è il codice ATECO giusto per la parrucchiera e cosa rischio se uso quello sbagliato?

Il codice ATECO corretto è 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”. Questa voce copre taglio, piega, colore e trattamenti correlati. Se usi un codice non coerente, come voci destinate a benessere o estetica, rischi: errata applicazione del coefficiente di redditività nel forfettario; esclusione da agevolazioni contributive o fiscali specifiche; contestazioni in caso di controlli del Comune, dell’Agenzia delle Entrate o dell’INPS; necessità di rettifiche con sanzioni e interessi. Correggi il codice con una pratica di variazione in Camera di Commercio e all’Agenzia delle Entrate. Verifica anche che la SCIA SUAP riporti l’attività giusta. Riferimenti: classificazione ISTAT ATECO 2007 e principi generali di correttezza dell’inquadramento.

Come funziona il regime forfettario per una parrucchiera e come si calcolano le imposte?

Nel forfettario applichi il coefficiente di redditività del 67% ai tuoi incassi. Il risultato è il “reddito forfettario”. Su questo paghi l’imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non prosecuzione dell’attività di un datore/committente prevalente, avvio di nuova attività). Esempio semplice: incassi 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Imposta al 15%: 3.015 euro (al 5%: 1.005 euro). A parte calcoli e versi i contributi INPS artigiani, che si detraggono dall’imponibile ai fini dell’imposta. Soglie e criteri sono nella L. 190/2014, L. 145/2018 e L. 197/2022. Se superi 100.000 euro nell’anno, esci subito dal forfettario e dal momento del superamento applichi il regime ordinario IVA e imposte secondo le regole generali.

Quanto pago di contributi INPS artigiani e quando li verso?

I contributi artigiani hanno due parti: una quota fissa annua, dovuta anche se incassi poco, e una quota percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. Le aliquote e i minimali li pubblica l’INPS ogni anno con una circolare. Nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (agevolazione prevista dalla L. 190/2014). Ricorda però che ridurre i contributi può abbassare la base per la pensione futura. I versamenti avvengono con F24: la quota fissa di solito in quattro rate trimestrali; la quota a percentuale con acconti e saldo collegati alla dichiarazione. Se assumi personale, oltre alla tua posizione, apri la posizione contributiva per i dipendenti e rispetti i CCNL applicabili. Per date e importi precisi, leggi la circolare INPS dell’anno e conserva le ricevute di pagamento.

Che cos’è la SCIA per un salone di parrucchiera e quali requisiti igienico-sanitari servono?

La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La presenti al SUAP del Comune dove hai la sede. Con la SCIA dichiari che il locale rispetta le norme su destinazione d’uso, sicurezza, accessibilità e igiene. Il SUAP inoltra la pratica agli uffici competenti, come ASL e Ufficio Tecnico. La base giuridica è nel D.P.R. 160/2010 e nel D.Lgs. 222/2016. I requisiti igienico-sanitari sono fissati da regolamenti regionali e da eventuali linee guida dell’ASL: ventilazione e illuminazione adeguate, aree separate per lavaggio e trattamenti, sterilizzazione attrezzature, gestione rifiuti, servizi igienici, spogliatoi dove richiesti. Se operi a domicilio, la SCIA può avere regole specifiche e servono procedure per trasporto e sanificazione delle attrezzature. Tieni un manuale organizzativo semplice con check-list di pulizia, sterilizzazione e manutenzione: aiuta nei controlli.

Quali documenti fiscali devo emettere e quali sono le sanzioni se sbaglio?

Se vendi servizi a privati, puoi emettere corrispettivi telematici con registratore omologato e inviarli all’Agenzia delle Entrate. In alternativa puoi emettere fattura elettronica per ogni operazione. Se lavori con imprese o professionisti, la fattura elettronica è la regola; verso la Pubblica Amministrazione è obbligatoria da anni. L’obbligo di e-fattura è stato esteso anche ai forfettari dal D.L. 36/2022 convertito in L. 79/2022. Indica sempre la dicitura di esclusione IVA se sei in forfettario. Conserva elettronicamente i documenti secondo le norme. Se ometti fatture o invii in ritardo i corrispettivi, si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997, con importi proporzionali e minimi fissi. Se rifiuti il pagamento elettronico, scatta la sanzione prevista da D.L. 124/2019 e D.L. 36/2022. Prepara procedure standard: chi emette, quando invia, come conserva. Riduce errori e rischi di sanzione.

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