Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per l’attività di promoter, in assenza di un codice dedicato, la scelta più corretta è ATECO 74.90.99 “Altre attività professionali nca”; in alternativa valuta 73.11.02 se gestisci campagne pubblicitarie.
- ATECO: 74.90.99 per attività professionale di promoter; 73.11.02 se svolgi anche gestione e conduzione di campagne.
- Previdenza: iscrizione alla Gestione Separata INPS; aliquota 2026 pari al 26,07% sul reddito.
- Fisco: Forfettario (5%/15%, coefficiente 78%) o Ordinario (IVA, IRPEF 23%-33%-43%). Fatturazione elettronica obbligatoria.
Codice ATECO per promoter: quale scegliere nel 2026
Il lavoro del promoter non ha un codice ATECO specifico. Serve inquadrare l’attività in base a cosa fai davvero. L’obiettivo è usare un codice coerente con le prestazioni che offri e con il linguaggio della classificazione ISTAT.
Quando usare 74.90.99 “Altre attività professionali nca”
È la scelta più usata per i promoter freelance che svolgono attività promozionali per conto terzi. Esempi: promozione in store, eventi, street marketing, distribuzione materiale informativo, product specialist in giornate promozionali.
Questo codice copre attività professionali non regolamentate e non altrove classificate. Ti consente di operare come libero professionista senza iscrizione alla Camera di Commercio. Rientri nella Gestione Separata INPS.
Quando considerare 73.11.02 “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”
Sceglilo se, oltre alla presenza come promoter, progetti o gestisci la campagna. Esempi: definisci concept, target, KPI, brief allestimenti, scegli canali, coordini hostess e promoter, redigi report di performance.
Questo codice inquadra un servizio pubblicitario e di marketing. Ha senso quando vendi una prestazione intellettuale organizzata e continuativa che va oltre la semplice presenza promozionale.
Attività secondarie e combinazioni
Se alterni compiti diversi, puoi indicare attività secondarie in apertura. Esempio: principale 74.90.99 e secondaria 73.11.02, se la consulenza marketing è occasionale. Ricorda che il codice principale è quello con fatturato prevalente.
La classificazione ATECO è ISTAT (ATECO 2007). Riferimento tecnico: classificazione ISTAT ATECO 2007 consultabile sui canali istituzionali ISTAT.
Apertura Partita IVA e adempimenti
Come aprire: moduli, termini, canali
Apri Partita IVA come persona fisica con il modello AA9/12. Puoi presentarlo online o allo sportello dell’Agenzia delle Entrate. Devi farlo entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.
Base normativa: art. 35 del DPR 633/1972 per la dichiarazione di inizio attività. Fonte testuale: portale Normattiva e documentazione dell’Agenzia delle Entrate.
Nel modulo indichi: codice ATECO, regime fiscale prescelto (forfettario o ordinario), domicilio fiscale, eventuale intermediario. Conserva la ricevuta con il numero di protocollo.
Iscrizione INPS Gestione Separata 2026
Con i codici 74.90.99 e 73.11.02 non hai una cassa professionale dedicata. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione è online sul portale INPS, sezione Lavoratori autonomi – Gestione Separata.
Aliquota 2026 per professionisti non assicurati ad altre forme obbligatorie: 26,07%. Il contributo si calcola sul reddito professionale. Nel forfettario, il reddito è ricavi per coefficiente; nell’ordinario, compensi meno costi.
Non esiste minimiale fisso: versi in percentuale a consuntivo. La contribuzione è deducibile dal reddito ai fini IRPEF o imposta sostitutiva. Fonte: circolari INPS annuali su aliquote Gestione Separata.
Fatturazione elettronica, marca da bollo e ritenute
Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Nel 2026 l’obbligo è generalizzato. Base normativa: DL 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Se sei in forfettario, non applichi IVA né ritenuta d’acconto. Devi inserire in fattura la dicitura di esonero IVA e ritenute secondo la legge 190/2014.
Se sei in ordinario e fatturi a un sostituto d’imposta, applichi ritenuta del 20% sui compensi al netto di spese anticipate. Base normativa: art. 25 del DPR 600/1973.
Marca da bollo da 2 euro per fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Pagamento virtuale trimestrale tramite il servizio dell’Agenzia delle Entrate. Base normativa: DPR 642/1972.
Regimi fiscali a confronto per il promoter
Regime forfettario: requisiti, aliquote e calcolo
È il regime agevolato per persone fisiche fino a una soglia di ricavi annui. Soglia in vigore: 85.000 euro. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno in corso.
Base normativa: legge 190/2014 (commi 54-89) e successive modifiche; legge di bilancio 2023 ha fissato soglia 85.000 e uscita a 100.000. Fonti testuali: Normattiva e Agenzia delle Entrate.
Aliquote imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up; 15% dal sesto anno o senza requisiti. L’imposta sostituisce IRPEF, addizionali e IVA.
Requisiti 5% in parole semplici: attività nuova, nessuna partita IVA attiva nei 3 anni precedenti, niente prosecuzione di attività svolta come dipendente o collaboratore salvo praticantato obbligatorio. Riferimento: legge 190/2014.
Coefficiente di redditività per attività professionali (ATECO 74.90.99 e 73.11.02): 78%. Significa che, se incassi 30.000 euro, il tuo reddito forfettario è 23.400 euro. Su questo calcoli contributi e imposta.
Formula pratica forfettario: Reddito = Ricavi x 78% – Contributi INPS. Imposta = 5% o 15% sul reddito. Contributi = 26,07% di (Ricavi x 78%).
Regime ordinario: IVA, IRPEF e costi deducibili
Il regime ordinario si applica se non puoi o non vuoi adottare il forfettario. Applichi IVA in fattura (di solito 22%), detrai l’IVA sugli acquisti, tieni registri IVA.
Reddito tassabile: compensi meno costi inerenti. Per i professionisti vale il principio di cassa. Significa che contano gli incassi e i pagamenti dell’anno. Base normativa: art. 54 del TUIR.
IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Aggiungi addizionali regionali e comunali. Applichi ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta.
Conviene l’ordinario se hai molti costi reali: trasferte, allestimenti, subappalti, consulenze, attrezzature, formazione. L’IVA diventa neutra se compri molto per l’attività. Lo stesso confronto vale per altre professioni autonome, come nel regime fiscale più conveniente per un personal trainer.
Regola decisionale rapida
Usa questa sequenza per decidere in fretta, riducendo gli errori:
- Attività prevalente: se fai presenza promozionale, scegli 74.90.99. Se progetti e gestisci campagne, valuta 73.11.02. Se fai entrambi, indica l’attività secondaria.
- Fatturato atteso: se sotto 85.000 euro e hai pochi costi reali, preferisci il forfettario. Se prevedi costi importanti e IVA da detrarre, scegli l’ordinario.
- Storia lavorativa: se rispetti i requisiti start-up, punta al 5% per cinque anni. Se non li rispetti, 15% fisso o ordinario a confronto numerico.
- Clienti tipici: se lavori con aziende che richiedono ritenuta e gestione IVA articolata, l’ordinario può semplificare i flussi di cassa IVA.
- Prospettiva 24 mesi: se nei prossimi due anni superi 85.000 euro, programma l’uscita dal forfettario per evitare sorprese con l’IVA in corso d’anno.
Altri aspetti pratici da non trascurare
Occasionale, ritenute e soglie
Se inizi con singoli incarichi saltuari, puoi operare come lavoro autonomo occasionale senza Partita IVA. Attenzione al carattere non abituale. Oltre 5.000 euro annui lordi scatta la contribuzione alla Gestione Separata sulla parte eccedente.
Per prestazioni occasionali rese a imprese o professionisti, il committente applica la ritenuta del 20%. Esiste un obbligo di comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro per i committenti in alcuni casi. Base normativa: legge 215/2021 e istruzioni ministeriali.
Privacy e sicurezza negli eventi
Se raccogli contatti o dati durante le promozioni, applica il GDPR: informativa chiara e consenso. Per allestimenti e attività in store segui le regole di sicurezza dei luoghi di lavoro del committente. Riferimenti: Regolamento UE 2016/679 e D.Lgs. 81/2008.
Controlli di coerenza fiscale
Nel forfettario non applichi ISA, ma l’Agenzia delle Entrate può controllare la coerenza tra ricavi, spese e movimenti bancari. Usa conti dedicati e descrizioni chiare in fattura.
Previdenza e maternità
La Gestione Separata include tutele come indennità di maternità e malattia secondo i requisiti. Le aliquote includono una quota per queste prestazioni. Verifica ogni anno la circolare INPS aliquote e minimali.
| Scenario | ATECO consigliato | Requisiti/Adempimenti | Tempistiche |
|---|---|---|---|
| Promoter in store ed eventi (presenza, dimostrazioni, distribuzione) | 74.90.99 | Partita IVA PF con AA9/12; Gestione Separata INPS; e-fattura; marca da bollo se senza IVA; eventuale forfettario | AA9/12 entro 30 giorni; iscrizione INPS subito dopo apertura; e-bollo trimestrale |
| Promoter + gestione campagne (brief, KPI, report, coordinamento) | 73.11.02 (secondaria 74.90.99 se necessario) | Partita IVA; valutare ordinario se alta IVA a credito; ritenute se ordinario con clienti sostituti | Valutazione regime al momento dell’apertura; possibile passaggio regime dall’anno successivo |
| Start-up con primo anno di attività e fatturato previsto 25.000 € | 74.90.99 | Forfettario con 5% se rispetti i requisiti; coefficiente 78%; INPS 26,07% sul reddito | Opzione forfettario all’apertura; verifica requisiti ogni anno |
| Attività con costi elevati (allestimenti, nolo, subfornitura) e fatturato 90.000 € | 73.11.02 o 74.90.99 in base alla prevalenza | Regime ordinario: IVA 22%; IRPEF 23-33-43; ritenute 20% su compensi a professionisti; libri IVA | Liquidazioni IVA periodiche; versamenti imposte a saldo/acconti secondo scadenze |
| Collaborazioni sporadiche iniziali (non abituali) | Nessun ATECO (prestazione occasionale) | Ricevuta con ritenuta 20% se dovuta; Gestione Separata su quota oltre 5.000 €; niente P.IVA | Valuta apertura P.IVA al superamento dell’abitualità o soglie economiche |
FAQ
Qual è il codice ATECO corretto per un promoter freelance che lavora in negozi e centri commerciali?
Nella pratica professionale, il codice più adatto è 74.90.99 “Altre attività professionali nca”. Copre la presenza promozionale, le dimostrazioni di prodotto e la distribuzione di materiale informativo per conto terzi. Non esiste un codice ATECO dedicato alla figura del promoter, quindi serve scegliere quello più coerente con l’attività reale. Se però oltre alla presenza curi la strategia, imposti il piano operativo, coordini il team e produci report delle campagne, allora è coerente valutare il 73.11.02 “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”. La scelta va fatta in base alla prevalenza del fatturato. Se svolgi entrambe le attività, indica l’attività secondaria in apertura per allineare la classificazione all’operatività effettiva.
Meglio regime forfettario o ordinario per un promoter? Come fare i conti in modo semplice?
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e hai pochi costi reali, il forfettario è di solito più conveniente e più semplice. Con il coefficiente del 78%, tassi il 78% dei ricavi, deduci i contributi e applichi il 5% (se start-up) o il 15%. Esempio: ricavi 30.000, reddito forfettario 23.400; contributi 26,07% di 23.400; imposta sul reddito al netto dei contributi. Se invece sostieni costi importanti (allestimenti, nolo attrezzature, subfornitori, viaggi), il regime ordinario può far risparmiare grazie alla deducibilità dei costi e alla detraibilità dell’IVA. In ordinario, applichi IVA in fattura, calcoli il reddito come compensi meno costi, e paghi IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%, più addizionali. Fai sempre un confronto numerico su preventivo annuale per scegliere in modo oggettivo.
Come e quando devo iscrivermi alla Gestione Separata INPS? Quanto pago nel 2026?
Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS subito dopo l’apertura della Partita IVA, attraverso i servizi online INPS. Non c’è minimale fisso: versi una percentuale sul tuo reddito professionale. Per il 2026, l’aliquota per i professionisti non assicurati ad altre casse è pari al 26,07% (dato definito dalle circolari INPS annuali). Nel regime forfettario, la base contributiva è il reddito calcolato con il coefficiente (ricavi x 78%); in ordinario è il reddito effettivo (compensi meno costi). I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito imponibile, riducendo l’imposta dovuta. Le scadenze di pagamento seguono quelle delle imposte (saldo e acconti) tramite modello F24.
Quali sono gli obblighi di fatturazione per un promoter nel 2026? Cosa succede con ritenuta e bollo?
Nel 2026 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, compresi i forfettari. Se sei in forfettario, non addebiti IVA, non applichi ritenuta d’acconto e inserisci in fattura le diciture di esonero ai sensi della legge 190/2014. Se sei in ordinario e il cliente è un sostituto d’imposta (impresa o professionista), applichi ritenuta del 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/1973. Per le fatture senza IVA superiori a 77,47 euro devi l’imposta di bollo di 2 euro, da assolvere in modo virtuale e versare trimestralmente tramite il portale Fatture e Corrispettivi. Ricorda di verificare le scadenze e i riepiloghi trimestrali per evitare sanzioni.
Posso iniziare come “prestazione occasionale” senza Partita IVA? Quando devo aprirla?
Sì, se gli incarichi sono sporadici e non abituali, puoi partire con prestazioni occasionali. Emetti una ricevuta e, se il committente è un sostituto d’imposta, subisci ritenuta del 20%. Se nell’anno superi 5.000 euro lordi complessivi, versi contributi alla Gestione Separata sulla parte eccedente. Quando l’attività diventa abituale e organizzata, oppure quando prevedi ricavi ricorrenti, è il momento di aprire Partita IVA. Questa scelta evita rischi di accertamenti per attività continuativa senza posizione IVA. La normativa di riferimento è nel DPR 600/1973 per le ritenute e nelle istruzioni INPS sul lavoro autonomo occasionale; per gli obblighi di comunicazione dei committenti si richiama la legge 215/2021 e le note del Ministero del Lavoro.
Quali norme devo conoscere per evitare errori all’avvio?
Per l’apertura e l’IVA: art. 35 DPR 633/1972 (dichiarazione di inizio attività) e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Per il forfettario: legge 190/2014, commi 54-89, e modifiche delle leggi di bilancio successive, inclusa la soglia 85.000 e l’uscita a 100.000. Per i professionisti in ordinario: art. 54 TUIR (principio di cassa). Per ritenute: art. 25 DPR 600/1973. Per e-fattura: DL 36/2022 e documenti di prassi. Per contributi: circolari INPS su Gestione Separata. Consulta i testi su Normattiva, il sito dell’Agenzia delle Entrate e il portale INPS per la versione vigente. Questi riferimenti ti mettono al riparo da errori tipici come codici errati, ritenute applicate in modo sbagliato o scadenze saltate.
