Codice ATECO psicologi: come trovarlo e cosa comprende?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come psicologo: ATECO 86.90.30, partita IVA da libero professionista, iscrizione ENPAP entro 90 giorni dal primo incasso, prestazioni cliniche esenti IVA, scelta tra regime forfettario o ordinario.

  • Codice ATECO corretto: 86.90.30 “Attività svolta da psicologi”; prestazioni cliniche esenti IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972).
  • ENPAP: contributo soggettivo 10% con minimo annuo, integrativo 2% sui compensi, contributo maternità fisso deliberato ogni anno.
  • Regime forfettario: coefficiente 78% e imposta 5% per 5 anni (se requisiti), poi 15%; regime ordinario con IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% nel 2026.

Requisiti professionali e abilitazione

Per esercitare come psicologo servono requisiti professionali precisi. Devi conseguire la Laurea Magistrale LM-51 in Psicologia.

Completa il tirocinio professionalizzante/TPV previsto dall’ordinamento. Serve per allenare la pratica e per l’abilitazione.

Sostieni l’esame abilitante secondo le regole del Ministero dell’Università e dell’Ordine. Poi iscriviti all’Albo Sezione A presso l’Ordine regionale degli Psicologi.

Le basi normative sono consultabili sui siti istituzionali: Ordine/Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, Ministero dell’Università e della Ricerca, e il portale Normattiva per i decreti attuativi sull’esame abilitante.

Codice ATECO corretto e apertura della partita IVA

Scelta del codice ATECO

Per lo psicologo il codice ATECO corretto è 86.90.30 “Attività svolta da psicologi”. È il codice usato per l’attività clinica e psicoterapeutica in forma indipendente.

Attenzione a non usare codici generici su “altre attività sanitarie” se non descrivono in modo fedele il tuo lavoro. La corretta classificazione evita errori fiscali e assicurativi.

Come aprire la partita IVA

Apri la partita IVA come libero professionista presso l’Agenzia delle Entrate. Compila il modello AA9/12.

Puoi farlo online con i servizi dell’Agenzia o presso uno sportello. Indica codice ATECO 86.90.30 e regime fiscale scelto.

Non serve iscrizione al Registro Imprese per chi esercita come professionista. Prepara PEC o domicilio digitale e attiva la fatturazione elettronica.

Fatturazione elettronica e imposta di bollo

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA. La base normativa è il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Le prestazioni cliniche sono in esenzione IVA. Applica l’imposta di bollo di 2 euro per fatture con importo superiore a 77,47 euro. Il riferimento è il DPR 642/1972 e i decreti MEF sulla modalità di versamento.

IVA per lo psicologo: quando si applica e quando no

Esenzione IVA per la clinica

Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da psicologi abilitati e iscritti all’Albo sono esenti IVA. La norma è l’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972.

In fattura indichi “operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972”. L’esenzione non elimina gli altri obblighi fiscali.

Casi in cui l’IVA si applica

Le attività non sanitarie come formazione aziendale, psicologia del lavoro, selezione del personale, coaching non clinico sono imponibili IVA. L’aliquota ordinaria è 22% salvo eccezioni.

Se svolgi attività miste, separa i corrispettivi e le note in fattura. Gestisci correttamente bollo e IVA secondo la natura della prestazione.

Regimi fiscali: forfettario o ordinario

Regime forfettario (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche)

È pensato per chi ha ricavi annui entro la soglia prevista. La soglia vigente è consultabile su Normattiva e Agenzia delle Entrate.

Per gli psicologi il coefficiente di redditività è 78%. Significa che il reddito fiscale si calcola come 78% degli incassi.

L’imposta sostitutiva è 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. Poi è 15%. I contributi previdenziali sono deducibili dal reddito.

Se superi la soglia massima, esci dal forfettario. In caso di superamento oltre il limite superiore previsto dalla norma, l’uscita dall’esenzione IVA può essere immediata.

Regime ordinario (TUIR, DPR 917/1986; DPR 600/1973)

Nel regime ordinario il reddito è incassi meno costi inerenti. Usi il principio di cassa. Detrai spese come affitto studio, utenze e strumenti.

Paghi l’IRPEF per scaglioni. Per il 2026, gli scaglioni sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.

Applichi anche addizionali regionali e comunali. Deduci i contributi previdenziali ENPAP versati nell’anno.

Contributi ENPAP: cosa paghi e quando

Iscrizione e quando scatta

Iscriviti a ENPAP entro 90 giorni dal primo incasso professionale. La regola è indicata dal regolamento ENPAP, consultabile sui canali ufficiali.

Componenti contributive

Contributo soggettivo: 10% del reddito professionale. È dovuto almeno il minimo annuo deliberato dall’Ente. Se il 10% calcolato è inferiore al minimo, versi il minimo.

Contributo integrativo: 2% sui compensi. Lo addebiti in fattura al cliente e lo versi a ENPAP. Segue la natura IVA della prestazione.

Contributo maternità/assistenza: importo fisso definito ogni anno. Per il 2026 è pari, a titolo di riferimento, a 110 euro secondo delibere dell’Ente.

Base imponibile per il soggettivo

In forfettario, la base è il reddito determinato col coefficiente 78%. In ordinario, è l’utile professionale (incassi meno costi). I contributi obbligatori sono deducibili.

Scadenze e versamenti

ENPAP pubblica ogni anno le scadenze per saldo e acconti. Di norma versi il saldo dell’anno precedente e due acconti nell’anno in corso.

I versamenti si effettuano tramite i canali indicati da ENPAP (pagoPA o sistemi dedicati). Conserva le quietanze per la deduzione fiscale.

Esempi di calcolo

Forfettario, solo clinica esente IVA

Incassi 20.000 euro. Reddito forfettario: 20.000 x 78% = 15.600 euro.

Contributo soggettivo 10%: 1.560 euro (se superiore al minimo, versi 1.560; altrimenti versi il minimo annuo). Integrativo 2%: 400 euro da addebitare ai clienti e versare a ENPAP.

Imposta sostitutiva 5% (start-up): 5% di (15.600 – 1.560) = 702 euro. Più contributo maternità dell’anno.

Ordinario, attività mista

Incassi clinica 30.000 euro (esenti) + formazione 10.000 euro (IVA 22%). Costi totali 8.000 euro.

Reddito: (30.000 + 10.000) – 8.000 = 32.000 euro. Contributo soggettivo 10%: 3.200 euro (almeno il minimo). Integrativo 2% su 40.000 euro: 800 euro.

Base IRPEF: 32.000 – 3.200 = 28.800 euro. Calcoli l’IRPEF con scaglioni 2026, più addizionali. Applichi IVA 22% solo sui 10.000 euro di formazione, con liquidazioni periodiche.

Adempimenti extra: privacy e assicurazione

Privacy e dati sanitari

Tratti dati sanitari, quindi applichi il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il D.Lgs. 196/2003 come modificato. Predisponi informative, basi giuridiche, misure di sicurezza e registro trattamenti.

Valuta la conservazione dei dati clinici e i tempi. Adotta procedure per il consenso informato e la gestione dei diritti degli interessati.

Assicurazione obbligatoria

Per i professionisti sanitari la polizza RC professionale è obbligatoria. La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) stabilisce gli obblighi assicurativi.

Scegli massimali coerenti con l’attività clinica esercitata. Verifica retroattività e ultrattività della copertura.

Regola decisionale rapida

Quale regime fiscale scegliere e come gestire IVA e ENPAP

Se prevedi ricavi annui entro la soglia del forfettario e hai pochi costi, scegli il forfettario. Benefici di calcolo semplice e imposta bassa.

Se hai costi elevati (affitto studio importante, strumenti, collaborazioni), valuta l’ordinario. Potresti risparmiare grazie alla deduzione analitica.

Se svolgi solo clinica, fatture esenti IVA con bollo. Se fai anche formazione o HR, separa le attività: clinica esente, non clinica con IVA 22%.

Iscriviti a ENPAP entro 90 giorni dal primo incasso. Versa sempre il 2% integrativo e il 10% soggettivo almeno fino al minimo annuo.

In forfettario applica coefficiente 78% e imposta 5% per 5 anni (se idoneo), poi 15%. In ordinario applica IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% 2026 e deduci i contributi.

Fonti normative da consultare

Norme fiscali e previdenziali

DPR 633/1972, art. 10, n. 18 (esenzione IVA per prestazioni sanitarie). Consulta il testo su Normattiva o sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario) e successive modifiche. TUIR DPR 917/1986 per l’IRPEF. DPR 600/1973 per gli adempimenti.

DPR 642/1972 e decreti MEF sull’imposta di bollo in fattura elettronica. D.Lgs. 127/2015 per la fatturazione elettronica.

Regolamenti ENPAP su iscrizione, contributi soggettivi, integrativi e maternità. Ministero del Lavoro e Ministero dell’Economia per aggiornamenti contributivi e fiscali.

Professione e responsabilità

Normativa sull’abilitazione e l’esame abilitante consultabile su Ministero dell’Università e CNOP. Legge 24/2017 per obblighi assicurativi.

Scenario ATECO e natura prestazioni Regime fiscale consigliato Adempimenti e tempistiche chiave
Neolaureato che avvia solo clinica 86.90.30; prestazioni esenti IVA (art. 10, n. 18) Forfettario con aliquota 5% se in possesso dei requisiti AA9/12 in 1-2 giorni; ENPAP entro 90 giorni dal primo incasso; bollo su fatture > 77,47 euro; prima imposta a giugno-luglio
Professionista con alti costi (studio, strumenti) 86.90.30; clinica esente Ordinario per dedurre i costi in modo analitico Contabilità organizzata dal primo giorno; acconti IRPEF a giugno/novembre; saldo a giugno; ENPAP saldo e acconti secondo calendario
Psicologo del lavoro e formatore 86.90.30; attività non sanitarie imponibili IVA 22% Valutazione caso per caso; spesso ordinario per gestione IVA/costi Liquidazioni IVA periodiche; scissione attività in fattura; bollo solo sulle fatture esenti; ENPAP 2% su tutti i compensi
Attività mista clinica + formazione 86.90.30; parte esente e parte imponibile Forfettario se ricavi bassi e costi limitati; altrimenti ordinario Separazione compensi in fattura; calcolo contributi su reddito; verifica soglia forfettario; adeguamento immediato se superi limiti
Secondo anno di attività in crescita 86.90.30; volumi in aumento Simulazione tra forfettario (15% dal 6° anno) e ordinario Monitoraggio soglia annua; pianificazione acconti IRPEF e ENPAP; eventuale passaggio di regime dall’anno successivo

FAQ

Qual è il codice ATECO giusto per lo psicologo e cosa comporta sul piano fiscale?

Il codice ATECO corretto per lo psicologo che opera come libero professionista è 86.90.30 “Attività svolta da psicologi”. Questo codice inquadra la tua attività come sanitaria. Per le prestazioni cliniche di diagnosi, cura e riabilitazione ti consente l’esenzione IVA prevista dall’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972. L’esenzione IVA non significa che non paghi tasse. Paghi imposte sul reddito (regime forfettario o ordinario) e contributi ENPAP. Se svolgi anche attività non cliniche (formazione, selezione del personale, coaching non sanitario), quelle specifiche prestazioni sono imponibili IVA al 22% e vanno fatturate separatamente. In apertura partita IVA, con il modello AA9/12, indica questo codice e scegli il regime fiscale iniziale, sapendo che puoi cambiarlo in futuro secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Come funzionano i contributi ENPAP per uno psicologo in forfettario rispetto all’ordinario?

ENPAP prevede tre voci: contributo soggettivo (10% sul reddito professionale con un minimo annuo), contributo integrativo (2% da addebitare ai clienti su tutti i compensi) e contributo maternità/assistenza (importo fisso deliberato annualmente). In regime forfettario il reddito professionale è il reddito calcolato applicando il coefficiente del 78% ai tuoi incassi. Quindi il 10% si calcola su quella base. In regime ordinario, il 10% si calcola sull’utile netto (incassi meno costi inerenti). Il 2% integrativo si applica sempre sui compensi ed è dovuto a ENPAP anche quando la prestazione clinica è esente IVA. Tieni presente che i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito su entrambi i regimi, riducendo l’imposta dovuta. Le scadenze di saldo e acconti sono fissate ogni anno da ENPAP e consultabili sul sito dell’Ente e su Normattiva per le norme di riferimento generali.

Se faccio solo clinica, devo mai applicare l’IVA? E come gestisco il bollo?

Se svolgi esclusivamente prestazioni sanitarie tipiche dello psicologo clinico (diagnosi, cura, riabilitazione), non applichi l’IVA. Queste prestazioni sono esenti ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972. In fattura elettronica indichi l’esenzione con il riferimento normativo. Per ogni fattura esente con importo superiore a 77,47 euro devi applicare l’imposta di bollo di 2 euro. Nel sistema di fatturazione elettronica il bollo è virtuale: spunti l’opzione “assoggettamento a bollo”, e verserai l’imposta secondo le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate (in genere trimestrali). Conserva le ricevute di pagamento del bollo per eventuali controlli. Se inserisci nella tua offerta anche servizi non sanitari, valuta l’IVA caso per caso e separa sempre in fattura la parte esente da quella imponibile.

Meglio regime forfettario o ordinario per uno psicologo che parte da zero?

Se parti con ricavi contenuti e pochi costi, il forfettario è spesso la scelta più efficiente. Con il coefficiente 78% semplifica i calcoli. Se possiedi i requisiti di start-up, applichi l’imposta al 5% per i primi cinque anni, poi 15%. Ricorda che nel forfettario i costi non si deducono analiticamente. Se prevedi da subito spese importanti (affitto studio, supervisione, strumenti, consulenze), oppure attività miste con IVA, l’ordinario può risultare più conveniente. In ordinario deduci i costi e scarichi l’IVA sugli acquisti relativi alle attività imponibili. Valuta con simulazioni: confronta imposta sostitutiva del forfettario con IRPEF per scaglioni del 2026 (23%-33%-43%), aggiungendo addizionali e considerando i contributi ENPAP deducibili. Le regole dei due regimi sono descritte nelle norme consultabili su Normattiva e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

Quali sono gli errori più comuni all’inizio e come evitarli?

Gli errori frequenti sono quattro. Primo: codice ATECO errato o troppo generico. Soluzione: usa 86.90.30 per l’attività di psicologo. Secondo: non iscriversi a ENPAP nei tempi. La regola impone l’iscrizione entro 90 giorni dal primo incasso professionale; attivati subito dopo la prima parcella. Terzo: confondere esenzione IVA con “non si emette fattura” o “non si applica il bollo”. Le prestazioni cliniche sono esenti IVA ma la fattura si emette sempre e il bollo si applica oltre 77,47 euro. Quarto: scegliere il regime fiscale senza simulazioni numeriche. Fai almeno due scenari realistici per l’anno in corso e il prossimo, considerando incassi, costi e contributi. In caso di attività mista, cura la corretta separazione in fattura delle prestazioni esenti e imponibili. Per i riferimenti, consulta DPR 633/1972 per IVA, DPR 642/1972 per bollo, L. 190/2014 per forfettario, TUIR per IRPEF, e regolamenti ENPAP per la previdenza.

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