Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice SDI (codice destinatario) ha 7 caratteri alfanumerici e indica dove il Sistema di Interscambio recapita la fattura elettronica. Cambia in base al destinatario: Partita IVA, privato, estero o Pubblica Amministrazione.
- Il codice destinatario standard ha 7 caratteri; per privati italiani si usa 0000000; per clienti esteri si usa XXXXXXX; per PA serve il CUU a 6 caratteri.
- Se registri l’indirizzo telematico nel portale Fatture e Corrispettivi, il Sistema di Interscambio consegna lì a prescindere da quanto scritto in fattura.
- In caso di errore di recapito, la fattura resta disponibile nell’area riservata del cliente; tu devi avvisarlo. Regole e basi: D.Lgs. 127/2015, DM 55/2013, Provvedimenti Agenzia Entrate.
Cos’è il codice SDI e come funziona
Definizioni essenziali
Codice SDI o codice destinatario: è un indirizzo digitale a 7 caratteri. Serve al Sistema di Interscambio (SdI) per trovare il “canale” giusto del tuo cliente e consegnare la fattura elettronica.
SdI: è la piattaforma nazionale che riceve, controlla e smista le fatture elettroniche in formato XML. Verifica forma e dati minimi, poi recapita al destinatario o segnala gli esiti.
CUU (Codice Univoco Ufficio): è un codice a 6 caratteri usato quando fatturi a una Pubblica Amministrazione. Identifica l’ufficio che deve ricevere la fattura.
Come avviene il recapito
Quando invii una fattura in XML allo SdI, il sistema controlla che il file sia formalmente corretto. Se supera i controlli, cerca la destinazione.
La priorità è questa: 1) “indirizzo telematico” registrato dal cliente nel portale Fatture e Corrispettivi; 2) codice destinatario indicato in fattura; 3) PEC indicata in fattura. Se nessuna opzione funziona, scatta la “mancata consegna”.
In mancata consegna, la fattura viene depositata nell’area riservata del cliente sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Tu ricevi notifica e devi informare il cliente.
Basi normative e fonti ufficiali
Le regole nascono dal D.Lgs. 127/2015 (fatturazione elettronica), dalla Legge 205/2017 che ha esteso l’obbligo, e dai Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che definiscono formati e canali (ad esempio provvedimento 89757/2018 e successivi aggiornamenti). Per la PA, vale il DM 55/2013 (FatturaPA) e le specifiche tecniche correlate.
Per le operazioni transfrontaliere, dal 1° luglio 2022 i dati passano via SdI: riferimento al DL 146/2021 convertito in L. 215/2021 e ai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Le norme sono consultabili su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Tempistiche e contenuti della fattura seguono l’art. 21 del DPR 633/1972, modificato dal DL 119/2018 (emissione entro 12 giorni per le immediate; differite entro il 15 del mese successivo).
Dove si trova e come registrarlo
Il codice destinatario te lo comunica il cliente o risulta nel suo QR-Code. In alternativa, può registrare un “indirizzo telematico” nel portale Fatture e Corrispettivi. Questa preferenza prevale sempre su quanto indicato in fattura.
Se il cliente non fornisce il codice, chiedi almeno la PEC. Ricorda: senza un recapito valido, la fattura non “si perde”, ma finirà nell’area riservata del cliente.
Quale codice inserire in fattura in base al destinatario
Cliente con Partita IVA residente in Italia
Inserisci il suo codice destinatario a 7 caratteri. Se fornisce la PEC ma non il codice, puoi inserire la PEC. Tuttavia, se lui ha registrato un indirizzo telematico nel portale, lo SdI userà quello.
Esempio pratico: hai il codice ABCDE12; lo indichi. La fattura arriva nel suo gestionale collegato a quel codice.
Privato consumatore residente in Italia
Inserisci 0000000 nel campo codice destinatario e il codice fiscale del cliente. Così lo SdI sa che il destinatario è un consumatore finale italiano senza canale dedicato.
Il cliente potrà vedere la fattura nel proprio cassetto fiscale e nell’applicazione predisposta dall’Agenzia delle Entrate. Puoi anche consegnare una copia in PDF per cortesia.
Cliente estero (UE o extra-UE)
Inserisci XXXXXXX (7 X) come codice destinatario. Questo dice allo SdI che il cliente non è “recapibile” su canali italiani. La fattura viene comunque trasmessa allo SdI e ti assicura tracciabilità.
Invia anche un PDF al cliente estero, perché spesso non può ricevere dall’infrastruttura italiana. Se vendi a un estero, valuta i documenti TD e gli adempimenti transfrontalieri previsti dalle specifiche tecniche.
Pubblica Amministrazione (PA) e CUU
Per la PA non usi il codice destinatario a 7 caratteri ma il CUU a 6 caratteri. Lo trovi sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Senza CUU corretto la fattura non arriva all’ufficio giusto.
La fattura deve rispettare il formato FatturaPA previsto dal DM 55/2013. Controlla anche eventuali campi obbligatori aggiuntivi richiesti dall’ente (CIG, CUP, ordini elettronici).
Errori, scarti e mancata consegna: cosa succede e come rimediare
Errori che bloccano e che non bloccano
Lo SdI rifiuta la fattura se manca un dato obbligatorio o se il file XML non rispetta le specifiche tecniche. In tal caso ricevi “scarto”: la fattura non è emessa. Devi correggere e rinviare.
Se il codice destinatario è formalmente valido ma sbagliato per quel cliente, la fattura può andare in “mancata consegna”. In questo caso, la fattura è emessa e ha numero e data validi, ma non è stata recapitata tramite canale preferito.
Mancata consegna e obbligo di informazione
Con mancata consegna, lo SdI deposita la fattura nell’area riservata del cliente sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Le norme e i provvedimenti tecnici dell’Agenzia lo prevedono a tutela del destinatario.
Tu devi avvisare il cliente che la fattura è disponibile nella sua area. La data di emissione resta quella accettata dallo SdI. Non devi rinumerare. Se necessario, invia una copia PDF “di cortesia”.
PEC, codice SDI e QR-Code: differenze pratiche
Codice SDI: è il canale più stabile. È assegnato a intermediari o software che ricevono le fatture in modo automatico. Garantisce flussi ordinati nel gestionale del cliente.
PEC: è un’alternativa. Puoi inserire una PEC valida e lo SdI recapiterà lì la fattura. È utile quando il cliente non ha un codice o non usa un gestionale.
QR-Code: è un codice che il cliente può mostrarti. Contiene i suoi dati anagrafici, la Partita IVA e spesso l’indirizzo telematico registrato. Ti aiuta a evitare errori di digitazione.
Tempistiche, sanzioni e conservazione
Tempistiche: fattura immediata entro 12 giorni dall’operazione; fattura differita entro il 15 del mese successivo (art. 21 DPR 633/1972). L’invio allo SdI deve rispettare queste scadenze.
Sanzioni: per omissioni o ritardi si applicano le regole del D.Lgs. 471/1997. Le sanzioni variano in base all’IVA e alla gravità. Se la fattura è scartata, è come non emessa: rinvia al più presto.
Conservazione: conserva le fatture per 10 anni (art. 39 DPR 633/1972 e Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005). Puoi usare il servizio gratuito dell’Agenzia o un conservatore accreditato. La conservazione garantisce integrità, autenticità e reperibilità.
Regola decisionale rapida
Se/Allora per scegliere il codice giusto
- Se il cliente è Partita IVA italiana e ti dà un codice a 7 caratteri, allora inseriscilo nel campo codice destinatario.
- Se il cliente è Partita IVA italiana ma non ti dà il codice, allora inserisci la sua PEC; se ha registrato un indirizzo telematico, lo SdI userà quello.
- Se il cliente è un privato consumatore italiano, allora inserisci 0000000 e il suo codice fiscale.
- Se il cliente è estero (UE o extra-UE), allora inserisci XXXXXXX e invia anche un PDF di cortesia.
- Se il cliente è una PA, allora usa il CUU a 6 caratteri; verifica CIG/CUP e altri campi richiesti.
- Se ricevi “mancata consegna”, allora avvisa il cliente che la fattura è nel suo portale dell’Agenzia delle Entrate; non rinumerare.
Quadro normativo essenziale (citazioni testuali)
D.Lgs. 127/2015: istituisce la fatturazione elettronica e il Sistema di Interscambio.
Legge 205/2017 (Bilancio 2018): estende l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati dal 1° gennaio 2019.
Provvedimenti Agenzia delle Entrate (ad esempio 89757/2018 e successivi): specifiche tecniche del formato XML, canali di trasmissione, registrazione dell’indirizzo telematico.
DL 146/2021 convertito in L. 215/2021: trasmissione dati operazioni transfrontaliere via SdI.
DM 55/2013: fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione (FatturaPA) e uso del Codice Univoco Ufficio.
DPR 633/1972, art. 21: termini di emissione; art. 39: conservazione. D.Lgs. 471/1997: sanzioni. Tutte le norme sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.
| Scenario destinatario | Codice da indicare | Requisiti/dati aggiuntivi | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Partita IVA italiana (B2B/professionista) | Codice destinatario a 7 caratteri fornito dal cliente; in alternativa PEC | Partita IVA, indirizzo, natura IVA; se cliente ha registrato l’indirizzo telematico, prevale quello | Invio entro 12 giorni (immediata) o entro il 15 del mese successivo (differita). Conservazione 10 anni |
| Privato consumatore italiano (B2C) | 0000000 | Codice fiscale del cliente; eventuale copia PDF di cortesia | Stesse scadenze. Il cliente visualizza la fattura nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate |
| Cliente estero (UE o extra-UE) | XXXXXXX | Partita IVA estera o identificativo fiscale estero; valuta corretta; copia PDF per il cliente | Trasmissione via SdI per tracciabilità; gestisci TD e adempimenti transfrontalieri secondo specifiche tecniche AE |
| Pubblica Amministrazione (PA) | CUU (Codice Univoco Ufficio) a 6 caratteri | Formato FatturaPA; CIG/CUP se richiesti; ordine elettronico se previsto | Invio nei termini fiscali; mancata consegna da evitare con CUU corretto; conservazione secondo DM 55/2013 e CAD |
FAQ
1) Cos’è esattamente il codice SDI e chi lo assegna?
Il codice SDI, detto anche codice destinatario, è un identificatore di 7 caratteri alfanumerici. Permette al Sistema di Interscambio di sapere dove consegnare una fattura elettronica diretta a un soggetto passivo IVA. Non è un “codice personale” del cliente, ma un codice del canale tecnologico di ricezione. Lo possiedono i gestionali, gli intermediari o i provider accreditati allo SdI. Il cliente sceglie il canale e lo comunica ai fornitori oppure lo registra nel portale Fatture e Corrispettivi. La base giuridica è nel D.Lgs. 127/2015 e nei provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate che descrivono canali, formati e logiche di recapito.
2) Se sbaglio il codice SDI del cliente italiano, la fattura è da considerarsi emessa?
Dipende dall’esito. Se lo SdI scarta la fattura per errori formali (file non conforme o dati obbligatori mancanti), la fattura è come non emessa. Devi correggere e rinviare con lo stesso numero e data solo se l’invio avviene entro i termini previsti; altrimenti adotti le rettifiche necessarie nel rispetto dell’art. 21 DPR 633/1972. Se invece lo SdI accetta la fattura ma non riesce a recapitarla per codice errato o canale non attivo, scatta la “mancata consegna”: la fattura è emessa e viene depositata nell’area riservata del cliente. Ricevi una notifica; devi avvisare il cliente che la fattura è disponibile. Non cambi numero o data. Questa gestione discende dai provvedimenti tecnici dell’Agenzia delle Entrate e dalle istruzioni operative pubbliche.
3) Posso usare la PEC al posto del codice SDI? Cosa succede se indico entrambi?
Sì, puoi usare la PEC del cliente al posto del codice destinatario. È utile se il cliente non ha un canale di ricezione con codice a 7 caratteri. Se indichi sia codice sia PEC, il Sistema di Interscambio privilegia l’indirizzo telematico registrato dal cliente nel portale Fatture e Corrispettivi. In assenza di registrazione, privilegia il codice destinatario indicato in fattura. La PEC è usata solo se non c’è codice o se il canale con codice non è utilizzabile. Questa priorità è prevista nelle specifiche e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, assicurati che PEC o codice siano aggiornati per evitare la mancata consegna.
4) Come gestisco le fatture verso clienti esteri e quali codici devo usare?
Per clienti esteri, inserisci XXXXXXX nel campo codice destinatario. È la regola tecnica per indicare che il destinatario non è raggiungibile da canali italiani. Trasmetti comunque la fattura allo SdI per garantire tracciabilità e coerenza con gli obblighi di comunicazione delle operazioni transfrontaliere introdotti dal DL 146/2021 convertito in L. 215/2021. Invii anche una copia PDF al cliente estero, così può registrarla nei propri sistemi. Se si tratta di acquisti dall’estero o di integrazioni/autofatture, usa i tipi documento TD previsti dalle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. Controlla valuta, numero di identificazione estero e norme IVA applicabili (non imponibilità, inversione contabile, ecc.). Conserva i documenti per 10 anni secondo l’art. 39 DPR 633/1972 e il CAD.
5) Quali sono le scadenze per inviare le fatture allo SDI e quali sanzioni rischio se sbaglio?
Per la fattura immediata hai 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. Per la fattura differita, emessa a fronte di documenti di trasporto, entro il 15 del mese successivo. Queste regole sono nell’art. 21 DPR 633/1972, come modificato dal DL 119/2018. Se invii oltre i termini o ometti la fattura, si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997, commisurate all’IVA dovuta o, per operazioni senza IVA, in misura fissa. Se la fattura viene scartata dallo SdI, è come non emessa: devi correggere e rinviare al più presto. Se c’è mancata consegna, la fattura è comunque emessa e depositata nell’area del cliente; devi solo informarlo. Per ridurre i rischi, registra l’indirizzo telematico, verifica sempre codice o PEC e usa il QR-Code del cliente per evitare errori.
