Codice SDI: cos’è e a cosa serve [aggiornamento 2022]

Leggi l'articolo o risolvi ogni dubbio con una consulenza su misura per te, gratis e senza impegno. Compila qui per riceverla.

Codice SDI

Cos’è e a cosa serve il codice SDI

Il codice SDI, detto anche codice destinatario, è composto da 7 caratteri (alfanumerici) e indica l’indirizzo digitale a cui verrà inviata la fattura elettronica, dopo il controllo del sistema di interscambio.

Questo codice, è molto importante per i lavoratori autonomi che utilizzano la fatturazione elettronica, in quanto deve essere comunicato ai propri fornitori, per fare in modo che la fattura venga recapitata correttamente sul proprio gestionale di fatturazione elettronica.

Il codice SDI infatti identifica il software o il servizio web utilizzato dal destinatario della fattura e permette di ricevere direttamente lì le fatture passive. 

SDI, acronimo di sistema di interscambio, è il sistema telematico utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per gestire il flusso generato dall’emissione delle fatture elettroniche.

Nello specifico, il sistema di interscambio si occupa di:

  • ricevere le fatture sotto forma di file XML
  • effettuare controlli sui file ricevuti
  • inoltrare le fatture verso le amministrazioni pubbliche destinatarie, o verso

clienti privati o possessori di partita IVA  

Fiscozen ti permette di ricevere le tue fatture elettroniche direttamente nella dashboard del portale a te dedicato senza nessun costo aggiuntivo. Approfitta della consulenza gratuita compilando il form in fondo all’articolo, per capire se possiamo aiutarti con la tua Partita IVA.

Differenza di codice SDI per tipologia di destinatario

Il formato del codice SDI, pur rimanendo della stessa lunghezza varia a seconda del soggetto destinatario della fattura elettronica. 

In particolare nei casi in cui il destinatario è:

  • un’amministrazione pubblica il codice SDI viene chiamato Codice Univoco Ufficio (CUU) o Codice IPA. 
  • un cliente è privato, questo sarà sprovvisto di codice SDI. Per ovviare a questa mancanza, è sufficiente inserire un codice formato da 7 zeri (0000000) in modo che la fattura elettronica possa essere formalmente corretta per le verifiche del sistema di intermediazione 
  • un lavoratore autonomo in regime forfettario non sarà provvisto di codice SDI. Anche in questo caso, il codice da inserire sarà formato da 7 zeri (0000000)
  • un cliente con residenza all’estero, in un paese UE o Extra UE dovrà essere indicato un codice formato da 7 x (xxxxxxx)

Cosa succede se il fornitore sbaglia ad indicare il codice SDI o indica i 7 zeri al posto del codice corretto? 

In questo caso, la fattura elettronica non sarà visibile sul software o sul servizio web utilizzato, ma potrà essere recuperata nella sezione “fatture e corrispettivi del sito dell’Agenzia delle Entrate”, accedendo con il proprio codice SPID.

Anche in caso di errore, è possibile far sì che le fatture ti arrivino sempre sul gestionale che hai scelto. Sarà sufficiente inserire il proprio codice SDI sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione “fatture e corrispettivi”, indicandolo come indirizzo prevalente. Quest’ultimo verrà associato alla tua partita IVA e ogni fattura emessa ti verrà sempre recapitata sul tuo software di fatturazione.

Dove trovare il codice SDI

Il codice SDI identifica il software o il servizio web che hai scelto di utilizzare per ricevere le fatture elettroniche passive, da parte dei tuoi fornitori. Questo codice ti verrà comunicato dal gestore del servizio scelto al momento dell’apertura dell’abbonamento. A tua volta dovrai comunicarlo ai tuoi fornitori.

Cos’è la fattura elettronica e cosa deve contenere

La normativa sulla fattura elettronica è stata introdotta nel 2019 e prevede l’obbligo di invio tramite sistema di interscambio di tutte le fatture emesse sia verso soggetti con partita IVA sia verso privati.

La fattura elettronica è una fattura che viene predisposta digitalmente in formato Xml e trasmessa telematicamente al cliente tramite SDI, il sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Autenticità dell’origine: identità del fornitore e/o dell’emittente
  • Leggibilità: in fase di esibizione, deve poter essere resa leggibile per l’uomo
  • Integrità del contenuto: una volta emessa, non può e non deve essere modificata
  • Deve contenere i dati relativi a:
    • Soggetto che emette il documento 
    • Destinatario del documento 
    • Elementi che riguardano il contenuto della prestazione (ad es: descrizione, prezzo, IVA, imponibile, imposte)

Il controllo di queste caratteristiche è effettuato dallo SDI, che verifica che tutti i dati richiesti siano formalmente corretti. 

Sono attualmente obbligati ad emettere fattura elettronica tutti i soggetti che operano in partita IVA ad esclusione di:

  • Autonomi che adottano il regime forfettario o il regime dei minimi 
  • Agricoltori
  • Soggetti esteri non residenti o stabiliti in Italia
  • Associazioni dilettantistiche con ricavi inferiori a 65.000€
  • Gli enti non commerciali (come i condomini) 
  • Gli operatori sanitari (es. Psicologi)

Per comodità, l’invio della fattura elettronica è affiancata anche dall’invio al proprio cliente di una copia di cortesia della fattura in formato pdf, spedito tramite mail, che anticipa l’invio del formato elettronico obbligatorio.

Fiscozen, oltre a fornirti il servizio di fatturazione elettronica senza alcun costo aggiuntivo, mette a tua disposizione un consulente per supportarti con la gestione della tua partita IVA. Richiedi la consulenza gratuita compilando il form che trovi qui sotto. Un nostro esperto ti contatterà per risolvere ogni tuo dubbio e consigliarti al meglio riguardo la tua attività.     

Vuoi saperne di più?

Inserisci i tuoi dati e ti contatteremo per una consulenza gratuita

L'articolo ti è stato utile?