Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Rientri nel regime forfettario se nel 2025 hai incassato fino a 85.000 euro, non hai cause di esclusione e rispetti i limiti su personale e partecipazioni. Oltre 100.000 euro scatta l’uscita immediata.
- Soglia: accesso/permanenza con ricavi o compensi dell’anno precedente fino a 85.000 euro; uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno in corso.
- Cause di esclusione: partecipazioni di controllo “rilevanti” in S.r.l. del medesimo settore, regimi speciali IVA, residenza fuori UE/SEE senza 75% di reddito prodotto in Italia, redditi di lavoro dipendente superiori a 30.000 euro (salvo cessazione).
- Calcolo imposta: si applica il coefficiente di redditività al totale incassato (principio di cassa); sul reddito così calcolato paghi imposta sostitutiva 15% o 5% start-up e i contributi.
Cos’è il regime forfettario e come funziona
Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per professionisti e imprese individuali. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, consultabile su Normattiva.
È “forfettario” perché non deduci le spese effettive. Il Fisco presume un margine con un coefficiente di redditività. Esempio comune: professionisti 78%. Significa che il 78% degli incassi è reddito.
Si applica il principio di cassa. Contano solo le fatture incassate entro il 31 dicembre. La tassazione è con imposta sostitutiva. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.
L’aliquota ordinaria è 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start-up”. La disciplina è nella stessa Legge 190/2014 e nei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate (es. Circolare 10/E del 2016; risposte a interpello successive).
Dal 2023 la soglia di accesso/permanenza è 85.000 euro. Se nell’anno superi 100.000 euro, il regime cessa subito nello stesso anno. Queste regole sono state introdotte dalla Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) e restano valide nel 2026, salvo aggiornamenti annuali su Normattiva e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Requisiti di accesso e permanenza: la check-list aggiornata
Limite di ricavi/compensi
Devi aver incassato, nell’anno precedente, fino a 85.000 euro. Somma tutti gli incassi imponibili con principio di cassa. Se svolgi attività con più codici ATECO, considera il totale.
Residenza e territorialità
Puoi aderire se sei residente in Italia. Se risiedi in UE o SEE “collaborativo”, puoi aderire se produci in Italia almeno il 75% del reddito. Base normativa: Legge 190/2014 e TUIR (DPR 917/1986) per la residenza fiscale; consultabile su Normattiva.
Personale dipendente e collaboratori
La spesa complessiva per dipendenti e collaboratori non deve superare 20.000 euro lordi annui. Includi co.co.co., lavoro accessorio e compensi ad associati in partecipazione. Riferimento: L. 190/2014.
Partecipazioni societarie
Non devi controllare S.r.l. che svolgono attività riconducibile alla tua partita IVA. La causa colpisce il controllo “diretto o indiretto” e la “riconducibilità” del settore. Riferimenti: L. 190/2014, come modificata; chiarimenti AE in circolari e interpelli.
Redditi di lavoro dipendente
Se nell’anno precedente hai redditi di lavoro dipendente e assimilati superiori a 30.000 euro, in genere non puoi essere forfettario, salvo che il rapporto sia cessato. Riferimento: L. 190/2014 e prassi AE; verifica sempre i documenti ufficiali su Normattiva e Agenzia delle Entrate.
Regimi IVA speciali e operazioni particolari
Non puoi aderire se applichi regimi IVA speciali (agricoltura, agenzie di viaggio, editoria, ecc.). La base è nel DPR 633/1972 e nella L. 190/2014. Consulta Normattiva per gli elenchi aggiornati.
Come calcoli il reddito e le imposte
Coefficiente di redditività
Il coefficiente si applica agli incassi annui. Esempio: incassi 40.000 euro, coefficiente 78% = reddito forfettario 31.200 euro. Il coefficiente dipende dal codice ATECO/macrosettore previsto dalla L. 190/2014.
Imposta sostitutiva
Applichi il 15% sul reddito forfettario. Se rispetti i requisiti “start-up” (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, non prosecuzione di lavoro dipendente/attività altrui salvo pratica, rispetto di soglie), paghi il 5% per i primi 5 anni. Fonti: L. 190/2014, circolari AE.
Contributi previdenziali
Versi i contributi alla Gestione corretta: Artigiani/Commercianti INPS con contributi minimi, o Gestione Separata per professionisti senza cassa. I contributi si sottraggono dal reddito prima dell’imposta. Riferimenti: norme INPS e Ministero del Lavoro.
IVA, ritenute e bollo
Non addebiti IVA in fattura e non detrai quella sugli acquisti. Indichi la dicitura di non applicazione IVA per regime forfettario. Non subisci ritenute d’acconto se consegni la dichiarazione al committente. Applichi marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Fonti: DPR 633/1972, DM su imposta di bollo, prassi AE.
Fatturazione elettronica e operazioni estere
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari. Le operazioni con l’estero si comunicano tramite SdI con documenti di tipo TD17-19 e TD01 estero (in sostituzione del vecchio “esterometro”). Fonti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti AE.
Ingresso, uscita e passaggi di regime
Quando entri o resti nel forfettario
Valuti i requisiti a inizio anno, considerando l’anno precedente. Se rispetti i limiti, resti o entri dal 1° gennaio. La scelta è “naturale”: non serve opzione formale, ma devi rispettare le regole fin dalla prima fattura.
Superamento soglie in corso d’anno
Se superi 85.000 ma resti entro 100.000 euro, il regime cessa dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se superi 100.000 euro, il regime cessa subito: addebiti IVA da quel momento e cambi gli adempimenti nello stesso anno. Fonte: L. 197/2022, art. 1.
Passaggio all’ordinario o alla semplificata
Se esci dal forfettario, dal periodo successivo applichi il regime ordinario (o semplificato, se rientri nei limiti dei ricavi). Dovrai gestire IVA, registri e deduzioni puntuali dei costi. Fonti: DPR 633/1972 e DPR 917/1986.
Il regime ordinario nel 2026: cosa cambia rispetto al forfettario
Tassazione IRPEF 2026
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni, le addizionali e l’IRAP (se dovuta). Per il 2026, gli scaglioni IRPEF applicati dai software di calcolo più aggiornati sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Verifica sempre l’ultima Legge di Bilancio su Normattiva e i decreti MEF.
IVA e adempimenti contabili
Addebiti l’IVA, detrai l’IVA sugli acquisti, versi periodicamente l’imposta. Tieni i registri IVA, le liquidazioni periodiche e la dichiarazione annuale. Le operazioni estere transitano in SdI con i codici appropriati.
Deduzione e detrazione dei costi
Deduzioni e detrazioni seguono le regole del TUIR. Puoi scaricare le spese inerenti, gli ammortamenti e i canoni. Valgono regole specifiche per rappresentanza, auto, telefonia, locazioni. Base normativa: DPR 917/1986 e prassi AE.
Ordinaria “semplificata”
Se i ricavi dell’anno precedente sono inferiori a 500.000 euro per servizi o a 800.000 euro per altre attività, puoi stare in contabilità semplificata. Applichi il principio di cassa fiscale e adempimenti ridotti. Fonti: DPR 600/1973 e aggiornamenti su Normattiva.
ISA e controlli
Nel regime ordinario presenti gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) al posto dei vecchi studi di settore. I forfettari sono esclusi dagli ISA. Fonti: provvedimenti AE.
Regola decisionale rapida
La logica in 7 passaggi
1) Incassi 2025: se superano 100.000 euro, non sei forfettario nel 2026 e scatta l’uscita immediata in corso d’anno se lo superi nel 2026.
2) Incassi 2025: se sono tra 85.001 e 100.000 euro, non puoi essere forfettario nel 2026.
3) Incassi 2025: se sono fino a 85.000 euro, prosegui con le verifiche.
4) Lavoro dipendente 2025: se redditi da lavoro dipendente e assimilati superano 30.000 euro e il rapporto non è cessato, non puoi essere forfettario.
5) Personale: se nel 2025 hai speso oltre 20.000 euro lordi per dipendenti/collaboratori, non puoi essere forfettario.
6) Partecipazioni: se controlli una S.r.l. che fa attività riconducibile alla tua, non puoi essere forfettario.
7) Regimi IVA speciali o residenza extra UE/SEE senza 75% di reddito in Italia: non puoi essere forfettario. Se superi tutti i test, puoi applicarlo.
Verifiche pratiche e documenti da controllare
Modello Redditi e fatture
Apri l’ultimo Modello Redditi PF: il quadro LM indica il regime forfettario. Verifica i compensi/ricavi incassati (se eri già forfettario) o quelli fatturati e incassati con cassa.
Libro incassi e estratti conto
Riconcilia incassi con estratti conto bancari. Allinea date di pagamento, per rispettare il principio di cassa. Conserva le ricevute dei POS e i report delle piattaforme di pagamento.
Partecipazioni e soci
Recupera visure camerali. Controlla quote e poteri in S.r.l. dove sei socio. Valuta la “riconducibilità” dell’attività con il tuo ATECO. In caso di dubbio, interpello all’Agenzia delle Entrate.
Personale e collaborazioni
Somma i costi lordi per dipendenti e collaboratori, inclusi contributi e premi. Confronta con il tetto dei 20.000 euro. Verifica C.U. e prospetti paga.
Start-up 5%
Se vuoi l’aliquota al 5%, verifica i requisiti: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti; non prosecuzione di attività altrui; non semplice trasformazione di lavoro dipendente. Base: L. 190/2014, commi dedicati.
Contributi: come incidono sul calcolo
Artigiani e Commercianti
Versi contributi IVS con minimali fissi e percentuali sull’eccedenza. È possibile la riduzione del 35% dei contributi su domanda, con effetti anche sull’accredito pensionistico. Fonti: circolari INPS e Ministero del Lavoro.
Gestione Separata
Applichi l’aliquota INPS su tutto il reddito forfettario. Non ci sono minimali fissi. I contributi riducono la base imponibile dell’imposta sostitutiva. Fonti: INPS e TUIR.
Altre casse professionali
Per professioni ordinistiche valgono le regole della cassa di categoria. Verifica regolamenti e delibere contributive aggiornate presso l’ente.
| Scenario | Requisiti principali | Quando si applica / Tempistiche | Adempimenti 2026 | Tassazione |
|---|---|---|---|---|
| Forfettario “standard” | Incassi anno precedente ≤ 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; personale ≤ 20.000 euro | Dal 1° gennaio se i requisiti sono rispettati al 31 dicembre precedente | Fattura elettronica; niente IVA in addebito/detrazione; bollo 2€; versamenti imposta sostitutiva e contributi | Imposta sostitutiva 15% su reddito forfettario; contributi deducibili |
| Forfettario “start-up” (5%) | Requisiti start-up L. 190/2014 (nessuna attività simile nei 3 anni, non prosecuzione, ecc.) | Per i primi 5 anni di attività, se i requisiti restano validi | Come forfettario standard; monitoraggio requisiti start-up | Imposta sostitutiva 5% su reddito forfettario; contributi deducibili |
| Uscita “differita” dal forfettario | Incassi anno in corso > 85.000 e ≤ 100.000 euro | Uscita dal 1° gennaio dell’anno successivo | Pianifica passaggio a IVA e registri; aggiorna listini; predisponi liquidazioni | Dal periodo successivo: IRPEF a scaglioni, IVA ordinaria |
| Uscita “immediata” dal forfettario | Incassi anno in corso > 100.000 euro | Dal mese del superamento: si applica subito il regime IVA ordinario | Addebita IVA da subito; gestisci pro-rata e comunicazioni; aggiorna contratti | Anno in corso misto; poi pieno ordinario con IRPEF a scaglioni |
| Ordinario in semplificata | Ricavi ≤ 500.000 (servizi) o ≤ 800.000 (altre attività) | Dal 1° gennaio se rispetti i limiti dell’anno precedente | IVA, registri, Lipe, Dichiarazione IVA; ISA; deduzione costi per cassa | IRPEF a scaglioni (23%-33%-43% indicativamente per il 2026), addizionali, eventuale IRAP |
| Ordinario in contabilità ordinaria | Ricavi oltre le soglie della semplificata o opzione volontaria | Dal 1° gennaio o per opzione vincolante triennale | Libro giornale, inventari, scritture di assestamento; IVA completa; ISA | IRPEF a scaglioni, addizionali, eventuale IRAP; deduzioni per competenza |
FAQ: domande frequenti sul regime forfettario
1) Come capisco in pratica se rientro nel limite degli 85.000 euro?
Conta solo ciò che hai incassato nell’anno solare, non ciò che hai fatturato senza incasso. Scarica l’estratto conto e somma gli accrediti relativi all’attività. Includi pagamenti con bonifico, POS, contanti e piattaforme online. Escludi i rimborsi anticipati dal cliente per spese “in nome e per conto”, se correttamente documentati. Confronta il totale con 85.000 euro. Se gestisci più attività con la stessa partita IVA, somma tutto. Se sei entrato a metà anno, il limite non si “pro-rata”: vale sempre 85.000 pieni. Base normativa: principio di cassa della L. 190/2014 e prassi AE (Circolare 10/E 2016).
2) Ho redditi da lavoro dipendente sopra 30.000 euro: posso aderire se ho lasciato il lavoro?
Sì, la regola dei 30.000 euro ha un’eccezione importante. Se il rapporto di lavoro è cessato entro il 31 dicembre dell’anno precedente, la causa di esclusione non opera. Esempio: hai percepito 34.000 euro di stipendio nel 2025 ma hai chiuso il rapporto a novembre 2025. Nel 2026 puoi essere forfettario se rispetti gli altri requisiti. Conserva lettera di dimissioni/risoluzione e CU. Riferimenti: L. 190/2014 e chiarimenti AE su casi di cessazione del rapporto.
3) Come calcolo l’imposta sostitutiva se verso contributi INPS fissi?
Nei mestieri con minimali (artigiani e commercianti), i contributi fissi si pagano anche se il reddito è basso. Puoi dedurre tutti i contributi obbligatori (fissi ed eccedenti) dal reddito forfettario, prima di applicare l’imposta sostitutiva. Esempio: incassi 30.000 euro, coefficiente 67% = reddito 20.100 euro. Contributi annui 4.500 euro. Reddito imponibile sostitutiva: 15.600 euro. Imposta 15% = 2.340 euro. Fonti: TUIR (deducibilità contributi) e L. 190/2014; circolari INPS/AE.
4) Cosa succede se supero 85.000 euro a novembre e arrivo a 102.000 a dicembre?
Fino a 100.000 euro resti forfettario per l’anno in corso e uscirai dal 1° gennaio successivo. Se superi 100.000 euro anche di poco, la fuoriuscita è immediata. Da quel momento devi emettere fatture con IVA, tenere i registri e versare l’imposta. Le fatture già emesse da forfettario restano valide. Attenzione al “misto” contabile di fine anno: serve una corretta ricostruzione delle operazioni prima e dopo il superamento. Base normativa: L. 197/2022 (Bilancio 2023) e prassi AE.
5) Posso avere dipendenti o collaboratori nel forfettario? Come conteggio i 20.000 euro?
Sì, puoi avere personale. Devi restare entro 20.000 euro lordi in un anno. Nel conteggio inserisci retribuzioni lorde, contributi a carico del datore, premi Inail, compensi a collaboratori coordinati e continuativi, compensi ad associati in partecipazione. Sono esclusi i compensi a professionisti con partita IVA, perché sono costi per servizi e non rientrano nel tetto del personale. Superare il tetto fa scattare la causa di esclusione dal regime per l’anno successivo. Fonti: L. 190/2014 e chiarimenti AE.
Fonti normative e prassi da consultare
Riferimenti testuali
Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (Regime forfettario), Legge 197/2022 (soglia 85.000 euro e uscita immediata a 100.000 euro), DPR 633/1972 (IVA), DPR 917/1986 TUIR (IRPEF, deducibilità contributi), DPR 600/1973 (contabilità semplificata), D.Lgs. 127/2015 (fatturazione elettronica). Consulta i testi su Normattiva e i chiarimenti su circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per i contributi, verifica circolari INPS e documentazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
