Calcolo contributi in gestione separata: come si fa e quanti sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per calcolare i contributi INPS in Gestione separata nel forfettario: ricavi incassati x coefficiente di redditività = imponibile previdenziale; imponibile x aliquota INPS annuale (esempio 26,07% nel 2024) = contributi dovuti.

  • La base previdenziale nel forfettario è il reddito forfettario: incassi x coefficiente di redditività dell’attività.
  • L’aliquota della Gestione separata è fissata ogni anno da INPS con circolare; nel 2024 è 26,07% per i professionisti senza altra tutela.
  • Il versamento avviene con F24: saldo anno precedente e acconti dell’anno in corso (metodo storico o previsionale) alle scadenze fiscali.

Chi deve iscriversi alla Gestione separata INPS

La Gestione separata INPS copre i lavoratori autonomi che non hanno una cassa professionale dedicata. La base legale è l’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335. Il testo è consultabile sul portale Normattiva.

Se apri Partita IVA per un’attività senza cassa ordinistica (come consulenti non iscritti ad Albi), ti iscrivi alla Gestione separata. L’iscrizione si fa online sul portale INPS. L’inquadramento è vigilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Se la tua attività ha una cassa di categoria (ad esempio Inarcassa, Cassa Forense, ENPAM), versi i contributi alla cassa. In quel caso non versi alla Gestione separata sullo stesso reddito.

Regime forfettario e iscrizione

Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato. È disciplinato dalla Legge 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1 commi 54-89, come modificata dalle leggi successive. La soglia di accesso e permanenza, vigente a questa data, è 85.000 euro. La fuoriuscita immediata oltre 100.000 euro è stata introdotta dalla Legge 29 dicembre 2022 n. 197.

Il regime fiscale non cambia l’obbligo previdenziale. Se non hai cassa, stai in Gestione separata anche se sei forfettario.

Come si calcolano i contributi nel forfettario

Base imponibile previdenziale: come si ottiene

Nel forfettario non deduci costi analitici. Il reddito si ottiene applicando un coefficiente di redditività ai ricavi incassati. Il coefficiente dipende dal codice ATECO. È fissato negli allegati alla Legge 190/2014.

Per molti professionisti il coefficiente è 78%. Esempio semplice: incassi 1.000 euro, imponibile previdenziale 1.000 x 78% = 780 euro.

I contributi INPS sulla Gestione separata si calcolano su questo imponibile previdenziale. Non riduci prima con i contributi stessi. La riduzione avviene dopo, per l’imposta sostitutiva.

L’aliquota INPS: dove si legge e come si applica

L’aliquota della Gestione separata cambia con atto annuale INPS (circolare di inizio anno). Per i professionisti senza altra tutela, la percentuale 2024 è 26,07%. Per gli anni successivi si usa l’aliquota comunicata nella relativa circolare INPS.

Calcolo pratico: imponibile 780 euro x 26,07% = 203 euro di contributi. Se l’aliquota dell’anno è diversa, aggiorna la moltiplicazione. La fonte è la circolare annuale INPS sulle aliquote della Gestione separata.

Saldo, acconti e scadenze

I contributi si versano con il modello F24, sezione INPS, seguendo le scadenze fiscali. Paghi il saldo dell’anno precedente e gli acconti dell’anno in corso.

Metodo storico: versi acconti pari al 100% dei contributi dovuti l’anno precedente (di norma 40% a giugno, 60% a novembre). Metodo previsionale: puoi ridurre gli acconti se prevedi un calo del reddito. Usa prudenza: se sbagli e versi meno del dovuto, maturano sanzioni e interessi.

Rateizzazione: puoi rateizzare da giugno a novembre. Le rate oltre giugno scontano interessi legali. Le regole sono le stesse previste per imposte e contributi nel calendario fiscale nazionale.

Aliquote, massimale e accredito contributivo: cosa controllare dal 2024 al 2026

Ogni anno l’INPS pubblica la circolare con:

  • aliquote per ciascuna platea (professionisti, collaboratori, ecc.);
  • massimale contributivo annuale, oltre il quale non si versano contributi;
  • decorrenze e codifiche di versamento.

Il massimale limita l’onere contributivo quando il reddito previdenziale supera una certa soglia. Oltre il massimale, i contributi non sono dovuti. Il valore viene aggiornato annualmente da INPS.

Nella Gestione separata non esistono minimali di contributo fisso. Se il tuo imponibile è basso, versi meno. L’accredito dei periodi ai fini pensionistici è proporzionale a quanto versi. Per alcune prestazioni (maternità, malattia, DIS-COLL per collaboratori) servono anche altri requisiti fissati dalle circolari INPS.

Per verificare l’aliquota e il massimale dell’anno in corso, consulta le circolari INPS emanate a inizio anno. Le norme base sono nella Legge 335/1995. La prassi è su circolari e messaggi INPS.

Deducibilità dei contributi e imposta sostitutiva

Nel forfettario l’imposta sostitutiva si calcola sul reddito forfettario al netto dei contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. Lo prevede la Legge 190/2014.

Passi corretti:

  • calcoli i contributi su imponibile previdenziale (incassi x coefficiente);
  • poi calcoli l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario meno i contributi pagati nell’anno, secondo il principio di cassa. Il principio di cassa vuol dire che contano gli incassi e i pagamenti effettivi.

Aliquote dell’imposta sostitutiva: 15% ordinaria. 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti di start-up agevolata. Queste sono regole fiscali, definite dalla Legge 190/2014 e chiarite dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio numerico completo

Ricavi incassati 50.000 euro. Coefficiente 78% = imponibile previdenziale 39.000 euro. Contributi INPS anno con aliquota 26,07% = 10.176,30 euro.

Reddito imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva: 39.000 – 10.176,30 = 28.823,70 euro. Imposta 15% = 4.323,56 euro (arrotondamenti esclusi). Acconti dell’anno successivo: metodo storico 100% dei contributi dovuti (40% giugno, 60% novembre) e lo stesso per l’imposta, salvo uso del previsionale.

Agevolazioni, esenzioni e casi particolari

Riduzione del 35%: vale per gli artigiani e commercianti iscritti alle relative gestioni, su opzione ex Legge 190/2014. Non si applica alla Gestione separata.

Lavoro dipendente insieme alla Partita IVA: non esiste un’esenzione automatica dai contributi della Gestione separata. Se l’attività autonoma è senza cassa, i contributi sono dovuti sul relativo reddito, anche se hai già contributi da lavoro dipendente. La posizione previdenziale va verificata caso per caso, sulla base delle regole INPS e della giurisprudenza.

Professioni con cassa: se la tua attività rientra in un Albo con cassa obbligatoria, versi alla cassa. Non versi alla Gestione separata per lo stesso reddito. Le regole sono nelle leggi istitutive delle Casse e nelle delibere degli enti.

Prestazioni di tutela (maternità, congedo parentale, malattia): la Gestione separata riconosce tutele secondo requisiti di reddito/contribuzione stabiliti annualmente da INPS. Controlla le circolari specifiche su tutele e aliquote aggiuntive quando previste.

Regola decisionale rapida

  • La tua attività non ha cassa professionale? Iscriviti alla Gestione separata (fonte: Legge 335/1995).
  • Sei nel forfettario? Base previdenziale = incassi x coefficiente (fonte: Legge 190/2014).
  • Aliquota da usare? Quella della circolare INPS dell’anno. Se non la trovi, usa l’ultima disponibile e verifica appena esce l’aggiornamento.
  • Quando versi? Saldo anno precedente e acconti anno in corso con F24 alle scadenze di giugno e novembre.
  • Hai cassa professionale? Versi alla cassa, non alla Gestione separata sullo stesso reddito.
  • Hai anche lavoro dipendente? In genere versi anche per la Partita IVA. Valuta il carico contributivo complessivo e i riflessi su prestazioni e deduzioni.

Esempi pratici con confronto di scenari

Professionista forfettario senza cassa

Incassi 30.000 euro. Coefficiente 78% = 23.400 euro. Aliquota INPS come da anno di riferimento. Con 26,07% i contributi sono 6.101,58 euro. Reddito per imposta sostitutiva: 23.400 – 6.101,58 = 17.298,42 euro. Imposta 15% = 2.594,76 euro.

Artigiano/commerciante (non Gestione separata)

Non rientra nella Gestione separata. Contributi calcolati su minimali e scaglioni della gestione artigiani/commercianti. Possibile riduzione del 35% su opzione (fonte: Legge 190/2014). Le regole le stabilisce INPS con circolari dedicate a queste gestioni.

Professionista con cassa (es. architetto, avvocato)

Versa alla cassa di categoria, non alla Gestione separata, secondo regolamenti dell’ente. La base fiscale forfettaria e la deduzione dei contributi seguono le regole fiscali generali (Legge 190/2014).

Forfettario con lavoro dipendente

La contribuzione da lavoro dipendente non elimina l’obbligo sulla Partita IVA in Gestione separata se l’attività autonoma è priva di cassa. Valuta il metodo previsionale per gli acconti se il reddito autonomo cala.

Scenario Inquadramento previdenziale Base imponibile e calcolo Scadenze e note operative
Professionista forfettario senza cassa Gestione separata INPS (Legge 335/1995) Incassi x coefficiente (es. 78%) = imponibile; imponibile x aliquota INPS annuale F24 saldo e acconti; acconti 40% giugno, 60% novembre; deduzione contributi per imposta sostitutiva
Artigiano/commerciante Gestione artigiani/commercianti INPS Contributi su minimale e percentuali per scaglioni; possibile riduzione 35% su opzione (Legge 190/2014) Scadenze e F24 dedicati; non si applica la Gestione separata
Professionista con cassa ordinistica Cassa professionale di categoria Regole dell’ente; nessun versamento alla Gestione separata sullo stesso reddito Iscrizione e dichiarazioni secondo la cassa; deduzione dei contributi in dichiarazione
Forfettario con lavoro dipendente Doppia contribuzione (dipendente + Gestione separata se l’attività è senza cassa) Per la Partita IVA si usa la base forfettaria; aliquota INPS Gestione separata Attenzione agli acconti; possibile uso del previsionale; verifiche su prestazioni e cumulo
Superamento soglia 100.000 euro Regime fiscale cambia in corso d’anno; previdenza segue l’attività esercitata Calcolo contributi invariato per Gestione separata; varia il regime d’imposta Fonte: Legge 197/2022; aggiornare stime e acconti immediatamente

FAQ

Come faccio a sapere con certezza l’aliquota INPS della Gestione separata per l’anno in corso?

Ogni anno l’INPS pubblica una circolare che indica le aliquote valide dal 1° gennaio. La circolare distingue tra professionisti senza altra tutela previdenziale e collaboratori, e specifica se sono dovute quote aggiuntive per determinate prestazioni. Per essere sicuro, cerca la circolare INPS sulle aliquote della Gestione separata pubblicata a inizio anno. La base normativa resta la Legge 335/1995, mentre l’atto amministrativo annuale fissa le percentuali effettive. In caso di attività iniziata in corso d’anno, l’aliquota si applica proporzionalmente sui redditi maturati da quel momento. Se non trovi ancora la circolare dell’anno nuovo, usa provvisoriamente l’aliquota dell’anno precedente e allinea i calcoli appena esce il documento ufficiale, correggendo eventuali acconti.

Il coefficiente di redditività da usare per il calcolo dei contributi è lo stesso del calcolo dell’imposta sostitutiva?

Sì. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività serve sia per determinare il reddito imponibile ai fini previdenziali, sia per il reddito fiscale su cui applicare l’imposta sostitutiva. Il coefficiente dipende dal codice ATECO e si trova negli allegati alla Legge 190/2014. Operativamente, fai così: incassi x coefficiente = imponibile previdenziale; su questo imponibile calcoli i contributi INPS. Poi il reddito forfettario per l’imposta sostitutiva è lo stesso imponibile previdenziale, ma ridotto dei contributi effettivamente versati nell’anno (principio di cassa). In questo modo i contributi sono deducibili e riducono l’imponibile su cui applichi il 15% o il 5% start-up.

Posso ridurre o azzerare gli acconti INPS se prevedo un calo dei ricavi? Quali rischi corro?

Sì, puoi usare il metodo previsionale per gli acconti. Devi però stimare con realismo l’imponibile previdenziale dell’anno in corso. Se versi acconti troppo bassi rispetto al dovuto, al saldo pagherai la differenza più sanzioni e interessi. Le regole sulle sanzioni sono nel sistema sanzionatorio tributario e si applicano anche ai contributi versati tramite F24. Una buona prassi operativa: aggiorna trimestralmente la previsione di incassi, ricalcola l’imponibile forfettario, applica l’aliquota INPS dell’anno e verifica se gli acconti restano congrui. Se il tuo fatturato ha stagionalità, conserva margini di sicurezza. Ricorda che gli acconti sono pari al 100% del contributo dell’anno precedente col metodo storico, di solito 40% a giugno e 60% a novembre.

La riduzione del 35% dei contributi spetta anche a chi è nella Gestione separata?

No. La riduzione del 35% è un’agevolazione dedicata agli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti INPS, su opzione annuale, prevista dalla Legge 190/2014. Non riguarda gli iscritti alla Gestione separata. Se sei un forfettario iscritto alla Gestione separata, versi le aliquote piene definite ogni anno da INPS. Esistono invece tutele specifiche della Gestione separata (maternità, congedo parentale, malattia) che possono richiedere aliquote o requisiti contributivi particolari indicati nelle circolari INPS. Verifica ogni anno la circolare su aliquote e prestazioni per non perdere diritti o versare in eccesso.

Ho un lavoro dipendente full time e una Partita IVA in forfettario: devo comunque versare la Gestione separata?

In linea generale sì. Se l’attività autonoma non ha una cassa professionale, i relativi redditi sono soggetti alla Gestione separata anche se percepisci uno stipendio e maturi contributi da lavoro dipendente. Non esiste un’esenzione automatica per “prevalenza” del lavoro dipendente. La base giuridica è l’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995, che assoggetta a contribuzione i redditi da attività autonome prive di cassa. Fanno eccezione i casi in cui l’attività rientri in una cassa obbligatoria (allora versi a quella cassa). Valuta anche gli effetti sul piano fiscale: i contributi della Gestione separata sono deducibili dal reddito forfettario e riducono l’imposta sostitutiva. Se prevedi incassi modesti dalla Partita IVA, puoi usare il metodo previsionale per contenere gli acconti, ma con cautela per evitare sanzioni.

Se supero 85.000 euro o 100.000 euro di ricavi, cosa succede ai contributi della Gestione separata?

La soglia di 85.000 euro regola l’accesso e la permanenza nel forfettario; la soglia di 100.000 euro comporta la fuoriuscita immediata dal regime (fonte: Legge 197/2022). Queste soglie sono fiscali. La contribuzione previdenziale segue invece l’attività esercitata: se resti un professionista senza cassa, continui a versare in Gestione separata sul reddito dell’attività, applicando l’aliquota INPS dell’anno e rispettando il massimale contributivo. Cambierà il regime d’imposta, non la gestione previdenziale. In pratica, ricalcola subito imposte, acconti e saldo; per i contributi, prosegui con la stessa logica di calcolo (incassi x coefficiente se resti nel forfettario fino al momento dell’uscita; poi secondo le regole del regime ordinario). Controlla sempre la circolare INPS per i limiti annuali e coordina i versamenti con il calendario fiscale.

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