Regime fiscale per un artista: quale conviene di più?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

La scelta tra forfettario e ordinario dipende da incassi, costi, collaboratori e IVA: soglia 85.000 euro, limite collaboratori 20.000 euro, uscita immediata dal forfettario oltre 100.000 euro, IRPEF a scaglioni in ordinario.

  • Soglie chiave: 85.000 euro per accesso/mantenimento del forfettario; oltre 100.000 euro uscita immediata nell’anno.
  • Collaboratori: tetto 20.000 euro lordi annui per restare nel forfettario.
  • Convenienza: confronta costi reali vs quota “implicita” del forfettario (es. 33% di spese implicite se coefficiente 67%).

Come funziona la scelta del regime fiscale

Devi valutare tre elementi: incassi previsti, struttura dei costi e uso di collaboratori. Questi fattori guidano l’accesso ai regimi e la loro convenienza.

La legge prevede due grandi strade per chi lavora in autonomia. Il regime forfettario (imposta sostitutiva e niente IVA) e il regime ordinario (IRPEF a scaglioni, IVA e deduzione analitica dei costi).

Le regole nascono da norme specifiche. Il regime forfettario è nella Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata da leggi di bilancio recenti. L’IRPEF è nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/1986. L’IVA è nel DPR 633/1972. Puoi consultare i testi su Normattiva o le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario: definizione, requisiti e calcolo

Il forfettario è un regime agevolato. Paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. Non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti.

Requisiti principali di accesso e mantenimento (Legge 190/2014):

  • Ricavi/compensi dell’anno precedente non oltre 85.000 euro.
  • Spese per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori entro 20.000 euro lordi annui.
  • Nessuna partecipazione in società di persone, associazioni o S.r.l. “collegate” che svolgono attività riconducibile alla tua.
  • Nessun regime IVA speciale (es. agricoltura speciale) e nessuna cessione prevalente di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi.
  • Residenza in Italia o in UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia.

Uscita per superamento soglie:

  • Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo.
  • Se superi 100.000 euro, esci subito nel corso dell’anno: da quel momento applichi IVA e, a fine anno, determini l’IRPEF con il regime ordinario per l’intero periodo d’imposta, secondo le regole vigenti. Questa regola è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2023 ed è tuttora operativa.

Calcolo del reddito in forfettario: non sommi i costi reali. Applichi un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi. Questo coefficiente stima la quota “utile” del fatturato. La quota residua stima le spese “implicite”.

Esempio frequente nel settore artistico: molte attività ATECO della sezione R (attività artistiche e di intrattenimento) hanno coefficiente 67%. Significa reddito imponibile pari al 67% degli incassi e spese implicite pari al 33%. Verifica sempre il tuo ATECO e il relativo coefficiente nella tabella allegata alla Legge 190/2014.

L’imposta sostitutiva è in genere il 15%. Puoi applicare il 5% per i primi 5 anni se rispetti condizioni precise (start-up, assenza di attività simile nei tre anni precedenti, non prosecuzione di attività altrui). Queste condizioni sono nei commi 65 e seguenti della Legge 190/2014.

I contributi previdenziali obbligatori che versi si sottraggono dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta. Questo vale sia per la Gestione Separata INPS, sia per gestioni speciali (artigiani/commercianti) o casse di categoria, se applicabili.

Adempimenti in forfettario: emetti fattura elettronica, indichi la dicitura di non applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1 commi 54-89 Legge 190/2014, non subisci ritenuta d’acconto e non versi IVA (salvo casi particolari di inversione contabile). L’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è stato esteso a regime dal 2024 (DL 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate).

Regime ordinario: IRPEF a scaglioni, IVA e costi analitici

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF con scaglioni progressivi e le addizionali regionali e comunali. Applichi l’IVA in fattura e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Deduci i costi effettivi inerenti all’attività.

Gli scaglioni IRPEF e le aliquote sono aggiornati per legge. La struttura a tre scaglioni è confermata, con prime due soglie fino a 28.000 euro e fino a 50.000 euro, e scaglione oltre 50.000 euro. Verifica ogni anno le percentuali effettive sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze o su Normattiva, perché le leggi di bilancio possono modificarle.

Il criterio di calcolo del reddito varia per tipo di attività: professionisti e lavoratori autonomi usano il principio di cassa (incassi meno pagamenti) secondo l’art. 54 del TUIR (DPR 917/1986). Le imprese minori in semplificata applicano la cassa “rafforzata”; le imprese in ordinaria applicano il principio di competenza (art. 83 TUIR).

Adempimenti contabili: registri IVA, liquidazioni periodiche dell’IVA, esterometro per alcune operazioni estere, dichiarazioni fiscali, ritenute d’acconto ove previste (art. 25 DPR 600/1973). Per chi emette fatture a clienti sostituti d’imposta, si applicano le ritenute secondo norma.

Confronto pratico: quando conviene il forfettario o l’ordinario

La regola di base è semplice. Se i tuoi costi reali sono bassi e non hai grandi investimenti o collaboratori, il forfettario di solito conviene. Se i tuoi costi reali superano la “quota implicita” del coefficiente, l’ordinario può farti risparmiare imposte.

Esempio (artista sezione R):

  • Incassi 60.000 euro; coefficiente 67% → reddito forfettario 40.200 euro. I contributi obbligatori riducono questa base. Imposta sostitutiva 15% o 5% se start-up.
  • Stessa attività in ordinario: deduci i costi reali (attrezzature, location, produzione, promozione, trasporti, compensi a terzi), recuperi l’IVA sugli acquisti, ma applichi l’IVA sulle vendite e paghi IRPEF progressiva.

Se le spese effettive superano il 33% degli incassi (nel caso del coefficiente 67%), l’ordinario può diventare più vantaggioso. Valuta anche l’IVA: se acquisti con molta IVA e vendi a clienti che possono detrarla, l’ordinario aiuta a recuperare l’imposta.

Regola decisionale rapida

Segui questi passaggi logici:

  • Incassi previsti entro 85.000 euro? Sì → vai al punto successivo. No → ordinario o uscita immediata se >100.000 nell’anno.
  • Collaboratori/ dipendenti lordi entro 20.000 euro? Sì → punto successivo. No → ordinario dall’anno successivo.
  • Stima dei costi reali: sono inferiori alla quota implicita del tuo coefficiente? Sì → forfettario probabile vincitore. No → confronta con simulazione in ordinario.
  • Hai investimenti importanti e molta IVA a credito? Sì → l’ordinario spesso conviene.
  • Sei start-up con requisiti per il 5%? Sì → il forfettario diventa molto competitivo.

Cita e verifica sempre le norme. Per il forfettario: Legge 190/2014, commi 54-89. Per IVA: DPR 633/1972. Per IRPEF: DPR 917/1986. Per aspetti di lavoro e collaborazioni: portale del Ministero del Lavoro e circolari dell’INPS per i contributi.

IVA, fatturazione elettronica e note operative

Forfettario: non applichi IVA e non hai diritto alla detrazione. Inserisci in fattura la dicitura di non applicazione IVA ai sensi della Legge 190/2014. Restano possibili i casi di inversione contabile (es. acquisti intracomunitari), con imposta da assolvere secondo le regole IVA. La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari.

Ordinario: applichi l’IVA in fattura, detrai l’IVA sugli acquisti, effettui liquidazioni periodiche (mensili o trimestrali). Compili registri IVA, comunichi le operazioni transfrontaliere dove richiesto e versi il saldo IVA annuale. Le regole sono nel DPR 633/1972 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Contributi previdenziali e impatto sul carico fiscale

I contributi variano per gestione. Molti professionisti versano alla Gestione Separata INPS. Gli artigiani e commercianti hanno gestioni dedicate, e qui conta capire la differenza tra artista e artigiano. Le attività artistiche possono ricadere nella Gestione Lavoratori dello Spettacolo. Verifica la tua iscrizione con l’INPS o la tua Cassa di previdenza.

I contributi obbligatori sono deducibili dal reddito. Nel forfettario si sottraggono dal reddito calcolato col coefficiente prima di applicare l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario riducono il reddito imponibile IRPEF. Le aliquote contributive cambiano spesso: controlla ogni anno le circolari INPS e le fonti ufficiali.

Passaggi di regime: quando e come cambiare

Se superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000 euro, cambi regime dal 1° gennaio dell’anno successivo. Se superi 100.000 euro, esci subito dal forfettario: da quella fattura in poi applichi IVA e adempimenti ordinari. Questa dinamica discende dalle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 ai commi della Legge 190/2014.

Se scegli volontariamente l’ordinario pur potendo restare in forfettario, comunichi l’opzione con il comportamento concludente e, in via prudenziale, con i modelli anagrafici (AA9/12 per persone fisiche). Le opzioni contabili possono vincolarti per un triennio (DPR 442/1997). Valuta sempre gli effetti sulle registrazioni IVA e sulla contabilità.

Scenario Requisiti/condizioni Cosa paghi e come si calcola Tempistiche/effetti
Forfettario standard Incassi anno precedente ≤ 85.000 euro; collaboratori ≤ 20.000 euro lordi; nessuna causa di esclusione Imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up); base = ricavi x coefficiente – contributi; niente IVA in fattura Valido per l’anno in corso; verifica ogni anno i requisiti
Forfettario con superamento 85.000 e ≤ 99.999 euro Soglia superata ma non oltre 100.000 euro Rimani forfettario per l’anno; applica imposta sostitutiva Passi all’ordinario dal 1° gennaio dell’anno successivo
Forfettario con superamento ≥ 100.000 euro Incassi oltre 100.000 euro nel corso dell’anno Da quel momento applichi IVA e adempimenti ordinari; IRPEF a scaglioni per l’anno Uscita immediata nell’anno; regolarizza da fattura successiva
Ordinario semplificato (cassa) Volumi entro limiti per semplificata; attività professionali/autonomi IRPEF a scaglioni su incassi – pagamenti; IVA applicata e detratta Regime naturale se non rientri nel forfettario o se opti
Ordinario in contabilità ordinaria Volumi oltre soglie semplificata o opzione IRPEF su reddito di competenza; IVA piena; maggiori obblighi contabili Vincoli e adempimenti più strutturati (libri, inventari)
Collaboratori oltre 20.000 euro lordi Spese per lavoro superiori al tetto In forfettario perdi il requisito; in ordinario deduci i costi e gestisci ritenute/contributi Passi all’ordinario dall’anno successivo
Costi reali > costi “impliciti” forfettario Es. coefficiente 67% → spese implicite 33% ma spese effettive 45% Ordinario spesso più conveniente per dedurre di più e recuperare IVA Puoi optare per ordinario; opzione con vincolo triennale IVA

FAQ

Quali sono le aliquote IRPEF e gli scaglioni applicabili nel 2026 e come cambiano il mio calcolo?

L’IRPEF si calcola per scaglioni: più cresce il reddito, più alta è l’aliquota della porzione eccedente. La struttura a tre scaglioni, con soglie fino a 28.000 euro, da 28.001 a 50.000 euro e oltre 50.000 euro, è confermata dal quadro normativo recente. Le percentuali esatte possono variare per effetto delle leggi di bilancio. Per il tuo calcolo devi prendere il reddito complessivo, applicare le aliquote per porzioni, sommare le imposte di ogni scaglione, aggiungere le addizionali regionali e comunali, e poi considerare eventuali detrazioni spettanti. Verifica sempre le aliquote in vigore su Normattiva o sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La base giuridica è il DPR 917/1986 (TUIR) e le successive leggi di bilancio che aggiornano aliquote e detrazioni.

Sono un artista: il mio coefficiente di redditività è sempre il 67%? Come lo verifico correttamente?

Molte attività artistiche classificate nella sezione R degli ATECO usano il coefficiente 67%, ma non è una regola universale. Dipende dal tuo preciso codice ATECO. Il coefficiente determina la quota di incassi che diventa reddito imponibile in forfettario. Per verificare: identifica il tuo ATECO dal certificato di attribuzione o dal modello AA9/12; consulta la tabella dei coefficienti allegata alla Legge 190/2014 (commi 54-89 e allegati) e le circolari dell’Agenzia delle Entrate che chiariscono l’inquadramento delle attività. In caso di dubbio, confronta anche la descrizione dell’attività con le note esplicative ISTAT degli ATECO. Se il coefficiente è 67%, significa spese “implicite” del 33%. Se i tuoi costi effettivi superano quella soglia, valuta l’ordinario.

Cosa succede se supero 100.000 euro a metà anno mentre sono in forfettario? Devo rettificare le fatture già emesse senza IVA?

La norma prevede l’uscita immediata dal forfettario al superamento di 100.000 euro di incassi nell’anno. Da quel momento devi applicare l’IVA sulle fatture successive e adempiere agli obblighi del regime ordinario (registri, liquidazioni, ecc.). Le fatture emesse prima dell’evento restano valide senza IVA. Non devi “rimettere l’IVA” a quelle già emesse, salvo casi particolari di operazioni continuative con esigibilità differita, da valutare in concreto secondo il DPR 633/1972. A fine anno, la determinazione dell’imposta sui redditi seguirà il regime ordinario per l’intero periodo d’imposta, come chiarito dalla disciplina del forfettario dopo le modifiche della Legge di Bilancio 2023 ai commi della Legge 190/2014. È importante attivare subito i registri IVA e aggiornare la numerazione e le diciture in fattura dal momento dell’uscita.

Come si calcola il limite dei 20.000 euro per collaboratori nel forfettario? Cosa rientra e cosa no?

Il tetto dei 20.000 euro è lordo annuo e somma le spese per lavoro dipendente, collaborazioni coordinate e continuative, lavoro accessorio, compensi a collaboratori e somme erogate a vario titolo per prestazioni lavorative. Vanno considerati gli importi lordi, comprensivi di oneri a tuo carico. Non rientrano in questo conteggio i compensi a professionisti terzi autonomi con propria posizione fiscale distinta, se non configurano rapporti di collaborazione assimilabili a lavoro. Tuttavia, la distinzione pratica richiede attenzione: se il rapporto è di collaborazione personale e continuativa, prudenzialmente includilo nel conteggio. La base è nei commi della Legge 190/2014 e nei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Per aspetti contributivi, consulta le circolari INPS e le fonti del Ministero del Lavoro.

Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni: chi può usarla e quando si perde?

L’aliquota al 5% è prevista per le nuove attività in forfettario, per un massimo di 5 periodi d’imposta. Devi rispettare tre condizioni principali: non aver esercitato nei tre anni precedenti attività artistica, professionale o d’impresa anche in forma associata; l’attività non deve costituire mera prosecuzione di lavoro dipendente o autonomo svolto in precedenza (salvo praticantato obbligatorio); se subentri in attività altrui, i ricavi dell’anno precedente non devono superare i 85.000 euro. Se una condizione viene meno, si applica l’aliquota ordinaria del 15% dall’anno in cui decade il requisito. La disciplina è nei commi 65 e seguenti della Legge 190/2014 e nei documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate. Ricorda che i contributi previdenziali si sottraggono comunque dalla base prima di applicare l’imposta.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.