Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei un fisioterapista senza cassa professionale, versi i contributi alla Gestione Separata INPS sul tuo imponibile netto, con aliquota ordinaria aggiornata annualmente (nel 2026 pari, in via generale, intorno al 26%).
- Gestione Separata INPS: contributi percentuali sul reddito professionale, senza minimale da pagare ma con massimale contributivo annuo.
- Base imponibile: dipende dal regime fiscale. Ordinario = incassi meno spese pagate. Forfettario = incassi x coefficiente 78%.
- Versamenti: saldo e acconti con F24 alle scadenze di imposte (30 giugno e 30 novembre). Acconto in genere pari all’80%.
Chi deve iscriversi e quando
I fisioterapisti che lavorano in proprio, senza una cassa previdenziale dedicata, si iscrivono alla Gestione Separata INPS. La Gestione Separata è il fondo previdenziale dei professionisti “senza cassa”.
L’obbligo nasce con l’avvio dell’attività. In pratica, dopo l’apertura della partita IVA, va fatta l’iscrizione alla Gestione Separata. Si effettua online dal portale INPS, area dedicata ai liberi professionisti.
La base normativa è la Legge 8 agosto 1995 n. 335, art. 2, comma 26, consultabile su Normattiva. Le aliquote e le istruzioni operative sono stabilite ogni anno dall’INPS con apposita circolare.
Aliquota, massimale e accredito contributivo nel 2026
L’aliquota ordinaria per i liberi professionisti in Gestione Separata è aggiornata ogni anno dall’INPS. Nel 2026, in via generale, si colloca intorno al 26% (negli ultimi anni è stata pari al 26,23%). Verifica sempre la circolare INPS sulle aliquote della Gestione Separata pubblicata a inizio anno.
Il massimale contributivo è il tetto di reddito su cui applichi i contributi. Oltre il massimale, non versi più contributi. L’INPS aggiorna il valore ogni anno in base all’inflazione. Anche questo dato è in circolare.
Non esiste un minimale da versare “a prescindere” come accade per artigiani e commercianti. Attenzione però all’accredito dei mesi utili per la pensione: l’INPS riconosce i mesi in modo proporzionale al contributo versato rispetto a una retribuzione convenzionale annua. Se versi poco, potresti non coprire 12 mesi pieni di contribuzione. Il principio è descritto ogni anno dalla circolare aliquote INPS per la Gestione Separata.
Base imponibile: ordinario e forfettario
Regime ordinario: principio di cassa
Nel regime ordinario il reddito professionale si calcola con il principio di cassa. Significa che contano i soldi effettivamente incassati e le spese effettivamente pagate nell’anno. Questo è previsto dall’art. 54 del TUIR (DPR 917/1986).
Esempio: incassi 60.000 euro e paghi 10.000 euro di spese. Il tuo imponibile netto è 50.000 euro. Su 50.000 euro applichi l’aliquota INPS della Gestione Separata per calcolare i contributi.
Regime forfettario: coefficiente di redditività (78%)
Nel regime forfettario non deduci le spese reali. Applichi un coefficiente di redditività agli incassi. Per i fisioterapisti il coefficiente è 78%. In parole semplici: versi imposte e contributi solo sul 78% di quanto incassi. Qui trovi come funziona il calcolo delle tasse in regime forfettario per un fisioterapista.
La regola viene dalla Legge 190/2014 (regime forfettario) e successive modifiche. Puoi verificare il coefficiente e le condizioni sul portale Normattiva e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Esempi numerici di calcolo
Esempio con forfettario
Incassi annui: 20.000 euro. Coefficiente 78%. Imponibile netto: 20.000 x 78% = 15.600 euro.
Con aliquota Gestione Separata intorno al 26% (es. 26,23%): contributi = 15.600 x 26,23% = 4.092, – arrotondamenti esclusi. Se usi 26,07% come ipotesi, il risultato è circa 4.067 euro. Il metodo resta lo stesso; cambia solo l’aliquota comunicata dall’INPS per l’anno.
Esempio con ordinario
Incassi annui: 60.000 euro. Spese pagate: 10.000 euro. Imponibile netto: 50.000 euro.
Con aliquota al 26,23%: contributi = 50.000 x 26,23% = 13.115 euro. Con aliquota al 26,07%: 13.035 euro. Anche qui conta la percentuale valida per l’anno corrente.
Scadenze, saldo e acconti
I contributi della Gestione Separata si versano insieme alle imposte sui redditi. Riferimento: DPR 435/2001 (versamenti a saldo e in acconto). Il calendario ordinario prevede:
- 30 giugno: saldo anno precedente + primo acconto anno in corso;
- 30 novembre: secondo acconto anno in corso.
L’acconto dei contributi della Gestione Separata è di regola pari all’80% dei contributi dovuti per l’anno precedente. L’80% si somma all’acconto IRPEF, ma sono due grandezze distinte.
Esempio riprendendo il caso forfettario da 15.600 euro di imponibile e 4.067 euro di contributi (aliquota 26,07%): acconto dovuto = 4.067 x 80% = 3.253 euro. Lo versi in due rate uguali: metà a giugno e metà a novembre.
Le date possono slittare se cadono nel weekend o per proroghe disposte dal MEF. Controlla sempre il calendario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Modello F24: sezione INPS, causali e rateazione
Paghi con il modello F24, sezione INPS. Devi indicare codice sede, causale contributo, periodo, e importi. Le istruzioni sono descritte nei documenti INPS dedicati alla Gestione Separata e nel manuale F24.
Per distinguere i versamenti, si usano causali diverse. In prassi, si utilizza una causale per saldo o acconto in unica soluzione (ad esempio PXX) e una causale specifica per la rateazione (ad esempio PXXR). Le causali e le modalità operative possono essere aggiornate dall’INPS: verifica ogni anno le istruzioni ufficiali dell’Istituto.
Se scegli la rateazione, devi inviare la richiesta telematica all’INPS e versare con interessi. Un piano tipico prevede scadenze mensili a partire dal 30 giugno, poi 18 luglio, 22 agosto, 16 settembre, 17 ottobre, 16 novembre. Le date variano in base al calendario fiscale. Puoi rateizzare solo una parte, per esempio l’acconto di giugno, e saldare in unica soluzione il saldo dell’anno precedente.
Detrazioni fiscali e coordinamento con le imposte
I contributi previdenziali obbligatori riducono la base imponibile IRPEF. In ordinario, li deduci dal reddito professionale. In forfettario, li deduci dal reddito forfetario prima di applicare l’imposta sostitutiva.
Questa regola è cruciale. Pagare i contributi abbassa anche le imposte. Il beneficio fiscale è previsto dal TUIR. Trovi i dettagli nelle istruzioni ai modelli Redditi Persone Fisiche.
Regola decisionale rapida
Se hai poche spese reali e incassi stabili, il forfettario è spesso conveniente. Paghi i contributi sul 78% e l’imposta sostitutiva è semplice. Il ragionamento è simile a quello per scegliere il regime fiscale di un medico, altra professione sanitaria.
Se hai spese importanti e ricavi alti, l’ordinario può convenire. Deduci i costi veri. Paghi contributi e imposte solo sull’utile reale.
Hai iniziato a metà anno o con incassi incerti? Considera il forfettario per la semplicità. Potrai valutare il passaggio all’ordinario in seguito.
In ogni caso, la scelta del regime non cambia la Gestione Separata. Cambia solo la base su cui calcoli i contributi. Applica sempre l’aliquota INPS valida per l’anno in corso, come da circolare annuale.
Controlli pratici e checklist
Prima di versare
- Verifica l’aliquota INPS della Gestione Separata per l’anno corrente (circolare INPS).
- Controlla il tuo regime fiscale e calcola l’imponibile corretto (ordinario: incassi-spese; forfettario: incassi x 78%).
- Calcola saldo e acconti. Ricorda l’80% per l’acconto contributivo.
Compilazione F24
- Sezione INPS, con periodo di riferimento corretto (da mm/aaaa a mm/aaaa).
- Causale contributo coerente con saldo/acconto e con la rateazione se scelta.
- Importi e arrotondamenti corretti. Evita errori nei decimali.
Dopo il versamento
- Conserva le ricevute. Servono per eventuali controlli e per la deduzione fiscale.
- Riconcilia i pagamenti nel quadro RR della dichiarazione.
- Monitora il tuo estratto conto contributivo INPS per l’accredito dei mesi.
Riferimenti normativi e prassi da consultare
Base giuridica della Gestione Separata: Legge 8 agosto 1995 n. 335, art. 2, comma 26 (Normattiva).
Determinazione del reddito di lavoro autonomo: art. 54 del TUIR, DPR 917/1986 (Normattiva).
Regime forfettario: Legge 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche (Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate).
Versamenti a saldo e acconto: DPR 7 giugno 2001 n. 435 e successive modifiche (Normattiva) e calendari MEF/Agenzia Entrate.
Aliquote, massimale e istruzioni operative: Circolare INPS annuale “Gestione Separata – Aliquote contributive e reddito massimale/minimale di riferimento”.
| Scenario | Base imponibile | Contributi dovuti (aliquota 26,23% esemplificativa) | Scadenze e note operative |
|---|---|---|---|
| Forfettario, incassi 20.000 € | 20.000 x 78% = 15.600 € | 15.600 x 26,23% ≈ 4.092 €; acconto 80% ≈ 3.274 € | 30/6: saldo + 50% acconto; 30/11: 50% acconto. F24 sezione INPS, causale dedicata. |
| Ordinario, incassi 60.000 €, spese 10.000 € | 60.000 – 10.000 = 50.000 € | 50.000 x 26,23% = 13.115 €; acconto 80% = 10.492 € | Stesse scadenze. Deduzione contributi su IRPEF. Verifica massimale INPS annuale. |
| Avvio attività a metà anno, incassi 8.000 € (forfettario) | 8.000 x 78% = 6.240 € | 6.240 x 26,23% ≈ 1.636 €; acconto 80% ≈ 1.309 € | Acconto proporzionato al saldo. Valuta rateazione da giugno con interessi INPS. |
| Reddito elevato vicino al massimale | Fino al tetto contributivo INPS | Aliquota applicata solo fino al massimale | Oltre il massimale non versi contributi. Controlla circolare INPS per il valore 2026. |
FAQ
Se sono un fisioterapista dipendente e svolgo anche attività autonoma, come verso i contributi?
Se hai un lavoro dipendente, versi già i contributi INPS come dipendente. Se in più svolgi attività autonoma come fisioterapista con partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata e versare anche i contributi da libero professionista. I due canali convivono. La contribuzione da dipendente non sostituisce quella da autonomo. La pensione futura tiene conto di entrambe le posizioni, con regole di totalizzazione o cumulo secondo la normativa vigente. La base resta la Legge 335/1995 e le circolari INPS sulla Gestione Separata.
Esiste una cassa previdenziale dedicata ai fisioterapisti per evitare la Gestione Separata?
No. Al momento, i fisioterapisti non hanno una cassa autonoma obbligatoria. Alcune professioni sanitarie hanno enti propri, ma i fisioterapisti rientrano nella Gestione Separata INPS per l’attività libero-professionale. La regola discende dalla struttura degli ordini e degli enti previdenziali riconosciuti. Verifica sempre gli elenchi ufficiali INPS e le norme su Normattiva in caso di novità ordinistiche.
Come funziona l’accredito dei mesi ai fini pensionistici se il reddito è basso?
Nella Gestione Separata i mesi accreditati non sono automaticamente dodici. Dipendono dall’ammontare dei contributi versati in rapporto a un valore convenzionale annuo fissato dall’INPS. Se versi poco, potresti coprire solo una parte dell’anno. Esempio: se versi metà del contributo “di riferimento”, maturi circa sei mesi di accredito. Le formule precise e il valore convenzionale sono indicati ogni anno nella circolare aliquote della Gestione Separata. Per pianificare la pensione, verifica a inizio anno il valore aggiornato e simula i mesi coperti in base al tuo reddito previsto.
Posso compensare i contributi INPS con crediti fiscali in F24?
Sì, in molti casi puoi compensare i contributi con crediti fiscali disponibili (per esempio crediti IRPEF o IVA), seguendo le regole generali della compensazione orizzontale previste dallo Statuto del Contribuente e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Serve un credito certo, liquido ed esigibile risultante da dichiarazione. La compensazione richiede il corretto utilizzo delle sezioni del modello F24 e l’indicazione dei codici tributo/causali pertinenti. Alcuni crediti hanno limiti e soglie per la compensazione. Verifica sempre istruzioni e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate in vigore nell’anno.
Se passo dal forfettario all’ordinario (o viceversa), cosa cambia nei contributi?
La gestione previdenziale non cambia: resti in Gestione Separata. Cambia la base imponibile su cui applichi l’aliquota. In forfettario usi il coefficiente 78%. In ordinario calcoli incassi meno spese pagate, secondo il principio di cassa. Il passaggio può modificare sia l’importo dei contributi, sia la quota deducibile fiscalmente ai fini IRPEF. Attenzione agli acconti: l’acconto dell’anno in corso si basa sul saldo dell’anno precedente. Se cambi regime, ricalcola l’acconto stimando il nuovo imponibile e valuta l’eventuale riduzione in dichiarazione per evitare un eccesso di versamento, nel rispetto delle regole del DPR 435/2001.
