Come si paga con Amazon: quanti e quali contributi devi versare?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se vendi su marketplace con Partita IVA, versi l’INPS Gestione Commercianti: una quota fissa annua e una quota percentuale sull’eccedenza. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35%, con effetti sul conteggio pensionistico.

  • Iscrizione obbligatoria alla Gestione Commercianti INPS per e-commerce abituale con codice ATECO del commercio online (es. 47.91.10).
  • Contributi composti da quota fissa su minimale + quota percentuale sull’imponibile eccedente; valori aggiornati ogni anno da INPS.
  • In regime forfettario: reddito contributivo = incassato x coefficiente 40%; puoi chiedere sconto del 35% sui contributi, con settimane accreditate ridotte.

Chi deve iscriversi e cosa si paga: inquadramento previdenziale

L’attività di commercio online svolta in modo abituale richiede l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. “Abituale” significa che l’attività è organizzata e ripetuta, non episodica. Il riferimento è la prassi INPS e la disciplina generale dell’impresa commerciale.

Il codice ATECO tipico è 47.91.10 (commercio al dettaglio via internet). Rientra nel settore commercio. Quindi, salvo eccezioni particolari, l’INPS competente è la Gestione Commercianti. L’iscrizione avviene insieme all’apertura della Partita IVA e alla SCIA, mediante ComUnica al Registro Imprese.

La contribuzione dovuta ha due componenti: una quota fissa, dovuta anche se incassi poco o nulla, e una quota variabile calcolata in percentuale sul reddito che supera un reddito minimo (detto “minimale”). Aliquote, minimale e massimale vengono fissati ogni anno da INPS con apposita circolare.

Riferimenti normativi e prassi

Il regime forfettario è disciplinato dall’art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, come modificata. La riduzione del 35% dei contributi per artigiani e commercianti in forfettario è oggetto di istruzioni INPS (tra cui la Circolare INPS n. 22/2017 e le circolari annuali sulla contribuzione di artigiani e commercianti). Scadenze e modalità di versamento con F24 seguono il D.Lgs. 241/1997 e il D.P.R. 435/2001. Le fonti sono consultabili su Normattiva, INPS e Ministero del Lavoro.

Come si calcolano i contributi: metodo passo-passo

Il calcolo segue un ordine preciso. Primo: si individua il reddito imponibile previdenziale. Secondo: si applica la quota fissa collegata al minimale. Terzo: si calcola la percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. Quarto: si considerano eventuali maggiorazioni e massimali.

Il minimale e l’aliquota variano di anno in anno. INPS li pubblica con una circolare dedicata agli artigiani e commercianti. La quota fissa si paga in quattro rate. La quota variabile si paga con il saldo e, se dovuto, con gli acconti collegati alla dichiarazione dei redditi.

Attenzione a due elementi ricorrenti nelle circolari INPS: la possibile maggiorazione dell’aliquota su fasce di reddito più alte e il massimale di reddito oltre il quale non si versano più contributi IVS. Verifica sempre l’anno di riferimento nella circolare INPS dell’anno fiscale in corso.

Imponibile previdenziale in ordinario e in forfettario

Regime ordinario: il reddito imponibile previdenziale è dato dai ricavi meno i costi inerenti all’attività. Si segue il “principio di competenza” o “di cassa” a seconda del regime contabile adottato. In pratica, togli le spese ammesse dai ricavi della vendita.

Regime forfettario: il reddito imponibile previdenziale si ottiene applicando il coefficiente di redditività ai ricavi incassati nell’anno (principio di cassa = consideri ciò che hai effettivamente incassato). Per il commercio, il coefficiente è il 40%. Quindi imponibile = incassato x 40%. Prima di arrivare a questo calcolo, però, conviene capire quale regime fiscale scegliere per vendere su Amazon.

Nel forfettario i contributi previdenziali versati si deducono prima di calcolare l’imposta sostitutiva. Questo abbassa la base su cui paghi l’imposta sostitutiva. È un vantaggio fiscale rilevante, soprattutto se la quota variabile è consistente.

Riduzione del 35%: chi può chiederla, come si attiva, effetti pensionistici

Chi è nel regime forfettario può chiedere a INPS la riduzione del 35% dei contributi dovuti alla Gestione Commercianti. La riduzione si applica sia alla quota fissa sia alla quota variabile. L’adesione è facoltativa.

Come si chiede: accedi all’area personale INPS con SPID, CIE o CNS. Vai alla posizione contributiva artigiani/commercianti. Seleziona la matricola e usa la funzione “Adesione al regime agevolato”. Conferma e salva. Riceverai comunicazione di esito da INPS.

L’adesione si presenta una volta sola. Resta valida finché resti nel forfettario. Se esci dal forfettario o non possiedi più i requisiti, devi comunicarlo a INPS per la revoca. In assenza di requisiti, lo sconto non può applicarsi.

Effetto sulla pensione: con lo sconto al 35% le settimane accreditate si riducono in modo proporzionale. Se versi solo la quota minima scontata, in un anno potresti coprire meno di 52 settimane utili. Questo incide sull’anzianità contributiva e, in prospettiva, sull’importo della pensione.

Valuta quindi se la riduzione conviene. Dipende da età, storia contributiva, reddito previsto e obiettivo pensionistico. Puoi rinunciare allo sconto in un anno futuro se vuoi massimizzare le settimane, restando nel forfettario.

Scadenze, pagamenti e coordinamento con la dichiarazione

Quota fissa: si paga in quattro rate annuali con F24. Le scadenze ordinarie ricadono a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo (le date precise sono indicate dalla circolare INPS di ogni anno e dai messaggi operativi).

Quota variabile: si paga in due momenti collegati alla dichiarazione dei redditi. Saldo dell’anno precedente e primo acconto entro fine giugno. Secondo acconto entro fine novembre. Le scadenze sono disciplinate dal D.P.R. 435/2001 e dal D.Lgs. 241/1997.

Ravvedimento: se salti una scadenza, puoi usare il ravvedimento operoso, con sanzioni e interessi ridotti. Vale anche per i contributi, nel rispetto delle regole generali dei versamenti unificati con F24.

Pluriattività, collaboratori familiari e altri casi particolari

Lavoro dipendente + commercio online: non c’è un esonero automatico dalla Gestione Commercianti. Se l’attività è abituale e organizzata, l’iscrizione è dovuta. Valuta la prevalenza e i tempi lavorativi. In casi particolari, la giurisprudenza ammette deroghe, ma serve analisi puntuale.

Collaboratori familiari (coadiuvanti): se un familiare collabora in modo abituale, va iscritto e versa anch’esso contributi. Le regole sono nelle istruzioni INPS per artigiani e commercianti. Definisci ruoli e percentuali di partecipazione con attenzione.

Soci di società: per le società commerciali, l’obbligo dipende dalla partecipazione personale e dall’attività svolta in concreto. Anche qui decide la prassi INPS, caso per caso. Serve verifica del ruolo effettivo e della continuità dell’apporto lavorativo.

Regola decisionale rapida

Sequenza logica per non sbagliare

1) Attività abituale su marketplace? Sì: iscriviti alla Gestione Commercianti. No: valuta prestazione occasionale, ma attenzione ai limiti e alla continuità.

2) Regime fiscale: se forfettario, imponibile previdenziale = incassato x 40%. Se ordinario, imponibile = ricavi – costi inerenti.

3) Calcolo quota fissa: prendi il minimale INPS dell’anno in corso (cercalo nella circolare annuale) e applica le indicazioni per commercianti.

4) Calcolo quota variabile: applica l’aliquota INPS alla parte di reddito oltre il minimale. Considera eventuali maggiorazioni e massimali indicati dalla circolare annuale.

5) Valuta lo sconto 35% (solo se forfettario): conviene se vuoi ridurre il carico nell’anno. Attenzione alla riduzione delle settimane ai fini pensione.

6) Pianifica i versamenti: quattro rate quota fissa con F24; saldo e acconti della quota variabile alle scadenze di giugno e novembre.

Fonti da consultare: Normattiva per Legge 190/2014; INPS per circolari artigiani/commercianti e per l’adesione allo sconto 35%; Ministero del Lavoro per inquadramento previdenziale; Agenzia delle Entrate per codici ATECO e dichiarazioni.

Esempi pratici di calcolo (metodo, senza numeri d’annata)

Forfettario, incassato 30.000 euro: imponibile previdenziale = 30.000 x 40% = 12.000. Se l’imponibile è sotto il minimale, paghi solo la quota fissa. Se supera il minimale, paghi la quota fissa + percentuale sulla sola eccedenza.

Con riduzione 35%: riduci sia la quota fissa sia la quota variabile del 35%. Il versato è più basso, ma le settimane accreditate scendono proporzionalmente. Valuta l’impatto sulla carriera previdenziale.

Ordinario, ricavi 60.000, costi 30.000: imponibile previdenziale = 30.000. Confrontalo con il minimale INPS. Se eccede, calcoli la quota variabile sulla differenza. Se resta sotto, versi solo la quota fissa.

Scenario Requisiti/Presupposti Cosa paghi Scadenze operative
Forfettario “puro” senza sconto Partita IVA attiva, regime forfettario; coefficiente 40% per commercio Quota fissa su minimale + eventuale quota variabile sull’eccedenza Fissa in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio); variabile con saldo/acconti (giugno e novembre)
Forfettario con riduzione 35% Adesione al regime agevolato INPS; permanenza nel forfettario Quota fissa e variabile ridotte del 35%; settimane pensionistiche proporzionalmente ridotte Stesse scadenze; adesione una tantum nella propria area INPS, valida finché resti nel forfettario
Regime ordinario semplificato Reddito = ricavi – costi; principio di cassa o competenza secondo legge Quota fissa + quota variabile sulla parte oltre il minimale Fissa in 4 rate; variabile in sede di saldo e acconti con F24
Pluriattività (dipendente + commercio) Attività commerciale abituale oltre al rapporto di lavoro Iscrizione di regola dovuta; quota fissa e, se dovuta, quota variabile Come sopra; valutare prevalenza e casi particolari con INPS
Collaboratore familiare (coadiuvante) Collaborazione abituale di familiare nell’attività Iscrizione del coadiuvante e contributi dedicati, oltre a quelli del titolare Allineate al profilo del titolare; gestione in posizione dedicata INPS

FAQ

Come faccio a capire se devo iscrivermi alla Gestione Commercianti e non alla Gestione Separata?

L’attività di vendita online con organizzazione di mezzi e continuità rientra nel commercio. La Gestione Commercianti è la cassa naturale per chi compra e rivende beni, anche tramite marketplace. La Gestione Separata si applica di norma a professioni senza cassa o a collaborazioni. Se la tua attività principale consiste nel vendere beni, non nel fornire servizi professionali, l’iscrizione corretta è ai commercianti. Verifica il codice ATECO: se è nel commercio (es. 47.91.10), la Gestione Commercianti è la regola. Le istruzioni INPS e il Ministero del Lavoro confermano questo inquadramento. In presenza di attività miste, valuta quale attività è prevalente, come indicano la prassi INPS e le regole sulla prevalenza.

Se sono in forfettario, lo sconto del 35% conviene sempre?

Conviene se hai bisogno di liquidità e vuoi abbassare il carico previdenziale dell’anno. Ma ha un costo previdenziale: le settimane accreditate si riducono in modo proporzionale. Se sei giovane e hai davanti molti anni di contribuzione, la riduzione può essere tollerabile. Se sei vicino alla pensione o hai buchi contributivi, può essere penalizzante. Considera tre dati: età, storico contributivo e reddito stimato. Con redditi bassi, l’effetto assoluto dello sconto è minore. Con redditi medio-alti, lo sconto è più visibile ma aumentano anche gli effetti pensionistici nel lungo periodo. La scelta va rivista ogni anno, pur ricordando che l’adesione resta valida finché resti nel forfettario e va revocata quando non possiedi i requisiti.

Quali sono le scadenze esatte per pagare i contributi e come uso l’F24?

La quota fissa si paga in quattro rate nell’arco dell’anno di competenza, con le scadenze che INPS comunica annualmente (tipicamente maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo). La quota variabile si paga insieme alle imposte sui redditi: saldo dell’anno precedente e primo acconto entro fine giugno; secondo acconto entro fine novembre, come previsto dal D.P.R. 435/2001 e dal D.Lgs. 241/1997. Si usa il modello F24, sezione previdenziale, indicando la posizione INPS, l’anno di riferimento e l’importo. I codici e i campi da compilare sono spiegati nelle istruzioni INPS e dell’Agenzia delle Entrate. Conserva le ricevute dei pagamenti per eventuali controlli e per riconciliare i versamenti nella tua posizione contributiva.

Come si determina l’imponibile previdenziale se vendo anche all’estero o uso logistica di terzi?

La vendita all’estero o l’uso di logistica di terzi non cambiano il principio generale. In ordinario, l’imponibile previdenziale è dato da ricavi meno costi inerenti, inclusi eventuali costi di logistica, commissioni del marketplace e trasporti. In forfettario, contano gli incassi effettivi e il coefficiente del 40% per il commercio, a prescindere da dove spedisci o da chi gestisce il magazzino. Resta fermo che per l’IVA e per le imposte dirette possono entrare in gioco regole sui rapporti con consumatori UE, vendite a distanza e soglie OSS/IOSS. Ma sul fronte contributivo INPS la logica è quella illustrata: quota fissa + quota variabile calcolata sull’imponibile previdenziale.

Ho un lavoro dipendente full-time: posso evitare la quota fissa INPS per l’attività online?

Non esiste un esonero automatico. Se l’attività commerciale è abituale e organizzata, l’iscrizione alla Gestione Commercianti è dovuta e la quota fissa si paga. La coesistenza di lavoro dipendente e impresa comporta, in molti casi, la doppia contribuzione. Ci sono pronunce e casi particolari sulla prevalenza del lavoro dipendente che possono incidere sull’obbligo in situazioni specifiche, ma la valutazione è strettamente concreta e si basa su elementi oggettivi (tempo dedicato, organizzazione, fatturato). La via prudente è iscriversi e versare. In caso di dubbi, si può richiedere un parere all’INPS territoriale o un’analisi mirata con un consulente, tenendo conto delle istruzioni INPS e del Ministero del Lavoro.

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