Costi per l’apertura della Partita IVA da professionista: quali sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Aprire la Partita IVA da professionista costa da 0€ a 100€ circa. L’invio del modello AA9/12 è gratuito; paghi solo l’eventuale compenso del commercialista e piccoli extra facoltativi (PEC, firma digitale, software).

  • Modello AA9/12: lo presenti entro 30 giorni dall’inizio attività (art. 35, DPR 633/1972). Invio online, a mano o per raccomandata.
  • Previdenza: Cassa ordinistica se iscritto a un Albo; altrimenti Gestione Separata INPS con aliquota comunicata ogni anno (circolari INPS; base Legge 335/1995).
  • Fisco: forfettario (imposta sostitutiva 5% start-up poi 15%, Legge 190/2014) o ordinario IRPEF a scaglioni 23%-43% (TUIR, DPR 917/1986).

Quanto costa aprire la Partita IVA da professionista nel 2026

Aprire la Partita IVA è gratis. L’Agenzia delle Entrate non applica imposte o diritti per l’apertura. Compili e invii il modello AA9/12.

Se ti affidi a un intermediario abilitato, sostieni solo il suo compenso. In media tra 60€ e 150€, con differenze per area e servizi inclusi.

Costi vivi obbligatori

Per i professionisti puri non ci sono bolli, diritti o tasse di iscrizione. L’apertura non richiede l’iscrizione al Registro Imprese.

Fanno eccezione attività miste o borderline con impresa (es. consulenza più commercio). In quei casi scattano oneri camerali e adempimenti SUAP. Lo vediamo sotto.

Costi facoltativi ma utili

  • Commercialista o consulente: 60€-150€ per l’apertura; da 300€ a 1.200€ annui per la gestione, a seconda della complessità.
  • PEC/domicilio digitale: spesso 5€-15€ annui. Serve a ricevere notifiche e comunicare con la PA.
  • Firma digitale: 30€-70€ annui, utile per atti e pratiche telematiche.
  • Software e-fattura: da gratuito a 10€-20€ al mese. La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari e gli autonomi (DL 36/2022, come convertito).

Costi indiretti del primo anno

Contributi previdenziali. Se hai una Cassa professionale, versi secondo il regolamento della tua Cassa (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Se non hai Cassa, versi alla Gestione Separata INPS, con aliquota pubblicata ogni anno da INPS. Negli ultimi anni è intorno al 26%.

Tasse. In forfettario paghi l’imposta sostitutiva (5% per start-up che rispettano i requisiti, altrimenti 15%). In ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni, più addizionali regionali e comunali.

Come compilare e inviare il modello AA9/12

Il modello AA9/12 è la “dichiarazione di inizio attività” per persone fisiche (professionisti e imprese individuali). La base giuridica è l’art. 35 del DPR 633/1972. Le stesse regole valgono, con alcuni documenti aggiuntivi, per chi deve gestire l’apertura della Partita IVA per stranieri.

Dati da indicare

  • Dati anagrafici e codice fiscale.
  • Domicilio fiscale. È l’indirizzo ai fini fiscali dove ricevi gli atti.
  • Data di inizio attività. È il giorno in cui inizi a lavorare o a fatturare.
  • Descrizione dell’attività e codice ATECO. Il codice ATECO è la classificazione ISTAT dell’attività svolta.
  • Regime IVA e regime contabile prescelto (forfettario o ordinario).

Modalità di invio

  • Telematico, tramite servizi dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario abilitato.
  • Consegna in ufficio all’Agenzia delle Entrate.
  • Raccomandata A/R all’ufficio competente.

Devi presentarlo entro 30 giorni dall’inizio attività. Questa scadenza deriva dall’art. 35 DPR 633/1972 e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Scelte che incidono su tasse e contributi

Il codice ATECO influenza studi di settore passati e, oggi, controlli di coerenza. Soprattutto definisce la tua attività e, in alcuni casi, la Cassa competente.

La scelta del regime fiscale condiziona imposte, adempimenti e contributi. In forfettario non applichi l’IVA e calcoli il reddito con il coefficiente di redditività.

Previdenza: quale Cassa e quanto versi

La previdenza è obbligatoria. Si applicano regole diverse a seconda del tipo di professione.

Professioni ordinistiche (con Albo)

Se sei avvocato, ingegnere, medico, commercialista e simili, ti iscrivi alla Cassa del tuo Ordine. La base normativa è nei D.Lgs. 509/1994 e 103/1996, oltre ai regolamenti di ciascuna Cassa.

Ogni Cassa definisce minimi contributivi, aliquote soggettive e integrative, agevolazioni under 35 o start-up, e scadenze.

Professioni senza Albo (senza Cassa)

Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. La base è la Legge 335/1995. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS con circolare. Negli ultimi anni è attorno al 26% per i non pensionati e non assicurati altrove.

La Gestione Separata non prevede minimali fissi. Versi in percentuale sul reddito professionale. Il reddito, in ordinario, è incassi meno costi (principio di cassa). In forfettario è il reddito forfettario.

Artigiani e commercianti: perché non è il tuo caso

Queste gestioni riguardano attività di impresa. Hanno minimali fissi e aliquote proprie. Se sei un professionista puro, non ti iscrivi qui. Eccezioni se svolgi attività mista con prevalenza di impresa.

Tasse 2026 per professionisti: forfettario o ordinario

Regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89)

Soglia ricavi/compensi: 85.000€ annui. Se superi 100.000€ esci subito nell’anno del superamento (regola introdotta dalla Legge di Bilancio 2023).

Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, nuova attività, e altri vincoli). Poi 15%.

Reddito imponibile: compensi incassati moltiplicati per il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Non deduci i costi effettivi. Contributi previdenziali sono deducibili.

IVA: non la applichi e non la detrai. Applichi marca da bollo da 2€ sulle fatture non soggette a IVA superiori a 77,47€.

Regime ordinario (TUIR, DPR 917/1986; IVA, DPR 633/1972)

Calcolo IRPEF a scaglioni (23% fino al 43%, con scaglioni e detrazioni aggiornati dalle leggi di bilancio). Aggiungi addizionali regionali e comunali.

Reddito di lavoro autonomo: incassi meno costi inerenti (principio di cassa, art. 54 TUIR). Ammesse deduzioni e detrazioni secondo norme vigenti.

IVA: la applichi secondo aliquota, detrai l’IVA sugli acquisti, versi periodicamente. Si applicano gli adempimenti dichiarativi.

Adempimenti accessori dopo l’apertura

Fatturazione elettronica

La e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari (DL 36/2022 come convertito). Usa un software o il servizio dell’Agenzia delle Entrate. Conserva le fatture a norma.

Marca da bollo e liquidazioni

In forfettario versi l’imposta di bollo dovuta trimestralmente. In ordinario gestisci le liquidazioni IVA e i versamenti periodici.

SCIA e SUAP: quando servono

Per il professionista puro in genere non servono. Se apri uno studio con insegna o svolgi attività soggette a segnalazione, verifica col SUAP comunale. Le regole si trovano sul portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sul tuo Comune.

Regola decisionale rapida

Come scegliere tra forfettario e ordinario in 5 passaggi logici

  • Ricavi attesi entro 85.000€ e costi bassi? Forfettario tende a convenire: imposta piatta e adempimenti ridotti.
  • Ricavi oltre 85.000€ o molti costi deducibili/IVA a credito? Ordinario: sfrutti deduzioni e detrazioni e la detrazione dell’IVA.
  • Clienti B2B che vogliono detrarre l’IVA? Ordinario può allinearsi meglio alla filiera.
  • Hai Cassa con minimi contributivi elevati? Simula l’impatto sui due regimi: i contributi sono deducibili e cambiano il confronto.
  • Pensi di superare 100.000€? Evita l’uscita immediata dal forfettario: pianifica da subito l’ordinario.

Esempi pratici di costi e primo anno

Esempio A: consulente in forfettario, ATECO con coefficiente 78%

Compensi incassati 30.000€. Reddito forfettario 30.000€ x 78% = 23.400€. Contributi Gestione Separata stimati al 26%: circa 6.084€ (valore indicativo; verifica aliquota INPS dell’anno). Base imposta: 23.400€ – 6.084€ = 17.316€.

Imposta sostitutiva 5% (se start-up): 866€. Totale fiscale e previdenziale: circa 6.950€ più bollo sulle fatture dovute.

Esempio B: designer in ordinario con costi rilevanti

Incassi 50.000€. Costi deducibili 20.000€. Reddito 30.000€. Contributi Gestione Separata al 26%: circa 7.800€ (indicativo). Base IRPEF: 22.200€ dopo deduzione contributi. IRPEF a scaglioni su 22.200€ più addizionali. L’IVA si compensa con quella sugli acquisti.

Esempio C: avvocato con Cassa forense

Compensi 40.000€. Contributi secondo regolamento Cassa (minimi più percentuali). In forfettario, imposta 15% dopo i contributi. In ordinario, IRPEF a scaglioni. Simula con i minimi della tua Cassa e le aliquote integrative.

Fonti normative e dove verificare

Norme IVA e apertura: DPR 633/1972, art. 35. Testo Unico delle Imposte sui Redditi: DPR 917/1986. Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, e successive leggi di bilancio. Uscita immediata oltre 100.000€: Legge di Bilancio 2023.

Previdenza: Legge 335/1995 per Gestione Separata INPS; D.Lgs. 509/1994 e 103/1996 per le Casse professionali. Aliquote INPS e istruzioni annuali: circolari INPS. Fatturazione elettronica: DL 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Verifiche ufficiali su Normattiva per i testi di legge, sul sito dell’Agenzia delle Entrate per modelli e istruzioni, su INPS per aliquote e scadenze, sul Ministero del Lavoro per inquadramenti e tutele.

Tabella scenari, requisiti, adempimenti e tempistiche

Scenario Requisiti principali Adempimenti e costi Tempistiche
Professionista senza Albo (solo consulenza) Nessun Ordine professionale. Codice ATECO servizi professionali non regolamentati. AA9/12 gratuito. Gestione Separata INPS (~26% indicativo). E-fattura obbligatoria. PEC consigliata. AA9/12 entro 30 giorni dall’avvio. Iscrizione INPS subito dopo l’apertura. Fatturazione da subito.
Professionista con Albo (Cassa privata) Iscrizione all’Ordine. Codice ATECO coerente. AA9/12 gratuito. Iscrizione a Cassa (minimi/aliquote da regolamento). E-fattura. Eventuale marca da bollo. AA9/12 entro 30 giorni. Iscrizione Cassa nei termini del regolamento. Scadenze contributive periodiche.
Forfettario under 85.000€ Soglie ricavi rispettate. Assenza cause di esclusione (es. partecipazioni di controllo). Requisiti start-up per 5%. Imposta 5% o 15%. Niente IVA. Bollo 2€ se dovuto. Contributi (Cassa o INPS). Software e-fattura. Regime si sceglie all’apertura. Versamenti imposta e contributi alle scadenze fiscali.
Ordinario con costi elevati Costi importanti e investimenti. Clienti B2B con IVA. IRPEF a scaglioni 23%-43% + addizionali. IVA periodica. Deduci costi e contributi. Liquidazioni IVA mensili/trimestrali. Dichiarazioni a fine anno. Acconti e saldi nei termini.
Attività mista (consulenza + piccola rivendita) Prevalenza da valutare. Codici ATECO multipli. Potenziale qualifica d’impresa. Possibile iscrizione al Registro Imprese. Diritti camerali. SUAP per SCIA. IVA obbligatoria. Comunicazione Unica immediata. SCIA prima dell’avvio della parte commerciale.

FAQ

1) Aprire la Partita IVA è davvero gratuito? Perché alcuni pagano 100€ o più?

Sì, l’apertura presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Compili il modello AA9/12 e lo invii senza bolli o diritti. Paghi solo se incarichi un commercialista o un intermediario per la pratica. Il loro compenso copre analisi del codice ATECO, scelta del regime fiscale, apertura posizione previdenziale, e set-up iniziale (es. e-fattura, marche da bollo virtuali). Spesso ti forniscono anche un vademecum di scadenze e un check delle clausole contrattuali, che riduce il rischio di errori che possono costare molto più di 100€. Altri piccoli costi facoltativi: PEC, firma digitale e software di fatturazione. Non sono costi “di apertura” imposti dalla legge, ma strumenti utili al lavoro quotidiano.

2) Devo scegliere subito il regime forfettario? Posso cambiare in seguito?

Scegli il regime al momento dell’apertura indicando l’opzione nel modello AA9/12. Se rispetti i requisiti, il forfettario è immediatamente applicabile. Puoi uscire dal forfettario per opzione o per superamento dei limiti. Se superi 100.000€ nel corso dell’anno, esci subito e applichi l’IVA dal momento del superamento (regola introdotta dalla Legge di Bilancio 2023). Se resti sotto 100.000€ ma sopra 85.000€, esci dall’anno successivo. Il passaggio volontario al regime ordinario è possibile, ma ha vincoli temporali: in genere l’opzione vincola per un triennio salvo specifiche eccezioni. Per coerenza e per evitare errori nei versamenti, pianifica la scelta in base a ricavi attesi, costi e profilo dei clienti (B2B o B2C).

3) Come capisco se devo iscrivermi alla Gestione Separata INPS o a una Cassa professionale?

Dipende dall’attività. Se eserciti una professione regolamentata da un Ordine (avvocato, ingegnere, medico, ecc.), la tua previdenza è presso la Cassa dell’Ordine, con regole su minimi e aliquote fissate dai regolamenti interni (riferimento ai D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Se svolgi un’attività professionale non ordinistica (es. consulente marketing, designer non iscritto a un Albo), ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). L’aliquota è fissata annualmente da INPS tramite circolari e negli ultimi anni è intorno al 26% per i non pensionati e non assicurati altrove. La scelta non è “libera”: è determinata dalla natura dell’attività e dai regolamenti di categoria. In caso di attività mista, può esistere la prevalenza. Se la parte d’impresa prevale, potrebbero valere regole di impresa con iscrizione camerale.

4) In forfettario non applico l’IVA: quali costi e adempimenti devo comunque considerare?

In forfettario non applichi l’IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti. Quindi i tuoi prezzi sono “IVA compresa” ma senza imposta esposta. Devi però emettere e conservare fatture elettroniche, compilare la marca da bollo da 2€ sulle fatture senza IVA superiori a 77,47€, e versare periodicamente l’imposta di bollo dovuta. Ai fini reddituali, non deduci i costi effettivi ma applichi il coefficiente di redditività previsto per il tuo ATECO (fonte: Legge 190/2014). Dedurrai comunque i contributi previdenziali versati. Tieni conto anche delle addizionali locali, calcolate a valle. Se hai clienti B2B che preferiscono la detraibilità dell’IVA, valuta l’impatto commerciale: talvolta l’ordinario rende più competitivo il tuo prezzo netto per il cliente.

5) Quali sono gli errori più comuni all’apertura e come evitarli?

Primo, scegliere un codice ATECO non coerente. Effetto: inquadramento previdenziale errato o controlli più probabili. Soluzione: descrivi bene l’attività e verifica la classificazione ISTAT. Secondo, sottovalutare la previdenza. Alcune Casse hanno minimi contributivi che impattano la liquidità anche con ricavi bassi. Terzo, sbagliare regime fiscale. Il forfettario è comodo ma non sempre conveniente se hai costi e investimenti elevati o clienti B2B. Quarto, dimenticare l’obbligo di e-fattura e conservazione a norma (fonte: provvedimenti Agenzia delle Entrate sul Sistema di Interscambio). Quinto, aprire in ritardo o indicare date non allineate all’effettivo avvio: l’art. 35 del DPR 633/1972 richiede la dichiarazione nei termini. Contromisure: simulazione numerica dei due regimi, scelta ATECO ragionata, check previdenza, set-up e-fattura dal giorno uno, calendario scadenze. In caso di dubbio, consulta le istruzioni ufficiali su Agenzia delle Entrate e le norme su Normattiva.

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