Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I costi di una ditta individuale artigiana si dividono in fissi (INPS, CCIAA, INAIL, consulenza) e variabili (contributi su eccedenza, tasse, bolli). Si calcola la base imponibile e si applicano regole diverse per regime forfettario o ordinario.
- I contributi INPS artigiani sono dovuti in quota fissa sul minimale e, se superi il minimale, anche in percentuale sulla quota eccedente. Sono deducibili dal reddito.
- Nel regime forfettario la tassa è un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% start-up) sulla base forfettaria: ricavi x coefficiente, al netto dei contributi.
- Scadenze tipiche: INPS fisso trimestrale (maggio, agosto, novembre, febbraio), saldo e acconti imposte a giugno e novembre, diritto camerale entro giugno.
Panoramica tecnica dei costi di una ditta individuale artigiana
Che cos’è una ditta individuale artigiana e perché i costi sono “a strati”
La ditta individuale artigiana è un’impresa in cui lavori in proprio e svolgi un’attività manuale o di servizio con prevalenza del tuo lavoro. Ti iscrivi all’Albo Artigiani presso la Camera di Commercio.
I costi sono “a strati” perché ci sono obblighi fissi che paghi comunque e oneri variabili legati a quanto incassi. Devi separarli per pianificare cassa e utili.
Costi fissi obbligatori
Contributi INPS artigiani. Paghi una quota fissa calcolata su un reddito minimale definito ogni anno da INPS. Se resti sotto quel reddito, versi solo il fisso. In media 2026: poco sopra i 4.500 euro l’anno. La percentuale e il minimale arrivano con circolari INPS annuali (base normativa: Legge 335/1995 e norme Gestione Artigiani e Commercianti).
Riduzione contributiva 35% per forfettari. Se sei in regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. Vale sul fisso e sulla parte variabile. Si attiva su domanda telematica a INPS. Riferimento: Legge 190/2014 e circolari INPS attuative.
Diritto annuale camerale. Tutte le imprese iscritte in Camera di Commercio pagano il diritto annuale. L’importo per imprese individuali è fisso e può variare in base alla CCIAA (spesso attorno a 53 euro, con possibili maggiorazioni deliberate). Base normativa: Legge 580/1993, determinazioni annuali del Ministero competente.
INAIL. Il premio contro gli infortuni può essere dovuto in base all’attività. L’inquadramento tariffario dipende dai rischi. Base normativa: D.P.R. 1124/1965 e circolari INAIL.
Strumenti obbligatori e gestione. PEC, firma digitale, eventuale cassetto digitale, software di fatturazione. Costo modesto ma ricorrente. A questi si aggiunge il costo della consulenza contabile e fiscale.
Costi variabili legati al fatturato
Contributi sulla quota eccedente il minimale. Se il tuo reddito artigiano supera il minimale fissato da INPS, paghi anche una percentuale sulla parte in più. L’aliquota ordinaria per titolari è intorno al 24%. La percentuale viene confermata ogni anno da INPS. Se sei forfettario e hai chiesto la riduzione del 35%, la applichi anche qui.
Tasse nel regime forfettario. Il forfettario usa un metodo semplice. Prendi i ricavi, applichi un coefficiente di redditività fissato per settore (tabella prevista dalla Legge 190/2014 e provvedimenti attuativi), ottieni il reddito forfettario. Poi lo riduci dei contributi previdenziali deducibili e applichi l’imposta sostitutiva: 15%, oppure 5% se rispetti i requisiti start-up per i primi cinque anni (assenza di precedenti attività analoghe, nessuna prosecuzione da lavoro dipendente non occasionale, altri vincoli della Legge 190/2014).
IVA nel forfettario. Non addebiti IVA in fattura e non detrai IVA sugli acquisti (D.P.R. 633/1972, come modificato per il regime forfettario). Metti la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro (D.P.R. 642/1972).
Tasse nel regime ordinario. Se scegli o devi stare nel regime ordinario, il reddito si calcola per differenza costi-ricavi, con deduzioni e detrazioni, e paghi IRPEF a scaglioni, addizionali, eventuale IRAP se dovuta. Qui non approfondiamo, ma ricorda che cambia sia il metodo di calcolo sia la gestione IVA.
Esempio numerico 2026: massaggiatrice in forfettario con imposta al 5%
Servizi alla persona come il massaggio non terapeutico ricadono di norma tra le attività con coefficiente di redditività pari al 67% secondo la tabella del regime forfettario (fonte: Legge 190/2014 e atti attuativi consultabili su Normattiva e documenti MEF).
Dati ipotetici di partenza:
- Ricavi annui: 15.000 euro.
- Regime: forfettario start-up, imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni (requisiti rispettati).
- Coefficiente di redditività: 67%.
- Contributi previdenziali deducibili dell’anno precedente: 2.000 euro.
Calcolo base forfettaria: 15.000 x 67% = 10.050 euro.
Base imponibile netta: 10.050 – 2.000 = 8.050 euro.
Imposta sostitutiva 5%: 8.050 x 5% = 402,50 euro (circa 403 euro).
Costi fissi tipici 2026:
- Contributi INPS fissi artigiani: stima annua intorno a 4.500–4.700 euro senza riduzione; con riduzione forfettari 35%: circa 2.925–3.055 euro. La cifra esatta dipende dal minimale e dalle aliquote INPS dell’anno.
- Diritto camerale: nella maggior parte dei casi 53 euro, con possibili maggiorazioni deliberate dalla singola CCIAA; prudenzialmente considera 50–120 euro.
- Consulenza contabile/fiscale: variabile; nell’esempio, 600 euro.
- INAIL: dovuto solo se l’attività è assicurabile secondo tariffa; importo variabile, spesso modesto per servizi a basso rischio.
Totale stimato senza riduzione contributiva (senza INAIL): 403 + circa 4.600 + 100 + 600 ≈ 5.703 euro.
Totale stimato con riduzione contributiva 35% (senza INAIL): 403 + circa 3.000 + 100 + 600 ≈ 4.103 euro.
Nota operativa: i contributi INPS versati nell’anno sono deducibili. Quindi la tua imposta finale può variare quando aggiorni il dato dei contributi effettivi in dichiarazione.
Quando scattano i contributi sulla quota eccedente
Se il reddito artigiano supera il minimale, paghi anche contributi percentuali sull’eccedenza. Esempio: se il minimale è 18.000 euro e il tuo reddito forfettario dedotto è 22.000 euro, la differenza 4.000 euro viene colpita dall’aliquota ordinaria (circa 24%, salvo riduzioni forfettari). Anche questa parte è deducibile.
Regola decisionale rapida
Tre passi per stimare correttamente cosa pagherai
1) Identifica il regime fiscale.
- Forfettario: ricavi non oltre 85.000 euro annui e rispetto requisiti. Riferimento: Legge 190/2014 e Legge 197/2022. Se start-up e rispetti i vincoli, imposta 5% per i primi 5 anni; altrimenti 15%.
- Ordinario/semplificato: se superi i limiti o se ti conviene dedurre costi elevati e gestire l’IVA.
2) Calcola la base e le imposte.
- Forfettario: base = ricavi x coefficiente; imponibile = base – contributi deducibili; imposta = imponibile x 5% o 15%.
- Ordinario: reddito = ricavi – costi pertinenti; applica IRPEF a scaglioni, addizionali e, se dovuta, IRAP.
3) Aggiungi i contributi e gli altri fissi.
- Somma contributi INPS fissi e, se superi il minimale, quelli percentuali. Valuta la riduzione 35% se sei forfettario. Ricorda la deducibilità.
- Aggiungi diritto camerale, INAIL se dovuto, PEC, firma digitale, consulenza.
Scadenze 2026 e adempimenti da non dimenticare
Contributi INPS artigiani
Fissi trimestrali: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo. La quota variabile sull’eccedenza segue saldo e acconti con il modello dichiarativo.
Imposte
Saldo anno precedente e primo acconto: 30 giugno. Secondo acconto: 30 novembre. Sono possibili brevi slittamenti e rateazioni previste da norme annuali.
Diritto camerale
Di norma entro giugno, con allineamento alla scadenza delle imposte. Le Camere di Commercio comunicano gli importi e le eventuali maggiorazioni.
Altri adempimenti ricorrenti
Marca da bollo su fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Tenuta e conservazione delle fatture elettroniche, PEC attiva, versamenti INAIL se dovuti.
Fonti normative essenziali e dove verificarle
Riferimenti per controllare importi e regole
Regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche; requisiti start-up e imposta sostitutiva. Limite ricavi 85.000 euro introdotto dalla Legge 197/2022. Consulta i testi su Normattiva e i documenti del MEF.
Contributi artigiani: Legge 335/1995 e normativa della Gestione Artigiani e Commercianti; aliquote e minimali pubblicati ogni anno da INPS tramite circolari. Riduzione del 35% per forfettari prevista dalla Legge 190/2014 e istruzioni INPS.
IVA e bollo: D.P.R. 633/1972 per l’IVA; D.P.R. 642/1972 per l’imposta di bollo.
Diritto camerale: Legge 580/1993 e determinazioni ministeriali annuali del Ministero competente (sviluppo economico/attività produttive).
INAIL: D.P.R. 1124/1965, tariffa dei premi e circolari INAIL. Per l’inquadramento delle mansioni e l’obbligo assicurativo puoi verificare con il consulente del lavoro o il portale del Ministero del Lavoro.
Tabella di sintesi: scenari, requisiti, calcolo e scadenze
| Scenario | Requisiti/Note | Come si calcola | Scadenze principali 2026 |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) con ricavi bassi (es. 15.000) | Requisiti start-up Legge 190/2014; ricavi entro 85.000; possibile riduzione INPS 35% | Base = ricavi x coefficiente (es. 67%); imponibile = base – contributi; imposta = 5% | INPS fisso: 16/5, 20/8, 16/11, 16/2; Saldo/1° acconto: 30/6; 2° acconto: 30/11; Diritto camerale: entro giugno |
| Forfettario ordinario (15%) con superamento minimale INPS | Ricavi entro 85.000; no requisiti start-up; contributi percentuali su eccedenza | Base = ricavi x coefficiente; imponibile = base – contributi; imposta = 15%; contributi su eccedenza ≈ 24% | INPS fisso trimestrale + variabile a saldo; imposte a giugno e novembre; bollo su fatture > 77,47 euro |
| Regime ordinario semplificato con costi elevati | Conveniente se hai molti costi deducibili e gestione IVA | Reddito = ricavi – costi; IRPEF a scaglioni + addizionali; IVA periodica | Liquidazioni IVA periodiche, imposte a giugno/novembre, INPS come per artigiani |
| Forfettario con riduzione INPS 35% | Richiesta preventiva/telematica a INPS; vale su fisso ed eccedenza | Stesso calcolo del forfettario, ma contributi ridotti del 35% | Scadenze INPS e imposte come da regime; verifica attivazione riduzione ogni anno |
| Attività con obbligo INAIL | Dipende dall’inquadramento tariffario del rischio | Premio calcolato da INAIL; è costo aggiuntivo fisso/variabile | Autoliquidazione INAIL secondo calendario annuale INAIL |
FAQ: domande frequenti sui costi della ditta individuale artigiana
1) Cosa rientra esattamente nei “contributi fissi” artigiani e come si aggiornano ogni anno?
I contributi fissi sono la quota minima dovuta alla Gestione Artigiani e Commercianti, calcolata da INPS su un reddito minimale. Anche se incassi poco, li paghi comunque. L’importo si aggiorna ogni anno con le circolari INPS, che fissano sia il minimale di reddito sia le aliquote contributive. La base normativa è nella Legge 335/1995 e nelle disposizioni istitutive della gestione. In pratica: attendi la circolare INPS di inizio anno per leggere minimale e rate trimestrali. Se sei in forfettario e hai fatto domanda di riduzione del 35%, applica la riduzione al totale. Ricorda che questi contributi sono deducibili dal reddito fiscale, quindi abbassano la base sulla quale calcoli l’imposta.
2) Nel regime forfettario posso “scaricare” i costi come in ordinario?
No. Nel forfettario non deduci i costi analitici delle spese. Usi un coefficiente di redditività che sintetizza i costi medi del settore. Per esempio, con coefficiente 67% consideri imponibile il 67% dei ricavi e il resto è trattato come costo forfettario. Quello che invece deduci sempre, anche nel forfettario, sono i contributi previdenziali versati (INPS, eventualmente casse). Questa regola discende dalla struttura del regime prevista dalla Legge 190/2014. È proprio questa deduzione dei contributi che rende utile pianificare i versamenti: più versi, più si riduce la base su cui calcoli l’imposta sostitutiva.
3) Come scelgo tra forfettario e ordinario se sono un artigiano?
Valuta tre fattori. Primo: ricavi previsti. Se stai sotto 85.000 euro e rispetti i requisiti, il forfettario è accessibile. Secondo: struttura dei costi. Se hai spese importanti e ricorrenti (macchinari costosi, affitti elevati, acquisti con molta IVA), l’ordinario potrebbe convenire perché deduci i costi analiticamente e detrai l’IVA. Terzo: contribuzione. I contributi restano deducibili in entrambi i regimi, ma nel forfettario esiste la riduzione del 35% su domanda. La base normativa chiave è nella Legge 190/2014 per il forfettario e nel TUIR per la tassazione ordinaria. Fai simulazioni con ricavi e costi realistici dell’anno. Confronta l’imposta sostitutiva con l’IRPEF a scaglioni, aggiungendo sempre contributi e diritto camerale.
4) Devo sempre pagare l’INAIL come artigiano dei servizi alla persona?
Dipende dall’inquadramento del rischio deciso in base all’attività svolta. L’INAIL assicura contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Alcune attività dei servizi alla persona possono rientrare nei casi assicurabili, altre no, a seconda delle mansioni e dell’uso di attrezzature. La norma di riferimento è il D.P.R. 1124/1965 e i successivi aggiornamenti tariffari. La cosa più semplice è chiedere al consulente del lavoro di verificare il tuo caso specifico con i codici tariffari. Se è dovuto, il premio INAIL si somma ai costi fissi/variabili della ditta e ha scadenze di autoliquidazione comunicate ogni anno dall’INAIL.
5) Quali sono le scadenze critiche che fanno più “male al cash flow” e come posso gestirle?
Per gli artigiani le scadenze più impattanti sono quattro: i tre acconti/versamenti fissi INPS di maggio, agosto e novembre più il saldo e primo acconto imposte di fine giugno. A novembre arriva anche il secondo acconto imposte. Per non arrivare scarico di cassa, usa un piano mensile: stima l’onere annuo di INPS fisso, ripartiscilo in dodici quote e accantona ogni mese. Fai lo stesso con imposta sostitutiva o IRPEF, basandoti su una previsione prudente del reddito. Ricorda che i contributi sono deducibili: aggiorna la tua simulazione ogni trimestre. Le scadenze e le modalità sono confermate dalle circolari INPS e dalle norme fiscali annuali; per i testi di base puoi consultare Normattiva, i portali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.
