Aprire una ditta individuale: costi e passaggi da completare

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aprire ditta individuale

In questo articolo scopriremo come aprire una ditta individuale e quali sono i costi per gestirla.

Cos’è una ditta individuale 

La ditta individuale è quel tipo di impresa che fa riferimento a un solo titolare, l’imprenditore, che è l’unico responsabile e promotore della sua attività imprenditoriale. La costituzione di una ditta individuale non necessita un capitale minimo da investire.

Per alcune attività di lavoro autonomo, come quelle artigianali e commerciali, è richiesta, oltre che l’apertura della Partita IVA, anche l’apertura della ditta individuale che comporta l’iscrizione alla camera di commercio o all’albo degli artigiani e le comunicazioni al comune in cui viene svolta l’attività in questione.

I 3 step per aprire una ditta individuale 

Per aprire una ditta individuale è necessario affrontare 3 passaggi principali, che andremo ad analizzare in questo paragrafo.

Individuazione del codice ATECO

Il codice ATECO, è un elemento molto importante nell’apertura di un’attività di lavoro autonomo, perché identifica il tipo di attività che andrai a svolgere con la tua Partita IVA, e di conseguenza anche i relativi obblighi.

Questo codice, viene indicato in fase di apertura della Partita IVA, e, in caso di adesione al regime forfettario, risulta essere fondamentale per determinare il coefficiente di redditività, che influisce sulla quantità di tasse che andrai a pagare. 

Scelta del regime fiscale da adottare

La scelta del regime fiscale da adottare è fondamentale per la determinazione delle tasse che andrai a pagare con la tua Partita IVA. E’ possibile scegliere tra:

  • regime rorfettario: il regime fiscale che offre maggiori agevolazioni in termini di tassazione e adempimenti, soprattutto per le nuove attività. Per potervi accedere e mantenerlo, è necessario soddisfare determinati requisiti formali e sostanziali.
  • Regime ordinario: il regime fiscale “standard” che prevede il calcolo delle tasse sulla base di scaglioni di reddito e l’applicazione dell’IVA. Questo regime fiscale permette di “scaricare” le spese documentate legate alla propria attività.

Apertura ditta individuale

Per l’apertura di una ditta Individuale è necessario compilare ed inviare la pratica “Comunica” che permette di aprire Partita IVA, fare l’iscrizione alla camera di commercio o all’albo artigiani, aprire la posizione previdenziale INPS e la posizione INAIL, quando necessario, compilando un solo modulo.

Inoltre è necessario anche presentare la pratica SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) al comune in cui ha sede l’attività di lavoro autonomo.

Dopo aver presentato la SCIA e aver ottenuto la ricevuta protocollata dal Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), il richiedente può iniziare l’attività economica senza dover aspettare nessun tipo di autorizzazione.

Le agevolazioni del regime forfettario

Anche nel caso di apertura di una ditta individuale, il regime forfettario si classifica come migliore regime fiscale per chi sta iniziando una nuova attività di lavoro autonomo.

Le principali agevolazioni previste dal forfettario sono:

  • una tassazione ridotta, con un aliquota d’imposta al 5% per i primi 5 anni per le nuove attività e al 15% per quelle già esistenti
  • la determinazione delle spese “scaricabili”, inerenti alla propria attività, tramite un coefficiente di redditività, legato al codice ATECO che permette di determinare in modo forfettario le spese da scaricare 
  • La mancata applicazione dell’IVA in fattura, che costituisce un vantaggio sia a livello amministrativo che a livello competitivo

In particolare, per le ditte individuali, questo regime permette di ottenere una riduzione del 35% sui contributi da versare alla gestione artigiani e commercianti INPS

Questa riduzione non viene applicata automaticamente, ma deve essere richiesta tramite specifica domanda da inoltrare telematicamente attraverso il portale web dell’INPS. .

I titolari di ditta individuale, che contemporaneamente svolgono un lavoro dipendente a tempo pieno, sono esonerati dal pagare i contributi previdenziali relativi al lavoro autonomo.

I costi della partita IVA

L’apertura di ditta individuale comporta di dover affrontare diversi costi, che possiamo classificare come fissi e variabili.

E’ possibile individuare i costi fissi in tutte quelle spese che non sono influenzati dall’andamento dell’attività di lavoro.

Nella pratica i costi fissi possono essere identificati in:

  • costo del commercialista o del servizio di consulenza fiscale
  • costo di iscrizione alla camera di commercio da sostenere una sola volta all’atto di registrazione 
  • diritto camerale annuale da versare ogni anno in misura fissa
  • Parte fissa dei contributi previdenziali 

I costi variabili sono tutti quei costi che cambiano al variare dell’andamento dei guadagni derivanti dall’attività di lavoro autonomo. 

In particolare i costi variabili possono essere individuati in:  

  • importo delle tasse
  • Contributi previdenziali, per la parte variabile che eccede il minimale

Per darti una misura di riferimento considera che le tasse e i contributi, in regime forfettario, influiscono in genere tra il 25% e il 30%.

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