Partita IVA avvocato

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Fattura Avvocato: guida 2022 alla compilazione

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La professione di avvocato, si diversifica sulla base del ramo del diritto scelto in fase di specializzazione (ad es. Diritto penale, civile, del lavoro). Il trattamento fiscale, invece, non fa alcuna distinzione di questo genere, infatti la fattura dell’avvocato si compone degli stessi elementi per tutte le tipologie. In questo articolo li andremo ad analizzare tutti nello specifico.

Fattura avvocato: gli elementi principali

La fattura emessa dagli avvocati (in regime ordinario), deve contenere degli elementi obbligatori.

Data di emissione e numero fattura

I primi elementi da riportare sono:

  • la data di emissione del documento  
  • Il numero progressivo, che identifica in modo univoco la fattura

Dati dell’emittente e del destinatario

La fattura deve riportare i seguenti dati identificativi di chi la emette e di chi la riceve:

  • Cognome e nome o denominazione 
  • Indirizzo
  • Partita IVA o codice fiscale (in caso di cliente persona fisica) 
  • Coordinate bancarie alle quali effettuare il pagamento

Descrizione del servizio erogato e relativo compenso 

Questa è la parte principale della fattura, in cui l’avvocato inserisce la descrizione della prestazione e l’importo corrispondente al relativo compenso netto (detto anche onorario), prima dell’applicazione delle componenti previdenziali e fiscali.

E’ importante compilare accuratamente questa parte, per consentire al cliente di conoscere esattamente, per quali prestazioni è stata emessa la fattura.

Spese Documentate

E’ possibile addebitare al cliente le spese documentate, sostenute per portare al termine la prestazione richiesta, come ad esempio le spese per: 

  • Marche da bollo 
  • Invio documentazione tramite posta raccomandata  

Le spese documentate non rientrano nella base imponibile. Non sono quindi considerate ai fini del calcolo di contributo integrativo, IVA e ritenuta d’acconto.

Rimborso spese generali 

L’avvocato ha la facoltà di addebitare al suo cliente, spese non documentate per il 15% del compenso. Si tratta di una componente delle parcelle degli avvocati, che viene loro riconosciuta dalla legge a rimborso di quelle spese normalmente  sostenute durante una causa la cui documentazione risulta difficile. Ne sono un esempio le spese per:

  • la benzina per raggiungere il tribunale 
  • la cancelleria 

Questo importo rientra nell’imponibile e viene quindi considerato nel calcolo del contributo integrativo, dell’IVA e della ritenuta d’acconto.

Contributo Integrativo Cassa Forense

Costituisce un elemento obbligatorio da inserire sempre in fattura. Questo contributo corrisponde ad una percentuale fissa del 4%, da applicare sul compenso totale richiesto al cliente, per le prestazioni erogate e le spese addebitate.

 

L’importo corrispondente del contributo integrativo, verrà poi versato nella sua totalità alla cassa forense. 

IVA

Sul compenso dell’avvocato, sul contributo integrativo e sulle eventuali spese generali, deve essere applicata l’IVA al 22%.

Ritenuta d’acconto

Nel caso in cui il cliente sia titolare di partita IVA (e non applichi il regime forfettario), deve essere applicata la ritenuta d’acconto nella misura del 20% su compenso ed eventuale rimborso spese generali. Questo importo viene inserito in fattura con segno negativo, in quanto viene detratto dal totale.

Importo totale da pagare 

Dalla somma delle componenti che abbiamo visto in precedenza, viene determinato l’importo che il cliente deve corrispondere all’avvocato.

Fattura avvocato: Cosa cambia in regime forfettario

Con l’applicazione del regime forfettario variano alcuni degli elementi che compongono la fattura.

Poiché il regime forfettario non prevede l’applicazione dell’IVA e della ritenuta d’acconto, questi due elementi non devono essere inseriti in fattura.

L’appartenenza al regime forfettario e la conseguente mancanza di IVA e ritenuta d’acconto in fattura viene segnalata con la seguente dicitura obbligatoria: 

“Operazione in franchigia IVA e non soggetta a ritenuta d’acconto effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014 – Regime forfettario.”

Nel caso in cui l’importo totale superi i 77,47€ dovrà essere applicata in fattura una marca da bollo di 2€

Quando deve essere applicato il bollo e in che modo

La marca da bollo, deve essere applicata sul documento di fatturazione, quando si verificano in contemporanea le seguenti condizioni: 

  • non si applica l’IVA in fattura
  • l’importo della fattura è pari o superiore a 77,47€

La marca da bollo da applicare deve avere un valore di 2€ e deve riportare una data pari o precedente a quella di emissione della fattura. 

Nel caso della fattura elettronica, il bollo viene apposto virtualmente e viene poi pagato periodicamente il totale dei bolli applicati in un determinato periodo.  

Entrambi i soggetti indicati in fattura sono responsabili dell’applicazione del bollo e chi emette la fattura è tenuto ad indicare il numero di protocollo del bollo applicato sulla copia originale del documento. 

E’ consentito al lavoratore autonomo l’addebito dei 2€ del bollo al proprio cliente.

Esempio di fattura avvocato

Passiamo a vedere, nella pratica, come vanno indicati questi elementi in fattura. 

Esempio fattura regime fiscale forfettario

Marco, avvocato civilista, in regime forfettario, emette una fattura da 2.000€ per un suo cliente privato.

Compenso per assistenza legale                     2.000€

Rimborso spese generali (15% su onorari)           300€

Contributo integrativo Cassa Forense (4%)            92€

Netto a pagare                                                    2.392€

Esempio  fattura regime fiscale ordinario

Emanuele, è un avvocato del lavoro, in regime ordinario, emette una fattura da 5.000€ per una società sua cliente.

Compenso per assistenza legale                         5.000€

Rimborso spese generali (15% su onorari)               750€

Contributo integrativo Cassa Forense (4%)              230€

Spese documentate                                                 100€

IVA 22% (su 5.750€)                                                1265€

Ritenuta d’acconto 20% (su 5.750€)                    -1.150€

Netto a pagare                                                      6.195€

Fattura avvocato: scorporo fattura o fattura inversa

Lo scorporo fattura è quell’operazione che permette di determinare l’imponibile, la ritenuta d’acconto e l’IVA, partendo dall’importo pagato dal cliente.

Per calcolare lo scorporo della fattura dobbiamo partire dal dato dell’importo netto pagato dal cliente.

Prendiamo ad esempio, Marco, un avvocato che deve calcolare lo scorporo della fattura considerando la somma pagata dal cliente di 1.000 euro.

Per calcolare l’importo del compenso è necessario effettuare il calcolo come segue.

Per prima cosa è necessario individuare l’importo al lordo della ritenuta d’acconto. Poiché la ritenuta d’acconto è del 20% bisogna moltiplicare  l’importo del netto a pagare per 0,80 

1.000€*0,80 =1.250€ 

Per risalire al compenso netto è necessario considerare 2 componenti della fattura, ovvero l’IVA al 22% e il contributo integrativo del 4%.

Poiché il 22% di IVA si calcola sul compenso al lordo del contributo integrativo è necessario scorporare l’IVA dal contributo del 4% nel seguente modo: 4%*78%=3,12%

Bisogna poi  sommare il 22% di IVA al contributo integrativo al netto dell’IVA, ossia il 3,12%. Quindi 22%+3,12%= 25,12% 

Scorporiamo dall’importo al lordo della ritenuta d’acconto il 25,12% e troviamo l’importo del compenso netto.

1.250€*25,12%= 314€ 

1250€-314= 936€  compenso netto

La fattura sarà composta quindi come segue (importi arrotondati):

Compenso Netto                       936€

Contributo integrativo (4%)         37€

Totale imponibile                       973€

IVA 22%                                      214€

Totale documento                    1187€

Ritenuta d’acconto                   -187€

Netto a pagare                        1000€

Fattura avvocato: come si emette la fattura elettronica

Per gli avvocati che adottano il regime fiscale ordinario è obbligatorio l’invio delle fatture in formato elettronico. 

E’ possibile creare ed inviare le fatture elettroniche attraverso i seguenti metodi:

  • Online tramite la sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate chiamata “fatture e corrispettivi”, al quale si può accedere dalla propria area riservata 
  • Con il software scaricabile su Pc messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, per la creazione delle fatture elettroniche ed invio tramite Pec
  • Utilizzando un software o un servizio online in commercio

I primi due metodi, messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, sono gratuiti, ma non prevedono alcun tipo di gestione aggiuntiva a parte la creazione, l’invio e la ricezione delle fatture elettroniche sul proprio cassetto fiscale o sulla propria pec.

La terza opzione, prevede invece l’utilizzo di un servizio commerciale, che a fronte del pagamento di un abbonamento mette a disposizione servizi, più o meno avanzati, di gestione.

La fattura elettronica deve essere inviata telematicamente allo SDI entro 12 giorni dalla data di emissione presente sul documento, ovvero la data dell’operazione di vendita di un bene o della prestazione del servizio a cui fa riferimento la fattura.

Ipotizziamo che tu venda un bene il 30 novembre. In questo caso la fattura elettronica deve essere inviata allo SDI entro uno dei 12 giorni successivi, in modo da avere:

  • data dell’operazione: 30/11/2022,
  • data di emissione: entro il 12/12/2022,
  • numero e data della fattura: fattura n° del 30/11/2022,
  • campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file della fattura elettronica: 30/11/2022

Il calcolo dei 12 giorni viene effettuato sui giorni di calendario e non sui giorni lavorativi. Inoltre il termine dei 12 giorni viene mantenuto anche nel caso in cui la scadenza ricorra in un giorno festivo.  

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