Marca da bollo da 16€: come si compra online?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Le marche da bollo digitali da 16 euro si acquistano e si applicano online tramite il servizio @e.bollo, si pagano con pagoPA e producono gli stessi effetti della marca cartacea.

  • Base normativa: DPR 642/1972 e Tariffa allegata; importo fissato a 16 euro dal decreto-legge 24 aprile 2014 n. 66, convertito in legge.
  • Canale operativo: servizio @e.bollo dell’Agenzia delle Entrate con pagamento su piattaforma pagoPA tramite PSP abilitati.
  • Prova di assolvimento: ricevuta telematica con IUV e contrassegno digitale da conservare insieme al documento.

Cos’è la marca da bollo digitale da 16 euro e quando serve

La marca da bollo è un’imposta su atti, documenti e registri. È prevista dal DPR 642/1972, consultabile su Normattiva. La cifra è 16 euro per molti atti e certificati. Il decreto-legge 24 aprile 2014 n. 66 ha aggiornato gli importi.

La versione digitale sostituisce la marca cartacea. Ha lo stesso valore. Serve quando il documento nasce o viene gestito online. Oppure quando l’ente ti chiede l’assolvimento in modo telematico.

Si applica a copie conformi, certificati e istanze alla Pubblica Amministrazione. Esempi: casellario giudiziale, certificato di stato di famiglia per uso non esente, copie autentiche di atti privati, atti notarili.

Per le imprese individuali è spesso richiesta su pratiche verso il Registro delle Imprese. Esempi: copie ed estratti di atti, talune istanze o certificazioni camerali. Verifica sempre il tariffario dell’ente che riceve l’atto.

Attenzione alle esenzioni. La Tabella B allegata al DPR 642/1972 elenca diversi casi esenti. Inoltre, molte richieste possono sostituirsi con autocertificazione, secondo DPR 445/2000.

Marca digitale, marca cartacea e “bollo virtuale”: cosa cambia

Marca digitale: è la marca da 16 euro assolta online con @e.bollo. Paga su pagoPA e ottieni una ricevuta con identificativi univoci. La alleghi al documento informatico.

Marca cartacea: è il contrassegno fisico da 16 euro. Si applica su documenti analogici, seguendo le istruzioni dell’ufficio ricevente.

Bollo virtuale: è un regime autorizzato per pagare il bollo in modo periodico e cumulativo. La base è l’articolo 15 del DPR 642/1972 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. È diverso dalla singola marca digitale. Su dove trovare la marca da bollo virtuale e quanto costa c’è un approfondimento dedicato.

Non confondere con il bollo sulle fatture elettroniche. Nelle e-fatture l’imposta è di 2 euro quando dovuta. Si paga trimestralmente con F24 o addebito. Le regole sono in provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e nel DM attuativo.

Come acquistare e applicare la marca da bollo digitale con @e.bollo

@e.bollo è il servizio dell’Agenzia delle Entrate, realizzato con AgID. Permette l’assolvimento online dell’imposta. Il pagamento avviene su pagoPA tramite i PSP abilitati. Le regole tecniche derivano dal Codice dell’Amministrazione Digitale, decreto legislativo 82/2005.

Passi operativi tipici:

  • Compila l’istanza online o prepara il documento informatico (di solito PDF/A).
  • Seleziona l’opzione “marca da bollo digitale” quando il sistema la richiede.
  • Indica quante marche servono. La tariffa segue il criterio per fogli e righe della Tariffa del DPR 642/1972, salvo regole specifiche dell’ente.
  • Paga su pagoPA. Puoi usare addebito su conto, carta di credito o debito, secondo l’offerta del PSP.
  • Scarica la ricevuta telematica con IUV, data, importo e identificativo del bollo. Conservala con il documento.

Molti portali della PA generano l’associazione automatica tra ricevuta e documento. Altri chiedono di caricare la ricevuta o di riportare il codice nella domanda. Segui sempre le istruzioni dell’ente ricevente.

PSP e metodi di pagamento

I PSP sono i prestatori di servizi di pagamento abilitati su pagoPA. Possono essere banche o istituti di moneta elettronica. L’elenco varia nel tempo. È pubblicato dai soggetti istituzionali competenti.

Metodi tipici: addebito in conto (home banking), carte di credito o debito, talvolta wallet. Si applicano eventuali commissioni del PSP. Valuta costo, limiti e tempi di accredito.

La transazione è sicura. Viene generato un Identificativo Univoco di Versamento (IUV). La ricevuta di pagamento è la prova dell’assolvimento. Conservala sempre.

Requisiti tecnici del documento informatico e conservazione

Il documento deve essere integro e immodificabile. Le Linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici di AgID fissano gli standard. Le trovi sui canali istituzionali.

Formato consigliato: PDF/A. Garantisce leggibilità a lungo termine. In alcuni casi serve la firma digitale. PAdES è la firma dentro il PDF. CAdES è la firma in busta .p7m. La richiesta dipende dall’ente.

La marca temporale attesta data e ora certa. È utile quando la norma o il bando la richiedono. Non è sempre obbligatoria. Verifica la specifica dell’ufficio ricevente.

Conserva il documento e la ricevuta del bollo in un sistema a norma. Il CAD e le Linee guida AgID disciplinano la conservazione. La prova deve restare accessibile per controlli futuri.

Prova di assolvimento: cosa controllare nella ricevuta

Controlla questi elementi:

  • IUV del pagamento su pagoPA.
  • Importo 16 euro per ogni marca applicata.
  • Data e ora della transazione.
  • Riferimento al documento o alla pratica, se presente.
  • Identificativo del PSP e del versamento.

Se l’ente lo prevede, riporta il codice nella domanda o allega la ricevuta. Verifica che i dati coincidano con documento e istanza.

Casi pratici per privati e titolari di partita IVA

Casellario giudiziale: di norma richiede la marca da bollo da 16 euro, salvo usi esenti. L’ufficio indica se usare @e.bollo o marca cartacea.

Certificati anagrafici per uso non esente: spesso richiedono il bollo. In molti casi, però, basta l’autocertificazione ex DPR 445/2000. Valuta prima questa via.

Copie conformi di atti privati o atti notarili: può servire una marca ogni foglio o secondo la tariffa per righe. Chiedi le specifiche all’ente che autentica.

Imprese individuali: per copie e estratti dal Registro delle Imprese può essere necessaria la marca da 16 euro. Le Camere di Commercio indicano l’importo dovuto per tipo di documento.

Bandi e istanze alla PA: molte domande telematiche prevedono la marca digitale. Il portale calcola il bollo e genera il pagamento pagoPA.

Sanzioni, errori e rimedi

Se non applichi il bollo quando dovuto, si applicano sanzioni. Il DPR 642/1972 prevede una sanzione dal doppio al quintuplo dell’imposta. Con un bollo da 16 euro, la sanzione va da 16 a 80 euro in molti casi pratici.

Se paghi tardi puoi usare il ravvedimento operoso. Applica le regole del decreto legislativo 472/1997. Paghi imposta, interessi legali e sanzione ridotta. Calcola in base ai giorni di ritardo.

Se hai pagato il bollo per errore, puoi chiedere rimborso. Il DPR 642/1972 prevede istanza entro termini precisi, di solito tre anni. Motiva l’errore e allega le prove.

Se hai sbagliato importo o numero di marche, contatta subito l’ente ricevente. Chiedi come regolarizzare. Spesso basta un’integrazione con un nuovo pagamento su pagoPA.

Regola decisionale rapida

Decidi se serve la marca da 16 euro, come pagarla e cosa conservare

1) Chiediti: il documento è tra quelli elencati nella Tariffa del DPR 642/1972? Se sì, passa al punto 2. Se no, niente bollo.

2) Verifica esenzioni nella Tabella B del DPR 642/1972 e nelle norme speciali. Se esente, indica l’esenzione. Se non esente, passa al punto 3.

3) Il documento è informatico o la procedura è online? Se sì, usa @e.bollo e paga su pagoPA. Se è cartaceo, applica marca fisica.

4) Devi emettere una fattura elettronica? Non usare 16 euro. Valuta il bollo da 2 euro secondo le regole delle e-fatture.

5) Conserva: documento immodificabile + ricevuta pagoPA con IUV + eventuale firma e marca temporale. Così superi i controlli.

Fonti e riferimenti istituzionali da consultare

DPR 642/1972 e Tariffa allegata, su Normattiva. Decreto-legge 24 aprile 2014 n. 66, convertito in legge, su Normattiva. Codice dell’Amministrazione Digitale, decreto legislativo 82/2005, su Normattiva. Linee guida AgID su documenti informatici e pagamenti verso la PA, su portale AgID. Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate su @e.bollo, imposta di bollo e fatture elettroniche, su portale dell’Agenzia delle Entrate. Informazioni operative sui pagamenti pagoPA e PSP abilitati, sui canali istituzionali competenti.

Scenario Documento/uso tipico Imposta di bollo dovuta Canale e chi paga Tempistiche e prova
Certificato del casellario giudiziale Richiesta per uso non esente 16 euro per certificato, salvo esenzione @e.bollo su pagoPA; paga il richiedente Subito, in fase di richiesta; ricevuta con IUV da conservare
Certificato di stato di famiglia Uso presso privati non esente 16 euro per certificato, salvo esenzione o autocertificazione @e.bollo o marca cartacea secondo canale Contestuale alla domanda; allega ricevuta o applica marca
Copia conforme di atto privato Autenticazione presso PA o notaio Di norma 16 euro ogni 4 facciate/100 righe, salvo regole dell’ente @e.bollo se procedura digitale; altrimenti marca cartacea Prima del rilascio della copia; conserva ricevuta/contrassegno
Impresa individuale – Registro Imprese Copie/estratti e talune istanze 16 euro per atto/certificato secondo tariffario camerale @e.bollo su portali camerali; paga il titolare Al momento dell’invio pratica; ricevuta pagoPA nell’area riservata
Fattura elettronica B2B/B2C Operazioni senza IVA con bollo 2 euro per fattura, non 16 euro Liquidazione trimestrale via F24 o addebito AE Scadenze fissate dall’Agenzia; quietanza F24 o addebito
Istanze a concorsi pubblici Domande online non esenti 16 euro per istanza, salvo esenzione @e.bollo integrato nel portale del concorso In fase di invio; ricevuta generata dal sistema
Richiesta esente (es. finalità specifiche di legge) Usi previsti da Tabella B DPR 642/1972 Esente Nessun pagamento; indicare norma di esenzione Subito; conserva dichiarazione di esenzione

FAQ

Come funziona in concreto @e.bollo e quali dati devo controllare prima di pagare?

@e.bollo ti consente di assolvere l’imposta online. Prepari il documento in PDF/A, verifichi se serve firma digitale, e avvii la richiesta sul portale dell’ente. Il sistema calcola se devi pagare 16 euro una o più volte, seguendo la Tariffa del DPR 642/1972. Alcuni enti applicano il criterio per fogli: una marca ogni 4 facciate o 100 righe. Altri applicano una marca per documento. Leggi sempre le istruzioni operative pubblicate dall’ente. Quando procedi al pagamento, vieni reindirizzato su pagoPA. Scegli il PSP, paghi con conto o carta, e ricevi una ricevuta con IUV, data, importo e identificativi del versamento. Questi dati sono la prova dell’assolvimento. Salvali e allegali dove richiesto. Se il portale associa automaticamente il bollo al documento, scarica comunque la ricevuta e conservala nel tuo fascicolo digitale.

Qual è la differenza tra la marca da bollo da 16 euro e il bollo da 2 euro sulle fatture elettroniche?

Si tratta di due ambiti diversi. La marca da 16 euro si applica a certificati, atti e istanze secondo la Tariffa del DPR 642/1972. Il bollo sulle fatture elettroniche è di 2 euro per singola fattura quando ricorrono le condizioni fissate dall’Agenzia delle Entrate, ad esempio per operazioni esenti IVA oltre determinate soglie e casistiche. Per le e-fatture non usi @e.bollo. Indichi il bollo “Sì” nel tracciato e paghi trimestralmente, di regola con F24 predisposto dall’Agenzia o con addebito diretto. Le sanzioni e i termini sono specifici e pubblicati dall’Agenzia. Invece, per certificati e istanze paghi 16 euro per volta al momento della richiesta, con prova telematica tramite pagoPA o con marca cartacea se l’ente lo prevede.

Se sbaglio a pagare la marca digitale (importo o duplicazione), come posso rimediare o chiedere il rimborso?

Se l’errore è evidente e tempestivo, contatta l’ente ricevente. Spesso consente un’integrazione o indica come regolarizzare. In caso di pagamento in eccesso, il DPR 642/1972 consente di chiedere il rimborso con un’istanza motivata entro i termini previsti, in genere tre anni. Allega ricevuta pagoPA, copia del documento e ogni prova utile. Se hai omesso il bollo, puoi usare il ravvedimento operoso previsto dal decreto legislativo 472/1997. Paga l’imposta mancante, la sanzione ridotta in base al ritardo e gli interessi legali. Conserva le quietanze. Se l’ente ha già contestato la mancanza, segui le istruzioni contenute nel verbale e rispetta i termini di pagamento o di eventuale ricorso.

Quando un certificato o un’istanza sono esenti da bollo e come si documenta l’esenzione?

Le esenzioni sono elencate nella Tabella B allegata al DPR 642/1972 e in norme speciali. Esempi noti: usi con finalità particolari previsti dalla legge, procedimenti specifici, talune istanze con interesse pubblico rilevante. Molti certificati possono essere sostituiti da autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000, riducendo la necessità di marca. Per documentare l’esenzione, indica nella domanda la base normativa. Se l’ente lo richiede, allega una dichiarazione sostitutiva in cui attesti il presupposto di esenzione. Conserva la documentazione che prova il diritto all’esenzione, perché può essere oggetto di verifica successiva. In caso di dubbio, chiedi chiarimenti all’ufficio prima di pagare.

Come devo conservare nel tempo la ricevuta del bollo digitale e come può verificarla un ente?

Conserva il documento informatico e la ricevuta pagoPA nello stesso fascicolo digitale. Usa formati stabili (PDF/A per il documento, PDF della ricevuta). Applica, se richiesto, firma digitale e marca temporale. Le Linee guida AgID sulla conservazione indicano come garantire integrità, autenticità e leggibilità nel tempo. Un ente verifica l’assolvimento controllando la ricevuta: IUV, data, importo e identificativo del PSP. Può anche verificare l’associazione tra ricevuta e pratica nel proprio sistema. Se il controllo avviene a distanza di anni, avere un sistema di conservazione a norma semplifica la verifica. Evita rinvii e sanzioni mantenendo ordinati i riferimenti a documento, istanza e prova di pagamento.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.