Partita IVA Estetista: come aprire e quanto costa?

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partita iva estetista

Cosa fa l’estetista

L’estetista è una figura professionale specializzata nei trattamenti di bellezza e benessere, come:

  • Pulizia del viso 
  • Massaggio estetico
  • Trucco 
  • Manicure e Pedicure 
  • Depilazione 

Requisiti per fare l’estetista

Se vuoi svolgere l’attività di estetista devi conseguire l’apposita qualifica professionale, frequentando, con esito positivo, un corso di formazione come quelli organizzati annualmente presso enti pubblici e scuole private riconosciute.

Al termine del corso biennale, potrai seguire un ulteriore corso di specializzazione, della durata di un anno.

Qual è il codice ATECO che identifica l’attività di estetista

I codici ATECO che identificano l’attività che andrai a svolgere con la tua Partita IVA da estetista sono i seguenti:

  • 96.02.02 (Servizi degli istituti di bellezza)
  • 96.02.03 (Servizi di manicure e pedicure)

Potrai associare alla tua Partita IVA, uno o entrambi i codici ATECO a seconda delle prestazioni che offrirai alle tue clienti. 

Utilizzando uno o entrambi questi codici ATECO sarai inquadrata come ditta individuale artigiana e nel caso di adesione al regime forfettario, il coefficiente di redditività che dovrai applicare per determinare l’importo su cui saranno calcolate le tue tasse e i tuoi contributi sarà del 67%. 

Ciò vuol dire che alla tua professione vengono attribuite spese forfettarie per il 33% dell’incassato.

Quale tipo di Partita IVA deve aprire l’estetista e come fare

L’attività di estetista rientra nei servizi alla persona, esercitando questo tipo di lavoro sarai inquadrata come ditta individuale artigiana

Prima di iniziare la tua attività dovrai predisporre ed inviare la comunica, una pratica telematica che assolve contemporaneamente a più funzioni:

  • apertura della Partita IVA, definizione del codice ATECO e scelta del regime fiscale
  • iscrizione al registro delle imprese e all’albo degli artigiani presso la camera di commercio
  • iscrizione alla gestione artigiani presso l’INPS
  • apertura posizione INAIL
  • Inoltre, nelle regioni in cui vige l’obbligo, dovrai presentare contestualmente anche la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) presso gli sportelli SUAP del comune che ospiterà la tua sede, allegando la documentazione che attesti il possesso di tutti i requisiti

Come pagare meno tasse col regime forfettario 

Il regime forfettario è la scelta più vantaggiosa per la tua nuova attività in Partite IVA con reddito fino a 65.000 €. 

Con questo regime agevolato, avrai una tassazione al 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni nel caso in cui la tua sia una nuova attività.

Per valutare il vantaggio, basti pensare che, nel regime ordinario la percentuale di tasse da pagare varia del 23% al 43% con un sistema a scaglioni progressivi di reddito.

Questo regime, inoltre, ti consente di emettere le fatture senza dover applicare l’IVA. 

Ciò rappresenta, oltre che una semplificazione amministrativa, anche un vantaggio competitivo in quanto, non dovendo maggiorare i tuoi prezzi con l’imposta sul valore aggiunto, le tue prestazioni risulteranno  più convenienti agli occhi dei tuoi clienti rispetto alle tue concorrenti che utilizzano il regime ordinario.

Contributi previdenziali per chi è estetista

Oltre alle tasse dovrai provvedere anche al pagamento dei contributi previdenziali, che variano a seconda della cassa cui si fa riferimento.

L’attività di estetista, rientra tra le attività artigianali, per le quali è obbligatoria l’iscrizione alla gestione INPS artigiani

Questa cassa prevede la ripartizione dei contributi tra fissi e variabili. 

I primi ammontano ad 3.906€ e dovrai versarli a prescindere dal fatturato effettivamente incassato. Ciò vale anche se non fatturi nulla.

I contributi variabili, invece, si calcola solo sull’eventuale quota di reddito che eccede la soglia del reddito minimale, che si attesta alla cifra di 16.243 €, con aliquota del 24%.

Quindi se hai ricavi fino a 16.243€ dovrai versare i contributi fissi di 3.906€, se superi questo valore invece, pagherai una percentuale del 24% sulla differenza tra ricavi netti e16.243€.

Se aderisci al regime forfettario potrai richiedere all’INPS una riduzione del 35% sia sui contributi fissi che su quelli variabili.

Esempio di tasse e contributi da pagare per estetista

Chiara è un estetista con Partita IVA in regime forfettario. Poichè svolge questo lavoro da più di 5 anni, applicherà una percentuale del 15% di tasse

Sara ha incassato in tutto l’anno 40.000€.

  • Incasso annuo: 40.000€ 
  • Coefficiente di redditività: 67%
  • Contributi pagati l’anno precedente: 4.500€

Calcolo tasse 

Applichiamo il coefficiente di redditività

  • 40.000*67%= 26.800€ imponibile lordo 

Scarichiamo i contributi pagati l’anno precedente  

  • 26.800-4.500= 22.300€ imponibile su cui calcolare le tasse 

Calcolare l’ammontare delle tasse

  • 22.300*15%= 3.345€ 

Calcolo contributi 

Poiché i ricavi (26.800€) sono superiori al minimale previsto di 16.243€, Chiara pagherà l’importo dei contributi fissi di 3.906€ e i contributi variabili, calcolati come segue:

Calcolo eccedenza

  • 26.800€ -16.243€= 10.557€
  • 10.557€ *24%= 2.533€ 

In totale Maria dovrà pagare 3.906€ di contributi fissi e 2.533€ di contributi variabili.

Conoscere le caratteristiche, i requisiti e i limiti dell’attività di estetista è molto importante per poter cogliere tutte le opportunità e le agevolazioni che la giusta tipologia di Partita IVA ti offre.

Rivolgerti ad un professionista del settore può aiutarti a fare le scelte giuste. 

Fiscozen mette a tua disposizione un consulente fiscale sempre disponibile per supportarti nella gestione di ogni aspetto fiscale e previdenziale della tua Partita IVA. Compila il form in fondo all’articolo per ricevere una consulenza gratuita e senza impegno. Un nostro esperto ti contatterà per rispondere ad ogni tuo dubbio.

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