Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
No: la partita doppia serve ai bilanci e alla contabilità ordinaria. Le Partite IVA individuali usano la semplificata salvo scelta diversa. I corrispettivi si gestiscono con RT, app/portale AdE o registro per e-commerce esonerati.
- La partita doppia è richiesta con contabilità ordinaria. Le ditte individuali restano in semplificata se sotto soglia, salvo opzione.
- I corrispettivi elettronici sono obbligatori per il commercio al minuto. L’e-commerce indiretto è esonerato e usa il registro corrispettivi.
- Chiusura giornaliera, invio entro 12 giorni, conservazione registri per 10 anni secondo Codice civile e DPR IVA.
Partita doppia e Partite IVA individuali: quando serve davvero
Partita doppia significa registrare ogni operazione con dare e avere. Serve per redigere un bilancio completo e riconciliare conti. È tipica della contabilità ordinaria.
La maggior parte delle Partite IVA individuali usa la contabilità semplificata. In semplificata si registrano incassi e pagamenti con il principio di cassa. Cassa significa tassare quando incassi, non quando emetti.
La contabilità ordinaria è obbligatoria per le società. Le ditte individuali e le società di persone la applicano solo se superano soglie di ricavi o se la scelgono. Le soglie sono quelle dell’articolo 18 del DPR 600/1973.
Quando una ditta individuale entra in ordinaria (e quindi in partita doppia)
Scatta l’obbligo se superi i limiti dell’articolo 18 del DPR 600/1973. In sintesi: attività di servizi e altre attività hanno soglie diverse. Se superi, passi in ordinaria dall’anno successivo.
Puoi anche optare per l’ordinaria per scelta, senza superare i limiti. L’opzione vincola per almeno un triennio. Si esercita con il comportamento concludente e si comunica nella dichiarazione IVA.
Il bilancio civilistico obbliga solo le società di capitali, secondo articoli 2423 e seguenti del Codice civile. La ditta individuale non approva un bilancio, ma può tenere la partita doppia se in ordinaria.
Corrispettivi elettronici: chi deve memorizzare e trasmettere
I corrispettivi sono gli incassi al dettaglio senza fattura. Li definisce l’articolo 22 del DPR 633/1972. Dal 2020 molti soggetti devono memorizzarli e inviarli in modo telematico.
La base è l’articolo 2 del Decreto legislativo 127/2015. Lo attuano i Provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016 e successivi aggiornamenti. Trovi i testi su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
L’obbligo riguarda il commercio al minuto e attività assimilate. Fanno eccezione le operazioni esonerate dalla certificazione fiscale. Tra queste rientrano molte vendite a distanza, cioè l’e-commerce indiretto.
Strumenti operativi ammessi per i corrispettivi
Hai tre strade, tutte legittime:
- Registratore Telematico (RT) o Server RT. Memorizza e invia i dati dei corrispettivi in automatico.
- Procedura web “Documento commerciale online” nel portale Fatture e Corrispettivi. La usi da PC, senza RT.
- App Fatturae o app abilitate che integrano l’account fiscale. Generano e trasmettono il documento commerciale.
Il documento commerciale ha sostituito scontrino e ricevuta fiscale. Vale come prova di acquisto. Può valere anche come fattura semplificata entro i limiti di importo previsti.
Tempistiche di emissione, invio e conservazione
Emetti il documento commerciale al momento dell’incasso. Fai la chiusura giornaliera ogni giorno di apertura. Il sistema invia i dati al Fisco.
Se la connessione manca, l’RT memorizza e invia appena torna online. In ogni caso rispetta il termine di 12 giorni previsto in via generale dagli atti attuativi del D.Lgs 127/2015.
Conserva i registri e i dati per 10 anni. Lo impongono l’articolo 2220 del Codice civile e l’articolo 39 del DPR 633/1972. Anche se tutto è digitale, devi poter esibire i documenti in caso di controllo.
E-commerce senza obbligo di corrispettivi elettronici
L’e-commerce indiretto vende beni online e spedisce fisicamente. In genere non emette scontrino o documento commerciale. Registra i ricavi nel registro dei corrispettivi.
Lo dice la prassi dell’Agenzia delle Entrate sulle vendite a distanza. Lo prevede l’articolo 24 del DPR 633/1972 per la registrazione giornaliera dei corrispettivi. Le basi normative sono consultabili su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia.
Il registro dei corrispettivi riepiloga gli incassi del giorno. Indica data, ammontare lordo, IVA per aliquota o natura operazione. Se usi il regime forfettario, annoti l’imponibile incassato perché non detrai l’IVA.
Registro digitale o cartaceo: come compilarlo bene
Puoi tenerlo in digitale con un foglio di calcolo o un software. Assicurati di bloccare le modifiche o di tracciare le versioni. Firma digitalmente o stampa periodicamente per dare data certa.
In alternativa, usa un registro cartaceo acquistabile in cartoleria. Compila a penna, senza salti di riga. Correggi con una riga singola e nota a margine, mai con cancellature illeggibili.
Attività miste? Per il negozio fisico emetti documento commerciale e invii i dati. Per l’online indiretto annoti nel registro. Tieni separati i flussi per evitare errori.
Errori frequenti e sanzioni da evitare
Se non memorizzi o non trasmetti i corrispettivi dovuti, scatta la sanzione. Si applica l’articolo 6 del Decreto legislativo 471/1997, richiamato dall’articolo 2 del Decreto legislativo 127/2015. La sanzione è pari al 90% dell’IVA relativa.
Se trasmetti in ritardo ma i dati sono corretti, paghi una sanzione fissa. È pari a 100 euro per trasmissione, con tetti periodici indicati dai provvedimenti attuativi. Puoi ridurre con il ravvedimento operoso del Decreto legislativo 472/1997.
Per le operazioni esonerate dalla certificazione fiscale resta l’obbligo di registrazione. L’omessa registrazione nel registro dei corrispettivi comporta sanzioni per irregolarità contabile ai sensi del DPR 633/1972.
Regola decisionale rapida
Se vendi al dettaglio in un punto fisico, usa un Registratore Telematico o la procedura web. Emetti il documento commerciale a ogni incasso. Trasmetti i dati con la chiusura giornaliera.
Se vendi solo online beni spediti (e-commerce indiretto), non emettere scontrini. Compila il registro dei corrispettivi ogni giorno di incasso. Conserva a parte le ricevute dei pagamenti.
Se fornisci servizi professionali, emetti fattura. Non usi i corrispettivi. Registra le fatture secondo il principio di cassa se sei in semplificata o forfettario.
Se superi i limiti dell’articolo 18 del DPR 600/1973 o opti per l’ordinaria, tieni la partita doppia. Predisponi libro giornale, inventari e scritture ausiliarie.
Se hai attività mista (negozio fisico più e-commerce), usa RT per il negozio e registro per l’online indiretto. Mantieni due evidenze distinte e riconciliate.
Riferimenti normativi da conoscere
DPR 633/1972: articoli 22 e 24 su certificazione e registro dei corrispettivi. Consulta i testi aggiornati su Normattiva. Trovi anche l’articolo 39 sulla conservazione.
Decreto legislativo 127/2015: articolo 2 su memorizzazione e trasmissione telematica. Vedi i Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016 e successive modifiche attuative.
DPR 600/1973: articolo 18 su contabilità semplificata e ordinaria. Codice civile: articoli 2214 e 2220 su libri obbligatori e conservazione.
| Scenario operativo | Obbligo di documentazione | Strumento consigliato | Tempistiche operative | Normativa di riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Negozio al dettaglio con cassa fisica | Documento commerciale e invio corrispettivi | Registratore Telematico omologato | Emissione a incasso, chiusura giornaliera, invio entro 12 giorni se offline | D.Lgs 127/2015 art. 2; Provv. AdE 28/10/2016; DPR 633/1972 art. 22 |
| Artigiano con incassi B2C in laboratorio | Documento commerciale e invio corrispettivi | RT oppure “Documento commerciale online” su Fatture e Corrispettivi | Stesse regole: emissione al pagamento, chiusura giornaliera | D.Lgs 127/2015; Provv. AdE; DPR 633/1972 art. 22 |
| E-commerce indiretto (beni spediti) solo online | Esonero da certificazione fiscale; registrazione dei corrispettivi | Registro dei corrispettivi digitale o cartaceo | Annotazione giornaliera degli incassi | DPR 633/1972 art. 24; prassi AdE su vendite a distanza |
| E-commerce diretto (servizi digitali) domestico | In genere esonero da scontrino; possibile fattura su richiesta | Registro corrispettivi o fattura elettronica se richiesta | Registrazione secondo principio di cassa | DPR 633/1972 art. 22-24; prassi AdE su servizi elettronici |
| Attività mista: negozio fisico + e-commerce indiretto | Documento commerciale per il negozio; registro per l’online | RT per fisico; registro per online | Chiusura giornaliera RT; annotazione giornaliera registro | D.Lgs 127/2015; DPR 633/1972 art. 24 |
| Ditta individuale in ordinaria per superamento soglie | Scritture in partita doppia; libri obbligatori | Software contabile con libro giornale e inventari | Registrazioni cronologiche; inventario a fine esercizio | DPR 600/1973 art. 18; Codice civile artt. 2214-2220 |
FAQ
Devo usare la partita doppia con una Partita IVA individuale?
No, salvo due casi. Primo: superi i limiti di ricavi dell’articolo 18 del DPR 600/1973 e passi in ordinaria dall’anno successivo. Secondo: scegli tu l’ordinaria con un’opzione valida almeno tre anni. Se resti in semplificata, non fai partita doppia. Registri incassi e pagamenti secondo il principio di cassa. Se emetti solo fatture e non hai corrispettivi, registri le fatture. Se vendi anche al dettaglio, gestisci i corrispettivi come spiegato. Ricorda che il bilancio civilistico riguarda le società, non la ditta individuale. Ma in ordinaria la ditta tiene comunque libro giornale e inventari.
Come funziona l’invio dei corrispettivi se la connessione salta o l’RT è guasto?
Se la rete manca, l’RT memorizza i dati in locale. Quando la connessione torna, invia in automatico. Mantieni la chiusura giornaliera. Rispetta il termine massimo di 12 giorni fissato dagli atti attuativi del D.Lgs 127/2015. Se l’RT è guasto, attiva la procedura di emergenza. Annota i corrispettivi manualmente e chiama l’assistenza tecnica. Usa la funzione web “Documento commerciale online” finché non ripari. Conserva il verbale di intervento del tecnico. Così giustifichi l’eventuale invio tardivo in caso di controllo.
Ho un e-commerce su marketplace: chi documenta la vendita e come registro gli incassi?
Il venditore resta il soggetto che documenta la vendita. Nei marketplace, il portale può emettere documenti non fiscali per informare il cliente. Ma per la certificazione fiscale conti tu. Per l’e-commerce indiretto, non emetti scontrini né documenti commerciali. Annota gli incassi nel registro dei corrispettivi ogni giorno. Riconcilia i pagamenti incassati tramite il marketplace (accrediti netti) con le commissioni e le spese. Conserva report, estratti conto e riepiloghi provvigioni. Se il cliente chiede fattura, emetti fattura elettronica e registra quella specifica operazione, non nel registro.
Posso usare un semplice file Excel come registro dei corrispettivi?
Sì, se lo gestisci con criteri di immodificabilità e data certa. In pratica: numerazione progressiva dei fogli, salvataggi con marcatura temporale o firma digitale, oppure stampa periodica e vidimazione interna. Registra giorno per giorno, senza salti di riga. Indica totale dei corrispettivi, aliquote IVA applicate o natura dell’operazione, eventuali resi. In caso di controllo devi poter esibire il registro aggiornato e coerente con gli incassi bancari o dei PSP. Ricorda la conservazione di 10 anni prevista dal Codice civile e dal DPR IVA.
Quali sono le sanzioni se sbaglio con i corrispettivi e come posso rimediare?
Se non memorizzi o non trasmetti corrispettivi dovuti, si applica l’articolo 6 del D.Lgs 471/1997, richiamato dall’articolo 2 del D.Lgs 127/2015. La sanzione è pari al 90% dell’IVA dell’operazione. Se trasmetti in ritardo ma i dati sono corretti, paghi una sanzione fissa per file, in genere 100 euro con limiti massimi periodici. Puoi usare il ravvedimento operoso del D.Lgs 472/1997 per ridurre importi e interessi se sani spontaneamente. Per correzioni sui corrispettivi inviati, usa le funzioni di storno o reso previste dal RT o dalla procedura web. Conserva la documentazione di supporto (note, email, report cassa) per tracciare l’errore e la correzione.
Regime forfettario e semplificata: cambia qualcosa nei corrispettivi?
Le regole sui corrispettivi non dipendono dal regime fiscale. Il forfettario è un regime agevolato che calcola il reddito a forfait. Il principio resta per cassa e non detrai l’IVA. Ma se fai commercio al minuto devi comunque emettere documento commerciale e memorizzare i corrispettivi salvo esoneri. Se fai e-commerce indiretto, resti esonerato dalla certificazione fiscale e compili il registro. In semplificata per cassa, registri incassi e pagamenti. Assicurati solo di non duplicare: fattura emessa su richiesta del cliente non va anche nel registro dei corrispettivi.
