Partita IVA Istruttore Cinofilo: come aprire e quanto costa?

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aprire partita iva da istruttore cinofilo

Vorresti lavorare come freelance nel settore della cinofilia, ma non sai da dove cominciare? In questo articolo troverai informazioni e consigli per dare inizio alla tua attività: ti spiegheremo in che modo aprire Partita IVA come istruttore cinofilo, quali sono i costi da sostenere e gli obblighi fiscali che ti aspettano.

Scopriamo, quindi, come entrare da professionisti nel mondo della cinofilia!

Chi è l’istruttore cinofilo?

La figura dell’istruttore o addestratore cinofilo esiste da lungo tempo, ma solo di recente ha iniziato a diffondersi in contesti che esulano da quelli “classici”, come le Forze dell’Ordine o la Protezione Civile.

Dunque, di cosa si occupa esattamente? L’istruttore cinofilo è un professionista specializzato nel campo dell’educazione e/o dell’addestramento di cani: due concetti su cui si tende spesso a fare confusione.

Educare un cane, infatti, non significa addestrarlo e viceversa: nel primo caso, si tratta di impartire dei comandi di base che consentano all’animale di integrarsi in famiglia e, in generale, nel luogo in cui abita, correggendo eventuali abitudini e/o comportamenti sgraditi. Nel secondo caso, invece, si lavora su compiti specifici e, soprattutto, molto più complessi: basti pensare, per esempio, ai cani guida per non vedenti, ai cani da ricerca o da salvataggio, ecc..

Come lavora l’istruttore cinofilo?

Il più delle volte l’istruttore cinofilo lavora come freelance – ovvero come libero professionista intrattenendo collaborazioni tanto con associazioni di settore, aziende ed enti pubblici, quanto con strutture e centri specializzati che si rivolgono ad una clientela privata. Per svolgere tale attività in maniera autonoma – dunque senza essere assunto con un contratto di lavoro subordinato – ma con regolarità e continuità nel tempo, deve pertanto aprire Partita IVA e, successivamente, dichiarare i propri incassi, pagare le tasse e versare i contributi previdenziali. 

Se il pensiero di compiere questa scelta ti crea ansia, non preoccuparti: ti mostreremo come completare tutti i passaggi in modo semplice, rapido e poco dispendioso, nonché come risparmiare su imposte e spese di gestione.

Come si diventa educatori cinofili?

In Italia, allo stato attuale, non esiste un regolamento dedicato alla professione di educatore o istruttore cinofilo, né un Ordine o Albo che abbia valore ufficiale. Troviamo, però, associazioni ed enti riconosciuti sul territorio nazionale, che si occupano di formare adeguatamente i tanti giovani che si avvicinano al settore.

Qualche esempio?

Tra le realtà più note ed autorevoli in questo campo, troviamo l’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana), che da anni organizza corsi di formazione per addestratori di cani da compagnia, da caccia, per la pastorizia, ecc..

Vi sono anche SIUA, con sede a Bologna, ed APNEC (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili), operativa dal 2002. Per chi volesse specializzarsi nelle discipline sportive, l’ente di riferimento si chiama OPES. 

Come aprire Partita IVA da istruttore cinofilo?

A questo punto, veniamo all’argomento principale del nostro articolo, ossia: come funziona la Partita IVA da istruttore cinofilo, come si apre e quanto costa? Come anticipato, per la legge italiana, l’istruttore cinofilo che lavora “in proprio” è inquadrabile come freelance o, per essere più precisi, come libero professionista. 

Ciò significa che: 

  1. è obbligato ad aprire Partita IVA per intraprendere collaborazioni che durino più di 30 giorni l’anno con lo stesso committente o che si ripetano con regolarità (es. ogni primo week-end del mese) e – cosa non meno importante – per poter promuovere i propri servizi sul web e con qualsiasi altro mezzo (es. biglietti da visita); 
  2. a differenza di chi svolge attività d’impresa, utilizza una procedura più semplice, rapida e priva di costi (ad eccezione del compenso richiesto da un eventuale intermediario), che può essere completata per via telematica.

Concretamente, infatti, i liberi professionisti devono “soltanto” scaricare, compilare il Modello AA9/12 e poi presentarlo online all’Agenzia delle Entrate, specificando il Codice ATECO ed il regime fiscale che desiderano adottare (torneremo su questi due aspetti più avanti). Dunque, è davvero possibile – e consigliato – fare da soli?

Ebbene, meglio di no. 

Durante questa fase, infatti, bisogna compiere delle scelte parecchio delicate, sulle quali sarebbe giusto riflettere con attenzione, per non cadere in errore e compromettere l’attività sul nascere. Attenzione: ciò non significa rivolgersi per forza ad uno studio specializzato, né dover spendere grosse cifre per l’assistenza di un professionista.

Esiste, invece, una soluzione innovativa chiamata Fiscozen!

Fiscozen ti aiuta ad aprire Partita IVA come istruttore cinofilo e ti accompagna, passo dopo passo, nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Puoi richiedere assistenza e confrontarti con un consulente prima di qualsiasi decisione importante, senza doverti preoccupare dei costi: l’apertura, infatti, è gratuita per tutti i freelance.

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Codice ATECO per istruttore cinofilo

Molto importante – come anticipato – è la scelta del Codice ATECO per l’attività di istruttore cinofilo. Ogni Partita IVA, infatti, è associata ad un codice che descrive il tipo di professione o mestiere ed il settore economico di riferimento: avvocato, ingegnere, architetto, estetista, giardiniere, guida turistica e via di seguito.

Nel caso dell’addestratore cinofilo, bisogna utilizzare il seguente codice:

  • 96.09.04 → Servizi di cura degli animali di compagnia

Regime forfettario per istruttore cinofilo

Il secondo punto di cui vogliamo parlarti consiste nella scelta del regime fiscale.

Le opzioni sono due: regime ordinario e regime forfettario.

Per chi ha appena iniziato una nuova attività, che produce ancora incassi limitati, la soluzione più consigliata è sicuramente il forfettario: il regime fiscale agevolato dedicato proprio ai freelance e alle “piccole Partite IVA”.

Se decidi di aprire Partita IVA come istruttore cinofilo ed assoggettarti al regime forfettario, puoi godere di un importante “sconto” sulle tasse: al posto di Irpef e addizionali, infatti, paghi soltanto un’unica imposta sostitutiva con aliquota al 15% sul reddito imponibile. Per di più, se rientri anche nei criteri dell’aliquota start-up, per i primi cinque anni versi addirittura il 5% e, solamente a partire dal sesto, l’aliquota sale al 15% standard.

Per conoscere il tuo reddito imponibile, è sufficiente effettuare due semplici passaggi: il primo consiste nel moltiplicare il fatturato incassato per il coefficiente di redditività del tuo Codice ATECO (che è pari al 67%, mentre le spese deducibili equivalgono al 33% rimanente); il secondo, invece, prevede la sottrazione dei contributi previdenziali (versati nell’anno preso in esame dalla dichiarazione e sempre deducibili al 100%) dal risultato prima ottenuto, detto tecnicamente reddito lordo. Facciamo un piccolo esempio per rendere il calcolo più comprensibile. 

Se, come istruttore cinofilo, hai fatturato e incassato 20.000 € e versato 2.000 € di contributi nel corso del 2020, il tuo reddito imponibile relativo allo stesso anno corrisponde a:

  1. 20.000 * 67% = 13.400 € (= reddito lordo)
  2. 13.400 – 2.000 = 11.400 € (= reddito imponibile)

L’imposta sostitutiva, invece, ha un importo pari a 1.710 €, ridotto a 570 € con l’aliquota start-up.

Il regime forfettario, inoltre, consente di operare in franchigia IVA. Ciò vuol dire che, nell’offrire i tuoi servizi, potrai proporre delle tariffe più competitive, in quanto non maggiorate del 22% per l’Imposta sul Valore Aggiunto. 

I forfettari, comunque, godono di una serie di agevolazioni fiscali, tra cui:

  • esonero da esterometro e studi di settore;
  • esonero dall’uso obbligatorio della fatturazione elettronica;
  • assenza di contabilità (non dovrai registrare le tue fatture in entrata e uscita, ma solo conservarle e numerarle progressivamente).

Requisiti e cause di esclusione

Attenzione: sia per accedere, sia per mantenere il regime forfettario anche negli anni successivi al primo – ossia quello di avvio della nuova attività – è necessario rispettare tutti i parametri indicati dalla normativa in vigore.

In particolare, se desideri assoggettarti al forfettario al momento dell’apertura della Partita IVA da istruttore cinofilo, devi essere sicuro di non incorrere nemmeno in una delle varie cause di esclusione. Inoltre, se si svolgono due attività parallelamente, l’eventuale reddito di lavoro dipendente dev’essere inferiore a 30.000 €.

Infine, per continuare ad usufruire del regime, non si possono superare i limiti di:

  • 65.000 € annui per i ricavi e i compensi;
  • 20.000 € annui per le spese destinate al proprio staff.

Puoi approfondire l’argomento in questo nostro articolo

Cassa di Previdenza per l’istruttore cinofilo

Versare i contributi previdenziali è un altro dei tanti obblighi da considerare, nel momento in cui si apre una Partita IVA come istruttore cinofilo.

Già, ma a quale Cassa di Previdenza?

L’addestratore cinofilo, come molti altri professionisti detti “senza Cassa” (es. traduttori, fisioterapisti, osteopati, amministratori condominiali, docenti privati, ecc.), non ha un ente specifico che si occupi di gestire la parte previdenziale. Di conseguenza, deve iscriversi e fare riferimento alla Gestione Separata INPS.

I tuoi contributi quindi ammontano al 25,98% del reddito lordo – che, come abbiamo visto, corrisponde al fatturato incassato, moltiplicato per il coefficiente di redditività o decurtato del 33% per le spese deducibili.

Pertanto, riprendendo l’esempio precedente, relativo alle imposte, su un incasso fatturato di 20.000 €, i contributi previdenziali equivalgono al 25,98% del reddito lordo (13.400 €), per un importo di 3.840 € circa.

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Fiscozen non è un commercialista. È un’azienda tecnologica che ti permette di gestire la tua Partita IVA attraverso una piattaforma software ed un servizio di consulenza generica con il supporto di consulenti fiscali specializzati. Tutte le attività riservate sono svolte da un commercialista partner iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti.

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