Partita IVA Produttore assicurativo: come aprire e quanto costa?

Leggi l'articolo o risolvi ogni dubbio con una consulenza su misura per te, gratis e senza impegno. Compila qui per riceverla.

partita iva produttore assicurativo

Come si apre una Partita IVA da produttore assicurativo? Quali sono i costi per cominciare e a quanto ammontano tasse e contributi? A queste e ad altre domande risponderemo nel corso del nostro articolo, che ti spiegherà come avviare una nuova attività di intermediazione nel campo delle assicurazioni.

Dunque, se stai pensando di metterti in proprio per collaborare con un’agenzia assicurativa, ti invitiamo a leggere con attenzione per conoscere tutti i vari adempimenti che dovrai svolgere nelle prime fasi della tua attività!

Chi è il produttore assicurativo?

Il settore delle Assicurazioni comprende figure professionali diverse tra loro per inquadramento e mansioni, che però vengono, spesso, confuse dai “meno esperti”. Una di queste è il produttore assicurativo, che rientra tra gli intermediari e lavora per conto di agenti e subagenti assicurativi.

La sua funzione, infatti, è analoga a quella del procacciatore d’affari, in quanto fa da tramite tra le imprese e le agenzie assicurative, ma non può né concludere la vendita di prodotti, né stipulare contratti.

Produttore, subagente o agente assicurativo?

Nonostante vi siano varie differenze tra il “campo d’azione” del produttore assicurativo e quello del subagente assicurativo, la confusione tra queste due figure professionali, spesso, regna sovrana.

Vediamo, dunque, di cosa si occupano il produttore assicurativo, il subagente e l’agente assicurativo.

Il procacciatore o produttore assicurativo, come abbiamo anticipato, è un intermediario che lavora in forma autonoma, dunque con Partita IVA, ma che non svolge attività di vendita. Egli si occupa, infatti, soltanto della presentazione dei prodotti assicurativi (polizze, servizi, etc.) ai potenziali clienti (imprese e professionisti), fornendo la propria consulenza per indirizzarli nella scelta di una soluzione ad hoc.

Inoltre, nello svolgimento della sua attività, il produttore assicurativo riceve il suo mandato direttamente da un’agenzia assicurativa, oppure da un subagente che, a sua volta, fa capo ad un’agenzia.

Veniamo, invece, al subagente assicurativo: questi può svolgere le stesse mansioni di un produttore assicurativo (ovvero intermediazione e procacciamento d’affari), con in più la gestione di un “portafoglio clienti” per conto di un agente assicurativo, ma non è autorizzato a finalizzare le vendite.

Pertanto, per semplificare, possiamo dire che, da un punto di vista gerarchico, l’agente si trova al primo posto per ruolo e mansioni, seguito dal subagente e, infine, dal produttore assicurativo.

Inoltre, mentre per diventare agente assicurativo è previsto un esame di stato, in aggiunta ai vari requisiti morali e professionali, per l’attività di subagente o di produttore assicurativo bastano questi ultimi.

Analizziamoli insieme, per meglio comprendere come si diventa produttore assicurativo!

Quali sono i requisiti per diventare produttore assicurativo?

I requisiti per diventare produttore assicurativo si dividono in “morali” e “professionali”.

Per possedere i requisiti morali, è sufficiente non avere procedimenti penali in corso.

Nel caso dei requisiti professionali, invece, sono richiesti:

  1. Mandato da parte di un’agenzia assicurativa (o di un subagente).
  2. Iscrizione al R.U.I. nella sezione E o C.

Il R.U.I. – o Registro Unico degli Intermediari – è un registro istituito nel 2007 e gestito dall’IVASS, che raccoglie i dati di tutti coloro che svolgono attività di intermediazione assicurativa e che sono residenti in Italia (o, se residenti all’estero, che hanno sede legale sul territorio nazionale).

Qual è l’inquadramento del produttore assicurativo?

Veniamo ora all’inquadramento fiscale e previdenziale della figura del produttore assicurativo.

Come anticipato in precedenza, il produttore assicurativo è un procacciatore o intermediario: di conseguenza, può svolgere la propria attività solamente in forma autonoma, aprendo Partita IVA come ditta individuale di tipo commerciale (e, dunque, non come artigiano, né come libero professionista).

Cosa significa? Tranquillo, troverai le risposte ai tuoi dubbi nel corso dei prossimi paragrafi!

Partita IVA da produttore assicurativo: come aprire?

Chiunque desideri svolgere l’attività di procacciatore o intermediario nel settore assicurazioni dovrà innanzitutto aprire Partita IVA come produttore assicurativo. Pertanto, sarà fiscalmente inquadrato come ditta individuale e dovrà iscriversi obbligatoriamente al Registro delle Imprese.

A differenza dei liberi professionisti, per le ditte individuali l’apertura della Partita IVA richiede un procedimento più lungo e complesso, e soprattutto non gratuito. Dunque, in primo luogo, per avviare la tua attività dovrai iscriverti sia alla Camera di Commercio che al Registro delle Imprese, presentare la CCIA comunale e registrarti presso INPS e INAIL. Come procedere in tempi rapidi?

Oggigiorno, per eseguire tutti gli adempimenti sopra citati, basta una procedura telematica che consiste nell’invio della cosiddetta “ComUnica”, che serve ad informare i vari enti dell’inizio di una nuova attività (commerciale, come nel tuo caso, oppure artigianale, come per i parrucchieri, le estetiste e molti altri).

Non è facile occuparsi della compilazione e dell’invio della ComUnica, svolgendo correttamente i vari passaggi per l’apertura della Partita IVA da produttore assicurativo, ed è qui che entriamo in gioco noi di Fiscozen.

Se hai bisogno di assistenza in questa prima fase, per essere sicuro di fare tutto in maniera rapida e senza commettere errori, compila il modulo che trovi qui sotto:

Potrai risparmiare rispetto al costo tipico di un commercialista e avviare la tua nuova attività di produttore assicurativo, inclusa la presentazione della ComUnica, a soli 200 euro + IVA!

Codice ATECO da produttore assicurativo

Qual è il Codice ATECO generalmente associato ad una Partita IVA da produttore assicurativo?

Come sappiamo, la scelta del Codice ATECO condizionerà la tua attività futura, in quanto da esso dipendono sia l’inquadramento fiscale e contributivo, sia una serie di importanti parametri (tra cui, ad esempio, il coefficiente di redditività per i contribuenti che adottano il regime forfettario).

Per l’attività di produttore assicurativo, il Codice ATECO consigliato è il seguente:

  • 66.22.04 – Produttori, procacciatori ed altri intermediari delle assicurazioni

In base alle vigenti disposizioni, questo codice prevede un coefficiente di redditività pari al 78%.

Passiamo subito alla scelta del regime fiscale e potrai comprendere meglio di cosa stiamo parlando!

Regime forfettario per produttore assicurativo

Durante la procedura telematica di apertura della Partita IVA da produttore assicurativo, non è sufficiente indicare il Codice ATECO, bensì occorre scegliere anche il proprio regime fiscale.

La decisione, comunque, non può che ricadere sul nuovo regime forfettario, considerato, ad oggi, la migliore opzione per le Partite IVA individuali (ovvero ditte individuali e liberi professionisti).

Il regime forfettario, infatti, è un regime fiscale agevolato, pensato per chi ha un fatturato annuale non superiore a 65.000 euro. Esso prevede, in primo luogo, una riduzione delle tasse, grazie ad una comoda imposta sostitutiva, con aliquota al 15% sul reddito imponibile (che, come stabilito dal coefficiente di redditività associato al tuo Codice ATECO, è pari al 78% del fatturato totale).

Inoltre, per chi presenta i requisiti per l’aliquota start-up, l’imposta scende addirittura al 5% per i primi 5 anni.

Dunque, facendo un semplice calcolo, se con la tua Partita IVA da produttore assicurativo hai incassato 30.000 euro, verserai il 15% (3.510 euro) o il 5% (1.170 euro) sul tuo reddito imponibile (23.400 euro, pari al 78% del fatturato complessivo, mentre le spese dedotte, conseguentemente, sono pari al 22%).

Il regime forfettario consente, comunque, anche di “snellire” la gestione della Partita IVA, grazie ad una contabilità semplificata (senza obbligo di registrazione delle fatture, bensì solamente di conservazione con numerazione progressiva), alla possibilità di operare in franchigia IVA (dunque, con tariffe più competitive) e all’esonero da fatturazione elettronica, studi di settore e molto altro.

Come si accede al regime forfettario? Innanzitutto, dovrai prestare la massima attenzione al tuo fatturato, che non dovrà eccedere i 65.000 euro, e alle spese per i compensi dei dipendenti o collaboratori, che per l’anno 2020 non dovranno superare la soglia stabilita di 20.000 euro.

Per approfondire i requisiti d’accesso e le cause di esclusione, comunque, ti rimandiamo a questo articolo.

Gestione INPS Commercianti per produttore assicurativo

L’attività di procuratore assicurativo è inquadrata come ditta individuale di tipo commerciale.

Di conseguenza, se vorrai aprire una Partita IVA come produttore assicurativo, dovrai versare alla Gestione INPS Commercianti i tuoi contributi previdenziali, ma con le seguenti particolarità:

  • nessun “reddito minimale”;
  • no contributi fissi (minimi).

A differenza degli altri lavoratori autonomi inquadrati come commercianti, come ad esempio chi gestisce un negozio online, il produttore assicurativo non è tenuto a versare contributi fissi sul reddito minimale, bensì solo contributi a percentuale secondo le aliquote INPS riferite all’anno 2020.

In altre parole, al posto dei “contributi minimi”, che si aggirano intorno a 3.800 euro (per gli over 21) o a 3.500 euro (per gli under 21) e vanno versati a prescindere dal reddito effettivo, il produttore assicurativo pagherà solo in proporzione al suo fatturato, con aliquote rispettivamente al 24,09% e al 21,99% applicate sul reddito imponibile (con l’aggiunta di 7,44 euro per contributo di maternità).

Facendo un veloce calcolo, quindi, vediamo che, per un produttore assicurativo con un fatturato di 30.000 euro, i contributi sono pari a 5.637 euro (per gli over 21) o a 5.145 euro (per gli under 21), calcolati sull’imponibile (78%). Inoltre, a differenza degli altri commercianti, per i quali è consentita la ripartizione dei contributi in 4 rate, chi apre Partita IVA da produttore assicurativo paga in un’unica soluzione, in fase di dichiarazione dei redditi.

Infine, ricordiamo che, per i produttori assicurativi, così come per tutte le ditte individuali che si avvalgono del regime forfettario, è possibile usufruire, facendo preventivamente richiesta all’INPS, di uno sgravio del 35% su tutti i contributi (che, riprendendo il nostro esempio, scenderanno rispettivamente a 3.664 euro e a 3.344 euro).

Vuoi saperne di più?

Inserisci i tuoi dati e ti contatteremo per una consulenza gratuita

L'articolo ti è stato utile?