Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA compila e invia il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, scegli codice ATECO e regime fiscale. L’assegnazione del numero è generalmente immediata, dopo controlli formali.
- Obbligo di dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni: articolo 35 del DPR 633/1972 (Normattiva).
- Canali ammessi: invio telematico, consegna allo sportello, raccomandata A/R all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate.
- Scelte chiave nel modello: codice ATECO, regime fiscale (forfettario/ordinario), opzioni IVA (intra-UE/VIES), domicilio fiscale e PEC/domicilio digitale.
Cos’è il modello AA9/12 e chi lo deve usare
Il modello AA9/12 è la dichiarazione di inizio attività IVA per persone fisiche. Significa liberi professionisti e ditte individuali che non usano la procedura del Registro Imprese.
La base giuridica è l’articolo 35 del DPR 633/1972 (Normattiva). La norma impone di comunicare l’avvio entro 30 giorni dall’inizio effettivo.
Se sei un professionista senza iscrizione al Registro Imprese, usi sempre l’AA9/12. Se apri un’impresa individuale con iscrizione in Camera di Commercio, usi la Comunicazione Unica.
Quando NON si usa l’AA9/12: Comunicazione Unica
La Comunicazione Unica accorpa apertura Partita IVA, iscrizione INPS, iscrizione INAIL e Registro Imprese. Vale per imprese individuali e società.
La base giuridica è l’articolo 9 del DL 7/2007, convertito nella L. 40/2007 (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Si invia tramite il portale del Registro Imprese o SUAP se serve una SCIA.
Se apri un negozio o un laboratorio artigiano, la via corretta è quasi sempre Comunicazione Unica, non AA9/12 stand-alone.
Come compilare l’AA9/12: istruzioni pratiche sezione per sezione
Dati anagrafici: inserisci codice fiscale, residenza e recapiti. Indica anche il domicilio fiscale. Per le persone fisiche coincide di norma con la residenza.
Codice ATECO: è la classificazione dell’attività. Serve a profilare l’attività ai fini fiscali e contributivi. Sceglilo in base a cosa farai davvero, non in base a ipotesi vaghe.
Luogo di esercizio: specifica dove svolgi l’attività. Se lavori da remoto, indica la residenza o il domicilio dove tieni documenti e strumenti.
Scelta del codice ATECO: perché conta
Il codice ATECO impatta su contributi previdenziali e coperture assicurative. Per artigiani e commercianti orienta l’iscrizione INPS gestione Artigiani/Commercianti. Per professionisti senza cassa, orienta la Gestione Separata INPS.
Nel regime forfettario definisce il coefficiente di redditività. Il coefficiente è la percentuale dei ricavi che diventa reddito imponibile. La fonte è la L. 190/2014, articolo 1, commi 54-89 (Normattiva), con aggiornamenti successivi.
Scegli il codice che meglio descrive l’attività prevalente. Usa descrizioni ISTAT ufficiali. Evita codici troppo generici solo per “stare larghi”.
Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario: è un regime semplificato per persone fisiche. Applica un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Non applichi l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti.
I requisiti chiave: ricavi/compensi fino a 85.000 euro annui e assenza di cause di esclusione. Superi 100.000 euro? Esci subito nell’anno del superamento. La base normativa è la L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata dalla L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023), confermata ad oggi.
Regime ordinario semplificato: per chi supera i limiti o preferisce dedurre costi e detrarre l’IVA. Tieni registri IVA. Il reddito si calcola coon il principio di cassa per imprese minori e autonomi in semplificata, come previsto dall’articolo 66 del TUIR.
Opzioni IVA intra-UE e VIES
Se prevedi acquisti o vendite di beni/servizi con soggetti UE, richiedi l’iscrizione al VIES. È la banca dati europea degli operatori abilitati.
La base è l’articolo 35 del DPR 633/1972 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. L’attivazione può richiedere controlli. In genere avviene in pochi giorni.
Per e-commerce e servizi digitali UE valuta i regimi OSS/IOSS, introdotti dal pacchetto IVA e-commerce UE e recepiti in Italia. Le regole tecniche sono comunicate dall’Agenzia delle Entrate.
Modalità di invio dell’AA9/12 e tempistiche
Invio telematico: è il canale più rapido. Usi i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato. La ricevuta arriva subito, salvo controlli automatici.
Consegna allo sportello: stampi il modello, firmi, alleghi documento d’identità e consegni all’ufficio territoriale competente.
Raccomandata A/R: spedisci il modello firmato con copia documento all’ufficio competente. Vale la data di spedizione. È il canale più lento.
Tempi medi e attivazioni correlate
Partita IVA: in genere assegnata il giorno stesso o entro 1-2 giorni lavorativi. Possibili verifiche se l’attività è a rischio di frodi IVA.
VIES: attivazione in 24-72 ore tipiche. In caso di controlli, può richiedere fino a 15 giorni. Evita di emettere operazioni intracomunitarie prima dell’attivazione.
INPS e INAIL: per imprese individuali avvengono con Comunicazione Unica. Per professionisti senza cassa, l’iscrizione alla Gestione Separata INPS va fatta a parte. Riferimento: L. 335/1995, art. 2 comma 26 (Normattiva). Per attività con rischio infortuni, l’obbligo INAIL discende dal DPR 1124/1965.
Obblighi dopo l’apertura: cosa fare dal giorno 1
Fatturazione elettronica: obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, dal 2024. La fonte è il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Serve un canale accreditato (PEC, SDI via software, o portale AE).
Domicilio digitale (PEC): obbligatorio per imprese individuali e professionisti iscritti ad albi. Per altri autonomi è fortemente consigliato. Fonte: Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005, art. 3-bis.
Registri e conservazione: nel forfettario non tieni registri IVA, ma devi conservare fatture e documenti. Nell’ordinario registri le fatture e periodicamente liquidi l’IVA. Se poi paghi compensi soggetti a ritenuta, dovrai anche rilasciare e inviare la Certificazione Unica.
Adempimenti specifici per settori particolari
Commercio al dettaglio e somministrazione: serve SCIA al SUAP del Comune prima dell’avvio. La base è la L. 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016 (Tabella A).
Professioni sanitarie: obbligo di invio dati al Sistema Tessera Sanitaria. Le regole vengono aggiornate periodicamente con decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e note dell’Agenzia delle Entrate.
E-commerce: valuta OSS per vendite a privati UE e regole sui marketplace. Riferimenti nelle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle norme UE sul pacchetto e-commerce.
Regola decisionale rapida
Come scegliere canale, modulo e regime senza dubbi
Sei un libero professionista senza iscrizione al Registro Imprese? Usa il modello AA9/12 verso l’Agenzia delle Entrate.
Apri una ditta individuale (commercio o artigianato)? Usa la Comunicazione Unica al Registro Imprese. Questa genera anche la Partita IVA.
Hai locali aperti al pubblico o attività soggetta a controlli? Presenta prima la SCIA al SUAP, dove richiesto.
Prevedi operazioni con soggetti UE? Chiedi l’iscrizione al VIES in fase di apertura o subito dopo. Per vendite B2C UE, valuta OSS/IOSS.
Stimi ricavi entro 85.000 euro, costi bassi e nessuna causa di esclusione? Il forfettario è spesso la scelta più efficiente. Se hai molti costi e IVA a credito, valuta l’ordinario.
Errori comuni da evitare
Scegliere un ATECO non coerente con l’attività reale. Rischi problemi con INPS/INAIL e fatturazione.
Dimenticare il VIES e fatturare operazioni UE non abilitate. Le fatture risultano irregolari.
Aprire senza valutare il regime fiscale. Cambiare dopo può costare imposte aggiuntive.
Costi, tempistiche e responsabilità
Apertura Partita IVA all’Agenzia delle Entrate: nessun costo fisso. Paghi eventuali oneri solo se apri un’impresa con diritti camerali o SCIA.
Tempi: AA9/12 telematico, spesso in giornata. Comunicazione Unica, in 1-3 giorni tipici, salvo SCIA con endo-procedimenti.
Responsabilità: le dichiarazioni sono rese ai sensi del DPR 445/2000. Dati non corretti possono portare a sanzioni. Mantieni la documentazione a supporto.
| Scenario | Modulo/Procedura | Requisiti principali | Tempistiche tipiche | Note normative |
|---|---|---|---|---|
| Professionista (consulente, designer, sviluppatore) | AA9/12 verso Agenzia delle Entrate | Scelta ATECO servizi professionali; possibile Gestione Separata INPS; valutazione forfettario | Numero P.IVA in giornata; INPS entro 1-3 giorni | DPR 633/1972 art. 35; L. 335/1995 art. 2 c. 26; L. 190/2014 |
| Ditta individuale commercio (negozio) | Comunicazione Unica + SCIA SUAP | Iscrizione Registro Imprese, INPS Commercianti, eventuale INAIL; locali idonei | P.IVA 1-3 giorni; SCIA immediata con controlli successivi | DL 7/2007 art. 9 conv. L. 40/2007; L. 241/1990; D.Lgs. 222/2016 |
| Artigiano (laboratorio, manutenzioni) | Comunicazione Unica + eventuale SCIA | INPS Artigiani; INAIL obbligatoria; requisiti professionali ove previsti | P.IVA 1-3 giorni; INAIL in 2-5 giorni | DPR 1124/1965; L. 613/1966 e L. 233/1990; D.Lgs. 222/2016 |
| Servizi a clienti UE (B2B/B2C) | AA9/12 o ComUnica + richiesta VIES; valutare OSS/IOSS | Abilitazione VIES per B2B; registrazione OSS per B2C UE | VIES 1-3 giorni; OSS 1-7 giorni | DPR 633/1972 art. 35; prassi AE su VIES/OSS |
FAQ
Entro quando devo presentare l’AA9/12 e cosa succede se sforo i 30 giorni?
Devi presentare la dichiarazione di inizio attività entro 30 giorni dall’avvio effettivo. Lo impone l’articolo 35 del DPR 633/1972. Se sfori, l’Agenzia delle Entrate può applicare sanzioni amministrative per tardiva dichiarazione. In pratica, se ti accorgi del ritardo, presenta subito il modello e valuta il ravvedimento operoso quando farai gli adempimenti periodici. Conserva prove della data reale di avvio (contratti, preventivi, fatture d’acquisto). Ti aiutano in caso di controlli.
Qual è la differenza tra AA9/12 e AA7/10? Potrei usare quello sbagliato?
L’AA9/12 è per persone fisiche: professionisti e ditte individuali. L’AA7/10 è per soggetti diversi dalle persone fisiche: società, enti, associazioni. Usare il modello sbagliato può rallentare l’assegnazione della Partita IVA o generare una pratica respinta. Se sei in dubbio, verifica la natura giuridica dell’attività: se non costituirai una società e non ti iscrivi al Registro Imprese tramite Comunicazione Unica, molto probabilmente sei nel perimetro AA9/12. In caso di ditta individuale con iscrizione camerale, usa la Comunicazione Unica che integra già la dichiarazione IVA.
Posso aprire la Partita IVA da solo o serve per forza un intermediario abilitato?
Puoi farlo da solo. L’invio non richiede per forza un intermediario. Puoi presentare il modello online, allo sportello o via raccomandata. Tuttavia, le scelte su ATECO, regime fiscale, VIES e iscrizioni previdenziali hanno impatto economico. Un errore può costare più di una parcella di consulenza. Per esempio, un ATECO errato può farti versare contributi in una gestione sbagliata o farti perdere la riduzione contributiva del 35% per forfettari iscritti a INPS Artigiani/Commercianti (norme INPS attuative della L. 190/2014). Un consulente ti aiuta a impostare tutto correttamente fin dall’inizio.
Se scelgo il regime forfettario, devo comunque fare fattura elettronica e applicare la marca da bollo?
Sì, la fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, dal 2024. Il quadro normativo nasce dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Nel forfettario non applichi l’IVA in fattura, ma devi applicare l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Il versamento del bollo avviene con le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate, in genere su base trimestrale, anche tramite addebito dal cassetto fiscale. Controlla periodicamente le soglie e le scadenze comunicate dall’Agenzia, perché possono essere aggiornate.
Devo chiedere sempre il VIES all’apertura? E cosa rischio se fatturo all’UE senza essere abilitato?
No, richiedi il VIES solo se intendi effettuare operazioni intracomunitarie. Se prevedi cessioni o prestazioni verso soggetti passivi UE, è prudente chiederlo subito in apertura. Se fatturi operazioni UE senza abilitazione, le fatture risultano non conformi. Potresti doverle stornare e riemettere, o applicare l’IVA italiana in modo improprio, con rischio di sanzioni. L’iscrizione al VIES discende dall’articolo 35 del DPR 633/1972 e da prassi dell’Agenzia delle Entrate. Per vendite B2C UE, valuta il regime OSS per semplificare l’IVA nei diversi Paesi membri. Anche qui è essenziale impostare correttamente il canale prima di emettere le prime fatture.
