Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Chiudere la Partita IVA non dà diritto alla NASpI. L’indennità spetta solo dopo la cessazione involontaria di un rapporto di lavoro dipendente e domanda entro 68 giorni, con i requisiti previsti.
- La NASpI tutela i lavoratori dipendenti. La chiusura della Partita IVA è un evento dell’attività autonoma e non genera diritto all’indennità.
- Hai diritto alla NASpI solo se perdi involontariamente un lavoro subordinato e presenti domanda entro 68 giorni, con 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.
- Se durante la NASpI apri o mantieni la Partita IVA, devi comunicare il reddito presunto all’INPS entro 30 giorni. L’indennità si riduce secondo le regole di cumulo.
Che cos’è la NASpI e a chi spetta
La NASpI è l’indennità di disoccupazione per chi perde un lavoro dipendente. Il riferimento base è il decreto legislativo 22/2015, consultabile sul portale Normattiva e nelle istruzioni INPS.
Spetta se perdi il lavoro in modo involontario. Cioè per licenziamento, scadenza naturale del contratto a termine o risoluzione consensuale in sede protetta. Spetta anche in caso di dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità.
Requisiti contributivi: almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione. La legge ha eliminato il vecchio requisito delle 30 giornate effettive. Fonti: decreto legislativo 22/2015, come modificato dalla legge di bilancio 2022; circolari INPS di prassi.
Termini: devi presentare la domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Se presenti entro 8 giorni, la decorrenza è più favorevole. Fonti: articolo 6 del decreto legislativo 22/2015 e istruzioni INPS.
Durata e importo: la durata corrisponde alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni, con un tetto massimo. L’importo si calcola sulla retribuzione media e segue i criteri percentuali fissati dalla legge. L’INPS aggiorna ogni anno i massimali. La riduzione mensile (decalage) decorre dal sesto mese, e dall’ottavo per over 55, secondo la normativa vigente.
Perché la chiusura della Partita IVA non dà diritto alla NASpI
La NASpI copre il rischio disoccupazione dei dipendenti. La chiusura della Partita IVA riguarda il lavoro autonomo. È una scelta o un evento economico dell’attività propria. Non rientra tra gli eventi protetti dalla NASpI.
Quindi, se chiudi la Partita IVA senza una precedente cessazione di lavoro subordinato, non matura alcun diritto alla NASpI. Anche se hai versato contributi come autonomo. Fonte: impianto del decreto legislativo 22/2015, istruzioni INPS e Ministero del Lavoro.
Attenzione al termine: se eri dipendente, hai perso quel lavoro e poi hai aperto Partita IVA, dovevi chiedere la NASpI entro 68 giorni dalla fine del contratto dipendente. Se non l’hai fatto, il diritto si perde per decadenza del termine.
Casi reali in cui la Partita IVA “entra” nella NASpI
Ci sono situazioni miste. Ad esempio, lavori come dipendente e hai anche una Partita IVA attiva. Se perdi il lavoro dipendente, puoi chiedere la NASpI. La Partita IVA non blocca il diritto.
Devi però comunicare all’INPS il reddito presunto da attività autonoma entro 30 giorni. L’INPS riduce la NASpI secondo le regole di cumulo. Se non comunichi, rischi la decadenza. Fonti: articolo 9 del decreto legislativo 22/2015; circolari e messaggi INPS sulla compatibilità e riduzione.
Lo stesso vale se apri la Partita IVA mentre percepisci la NASpI. Comunichi il reddito previsto tramite modello NASpI-Com. L’indennità si riduce. Se il nuovo reddito o l’attività non sono comunicati, l’INPS può sospendere o revocare le somme.
Termini, adempimenti e regole operative
Domanda NASpI: invia la richiesta all’INPS in via telematica entro 68 giorni dalla fine del contratto di lavoro dipendente. Se presenti entro 8 giorni, la decorrenza è dall’ottavo giorno. Se oltre gli 8 giorni, decorre dal giorno successivo alla domanda.
DID e patto di servizio: per essere “disoccupato” devi rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) e firmare il patto di servizio con il Centro per l’Impiego. Fonti: decreto legislativo 150/2015; Ministero del Lavoro.
Compatibilità con attività autonoma: se eserciti o avvii un’attività con Partita IVA durante la NASpI, comunichi entro 30 giorni il reddito annuo presunto. L’indennità si riduce in misura pari a una percentuale del reddito presunto, rapportato al periodo residuo (l’INPS usa la quota dell’80% come parametro operativo), salvo conguaglio. Fonti: articolo 9 del decreto legislativo 22/2015; circolari INPS.
Nuovo lavoro subordinato: se trovi un impiego a tempo pieno e indeterminato, la NASpI decade. Per un part-time o un tempo determinato, valgono regole di sospensione o riduzione. Occorre sempre comunicare i redditi presunti, entro 30 giorni, tramite NASpI-Com.
Controlli e conguagli: l’INPS verifica i redditi con i dati fiscali e contributivi. Se il reddito effettivo supera quello comunicato, può recuperare le somme indebitamente percepite. Mantieni traccia di fatture, incassi e previsione annua realistica.
Anticipazione NASpI per avvio attività autonoma
L’anticipazione è il pagamento in unica soluzione della NASpI residua per avviare un’attività autonoma o microimpresa, o per entrare in cooperativa. È utile se vuoi usare l’indennità come capitale iniziale.
Riferimenti: articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 22/2015 e circolari INPS dedicate all’anticipazione. Le istruzioni indicano termini e modulistica da usare.
Quando chiederla: se hai diritto alla NASpI e intendi avviare subito la Partita IVA o una microimpresa. Presenti la domanda di anticipazione secondo i tempi fissati dall’INPS, di norma entro 30 giorni dall’inizio attività o dalla domanda NASpI.
Effetti: ricevi l’importo della NASpI residua in un’unica soluzione. Non potrai più percepire la NASpI mensile. Se cessi l’attività subito dopo senza giustificato motivo, l’INPS può chiedere la restituzione, secondo le regole di decadenza.
Documenti: dimostra l’inizio attività con Partita IVA, SCIA o atti societari. Conserva ricevute, visure e dichiarazioni sostitutive. Verifica ogni anno il vademecum INPS, perché scadenze e moduli possono aggiornarsi.
Alternative alla NASpI se chiudi la Partita IVA
Se sei un autonomo puro e chiudi la Partita IVA, la NASpI non spetta. Valuta però altri strumenti, diversi per platea e requisiti.
DIS-COLL: è l’indennità per collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione Separata. Spetta se cessa il rapporto in modo involontario e ci sono i requisiti contributivi. Base normativa: decreto legislativo 22/2015 e prassi INPS.
ISCRO: è l’indennità straordinaria per autonomi iscritti alla Gestione Separata, introdotta dalla legge 178/2020. Verifica ogni anno se è attiva e con quali requisiti. Consulta le circolari INPS e le leggi di bilancio vigenti per proroghe o stabilizzazioni.
Indennità di discontinuità per lo spettacolo: riguarda lavoratrici e lavoratori del settore spettacolo con requisiti specifici. Fonti: Ministero del Lavoro, INPS e normativa di settore.
Misure di sostegno al reddito non assicurative: Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro, previsti dal decreto-legge 48/2023 convertito in legge 85/2023. Sono misure condizionate all’ISEE e ai percorsi di attivazione.
Regola decisionale rapida
Se hai perso un lavoro dipendente di recente
Hai perso il lavoro per licenziamento o scadenza contratto? Sì. Conta 68 giorni dalla cessazione. Presenta la domanda NASpI all’INPS. Se hai o apri Partita IVA, invia NASpI-Com con reddito presunto entro 30 giorni.
Se hai chiuso o stai per chiudere la Partita IVA
Non c’è diritto alla NASpI per la sola chiusura. Valuta DIS-COLL se sei un collaboratore. Valuta ISCRO se attiva per l’anno. Controlla anche Assegno di Inclusione o SFL se ne hai i requisiti.
Se stai già percependo la NASpI
Vuoi avviare la Partita IVA? Comunica il reddito presunto entro 30 giorni. Valuta l’anticipazione in unica soluzione per finanziare l’avvio. Pianifica il cash flow e il carico contributivo prima di scegliere.
Se hai perso i termini
Hai superato i 68 giorni? Il diritto alla NASpI è perso. Chiudere o aprire Partita IVA non riapre i termini. Concentrati su alternative e su nuove opportunità lavorative.
Fonti normative da consultare
Consulta il decreto legislativo 22/2015 su Normattiva per requisiti, termini e cumulo. Leggi le circolari INPS su domanda, NASpI-Com e anticipazione. Verifica le note del Ministero del Lavoro e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per definizioni e adempimenti.
| Scenario | Diritto alla NASpI | Requisiti/Adempimenti chiave | Tempistiche operative | Azione consigliata |
|---|---|---|---|---|
| Chiudi la Partita IVA senza cessazione recente di lavoro dipendente | No | Manca evento protetto (perdita involontaria di lavoro subordinato) | Nessuna | Valuta DIS-COLL, ISCRO se attiva, Assegno di Inclusione o SFL |
| Perdi il lavoro dipendente e hai già la Partita IVA attiva | Sì, se presenti domanda e hai i requisiti | Domanda NASpI; NASpI-Com con reddito presunto entro 30 giorni; DID e patto di servizio | Domanda entro 68 giorni; comunicazione entro 30 giorni | Chiedi NASpI; pianifica cumulo e riduzione; conserva prove del reddito |
| Percepisci NASpI e vuoi aprire la Partita IVA | Sì, con riduzione | Comunicazione reddito presunto tramite NASpI-Com; eventuale anticipazione in unica soluzione | NASpI-Com entro 30 giorni dall’avvio; anticipazione secondo istruzioni INPS | Valuta anticipazione per finanziare l’avvio; stima prudente del reddito |
| Cessazione di co.co.co. con Partita IVA chiusa o non rilevante | No NASpI; possibile DIS-COLL | Requisiti DIS-COLL per collaboratori iscritti Gestione Separata | Domanda entro 68 giorni dalla cessazione | Valuta DIS-COLL; verifica cumulabilità con altre entrate |
| Perdi il lavoro dipendente ma presenti domanda dopo 68 giorni | No, diritto perso | Decadenza per superamento del termine | — | Non recuperabile; valuta alternative e nuova occupazione |
FAQ
Se chiudo la Partita IVA oggi, posso chiedere la NASpI domani anche senza un licenziamento recente?
No. La NASpI copre solo la perdita involontaria di un lavoro dipendente. La chiusura della Partita IVA riguarda l’attività autonoma e non è un evento coperto. Per avere la NASpI devi aver cessato un rapporto subordinato per licenziamento, scadenza naturale o casi equiparati, e presentare la domanda entro 68 giorni. Devi anche avere 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Senza questi presupposti, l’indennità non spetta. Verifica su Normattiva il decreto legislativo 22/2015 e le istruzioni INPS per i dettagli operativi.
Ero dipendente, sono stato licenziato, poi ho aperto la Partita IVA e non ho chiesto la NASpI entro 68 giorni: posso recuperarla chiudendo la Partita IVA?
No. Il termine di 68 giorni è perentorio. Se lo superi, perdi il diritto. Chiudere la Partita IVA non riapre i termini e non crea un nuovo evento tutelato. L’unica strada per avere la NASpI è presentare domanda nei tempi, dopo una cessazione involontaria del lavoro subordinato, con i requisiti contributivi previsti. Questo principio discende dall’articolo 6 del decreto legislativo 22/2015 e dalla prassi INPS. Concentrati su altre tutele o su nuove opportunità lavorative.
Ho la Partita IVA con redditi bassi: posso prendere la NASpI piena se perdo il lavoro dipendente?
Puoi chiedere la NASpI se perdi il lavoro dipendente e hai i requisiti. Ma se mantieni o avvii la Partita IVA durante la NASpI, devi comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni. L’INPS riduce la NASpI in base a quel reddito, rapportandolo al periodo di fruizione. Se prevedi un reddito molto basso, la riduzione sarà contenuta. Se non comunichi, rischi la decadenza e il recupero di somme. Fonti: articolo 9 del decreto legislativo 22/2015 e circolari INPS su cumulo e NASpI-Com. Stima il reddito con prudenza e aggiorna la previsione se cambia in modo rilevante.
Come funziona l’anticipazione della NASpI per aprire la Partita IVA? Quali vincoli ci sono dopo?
L’anticipazione trasforma la NASpI residua in un pagamento unico per finanziare l’avvio dell’attività. La base è l’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 22/2015, con istruzioni INPS dedicate. Puoi chiederla se hai diritto alla NASpI e vuoi avviare un’attività autonoma, una microimpresa o entrare in una cooperativa. Di norma, presenti la richiesta entro 30 giorni dall’avvio o dalla domanda NASpI. Dopo l’erogazione, non percepirai più la NASpI mensile. Dovrai proseguire l’attività. Se abbandoni l’iniziativa senza giustificato motivo, l’INPS può chiedere la restituzione. Conserva tutta la documentazione di avvio e le autocertificazioni. Pianifica il fabbisogno finanziario e il regime fiscale più adatto prima di scegliere.
Quali alternative posso valutare se chiudo la Partita IVA e non ho diritto alla NASpI?
Dipende dal tuo profilo. Se lavoravi come collaboratore iscritto alla Gestione Separata, valuta la DIS-COLL, che copre la cessazione involontaria dei co.co.co., secondo il decreto legislativo 22/2015 e le istruzioni INPS. Se sei un autonomo in Gestione Separata, verifica se l’ISCRO è attiva nell’anno e se rispetti i requisiti specifici fissati dalla legge 178/2020 e dalle leggi di bilancio successive. Se rientri nel settore dello spettacolo, informati sull’indennità di discontinuità presso INPS e Ministero del Lavoro. In ambito non assicurativo, valuta l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la Formazione e il Lavoro, introdotti dal decreto-legge 48/2023 convertito in legge 85/2023, subordinati a ISEE e impegni di attivazione. Infine, considera incentivi per autoimpiego e bandi regionali. Verifica sempre i requisiti sulla documentazione ufficiale prima di decidere.
