NASPI e Partita IVA: si può avere senza perdere la disoccupazione? [2022]

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In questo articolo vedremo quali sono le correlazioni tra NASPI e partita IVA e come fare ad avviare un attività di lavoro autonomo senza perdere l’indennità di disoccupazione.

Cos’è la NASPI e quali sono i requisiti per richiederla

La NASPI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per L’impiego, è quella che comunemente viene chiamata indennità di disoccupazione che viene erogata dall’INPS in caso di interruzione del rapporto di lavoro dipendente in presenza di determinati requisiti . 

Per accedere alla NASPI sono i seguenti requisiti:

Stato di disoccupazione involontaria

Il primo requisito richiesto per accedere alla NASPI prevede che il rapporto di lavoro dipendente deve essere terminato o a causa della scadenza naturale del contratto, come nel caso del contratto a tempo determinato, per iniziativa del datore di lavoro o nel caso di dimissioni per giusta causa. 

Requisito contributivo 

Il secondo requisito da soddisfare prevede di poter vantare almeno 13 settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo per cui viene richiesta l’indennità di disoccupazione

Requisito lavorativo 

La NASPI può essere richiesta anche dalle seguenti tipologie di lavoratori 

  • apprendisti
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato 
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni

Non possono invece accedere all’indennità di disoccupazione le seguenti tipologie di lavoratori:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni
  • gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato
  • I lavoratori che possono accedere alla pensione 

Differenza tra NASPI mensile e NASPI anticipata 

Dopo aver verificato di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per accedere alla NASPI è possibile procedere con la richiesta dell’indennità.

La domanda di disoccupazione deve essere presentata esclusivamente in via telematica sul sito dell’INPS entro 68 giorni dalla data dell’interruzione del rapporto di lavoro subordinato. 

Quando la richiesta viene accettata dall’INPS, l’indennità NASPI viene corrisposta con cadenza mensile a partire dal mese successivo in cui è stata effettuata la richiesta e per tutta la durata calcolata in base ai contributi versati dal lavoratore fino ad una durata massima di 2 anni.    

La durata del periodo coperto dall’indennità di disoccupazione è pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione nei quattro anni precedenti il giorno della perdita del lavoro. 

Il lavoratore perde il diritto di ricevere la NASPI nei seguenti casi:

  • Ha percepito l’indennità per il massimo di giornate spettanti 
  • Inizio di un nuovo rapporto di lavoro subordinato 
  • non compare più nelle liste di disoccupazione
  • Inizia a percepire la pensione 

Oltre alla modalità di corresponsione mensile, la NASPI può essere richiesta anche in un’unica soluzione nel caso venga intrapresa un’attività di lavoro autonomo. Nei prossimi paragrafi vedremo i requisiti e le modalità per accedere alle diverse modalità di ricezione della NASPI in caso di apertura di Partita IVA o con Partita IVA già attiva.

NASPI mensile con Partita IVA già aperta o da aprire  

E’ possibile richiedere l’indennità di disoccupazione mensile portando avanti, in parallelo,  un’attività di lavoro autonomo in  Partita IVA già aperta. Ciò comporterà, a seconda delle casistiche, una riduzione dell’indennità. 

Per prima cosa, in questo caso è necessario, in sede di presentazione della domanda, specificare che si è in possesso di Partita IVA e dichiarare il reddito presunto che si pensa di poter generare con l’attività di lavoro autonomo.   

A seconda del reddito presunto che avrai dichiarato, l’indennità NASPI cambierà nel seguente modo: 

  • se viene dichiarato un reddito presunto annuo pari a 0€, la Naspi non subirà riduzioni
  • se viene dichiarato un reddito presunto annuo tra 1€ e 4.800€, si subirà una perdita pari al 80% dell’indennità totale
  • se viene dichiarato un reddito presunto superiore a 4.800€, non sarà erogata la Naspi.

A Gennaio dell’anno successivo, tramite modulo NASPI.COM, andrà comunicato ad INPS il reddito presunto per l’anno in corso. Sempre con il medesimo modulo e, disponendo dei dati precisi, sarà possibile comunicare ad INPS il reddito definitivo dell’anno precedente. A quel punto l’ente rimodulerà l’importo dell’assegno erogato (in aumento o in diminuzione) o cesserà l’erogazione dell’assegno stesso.

E’ possibile richiedere la Naspi mensile anche nel caso in cui non hai ancora la Partita IVA ma hai intenzione di aprirla. In questo caso è sufficiente effettuare la richiesta di NASPI con le modalità che abbiamo visto nei precedenti paragrafi. 

Una volta che la domanda viene accolta puoi procedere con l’apertura della tua Partita IVA. 

A partire dalla data di apertura della partita IVA avrai tempo 30 giorni per comunicare all’INPS la data di inizio attività e il reddito presunto con il modello NASPI.COM. 

Anche in questo caso l’indennità verrà rimodulata sulla base di quanto dichiarato in termini di reddito presunto. Nel mese di gennaio dell’anno successivo dovrà essere ripresentato il modulo NASPI.COM con l’indicazione del reddito effettivo dell’anno precedente e il reddito presunto per l’anno successivo. 

NASPI anticipata con Partita iva già aperta o da aprire 

In alternativa alla richiesta della NASPI mensile è prevista la possibilità di richiedere l’intero importo dell’indennità di disoccupazione spettante  in un’unica soluzione nel caso di lavoratori che hanno intenzione di mettersi in proprio aprendo un’attività di lavoro autonomo o hanno già Partita IVA aperta. Adottando questa modalità, il richiedente non subirà delle riduzioni dell’indennità spettante indipendentemente dal reddito che verrà prodotto con l’attività di lavoro autonomo (non avrà quindi il limite dei 4.800€ previsto per chi richiede la NASPI mensile). 

Nel caso di chi era già titolare di Partita IVA e portava avanti l’attività di lavoro autonomo in parallelo al lavoro subordinato è possibile richiedere la NASPI anticipata secondo i seguenti step: 

  1. Interruzione involontaria del rapporto di lavoro subordinato
  2. Inoltro della domanda di NASPI
  3. Richiesta di Naspi anticipata che deve essere presentata entro 30 giorni dalla domanda di NASPI

E’ possibile richiedere l’erogazione dell’assegno di disoccupazione in un’unica soluzione anche nel caso in cui si abbia intenzione di aprire la partita IVA. 

In questo caso è necessario seguire gli step sotto indicati

  1. 1. Interruzione involontaria del rapporto di lavoro subordinato
  2. Domanda di NASPI
  3. Apertura Partita IVA 
  4. Richiesta di NASPI anticipata che deve essere effettuata entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA

Il percepimento dell’indennità in un unica soluzione preclude per il lavoratore che la riceve la possibilità di essere assunto con contratto di lavoro subordinato per tutto il periodo di copertura della NASPI, pena restituzione della parte dell’indennità corrispondente al periodo rimanente di copertura. 

Ad esempio, se ricevo l’indennità di NASPI anticipata a copertura di un periodo di 2 anni e vengo assunto con contratto di lavoro subordinato dopo 1 anno e 6 mesi dalla richiesta di disoccupazione dovrò restituire all’INPS l’ammontare di NASPI corrispondente ai 6 mesi mancanti per il raggiungimento dei 2 anni di copertura.

E’ importante rivolgersi a professionisti competenti per evitare di commettere errori che potrebbero portarti a non ottenere il risultato desiderato. Fiscozen, grazie all’esperienza dei suoi consulenti è in grado di affiancarti nella richiesta e definizione delle pratiche di NASPI in sia nel caso di Partita IVA già esistente sia di Partita IVA da aprire. 

Come e quando richiedere la NASPI Anticipata

La procedura per aprire la NASPI anticipata prevede, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, il rispetto delle tempistiche dettate dall’INPS oltre che della presentazione della documentazione necessaria all’ente per poter accettare la pratica. 

La documentazione richiesta si differenzia a seconda della tipologia di attività di lavoro autonomo da svolgere.

Nel caso di libera professione, la documentazione richiesta è la seguente:

  • Certificato attribuzione Partita IVA dell’Agenzia delle Entrate
  • Documento che attesti apertura posizione Gestione Separata Inps professionisti

Nel caso di apertura di una Ditta Individuale, la documentazione da presentare è la seguente:

  • Certificato attribuzione Partita IVA dell’Agenzia delle Entrate
  • Documento attestante apertura posizione presso Registro Imprese 

In questo caso, poiché  l’iter di apertura dell’attività risulta lungo, è possibile che non si sia in possesso  la visura camerale o tutte le ricevute ed i protocolli delle pratiche effettuate con la procedura ComUnica entro i termini previsti per la richiesta della NASPI. 

Per questo motivo  in fase di domanda di disoccupazione è possibile inserire nelle note che la Ditta è in fase di apertura. L’INPS si riserverà successivamente di richiedere il documento che attesti l’apertura della posizione in camera di commercio.

Regime Forfettario & NASPI: cosa cambia?

L’adesione al regime forfettario per la propria Partita IVA non influenza in alcun modo la richiesta e l’erogazione della NASPI, che essa sia mensile o anticipata. 

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