Perdere la disoccupazione: quali sono i requisiti per mantenerla?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Lo stato di disoccupazione si perde per violazioni del patto o lavoro oltre soglia; la NASpI decade per termini non rispettati, mancata comunicazione di attività, o rioccupazione lunga o ben retribuita.

  • Stato di disoccupazione e NASpI sono diversi: il primo è uno status amministrativo; la seconda è un’indennità economica con regole proprie.
  • Limiti reddito annuo: 8.000 euro per lavoro subordinato o co.co.co; 5.500 euro per lavoro autonomo. Oltre tali soglie si perde lo status.
  • Scadenze chiave: domanda NASpI entro 68 giorni; comunicazione all’INPS di attività autonoma entro 30 giorni dall’avvio o dalla domanda.

Che cos’è lo stato di disoccupazione e quando si perde

Lo stato di disoccupazione è il riconoscimento formale di “pronto a lavorare”. Lo ottieni con la DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. La DID si presenta al Centro per l’Impiego o tramite i servizi regionali.

La base normativa è nel decreto legislativo 150/2015, consultabile su Normattiva e nelle pagine del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La norma lega lo status alla disponibilità attiva e alla partecipazione alle politiche del lavoro.

Perdi lo stato se smetti di essere disponibile o lavori oltre i limiti previsti. Resti disoccupato anche se hai piccoli redditi, ma entro soglie precise. Oltre tali soglie, lo status cessa.

I limiti di reddito che contano

La legge fissa soglie diverse per tipo di lavoro. Per lavoro subordinato o co.co.co, puoi conservare lo status se il reddito annuo previsto non supera 8.000 euro. Per lavoro autonomo, la soglia ordinaria è 5.500 euro.

Queste soglie derivano dal decreto legislativo 150/2015 e successivi aggiornamenti. Le regioni e i Centri per l’Impiego applicano tali limiti nelle procedure di mantenimento dello status.

Se prevedi di superare la soglia, devi comunicarlo al Centro per l’Impiego. In caso contrario, rischi la decadenza e le sanzioni collegate.

Patto di servizio e sanzioni

Dopo la DID firmi il patto di servizio personalizzato. È il programma con cui ti impegni a presentarti, fare colloqui, e seguire corsi. Saltare gli appuntamenti o rifiutare offerte congrue comporta sanzioni progressive.

Il decreto legislativo 150/2015 regola decurtazioni, sospensioni e decadenza. Le regole sono applicate dai Centri per l’Impiego. Più violazioni accumuli, più la sanzione cresce, fino a perdere lo stato di disoccupazione.

Perdi lo stato anche quando maturi la pensione. Con la decorrenza della pensione non sei più disponibile al lavoro, quindi lo status cessa.

NASpI: come funziona, quando si sospende e quando decade

La NASpI è l’indennità di disoccupazione per chi perde un lavoro subordinato. La disciplina è nel decreto legislativo 22/2015, consultabile su Normattiva, e nelle circolari dell’INPS.

Devi presentare la domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Se perdi questa scadenza, perdi il diritto all’indennità. Attenzione: questo non ti toglie per forza lo stato di disoccupazione, che resta tema separato.

La NASpI si può sospendere o decadere. Succede quando ti rioccupi o quando avvii attività autonoma senza rispettare gli obblighi di comunicazione e riduzione.

Rioccupazione con contratto a termine

Se trovi un lavoro a termine fino a 6 mesi, la NASpI si sospende. Riprenderà al termine del contratto per il periodo residuo. Devi comunicare il rapporto entro 30 giorni.

Se il contratto a termine supera 6 mesi, la NASpI decade. Vale anche se il reddito previsto supera 8.000 euro. La regola sta nell’articolo 9 del decreto legislativo 22/2015 e nella prassi INPS.

Se il contratto è part-time molto basso, verifica il reddito annuo previsto. Se resta sotto soglia, lo stato di disoccupazione può rimanere, ma la NASpI segue comunque le regole di sospensione/decadenza.

Nuovo lavoro a tempo indeterminato

Con un lavoro a tempo indeterminato la NASpI decade. L’INPS chiude la prestazione. Anche lo stato di disoccupazione cessa perché non sei più disponibile.

Se il rapporto si interrompe per licenziamento o dimissioni per giusta causa, potrai valutare un nuovo diritto a NASpI. Dipende dai contributi maturati e dai requisiti richiesti dalla legge.

Lavoro autonomo o impresa durante NASpI

Se avvii un’attività autonoma o un’impresa individuale mentre percepisci NASpI, devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Devi indicare il reddito annuo che prevedi.

L’INPS riduce la NASpI. La regola tipica prevede una riduzione pari all’80% del reddito annuo presunto, rapportato ai mesi residui di indennità. È la disciplina dell’articolo 10 del decreto legislativo 22/2015 e delle circolari INPS.

Se non comunichi, decadi dalla NASpI. Lo stato di disoccupazione resta solo se il reddito annuo previsto non supera 5.500 euro e se rispetti gli obblighi con il Centro per l’Impiego.

NASpI anticipata in unica soluzione

Puoi chiedere la NASpI anticipata in un’unica soluzione per avviare un’attività autonoma o un’impresa. Devi fare domanda prima che l’attività parta o entro 30 giorni dall’avvio.

Con la NASpI anticipata, l’INPS paga in un’unica volta l’importo residuo spettante. In cambio, rinunci ai pagamenti mensili e ti impegni nell’attività dichiarata.

Se vieni assunto con lavoro subordinato durante il periodo coperto dall’indennità anticipata, scatta la decadenza. La prassi INPS prevede anche possibili restituzioni, specie se l’assunzione è presso il precedente datore o collegato. Verifica sempre il caso concreto con la documentazione INPS aggiornata.

Non confondere: stato di disoccupazione e NASpI

Molti confondono lo status con l’indennità. Sono cose diverse. Puoi essere disoccupato anche senza NASpI, se non presenti la domanda nei 68 giorni o se non hai i requisiti.

Percettore NASpI non significa automaticamente disoccupato “conservato”. Devi rispettare le regole di reddito e le comunicazioni. Devi anche seguire il patto con il Centro per l’Impiego.

Viceversa, puoi mantenere lo stato di disoccupazione con un piccolo lavoro. Resta però l’obbligo di informare correttamente sia il Centro per l’Impiego sia l’INPS.

Regola decisionale rapida

Se il tuo nuovo lavoro è subordinato e il reddito annuo previsto supera 8.000 euro, perdi lo stato di disoccupazione e la NASpI decade.

Se il tuo nuovo lavoro è subordinato a termine fino a 6 mesi e resti sotto 8.000 euro, lo stato può restare; la NASpI si sospende e riprende alla fine.

Se avvii un’attività autonoma e prevedi reddito sotto 5.500 euro, puoi mantenere lo stato. Devi comunicarlo al Centro per l’Impiego. Se percepisci NASpI, devi dirlo all’INPS entro 30 giorni per ottenere la riduzione, altrimenti decadi.

Se non presenti la NASpI entro 68 giorni, perdi il diritto all’indennità. Lo stato di disoccupazione può restare, se rispetti patto e requisiti.

Se maturi la pensione con decorrenza, perdi lo stato di disoccupazione e decade la NASpI in corso.

Fonti normative e prassi di riferimento

Definizione di stato di disoccupazione, DID, patto di servizio e sanzioni: decreto legislativo 150/2015. Puoi verificare il testo consolidato sul portale Normattiva e i chiarimenti sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Disciplina NASpI: requisiti, domanda, sospensione e decadenza, lavoro durante NASpI e anticipata: decreto legislativo 22/2015. Trovi le istruzioni operative nelle circolari e nei messaggi dell’INPS.

Per aspetti applicativi locali (convocazioni, sanzioni pratiche, offerte congrue), consulta le linee guida regionali e le comunicazioni del tuo Centro per l’Impiego. L’ANPAL pubblica documenti sulle politiche attive e sulla profilazione dei disoccupati.

Scenario Requisiti/Soglie Effetto sullo stato di disoccupazione Effetto su NASpI Comunicazioni e tempistiche
Mancata domanda NASpI Domanda oltre 68 giorni dalla cessazione Nessun effetto automatico; resta se rispetti patto e limiti di reddito Perdita del diritto all’indennità Termine perentorio 68 giorni (D.Lgs. 22/2015)
Rioccupazione a termine 4 mesi Reddito previsto ≤ 8.000 euro Può restare, se confermi disponibilità e rispetti il patto Sospensione per la durata del contratto Comunicare all’INPS entro 30 giorni dall’assunzione
Rioccupazione a termine 8 mesi Durata > 6 mesi o reddito > 8.000 euro Cessa (non più immediatamente disponibile) Decadenza dalla prestazione Comunicare all’INPS entro 30 giorni; CPI aggiornamento posizione
Assunzione a tempo indeterminato Qualsiasi reddito Cessa Decadenza Comunicare all’INPS entro 30 giorni; chiusura NASpI
Avvio attività autonoma Reddito previsto ≤ 5.500 euro Resta, se comunichi e rispetti il patto Riduzione dell’importo mensile INPS: comunicazione entro 30 giorni; CPI: aggiornamento DID
Avvio attività autonoma senza comunicazione Qualsiasi reddito Resta solo se sotto soglia e sanato con CPI Decadenza per omissione Obbligo di comunicazione; rischio recuperi INPS
NASpI anticipata e successiva assunzione Assunzione durante il periodo indennizzabile Non rileva ai fini dello status se già occupato Decadenza; possibili restituzioni in casi specifici Verifica con INPS; comunicazioni immediate
Maturazione pensione Decorrenza pensione Cessa Decadenza INPS aggiorna automaticamente; informa CPI

FAQ

Q1. Non ho presentato la domanda di NASpI entro 68 giorni: perdo anche lo stato di disoccupazione?

A1. No, sono due cose diverse. Se superi i 68 giorni, perdi solo il diritto alla NASpI per quella cessazione. Lo stato di disoccupazione resta se continui a rispettare gli obblighi con il Centro per l’Impiego. Devi mantenere la disponibilità, partecipare agli appuntamenti, aggiornare la tua posizione. Se nel frattempo inizi un lavoro con reddito annuo entro le soglie (8.000 euro subordinato/co.co.co o 5.500 euro autonomo), lo status può restare. Se superi tali limiti o rifiuti utenze congrue, il Centro può dichiarare la decadenza dallo status. Le basi normative sono nel decreto legislativo 22/2015 per la NASpI e nel decreto legislativo 150/2015 per lo stato di disoccupazione.

Q2. Avvio una partita IVA mentre prendo la NASpI: cosa devo fare per non perderla?

A2. Devi comunicare all’INPS l’avvio dell’attività entro 30 giorni. Indica il reddito annuo che prevedi. L’INPS riduce l’indennità secondo la formula prevista dal decreto legislativo 22/2015 e dalle sue circolari. Se non comunichi, l’INPS dichiara la decadenza e può chiedere la restituzione delle somme. Contemporaneamente, informa il Centro per l’Impiego e aggiorna la tua DID. Se il reddito previsto resta entro 5.500 euro, puoi conservare lo stato di disoccupazione. Ricorda che la stima del reddito deve essere credibile e coerente con la tua attività. Se a consuntivo il reddito è più alto, l’INPS può ricalcolare gli importi e recuperare la differenza.

Q3. Ho ricevuto un contratto a termine di 5 mesi part-time. Perdo NASpI e stato di disoccupazione?

A3. In questo caso di solito la NASpI si sospende per i 5 mesi e poi riprende. Devi però rispettare due condizioni. Primo: comunicare l’assunzione all’INPS entro 30 giorni. Secondo: verificare che il reddito annuo previsto resti entro 8.000 euro. Se resti sotto soglia, il Centro per l’Impiego può mantenere il tuo stato di disoccupazione, a condizione che tu resti disponibile e rispetti il patto. Se invece la retribuzione annua supera 8.000 euro, perdi lo status. Se la durata supera 6 mesi, la NASpI decade e non si riattiva alla fine del contratto. Queste regole discendono dall’articolo 9 del decreto legislativo 22/2015 e dal decreto legislativo 150/2015.

Q4. Posso richiedere la NASpI anticipata in unica soluzione e poi accettare un lavoro?

A4. Puoi farlo, ma devi conoscere i rischi. La NASpI anticipata serve a finanziare l’avvio di un’attività autonoma o di impresa. Se accetti un lavoro subordinato durante il periodo coperto dall’indennità anticipata, scatta la decadenza dalla prestazione. La prassi INPS prevede anche casi di restituzione, soprattutto se l’assunzione avviene presso il datore per cui lavoravi prima o presso soggetti collegati. Valuta quindi il timing: se pensi di accettare un lavoro a breve, l’anticipata può non essere la scelta giusta. Consulta sempre le istruzioni INPS aggiornate e conserva le prove delle spese sostenute per l’attività, utili in caso di verifiche.

Q5. Ho saltato una convocazione del Centro per l’Impiego: perdo subito lo stato di disoccupazione e la NASpI?

A5. No, di solito c’è una progressione di sanzioni. Il decreto legislativo 150/2015 prevede decurtazioni, sospensioni e poi la decadenza in caso di reiterazione o rifiuto di offerte congrue. La prima assenza può comportare una riduzione dell’indennità collegata alle politiche attive, o segnalazioni all’INPS per la NASpI. Se continui a non presentarti o rifiuti offerte congrue senza motivo, puoi perdere lo stato di disoccupazione. In parallelo, l’INPS può sospendere o far decadere la NASpI se le violazioni rientrano nei casi previsti. Per evitare problemi, comunica sempre eventuali impedimenti prima dell’appuntamento, porta la documentazione giustificativa e chiedi una nuova convocazione. La fonte è il decreto legislativo 150/2015 e le linee operative del Ministero del Lavoro e dei servizi per l’impiego regionali.

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