Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per un e-commerce in Italia le imposte cambiano con il regime: forfettario (5% o 15% sull’imponibile forfettario) o ordinario (IRPEF a scaglioni, IVA), con contributi INPS commercianti e obblighi e-fattura/OSS.
- Forfettario: imposta sostitutiva 15% o 5% start-up per 5 anni; imponibile = incassi x 40% – contributi; soglia ricavi 85.000 euro, decadenza immediata oltre 100.000.
- Ordinario: IRPEF progressiva (23%, 33%, 43% 2026), IVA con liquidazioni periodiche e registri; costi e contributi deducibili.
- INPS Commercianti: contributi fissi su minimale, percentuali oltre; 4 rate trimestrali; possibile riduzione del 35% per chi è in forfettario.
Quadro normativo 2026 per e-commerce
La vendita online B2C rientra nell’IVA italiana e UE. La base è il DPR 633/1972 sull’IVA e il DPR 642/1972 sull’imposta di bollo. Il regime forfettario è definito dalla Legge 190/2014, con modifiche successive (ad esempio Legge 197/2022 per la soglia 85.000 e la decadenza oltre 100.000).
L’obbligo di fattura elettronica transita dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sul Sistema di Interscambio. Dal 2024 l’obbligo riguarda tutti i titolari di Partita IVA, salvo specifiche esclusioni sanitarie che inviano al Sistema Tessera Sanitaria.
Le regole OSS/IOSS per vendite a distanza UE derivano dalla Direttiva 2006/112/CE come modificata, recepite in Italia dal D.Lgs. 83/2021. I contributi INPS per commercianti seguono circolari INPS annuali su minimale e aliquote, coordinate con il Ministero del Lavoro.
Per i testi aggiornati si consultano Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero dell’Economia e delle Finanze, INPS e Ministero del Lavoro. Queste sono le fonti istituzionali per verificare norme, aliquote e scadenze correnti.
Regime forfettario per e-commerce: requisiti e calcolo
Il regime forfettario è un regime agevolato. Prevede imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”.
Come si calcola l’imponibile forfettario. Sommi gli incassi dell’anno (principio di cassa: contano solo i pagamenti ricevuti). Applichi il coefficiente di redditività del 40% per il commercio al dettaglio via Internet (codice ATECO 47.91.10). Sottrai i contributi previdenziali versati.
Esempio semplice. Incassi 60.000. Reddito forfettario lordo 60.000 x 40% = 24.000. Contributi versati 4.800. Imponibile 19.200. Imposta sostitutiva 15% = 2.880 (oppure 5% = 960 nei primi 5 anni se ammesso).
Limiti e cause di esclusione. Puoi restare nel forfettario se non superi 85.000 euro di ricavi. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito e applichi IVA dal momento del superamento. Altre esclusioni riguardano rapporti di lavoro “prevalenti” con l’ex datore e partecipazioni in società. Le regole sono nella Legge 190/2014 e successive modifiche.
IVA e fatturazione. In forfettario non addebiti IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti. Non c’è ritenuta d’acconto. Se emetti la fattura, la emetti in formato elettronico via SDI. Per vendite B2C online, la fattura è obbligatoria solo se richiesta dal cliente o se vendi a un soggetto IVA.
Regime ordinario: IRPEF, IVA e gestione dei costi
Il regime ordinario segue il principio di competenza o, per i semplificati, di cassa “rafforzata”. Paghi IRPEF a scaglioni, addizionali, e gestisci l’IVA con liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale.
Aliquote IRPEF 2026. Scaglioni attuali: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000,01 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000,01. Verifica sempre gli scaglioni vigenti nella Legge di Bilancio e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Base imponibile. Parti dal reddito d’impresa: ricavi meno costi inerenti (merci, commissioni gateway, marketing, piattaforme, logistica, consulenze), più o meno rimanenze. Deduci i contributi previdenziali versati.
IVA. Applichi l’aliquota corretta ai prezzi. Emetti fatture quando dovute. Versi l’IVA incassata al netto di quella sugli acquisti. Se vendi in UE a consumatori potresti usare l’OSS per applicare l’IVA del Paese di destinazione.
Fatturazione elettronica, corrispettivi e bollo nell’e-commerce
Obbligo e-fattura. Dal 2024 tutti i titolari di Partita IVA usano la fattura elettronica via SDI quando la fattura è obbligatoria. Deriva dal D.Lgs. 127/2015 e da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Vendite a distanza B2C. Per il B2C online non devi emettere scontrino o ricevuta fiscale (esenzione corrispettivi telematici) e l’invoice è dovuta solo su richiesta o se vendi a un soggetto IVA. Questo si fonda sull’art. 22 del DPR 633/1972 e sulle regole sulle vendite a distanza.
Imposta di bollo. Si applica di regola alle fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Importo 2 euro. Sulle fatture cartacee usi la marca da bollo. Sulle fatture elettroniche indichi l’assolvimento nel file e versi trimestralmente con F24, come da DPR 642/1972 e decreti attuativi del MEF.
Vendite in UE ed extra-UE: OSS/IOSS, soglie e dazi
OSS. Se vendi a consumatori di altri Paesi UE e superi 10.000 euro annui di vendite intracomunitarie B2C complessive, applichi l’IVA del Paese di destinazione. Puoi semplificare aderendo all’OSS: invii una dichiarazione trimestrale unica e versi le imposte ai vari Stati membri.
IOSS. Per spedizioni dall’estero verso l’UE fino a 150 euro, puoi usare lo IOSS. Addebiti l’IVA del Paese del cliente al checkout e la versi mensilmente. Eviti dazi alla consegna. La base è il D.Lgs. 83/2021 che ha recepito i pacchetti IVA UE.
Marketplace come “fornitore presunto”. In alcuni casi la piattaforma è responsabile dell’IVA (regola del “deemed supplier” UE). Valuta i flussi per capire chi emette fattura e versa l’imposta.
Dogana. Per extra-UE considera dazi e IVA all’importazione. Consulta l’Agenzia delle Dogane per le classi merceologiche e gli oneri.
Contributi INPS per e-commerce
Gestione Commercianti: minimali, aliquote, scadenze
Se vendi beni online come impresa individuale, ti iscrivi alla Gestione Commercianti INPS. I contributi hanno due parti.
Contributi fissi. Si calcolano su un reddito “minimale” definito ogni anno dall’INPS. Li paghi in quattro rate trimestrali. Anche se non incassi nulla, i fissi restano dovuti.
Contributi variabili. Se il tuo reddito supera il minimale, paghi una percentuale sulla parte eccedente. Le aliquote e le soglie cambiano ogni anno con le circolari INPS. In genere la misura è intorno al 24-25% con una maggiorazione oltre determinate fasce.
Riduzione 35% forfettari. Chi è nel forfettario può chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS. Va richiesta all’INPS, ha effetti dall’anno di accoglimento e non è retroattiva. Verifica sempre la circolare INPS che regola tempi e modalità.
Scadenze tipiche. Fissi in 4 rate durante l’anno. Eccedenze con saldo e acconti delle imposte (estate e autunno). Le date esatte si trovano nelle istruzioni INPS e Agenzia delle Entrate di ciascun anno.
Regola decisionale rapida
Segui questi passaggi logici per scegliere il regime e impostare gli adempimenti.
- Ricavi attesi sotto 85.000 euro, costi bassi e margini elevati: scegli il forfettario. Vantaggi: imposta fissa, contabilità snella, niente IVA.
- Ricavi sopra 85.000 o investimenti/costi elevati: scegli l’ordinario. Vantaggi: deduci tutti i costi, recuperi l’IVA, utile se margini stretti.
- Vendite UE B2C oltre 10.000 euro: attiva OSS. Applica l’IVA del Paese del cliente e presenta la dichiarazione OSS trimestrale.
- Spedizioni import fino a 150 euro con checkout IVA incluso: valuta IOSS. Migliora l’esperienza del cliente ed evita oneri in consegna.
- Fatture B2C Italia: emetti solo se richieste. Se le emetti, devono essere elettroniche. Ricorda il bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro.
- Contributi INPS: pianifica i fissi a trimestre. Se superi il minimale, accantona la quota percentuale. Se sei forfettario, valuta la riduzione 35%.
Fonti normative di riferimento: DPR 633/1972 (IVA), DPR 642/1972 (bollo), Legge 190/2014 e successive modifiche (regime forfettario), D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (fatturazione elettronica), D.Lgs. 83/2021 e normativa UE su OSS/IOSS, circolari INPS e documenti del Ministero del Lavoro (contributi). I testi ufficiali sono disponibili su Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS e Ministeri competenti.
| Scenario | Requisiti e limiti | Imposte dovute (calcolo sintetico) | Scadenze e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up e-commerce | Nuova attività, requisiti L. 190/2014; ricavi fino a 85.000; niente partecipazioni rilevanti; nessun rapporto “prevalente” con ex datore | Imponibile = incassi x 40% – contributi; imposta sostitutiva 5% per 5 anni; niente IVA | Saldo e acconti imposta sostitutiva con dichiarazione; e-fattura se emessa; bollo 2 euro su fatture senza IVA > 77,47; contributi INPS fissi + eventuale eccedenza |
| Forfettario standard e-commerce | Come sopra ma senza aliquota agevolata; decadenza immediata oltre 100.000 | Imponibile = incassi x 40% – contributi; imposta sostitutiva 15%; niente IVA | Stesse scadenze; possibile riduzione INPS 35% su richiesta; tenuta registro incassi/pagamenti consigliata |
| Ordinario semplificato B2C Italia | Nessun limite di ricavi; utile se costi e investimenti rilevanti | Reddito = ricavi – costi – contributi; IRPEF a scaglioni 23/33/43 con addizionali; IVA periodica | Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; dichiarazione IVA e Redditi; e-fatture quando dovute; gestione rimanenze/merci |
| Ordinario con vendite UE (OSS) | Vendite B2C UE > 10.000 annui oppure opzione volontaria; applica IVA estera | IRPEF come ordinario; IVA del Paese di consumo tramite dichiarazione OSS trimestrale | Registrazione OSS; dichiarazioni trimestrali OSS; conservazione prove di trasporto; gestione resi con note di credito |
| Import extra-UE con IOSS | Spedizioni fino a 150 euro a consumatori UE; addebito IVA al checkout | IRPEF/IVA come regime ordinario; IVA IOSS mensile sul venduto import | Registrazione IOSS; dichiarazioni mensili; coordinamento con corrieri/dogana; tracciabilità spedizioni |
FAQ
Come si calcola, in pratica, quanto pago di tasse in forfettario con un e-commerce?
Il calcolo segue tre passi. Uno: sommi gli incassi ricevuti nell’anno. Il principio di cassa significa che contano i pagamenti effettivamente incassati. Due: applichi il coefficiente del 40% previsto per il commercio al dettaglio via Internet. Questo produce il reddito forfettario lordo. Tre: sottrai i contributi previdenziali versati nell’anno (INPS Gestione Commercianti, fissi ed eccedenze). Sull’imponibile così ottenuto applichi l’aliquota dell’imposta sostitutiva: 15% standard, 5% se rientri nell’agevolazione start-up per i primi 5 anni.
Esempio numerico. Incassi 80.000. Reddito lordo 80.000 x 40% = 32.000. Contributi versati 5.000. Imponibile 27.000. Imposta 15% = 4.050 (oppure 5% = 1.350 se agevolato). Non versi IVA sulle vendite e non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Ricorda la soglia 85.000 per restare nel forfettario e la decadenza immediata oltre 100.000 prevista dalla Legge 197/2022.
Devo emettere fattura per ogni vendita online? E quando scatta l’imposta di bollo da 2 euro?
Nelle vendite B2C online la fattura non è obbligatoria, salvo richiesta del cliente o se vendi a un soggetto con Partita IVA. Lo prevede l’art. 22 del DPR 633/1972 e la disciplina delle vendite a distanza. Se emetti la fattura, dal 2024 deve essere elettronica via SDI per tutti i titolari di Partita IVA, in base al D.Lgs. 127/2015 e ai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Rimangono specifiche esclusioni in ambito sanitario che fatturano al Sistema Tessera Sanitaria.
L’imposta di bollo di 2 euro si applica alle fatture non assoggettate a IVA sopra 77,47 euro, come previsto dal DPR 642/1972 e dai decreti del MEF sull’assolvimento del bollo. In pratica: se sei in forfettario e fai una fattura di 120 euro, aggiungi il bollo di 2 euro. Sulle e-fatture indichi il bollo nel file e versi trimestralmente, sommando gli importi nel modello F24 secondo le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate.
Come funziona l’OSS per le vendite a consumatori UE e quando conviene attivarlo?
L’OSS (One Stop Shop) semplifica l’IVA per vendite B2C in altri Paesi UE. Se superi 10.000 euro annui di vendite intracomunitarie complessive di beni e servizi TTE, non applichi più l’IVA italiana, ma quella del Paese del cliente. Con l’OSS presenti una sola dichiarazione trimestrale e versi, in un’unica soluzione, le imposte dovute ai vari Stati membri. Le regole derivano dalla normativa UE recepita in Italia con il D.Lgs. 83/2021.
Conviene attivarlo quando vendi stabilmente in più Paesi UE e superi la soglia, o vuoi evitare di aprire posizioni IVA locali. Ricorda: devi tenere traccia dell’aliquota del Paese di destinazione, conservare prove del trasporto e gestire resi con note di credito anche nell’OSS. Se operi tramite marketplace, verifica se scatta la regola del “fornitore presunto”, che sposta la responsabilità IVA alla piattaforma in determinati casi.
Quali contributi INPS pago con l’e-commerce e come incide la riduzione del 35% per il forfettario?
Come commerciante online versi i contributi alla Gestione Commercianti INPS. Paghi: contributi fissi calcolati sul minimale di reddito e una quota percentuale se superi il minimale. L’INPS aggiorna ogni anno importi e soglie con specifiche circolari. Le rate dei fissi sono trimestrali. La parte “a percentuale” si paga con saldo e acconti delle imposte in base al reddito eccedente.
Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS. È un’agevolazione prevista dalla Legge 190/2014 e disciplinata dall’INPS con istruzioni operative. Va richiesta tempestivamente, e vale dall’anno di accoglimento. Contributi più bassi significano anche minore deduzione in dichiarazione: l’imponibile forfettario aumenta, ma il risparmio contributivo di solito resta prevalente. Verifica sempre le soglie e le aliquote dell’anno nelle circolari INPS e nelle note del Ministero del Lavoro.
Quali sono gli errori fiscali più comuni negli e-commerce e come evitarli?
Primo errore: scegliere il regime senza simulazioni. Se hai costi bassi il forfettario spesso conviene. Se hai forti investimenti o stock rilevanti, l’ordinario con IVA detraibile può essere migliore. Fai sempre un confronto numerico su 12 mesi.
Secondo errore: ignorare OSS/IOSS. Se vendi in UE e superi 10.000 euro, applicare l’IVA corretta del Paese di destinazione è obbligatorio. L’OSS evita aperture IVA estere e sanzioni. Per import fino a 150 euro, lo IOSS migliora la customer experience e riduce giacenze doganali.
Terzo errore: trascurare il bollo sulle e-fatture in forfettario. Va impostato correttamente nel gestionale e versato per trimestre. Quarto errore: non gestire i resi con note di credito elettroniche. Serve per allineare IVA/OSS e contabilità. Quinto errore: non accantonare i contributi INPS. Prevedi fissi e variabili nel cash flow, soprattutto nei picchi stagionali.
Fonti utili da consultare per prevenire errori: Normattiva (testi di legge aggiornati), Agenzia delle Entrate (circolari su IVA, e-fattura, bollo), INPS (circolari su contributi Commercianti), Ministero del Lavoro (coordinamento previdenziale), Agenzia delle Dogane (dazi e import).
