Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I contributi INPS nel regime forfettario 2026 variano per gestione: artigiani/commercianti con fisso + percentuale, gestione separata 26,07%, casse professionali secondo regolamenti, agricoltori al 24%.
- Base contributiva nel forfettario: ricavi x coefficiente di redditività, meno contributi previdenziali versati. La base cambia per impresa, professione e agricoltura.
- Gestioni 2026: artigiani/commercianti (fisso + variabile), gestione separata (aliquota unica), casse professionali autonome, agricoltori con regole dedicate.
- Agevolazioni e doppie iscrizioni: riduzione 35% per forfettari artigiani/commercianti; nessun esonero automatico se hai anche un lavoro dipendente.
Come si calcolano i contributi nel regime forfettario 2026
Nel forfettario non conti i costi reali. Applichi il coefficiente di redditività ai ricavi. Questo coefficiente varia in base al codice ATECO.
Il risultato è il reddito forfettario. Da questo importo sottrai i contributi previdenziali versati. Il residuo è la base per l’imposta sostitutiva.
I contributi si calcolano sul reddito forfettario. Per artigiani e commercianti esiste un contributo minimo fisso. Sopra una soglia scatta una percentuale aggiuntiva.
Riferimenti normativi essenziali
Il regime forfettario nasce con la Legge 190/2014 e successive modifiche. Le regole dei contributi per artigiani e commercianti derivano dalla Legge 233/1990 e dalla Legge 662/1996. La gestione separata è nella Legge 335/1995, art. 2, comma 26. Le casse professionali sono disciplinate dal D.lgs. 509/1994 e dal D.lgs. 103/1996. Le circolari INPS annuali fissano importi e aliquote di ciascun anno. Puoi verificare le leggi su Normattiva e le circolari sul portale INPS.
Gestione Artigiani e Commercianti INPS 2026
Se hai un’attività artigianale o commerciale, ti iscrivi alla gestione corrispondente. Paghi un fisso su un minimale e una quota percentuale sulla parte che supera il minimale.
Artigiani 2026: importi e soglie
Contributi fissi: 4.521,36 euro. Valgono anche se non hai incassi. Questi coprono il minimale di reddito previdenziale.
Se il tuo reddito forfettario supera 18.808,00 euro, paghi il 24% sulla parte che eccede. Oltre 56.224,00 euro si aggiunge l’1% e l’aliquota effettiva sale al 25% sulla parte eccedente la seconda soglia.
Queste percentuali includono maternità e altre addizionali previste. Le definisce ogni anno l’INPS con circolare.
Commercianti 2026: importi e soglie
Contributi fissi: 4.611,64 euro. Anche qui paghi il fisso a prescindere dagli incassi.
Sopra 18.808,00 euro applichi il 24,48% sulla parte eccedente. Oltre 56.224,00 euro aggiungi l’1% e arrivi al 25,48% sulla quota oltre la seconda soglia.
Le percentuali comprendono le addizionali di legge. L’INPS le conferma ogni anno nelle circolari contributive.
Agevolazione 35% per i forfettari
Se applichi il forfettario e sei titolare senza collaboratori, puoi chiedere la riduzione del 35% su contributi fissi e variabili. Questa misura nasce dalla Legge 190/2014 ed è stata attuata dall’INPS con circolari dedicate.
La domanda va presentata all’INPS. Vale dall’anno in cui l’INPS la accoglie. Resta fino a revoca o uscita dal forfettario.
L’agevolazione riduce anche la quota pensionabile. Valuta l’impatto sul futuro assegno.
Altre riduzioni particolari
I titolari di pensione con più di 65 anni possono avere una riduzione del 50% nei contributi per artigiani e commercianti. La base è in norme storiche e circolari INPS. Verifica ogni anno le condizioni operative sulla circolare INPS relativa.
Non esiste, in via generale, uno sconto del 50% per i primi tre anni per le nuove iscrizioni. Se senti parlare di questo, verifica caso per caso con le circolari INPS correnti.
Scadenze di pagamento
I contributi fissi si versano in quattro rate trimestrali con F24: maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. L’INPS indica le date precise nelle circolari.
La quota variabile si versa a saldo e acconti insieme alle imposte. Le scadenze ordinarie sono giugno e novembre. Usa i codici tributo INPS dedicati.
Gestione Separata INPS 2026
Se sei un professionista senza cassa, ti iscrivi alla gestione separata. Paghi una percentuale sul reddito forfettario. Non esistono minimi fissi.
Aliquota 2026 per professionisti non pensionati e non assicurati altrove: 26,07%. L’INPS aggiorna questa percentuale ogni anno con circolare.
Se sei già titolare di pensione o iscritto ad altra forma obbligatoria, l’aliquota può essere ridotta (storicamente al 24%). Verifica l’aliquota dell’anno nella circolare INPS 2026.
Base di calcolo: compensi forfettari al netto dei contributi versati. Il principio è di cassa, cioè contano i pagamenti incassati nell’anno.
Casse previdenziali professionali
Se appartieni a un Ordine con cassa (avvocati, ingegneri, medici, commercialisti, ecc.), segui le regole della tua cassa. Ogni cassa definisce minimi, aliquote, contributi soggettivi, integrativi e di maternità.
Le casse sono enti di diritto privato vigilati dallo Stato. La base normativa è nel D.lgs. 509/1994 e nel D.lgs. 103/1996. Trovi l’elenco delle casse sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Attenzione ai minimi obbligatori. Molte casse chiedono contributi minimi anche con reddito basso. Esistono esoneri e agevolazioni giovani. Leggi il regolamento della tua cassa.
Agricoltori autonomi
Se svolgi attività agricola come coltivatore diretto o IAP, ti iscrivi alla gestione speciale agricoltori. Per il 2026 l’aliquota è 24%.
Il calcolo segue regole specifiche. Spesso si usa il reddito agrario o la classificazione dei terreni. L’INPS fornisce ogni anno le tabelle territoriali e gli scaglioni.
Verifica la tua posizione con un consulente, perché le regole variano per zona, età e tipologia di attività agricola.
Regola decisionale rapida
In quale gestione devo iscrivermi?
Hai un’attività d’impresa con ATECO artigiano o commerciale? Allora iscriviti a gestione artigiani o commercianti.
Se eserciti una professione senza Albo e senza cassa? Iscriviti alla gestione separata INPS.
Se appartieni a un Ordine con cassa? Iscriviti alla tua cassa di categoria. Poi verifica se serve anche l’INPS in base all’attività concreta.
Se svolgi attività agricola come coltivatore diretto o IAP? Iscriviti alla gestione speciale agricoltori.
Il lavoro dipendente incide sui contributi?
Non esiste un esonero automatico se hai anche un lavoro dipendente. Per la gestione separata paghi comunque sulla parte professionale.
Per artigiani e commercianti vale il principio di prevalenza. Se il lavoro dipendente è a tempo pieno e prevalente, l’INPS può escludere l’obbligo in gestione artigiani/commercianti. Serve valutazione concreta e spesso un’istruttoria INPS. La base è nelle circolari INPS e in sentenze di Cassazione.
Per le casse professionali valgono i regolamenti interni. Spesso paghi almeno il contributo integrativo anche se sei dipendente.
Fonti da consultare
Per le leggi usa Normattiva. Per le aliquote annuali vedi le circolari INPS. Per le casse usa il sito del Ministero del Lavoro e i regolamenti delle singole casse.
Esempi di calcolo sintetici 2026
Artigiano con ricavi 40.000 euro (coefficiente 67%)
Reddito forfettario: 40.000 x 67% = 26.800 euro. Contributi fissi 4.521,36 euro. Quota variabile: 26.800 – 18.808 = 7.992 euro. 24% di 7.992 = 1.918,08 euro. Totale contributi: circa 6.439,44 euro. Se chiedi il -35%: paghi circa 4.185,64 euro. L’anno dopo deduci quanto versato.
Professionista senza cassa con compensi 30.000 euro (coefficiente 78%)
Reddito forfettario: 30.000 x 78% = 23.400 euro. Contributi gestione separata: 26,07% di 23.400 = 6.101,58 euro. Deduci l’importo dal reddito per l’imposta sostitutiva.
Commerciante con ricavi 90.000 euro (coefficiente 40%)
Reddito forfettario: 36.000 euro. Fissi: 4.611,64 euro. Variabile: 36.000 – 18.808 = 17.192 euro. 24,48% su 17.192 = 4.209,46 euro. Oltre 56.224 non si supera in questo esempio perché si guarda il reddito previdenziale, non i ricavi.
| Tipologia attività | Gestione previdenziale 2026 | Aliquote e minimi 2026 | Soglie e maggiorazioni | Scadenze e note operative |
|---|---|---|---|---|
| Artigiano (impresa individuale) | INPS Gestione Artigiani | Fisso 4.521,36 euro; variabile 24% sull’eccedenza | Oltre 18.808,00 euro scatta il 24%; oltre 56.224,00 euro +1% (25%) | Fissi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio); variabile a saldo/acconti con F24 |
| Commerciante (impresa individuale) | INPS Gestione Commercianti | Fisso 4.611,64 euro; variabile 24,48% sull’eccedenza | Oltre 18.808,00 euro scatta il 24,48%; oltre 56.224,00 euro +1% (25,48%) | Fissi in 4 rate; variabile a saldo/acconti. Riduzione -35% per forfettari su domanda |
| Professionista senza cassa | INPS Gestione Separata | 26,07% sul reddito; nessun minimo | Aliquota ridotta se pensionato o già assicurato altrove (verifica circolare INPS 2026) | Acconti/saldo con F24 alle scadenze imposte. Nessun fisso trimestrale |
| Professionista con cassa (es. avvocato, ingegnere) | Cassa di categoria (enti ex D.lgs. 509/1994 e 103/1996) | Contributi minimi soggettivi/integrativi secondo regolamento | Agevolazioni giovani o neo-iscritti secondo regolamento della cassa | Scadenze e modalità definite dalla cassa. Verifica regolamento annuale |
| Agricoltore autonomo (CD/IAP) | INPS Gestione Speciale Agricoltori | Aliquota 24% con basi per territorio e classi | Scaglioni e coefficienti per zone; possibili riduzioni anagrafiche | Rate trimestrali con F24; importi e codici nella circolare INPS annuale |
FAQ
Come si determina la base imponibile previdenziale nel forfettario e come interagisce con l’imposta sostitutiva?
Nel forfettario calcoli prima il reddito: ricavi incassati x coefficiente di redditività del tuo ATECO. Questo è il reddito lordo. Da questo importo scali i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno. Il risultato è la base imponibile per l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se hai i requisiti start. Attenzione al timing: i contributi sono deducibili con il principio di cassa. Quindi conta quando li paghi. Se versi acconti e saldi in periodi diversi, la deduzione si sposta. Per artigiani e commercianti i contributi minimi sono deducibili nell’anno di pagamento. Per la gestione separata e le casse vale la stessa regola. Questo meccanismo è previsto dalla Legge 190/2014 e dalle norme generali IRPEF sul principio di cassa per i forfettari. Puoi verificare i riferimenti su Normattiva e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Ho un lavoro dipendente full time e una Partita IVA forfettaria: devo comunque versare i contributi?
Sì, nella maggior parte dei casi sì. Se sei un professionista senza cassa iscritto alla gestione separata, versi sempre i contributi sulla parte professionale, anche se lavori come dipendente full time. La legge sulla gestione separata (Legge 335/1995) non prevede un esonero automatico per i doppi iscritti. Se invece sei un artigiano o un commerciante, esiste il principio di prevalenza. Se il lavoro dipendente è a tempo pieno e prevalente, l’INPS può valutare la non iscrizione alla gestione artigiani/commercianti per l’attività autonoma. Serve una verifica concreta delle mansioni, del tempo dedicato e delle prove di prevalenza. La prassi è nelle circolari INPS e nella giurisprudenza di Cassazione. Per chi ha una cassa professionale, i regolamenti cambiano. Spesso paghi almeno il contributo integrativo, anche se sei dipendente. Quindi non dare per scontato l’esonero. Chiedi sempre un parere e conserva la documentazione che dimostra la prevalenza del lavoro subordinato.
Come funziona la riduzione del 35% per artigiani e commercianti nel 2026? È automatica? Conviene sempre?
La riduzione del 35% spetta ai soggetti in regime forfettario iscritti alle gestioni artigiani o commercianti. Vale sui contributi fissi e sulla parte variabile. Non è automatica: devi fare domanda all’INPS. Si applica dall’anno di accoglimento e resta valida finché resti nel forfettario o finché non la revochi. Il riferimento originario è nella Legge 190/2014, con chiarimenti INPS in circolari successive. Conviene in termini di cassa perché paghi meno. Ma riduce anche la contribuzione utile per la pensione. La tua anzianità cresce, ma l’importo pensionabile scende. Se versi molto vicino ai minimi, lo sconto incide parecchio sul futuro assegno. Valuta il trade-off tra risparmio oggi e pensione domani. Fai due scenari: con e senza sconto. Considera anche l’età, la storia contributiva e l’eventuale riscatto futuro.
Quali sono gli errori più comuni nel calcolo dei contributi 2026 per i forfettari e come evitarli?
Primo errore: confondere ricavi con reddito. Devi applicare il coefficiente di redditività. Secondo: dimenticare che i contributi sono deducibili per cassa. Pagare a gennaio o a dicembre cambia la deduzione. Terzo: non considerare le soglie INPS per artigiani e commercianti. Il fisso si paga sempre, poi scatta la percentuale oltre 18.808,00 euro e l’1% oltre 56.224,00 euro. Quarto: presumere l’esonero con lavoro dipendente. Non è automatico. Serve la verifica di prevalenza o seguire i regolamenti della cassa. Quinto: ignorare i minimi delle casse professionali. Molte casse richiedono minimi anche con reddito basso, e applicano sanzioni se non versi. Sesto: saltare le scadenze. I fissi hanno rate trimestrali, la variabile segue saldo e acconti. Per evitarli, usa un foglio di calcolo con i parametri 2026, controlla la tua gestione previdenziale, leggi la circolare INPS annuale e verifica sul Ministero del Lavoro la tua cassa. In caso di dubbio, chiedi una simulazione a un esperto.
Se cambio attività o codice ATECO nel 2026, devo cambiare gestione previdenziale? Cosa succede ai contributi già versati?
Dipende dal tipo di cambiamento. Se passi da attività professionale senza cassa a impresa commerciale, dovrai iscriverti alla gestione commercianti e chiudere la posizione in gestione separata per quella attività. I contributi versati restano validi nella gestione di provenienza. Potrai poi totalizzarli o cumularli per la pensione secondo le norme vigenti (totalizzazione, cumulo, ricongiunzione). Se passi da professione senza cassa a professione con cassa (o viceversa), apri o chiudi la posizione nella cassa pertinente e nella gestione separata. In alcuni casi puoi essere iscritto a due enti nello stesso periodo, se svolgi più attività. Se cambi solo il coefficiente di redditività perché modifichi il codice ATECO ma resti nella stessa natura di attività, non cambi gestione. Aggiorni soltanto il calcolo del reddito forfettario. In ogni caso, comunica sempre le variazioni a INPS, Agenzia delle Entrate e, se serve, alla cassa professionale. Le basi sono nelle norme di iscrizione obbligatoria (Legge 335/1995, Legge 233/1990) e nei regolamenti delle casse, reperibili su Normattiva e presso il Ministero del Lavoro.
