Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I contributi variano per gestione: artigiani/commercianti pagano fissi più percentuali; professionisti senza cassa versano alla Gestione separata; chi ha una cassa segue le regole del proprio ente.
- Artigiani e commercianti: contributi fissi sul minimale e contributi a percentuale sull’eccedenza. Regole in legge 2 agosto 1990, n. 233 e circolari INPS.
- Professionisti senza cassa: Gestione separata ex art. 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335. Nessun fisso, aliquota annuale INPS.
- Forfettari: possibile riduzione 35% per artigiani/commercianti (legge 28 dicembre 2015, n. 208). Riduzione 50% solo per over 65 già pensionati (legge 27 dicembre 1997, n. 449, art. 59, c. 15).
Come funzionano i contributi in base alla tua posizione
Artigiani e commercianti: struttura dei contributi
Se sei artigiano o commerciante ti iscrivi alla Gestione IVS Artigiani o Commercianti INPS. IVS significa invalidità, vecchiaia e superstiti. Copre la pensione e le tutele collegate.
Paghi due quote. La prima è fissa sul minimale di reddito. Devi pagarla anche con fatturato zero. La seconda è a percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale. Le aliquote e il minimale cambiano ogni anno con circolare INPS.
Il reddito previdenziale coincide con il reddito d’impresa ai fini fiscali. Nel regime forfettario il reddito si calcola con il coefficiente di redditività sui ricavi incassati. Si applica il principio di cassa, cioè contano gli incassi effettivi.
Se superi il massimale contributivo non versi oltre quella soglia. Anche massimale e minimale sono fissati ogni anno. Le basi giuridiche sono nella legge n. 233/1990 e nelle istruzioni INPS aggiornate.
Agevolazioni per artigiani e commercianti: cosa esiste davvero nel 2026
C’è una riduzione strutturale del 35% per chi è nel regime forfettario. La base è la legge n. 208/2015. È una scelta su domanda. Vale finché non la revochi.
Esiste anche una riduzione del 50%. Ma non è per i neo-iscritti. Si applica solo a chi ha almeno 65 anni ed è già titolare di pensione. La base è l’art. 59, comma 15, della legge n. 449/1997. Riduce i contributi IVS del 50%.
Non risultano, al 2026, sconti automatici al 50% per nuove aperture non pensionate. Eventuali misure temporanee richiedono una legge specifica e una circolare INPS di attuazione. Verifica sempre le circolari INPS di inizio anno.
La riduzione del 35% abbassa il costo corrente. Riduce però anche la contribuzione accreditata ai fini pensione. Valuta l’impatto futuro sulla pensione prima di scegliere.
Professionisti senza cassa: Gestione separata INPS
Se sei professionista senza una cassa ordinistica ti iscrivi alla Gestione separata INPS. La norma base è l’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995.
Non esistono contributi fissi. Versi una percentuale sul reddito professionale. Nel forfettario si applica il coefficiente di redditività ai compensi incassati. Si applica il principio di cassa.
L’aliquota varia ogni anno con circolare INPS. Può cambiare in base a eventuali tutele aggiuntive. Ad esempio malattia, maternità e DIS-COLL per i collaboratori.
Versi a saldo e acconto con modello F24. I tempi seguono il calendario delle imposte sui redditi. Normalmente a giugno e novembre, salvo proroghe e rateizzazioni.
Professionisti con cassa previdenziale
Architetti, avvocati, ingegneri, medici e altri professionisti hanno una cassa di categoria. Ogni cassa ha regole proprie su minimi, aliquote e scadenze.
Di solito ci sono due contributi. Il soggettivo calcolato sul reddito professionale. L’integrativo calcolato sui compensi e addebitato in fattura al cliente. Possono esistere contributi di maternità e specifici fondi.
Molte casse prevedono minimi annuali. A volte sono frazionabili per mesi di attività. Alcune offrono riduzioni per i primi anni o per redditi bassi. Verifica sempre il regolamento della tua cassa e le delibere annuali approvate dai Ministeri vigilanti.
Scadenze, F24 e codici tributo
Artigiani e commercianti
I contributi fissi si pagano in quattro rate trimestrali. Le scadenze sono fissate ogni anno dall’INPS. Di regola cadono a maggio, agosto, novembre e febbraio.
La quota a percentuale si versa con saldo e acconti. Si seguono le scadenze delle imposte sui redditi. Di solito a giugno il saldo e il primo acconto. A novembre il secondo acconto.
Si utilizza il modello F24 con i codici tributo INPS della gestione di appartenenza. Le istruzioni sono nelle circolari e nei messaggi INPS pubblicati ogni anno.
Gestione separata INPS
Versi con F24 a saldo e acconti. Se superi la soglia che fa scattare l’acconto, versi anche l’acconto per l’anno successivo. Puoi usare il metodo storico o previsionale.
I codici tributo variano per professionisti e collaboratori. Li trovi nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle istruzioni INPS. Conserva le quietanze per dedurre correttamente i contributi.
Casse professionali
Le casse usano spesso pagamenti su portale, MAV o F24. Le scadenze sono spesso semestrali o trimestrali. Verifica il tuo piano nel cassetto previdenziale della cassa.
Molte casse consentono rateizzazioni e moduli di riduzione. Le richieste vanno fatte entro termini precisi. Controlla sempre il regolamento annuale.
Regola decisionale rapida
Usa questa sequenza per capire dove e quanto versare:
- La tua attività è artigiana o commerciale? Iscriviti alla Gestione IVS corrispondente. Paghi fissi sul minimale e percentuali sull’eccedenza.
- La tua attività è professionale senza cassa ordinistica? Iscriviti alla Gestione separata. Paghi una percentuale sul reddito senza minimi fissi.
- Hai un ordine con cassa? Segui il regolamento della cassa. Rispetta minimi e aliquote fissate dall’ente.
- Regime forfettario e sei artigiano/commerciante? Valuta la riduzione 35%. Se sei over 65 e già pensionato, valuta la riduzione 50% prevista per legge.
- Hai più attività? Applica la regola della prevalenza e del cumulo. Potresti dover versare in più gestioni. Verifica gli obblighi caso per caso.
- Hai anche un lavoro dipendente? La contribuzione dipendente non sostituisce quella da impresa o professione. Verifica eventuali esoneri solo se espressamente previsti.
Esempi pratici di calcolo
Artigiano in forfettario
Hai incassato 40.000 euro. Il tuo coefficiente è 67%. Il reddito forfettario è 26.800 euro. Confrontalo con il minimale INPS dell’anno.
Se il minimale è superiore, paghi solo i contributi fissi. Se il reddito supera il minimale, paghi i fissi più la percentuale sull’eccedenza.
Se attivi la riduzione 35%, riduci sia la quota fissa sia la percentuale. La riduzione incide anche sulla contribuzione utile alla pensione. Valuta la scelta.
Commerciante in contabilità semplificata
Il reddito è quello fiscale determinato per competenza o cassa, secondo il regime. Applichi i contributi fissi sul minimale. Applichi la percentuale solo sulla parte oltre il minimale.
Attenzione agli acconti. Se l’anno prima hai superato il minimale, l’acconto dell’anno corrente considera quella eccedenza. Puoi modulare con il metodo previsionale se hai cali di reddito.
Professionista senza cassa
Hai incassato 30.000 euro. In forfettario con coefficiente 78% il reddito previdenziale è 23.400 euro. Applichi l’aliquota Gestione separata dell’anno. Nessun minimale. Se incassi zero, paghi zero.
Versi il saldo a giugno. Se superi la soglia acconto, versi anche l’acconto di giugno e novembre. Se prevedi un calo, puoi ridurre l’acconto in modo previsionale.
Professionista con cassa
Il regolamento della cassa definisce minimi e percentuali. Alcune casse prevedono riduzioni per i primi anni. Altre consentono esoneri parziali per redditi bassi.
Il contributo integrativo si addebita in fattura al cliente. È spesso dovuto anche se sei in perdita. Verifica come la cassa regola l’accredito ai fini pensionistici.
Deduzione e interazione con il regime forfettario
I contributi previdenziali sono deducibili dal reddito. Nel forfettario riducono la base su cui calcoli l’imposta sostitutiva. Puoi dedurli anche se li paghi in acconto, nei limiti versati.
La deduzione è ammessa anche per i contributi versati per familiari coadiuvanti. Coadiuvante significa familiare che aiuta stabilmente nell’impresa. Devi rispettare le regole di iscrizione e ripartizione.
Attenzione al calendario. Se paghi a cavallo d’anno, la deduzione segue la data di versamento. Conserva F24 e quietanze per la dichiarazione.
Normativa e prassi di riferimento
Le regole base per artigiani e commercianti sono nella legge 2 agosto 1990, n. 233. Le aliquote e i minimali arrivano con circolari annuali dell’INPS. Puoi consultare la banca dati Normattiva per i testi di legge consolidati.
La Gestione separata è istituita dall’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Le aliquote annuali e le tutele sono definite da circolari INPS e decreti attuativi.
La riduzione del 35% per i forfettari artigiani e commercianti è nella legge 28 dicembre 2015, n. 208. Le modalità operative sono chiarite da circolari INPS pubblicate ogni anno.
La riduzione del 50% per over 65 già pensionati è prevista dall’art. 59, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Le istruzioni operative sono nelle circolari INPS di riferimento.
Le casse professionali seguono i propri regolamenti approvati dai Ministeri vigilanti. Le fonti sono consultabili sui portali istituzionali e negli atti pubblicati dal Ministero del Lavoro.
Errori frequenti e come evitarli
Confondere il reddito fiscale con quello contributivo. Nel forfettario il reddito si calcola con il coefficiente sui ricavi incassati. Usa il valore giusto per non sbagliare i conti.
Dimenticare le scadenze dei fissi INPS. Le rate trimestrali sono indipendenti dagli incassi. Pianifica la liquidità e attiva promemoria, perché capire cosa succede se non versi i contributi della ditta individuale costa più della puntualità.
Applicare la riduzione del 35% senza valutarne l’effetto pensionistico. Se versi meno oggi, maturi meno domani. Fai una simulazione a lungo termine.
Ignorare la possibilità di modulare gli acconti. Se l’anno cala, riduci l’acconto con il metodo previsionale. Eviti credito eccessivo e stress di cassa.
Trascurare i regolamenti della propria cassa. Ogni cassa ha regole diverse su minimi, sconti e scadenze. Controlla ogni anno le delibere aggiornate.
| Scenario | Iscrizione/gestione | Base imponibile contributiva | Tipologia contributi e scadenze |
|---|---|---|---|
| Artigiano in regime forfettario | INPS IVS Artigiani | Ricavi incassati × coefficiente di redditività | Fissi trimestrali sul minimale + percentuale su eccedenza; saldo/acconti a giugno/novembre |
| Commerciante in contabilità semplificata | INPS IVS Commercianti | Reddito d’impresa fiscale dell’anno | Fissi trimestrali + percentuale su eccedenza; acconti basati sull’anno precedente |
| Professionista senza cassa (forfettario) | INPS Gestione separata | Compensi incassati × coefficiente di redditività | Solo percentuale; versamento a saldo e acconti con F24 a giugno/novembre |
| Professionista con cassa ordinistica | Cassa di categoria | Regole della cassa: reddito professionale e/o compensi | Minimi e percentuali secondo regolamento; pagamenti su portale/MAV/F24 |
| Artigiano over 65 già pensionato | INPS IVS Artigiani | Come da gestione, su minimale ed eccedenza | Riduzione 50% sulla contribuzione IVS; scadenze ordinarie trimestrali e saldo/acconti |
| Forfettario IVS con riduzione 35% | INPS IVS Artigiani/Commercianti | Base come da regime forfettario | Riduzione 35% su fissi ed eccedenza; scadenze ordinarie |
FAQ
Come si richiede la riduzione del 35% per chi è nel regime forfettario IVS?
La riduzione del 35% è prevista dalla legge n. 208/2015 per artigiani e commercianti in regime forfettario. Devi presentare domanda all’INPS. Di solito lo fai dal Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti. La domanda vale dall’anno in cui la presenti, se rispettati i termini operativi indicati dalla circolare INPS annuale. L’opzione resta valida finché non la revochi. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sia alla quota percentuale. Attenzione: versi meno e accrediti meno ai fini pensionistici. La riduzione non vale per la Gestione separata né per le casse professionali. Controlla ogni anno le istruzioni INPS perché modulistica e scadenze possono aggiornarsi.
È vero che i nuovi iscritti hanno uno sconto del 50% sui contributi INPS IVS?
No, nel 2026 non esiste uno sconto generalizzato del 50% per i nuovi iscritti. La riduzione del 50% esiste solo per chi ha almeno 65 anni ed è già titolare di pensione. La base giuridica è l’art. 59, comma 15, della legge n. 449/1997. Per i nuovi titolari non pensionati possono esistere incentivi temporanei se previsti da una legge specifica. Ma devono essere poi attuati da una circolare INPS. Senza tali atti, non c’è alcuna riduzione automatica. La riduzione strutturale e stabile è quella del 35% per i forfettari iscritti alle gestioni Artigiani e Commercianti, su domanda. Verifica sempre circolari INPS e leggi di bilancio aggiornate.
Come si calcolano i contributi fissi se apro l’attività a metà anno?
I contributi fissi di Artigiani e Commercianti sono frazionabili per mesi. L’INPS calcola il dovuto dal mese di decorrenza dell’iscrizione. Se apri a luglio, paghi i fissi da luglio a dicembre. Le rate possono accorparsi alle scadenze residue dell’anno. La quota a percentuale scatta solo se il reddito dell’anno supera il minimale proporzionato ai mesi di attività. INPS chiarisce ogni anno le modalità di calcolo nelle circolari. Ricorda di verificare anche il massimale. Conserva la ricevuta di iscrizione e controlla il piano rate nel tuo Cassetto previdenziale.
Posso ridurre o azzerare gli acconti dei contributi se prevedo un calo di reddito?
Sì. Per Gestione separata e per la quota a percentuale IVS puoi usare il metodo previsionale. Se prevedi un reddito inferiore rispetto all’anno scorso, puoi ridurre gli acconti. Devi però stimare con prudenza. Se versi meno del dovuto, pagherai differenze, sanzioni e interessi in sede di saldo. Per i contributi fissi IVS non esistono acconti. Li paghi sempre nelle quattro rate trimestrali. Documenta la tua previsione. Conserva evidenze di preventivi, ordini e andamento dei ricavi. Questo ti aiuta in caso di controlli.
Ho due attività: una professionale con cassa e una commerciale. Dove verso i contributi?
La regola generale è la contribuzione in ogni gestione per cui esiste l’obbligo. Quindi versi alla cassa professionale per l’attività ordinistica. Versi alla Gestione IVS Commercianti per l’attività commerciale. Potresti avere minimi da entrambe le parti. Esistono regole di prevalenza e possibili esclusioni in casi particolari, definite da norme e prassi INPS e delle casse. Per il calcolo della pensione puoi valutare cumulo e totalizzazione dei periodi, come previsto dalla normativa sul cumulo contributivo. Controlla i regolamenti della tua cassa e le circolari INPS. Fai una pianificazione per evitare sovrapposizioni e carichi non previsti.
Come interagiscono contributi previdenziali e imposta sostitutiva nel regime forfettario?
I contributi previdenziali sono integralmente deducibili dal reddito imponibile del forfettario. La deduzione riduce la base dell’imposta sostitutiva. In pratica, pagare i contributi abbassa le imposte. La deduzione è ammessa per i contributi propri e per quelli versati per i familiari coadiuvanti. Vale il principio di cassa. Deduce ciò che paghi nell’anno. Questo richiede attenzione al calendario dei versamenti. Programma i pagamenti per ottimizzare imposte e acconti. Ricorda che la riduzione del 35% abbassa anche la deduzione potenziale, perché versi meno. Valuta la convenienza caso per caso.
