Regime forfettario per parrucchiere: cos’è e come funziona?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il regime forfettario per parrucchieri applica imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni), coefficiente 67%, soglia ricavi 85.000 euro, esclusione IVA e contributi INPS Artigiani con possibile riduzione del 35%.

  • Soglia ricavi: 85.000 euro; fuoriuscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno (norma introdotta dalla Legge di Bilancio 2023).
  • Coefficiente di redditività parrucchieri: 67% (ATECO 96.02.x). Si applica il principio di cassa: contano gli incassi effettivi.
  • INPS Artigiani: contributi su minimale più percentuale sul reddito. Richiedibile riduzione del 35% prevista dalla Legge 190/2014.

Cos’è il regime forfettario per parrucchieri e a chi conviene

Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per persone fisiche con partita IVA. Paga un’unica imposta sostitutiva. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. È pensato per attività con costi contenuti e clientela soprattutto privata.

Per i parrucchieri la norma raggruppa l’attività nei codici ATECO 96.02.x. La redditività presunta è pari al 67%, secondo il coefficiente di redditività applicabile a questi codici ATECO. Significa che solo il 67% degli incassi è “reddito tassabile”. Il restante 33% è costo forfettario automatico.

Riferimenti normativi principali: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche con Leggi di Bilancio; Legge 197/2022 (Bilancio 2023) per la soglia 85.000 euro e l’uscita immediata oltre 100.000 euro. Consulta i testi su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti di accesso 2026: cosa controllare prima

Per entrare nel forfettario devi rispettare limiti e cause di esclusione previsti dalla Legge 190/2014 e modificate nel tempo. Qui i punti chiave in parole semplici.

1) Limite ricavi/compensi: non superare 85.000 euro nell’anno precedente. Se inizi in corso d’anno, si guarda sempre il totale dell’anno. La soglia non si “riduce” per i mesi attivi.

2) Uscita immediata: se durante l’anno superi 100.000 euro, esci dal forfettario subito. Da quel momento applichi IVA alle operazioni successive. Base normativa: Legge 197/2022, spiegata dall’Agenzia delle Entrate.

3) Partecipazioni: non puoi avere partecipazioni in società di persone o srl “collegate” che svolgono attività riconducibili alla tua. Eviti conflitti tra redditi e regimi.

4) Lavoro dipendente: sei escluso se nell’anno precedente hai redditi di lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro, salvo che il rapporto sia cessato. Verifica la disciplina aggiornata sulle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

5) Residenza: devi essere residente in Italia o in UE/SEE con almeno il 75% di reddito prodotto in Italia. Regola prevista dalla Legge 190/2014.

ATECO parrucchiere e coefficiente 67%: come funziona davvero

ATECO 96.02.01 identifica i servizi di barbiere e parrucchiere. ATECO 96.02.02 copre i servizi degli istituti di bellezza. Per entrambi, ai fini fiscali, il coefficiente è 67%.

Coefficiente di redditività significa: lo Stato presume che il 33% dei tuoi incassi copra i costi. Non devi provare le spese. Non puoi dedurre altre spese, tranne i contributi previdenziali pagati.

Principio di cassa significa: contano gli incassi incassati nell’anno, non solo fatturati. Se incassi a gennaio, è reddito di quell’anno, anche se la prestazione è di dicembre.

Calcolo imposta sostitutiva: 15% o 5% start

Il calcolo è lineare. Passi:

1) Somma incassi dell’anno. 2) Applica il 67%. 3) Sottrai i contributi previdenziali versati. 4) Applica l’aliquota: 15% ordinaria.

Aliquota 5% per i primi 5 anni se rispetti le regole “start”. In breve: nessuna attività simile nei 3 anni prima, non prosecuzione della stessa attività svolta prima come dipendente o autonomo, se non con condizioni restrittive. Riferimento: Legge 190/2014.

L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Non sostituisce l’IVA (da cui però sei esonerato) e non sostituisce i contributi previdenziali.

Contributi INPS Artigiani: minimale, eccedenza e riduzione 35%

Il parrucchiere rientra nella Gestione INPS Artigiani. I contributi hanno due parti: fissi su un minimale di reddito annuo e percentuali sull’eccedenza oltre il minimale.

Il minimale e le aliquote si aggiornano ogni anno con circolari INPS e Ministero del Lavoro. Per il metodo, la base è il reddito forfettario (incassi x 67%, prima della deduzione dei contributi stessi).

Puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (sia fissi sia sulla quota eccedente). Prevista dalla Legge 190/2014. Si richiede con domanda telematica all’INPS. Vale finché resti nel forfettario. Non è automatica.

Attenzione: la riduzione abbassa anche i contributi accreditati per la pensione. Valuta l’effetto sull’anzianità contributiva. Verifica ogni anno termini e modalità sul portale INPS.

IVA e adempimenti fiscali operativi

Nel forfettario non addebiti IVA in fattura. Non detrai l’IVA sugli acquisti. Indichi in fattura la dicitura di “regime forfetario” e l’articolo di legge (Legge 190/2014). Applichi imposta di bollo da 2 euro per fatture sopra 77,47 euro.

Fatturazione elettronica: obbligatoria anche per i forfettari. Dal 2024 l’obbligo è generalizzato. Emissione e conservazione a norma. Per i clienti privati usi il registratore telematico per il “documento commerciale”.

Se acquisti servizi da estero, applichi le regole IVA previste (integrazione o autofattura). Anche in forfettario permangono gli obblighi comunicativi per operazioni transfrontaliere, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Se i tuoi ricavi annui previsti sono entro 85.000 euro e i costi reali sono bassi, il forfettario è spesso la scelta migliore. Paghi poco, è semplice da gestire.

Se hai molti acquisti con IVA e investimenti importanti (arredi, macchinari, ristrutturazioni), il regime ordinario potrebbe convenire. Potresti recuperare l’IVA e dedurre i costi reali.

Se lavori quasi solo con privati, il forfettario è forte. I clienti non scaricano l’IVA, quindi il prezzo finale senza IVA è un vantaggio.

Se stimi di superare 100.000 euro, il forfettario non è adatto. Rischi uscita immediata in corso d’anno e complicazioni operative.

Se hai reddito da dipendente oltre 30.000 euro e non cessato, verifica bene. Potresti essere escluso. Controlla la disciplina su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Esempi numerici per capire subito

Esempio 1, parrucchiere singolo, incassi 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi versati nell’anno: 4.000 euro. Base imposta: 20.100 – 4.000 = 16.100 euro.

Imposta 15%: 2.415 euro. Imposta 5% (start): 805 euro. Nota: i contributi effettivi variano secondo minimale e scaglioni INPS vigenti.

Esempio 2, incassi 60.000 euro. Reddito forfettario: 40.200 euro. Contributi ipotetici totali: 7.000 euro. Base imposta: 33.200 euro. Imposta 15%: 4.980 euro; 5%: 1.660 euro. Se chiedi la riduzione 35%, i contributi scendono, ma cali anche l’accredito ai fini pensionistici.

Esempio 3, superi 100.000 euro al 20 dicembre. Scatti fuori dal forfettario subito. Dalla fattura successiva applichi IVA. Per quella parte dell’anno resti forfettario fino alla soglia. Dal giorno di superamento applichi le regole ordinarie. Verifica con il tuo consulente la gestione dei registri e dei pro-rata.

Adempimenti per aprire l’attività di parrucchiere

1) Requisiti professionali: serve l’abilitazione da acconciatore. È regolata dalla Legge 174/2005 e da norme regionali. Si ottiene con corsi e pratica. Verifica presso la Regione.

2) SCIA al SUAP del Comune: segnali l’avvio dell’attività nel locale prescelto. Devi rispettare regole igienico-sanitarie e di sicurezza. Serve relazione tecnica e planimetrie quando richieste.

3) Iscrizione all’Albo Artigiani in Camera di Commercio: l’attività è artigiana. La procedura passa dalla Comunicazione Unica.

4) Apertura partita IVA all’Agenzia delle Entrate: indichi il codice ATECO appropriato. Opti per il regime forfettario in dichiarazione di inizio attività.

5) INPS Artigiani: iscrizione e scelta eventuale riduzione 35% se intendi richiederla. Valuta INAIL se hai dipendenti o rischi coperti.

6) Fatturazione elettronica e registratore telematico: attiva i canali per emettere fatture elettroniche e inviare i corrispettivi giornalieri.

Errori comuni da evitare

Confondere incassi e fatture: conta quando incassi, non quando emetti. Allinea cassa, POS e corrispettivi.

Dimenticare l’imposta di bollo elettronica: sulle fatture sopra 77,47 euro va applicata e versata secondo calendario Agenzia delle Entrate.

Ignorare la soglia dei 100.000 euro: monitora incassi cumulati. Stabilisci alert mensili.

Non richiedere in tempo la riduzione INPS del 35%: la domanda ha finestre annuali. Senza domanda resti a contribuzione piena.

Partecipazioni vietate: controlla assetti societari tuoi e dei familiari. Evita controlli successivi e sanzioni.

Fonti e riferimenti per approfondire

Normattiva: Legge 190/2014 (regime forfettario) e successive Leggi di Bilancio. Ministero del Lavoro e INPS: circolari su aliquote e minimali Artigiani. Agenzia delle Entrate: guide e circolari su forfettario, e-fattura e operazioni transfrontaliere. Legge 174/2005: disciplina dell’attività di acconciatore.

Scenario Requisiti principali Calcolo reddito imponibile Tempistiche e adempimenti chiave
Neo-parrucchiere in locale proprio Soglia 85.000 euro; abilitazione professionale; SCIA SUAP; Albo Artigiani; partita IVA forfettario Incassi x 67% – contributi INPS versati = base imposta sostitutiva 15% (o 5% start) SCIA prima dell’apertura; attiva RT e e-fattura; monitoraggio incassi mensile; versamenti imposta e contributi secondo scadenze fiscali
Parrucchiere a domicilio ATECO 96.02.x; requisiti professionali; niente locale aperto al pubblico; rispetto norme sanitarie e trasporto attrezzature Stesso metodo: 67% degli incassi; deduci contributi; niente deduzioni di spesa extra Partita IVA e forfettario all’avvio; RT portatile o alternativa conforme; e-fattura su richiesta cliente; bolli elettronici
Parrucchiere con un dipendente Consentito nel forfettario; rispetto CCNL; comunicazioni al Centro per l’Impiego; INAIL e sicurezza Reddito forfettario sempre 67%; costo dipendente non deducibile ai fini imposta; incide solo sulla cassa Assunzione prima dell’inizio prestazioni; gestione paghe mensile; versamenti ritenute e contributi dipendente
Superamento soglia 100.000 euro in anno Uscita immediata dal forfettario dal superamento; IVA dovuta dalle operazioni successive Fino alla soglia: metodo forfettario; dopo: regime IVA ordinario e regole contabili piene Attiva registri IVA; aggiorna prezzi; informativa al commercialista immediata; verifica impatti su F24 e dichiarazioni

FAQ

Posso chiedere il 5% per 5 anni? Quali sono i requisiti reali e le trappole comuni?

Sì, se rispetti le condizioni previste dalla Legge 190/2014. In parole semplici: non devi aver svolto attività simile nei 3 anni precedenti l’apertura. L’attività non deve essere la “prosecuzione” di un lavoro dipendente o autonomo uguale, salvo casi tassativi. Devi avviare una vera nuova iniziativa. Il 5% dura al massimo 5 anni. Se non rispetti anche solo una condizione, perdi l’agevolazione e passi al 15%. Attenzione alle situazioni borderline: se prima eri dipendente parrucchiere nello stesso salone e poi apri accanto con la stessa clientela, rischi che l’Agenzia delle Entrate contesti la prosecuzione. Conserva prove della discontinuità: nuovi servizi, nuova clientela, nuovi contratti. Consulta le circolari dell’Agenzia delle Entrate per i casi pratici.

Come si calcolano i contributi INPS Artigiani nel forfettario e quando conviene la riduzione del 35%?

I contributi hanno una quota fissa sul minimale, più una percentuale sull’eccedenza. La base è il reddito forfettario, cioè gli incassi moltiplicati per il 67%. I valori (minimale e aliquote) cambiano ogni anno con circolari INPS. La riduzione del 35% si chiede all’INPS e vale finché resti nel forfettario. Conviene se vuoi abbassare subito il carico contributivo. Ma riduce anche l’accredito ai fini pensionistici nella stessa misura. Se sei giovane o in fase di avvio con margini stretti, la riduzione aiuta la cassa. Se sei vicino alla pensione o punti a massimizzare i contributi, valuta di non chiederla. Verifica ogni anno importi e scadenze sul sito INPS e Ministero del Lavoro.

Quali documenti devo emettere ai clienti privati? Devo fare sempre la fattura elettronica?

Con clientela privata rilasci il documento commerciale tramite registratore telematico. Invii i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. La fattura elettronica la emetti se il cliente la chiede o se lavori con aziende o PA. In ogni fattura per il forfettario indichi che l’operazione è in franchigia IVA secondo la Legge 190/2014. Applichi il bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro. Ricorda che non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Per servizi a clienti UE o extra-UE, controlla le regole particolari IVA e le comunicazioni estere. Le istruzioni aggiornate sono nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se supero 85.000 euro ma resto sotto 100.000? E se supero 100.000 durante l’anno?

Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 nell’anno X, resti nel forfettario per tutto l’anno X. Uscirai dal forfettario dall’anno X+1. Passerai al regime IVA ordinario dal primo gennaio dell’anno successivo. Se invece superi 100.000 nell’anno X, scatta l’uscita immediata. Dalla fattura successiva al superamento devi applicare l’IVA. È importante monitorare gli incassi cumulati ogni mese. Prevedi alert quando superi il 70% e il 90% della soglia. Se sei vicino al limite, ragiona su prenotazioni, acconti e incassi in modo trasparente ma pianificato, rispettando sempre la sostanza economica delle operazioni. Base normativa: Legge 197/2022 e chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Quali spese posso “scaricare” nel forfettario? Posso dedurre l’affitto del salone o l’acquisto di attrezzature?

Nel forfettario non deduci le spese analitiche. Non scarichi affitto, bollette, prodotti o attrezzature. Lo Stato riconosce una quota costi forfettaria del 33% già inclusa con il coefficiente 67%. Fanno eccezione solo i contributi previdenziali: li puoi sottrarre dal reddito prima di calcolare l’imposta. Questo rende il regime semplice ma meno adatto a chi ha investimenti importanti o costi elevati. Se stai ristrutturando un locale o compri macchinari costosi, valuta il regime ordinario: lì deduci i costi e ammortizzi i beni, e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. La scelta va fatta stimando costi e ricavi su un orizzonte di almeno 2-3 anni.

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