Ritenuta d’acconto ai forfettari: va fatta?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Applichi la ritenuta d’acconto del 20% quando emetti fatture o ricevute per prestazioni professionali verso un cliente “sostituto d’imposta” residente in Italia. Non si applica se sei in regime forfettario o il cliente non è sostituto.

  • La ritenuta del 20% si calcola sul compenso imponibile, esclusa IVA e spese anticipate ex art. 15 DPR 633/1972.
  • La effettua il cliente “sostituto d’imposta” e la versa con F24 codice 1040 entro il giorno 16 del mese successivo.
  • Non si applica se il prestatore è in regime forfettario (art. 1, comma 67, L. 190/2014) o se il cliente non è sostituto.

Che cos’è la ritenuta d’acconto del 20% e perché esiste

La ritenuta d’acconto è un anticipo IRPEF trattenuto dal cliente al momento del pagamento del compenso. Il cliente versa poi quell’importo al Fisco per tuo conto. Tu incassi il netto.

La base normativa è il DPR 600/1973, articolo 25. La norma impone la ritenuta sui compensi di lavoro autonomo, anche se svolti in modo occasionale. Il TUIR (DPR 917/1986) definisce il lavoro autonomo all’articolo 53 e quello occasionale all’articolo 67.

Chi trattiene la ritenuta si chiama “sostituto d’imposta”. La definizione è nell’articolo 64 del DPR 600/1973. Sono, in sintesi, soggetti che pagano compensi e trattengono le imposte per legge.

Quando devi applicare la ritenuta nelle fatture

Professionista con Partita IVA in regime ordinario

Indichi la ritenuta del 20% in fattura quando il tuo cliente è un sostituto d’imposta residente in Italia. Esempi: società, ditte individuali in regime ordinario, professionisti in ordinario, pubbliche amministrazioni.

Non la indichi se il cliente è un consumatore privato, un non residente senza stabile organizzazione in Italia, oppure un soggetto che non agisce come sostituto. In questi casi il cliente non può trattenere e versare la ritenuta.

La ritenuta si calcola sul compenso imponibile. Escludi IVA e spese anticipate in nome e per conto del cliente ai sensi dell’articolo 15 del DPR 633/1972. Tutte le altre voci concorrono, salvo regole specifiche di settore.

Lavoro autonomo occasionale senza Partita IVA

Se lavori in modo occasionale, emetti una ricevuta non fiscale. Se il cliente è sostituto d’imposta, applica la ritenuta del 20% ai sensi dell’articolo 25 del DPR 600/1973. Tu incassi il netto.

Devi applicare l’imposta di bollo da 2 euro se il compenso supera 77,47 euro. Se nell’anno superi 5.000 euro complessivi di redditi occasionali, scattano i contributi INPS Gestione Separata sulla parte eccedente, con regole operative a carico del committente.

Se il cliente non è sostituto d’imposta, non si applica la ritenuta. Incassi il lordo (al netto dell’eventuale bollo) e pagherai l’IRPEF in dichiarazione.

Quando la ritenuta non si applica

Regime forfettario: non subisci ritenuta sui compensi che ricevi e non la indichi in fattura. Lo stabilisce l’articolo 1, comma 67, della Legge 190/2014. Inserisci in fattura la dicitura di esclusione.

Cliente non sostituto: consumatori finali, soggetti esteri senza stabile organizzazione in Italia, e in generale chi non agisce come sostituto. In questi casi non esiste l’obbligo di trattenere e versare.

Casi particolari non trattati qui: provvigioni ad agenti e mediatori seguono l’articolo 25-bis del DPR 600/1973 con regole diverse di base imponibile e aliquote. Consulta la norma aggiornata su Normattiva o l’Agenzia delle Entrate.

Come si calcola la ritenuta del 20% in pratica

Definisci la base imponibile. Parti dal compenso concordato. Sottrai solo le spese anticipate in nome e per conto del cliente ex articolo 15 DPR 633/1972. Non togli l’IVA, che è sempre esclusa dal calcolo.

Applica il 20% alla base imponibile. Quello è l’importo che il cliente trattiene e versa con il modello F24, codice tributo 1040. In fattura indichi chiaramente l’importo della ritenuta e il netto a pagare. Ricorda che per i tempi di emissione conta sapere se la fattura si emette prima o dopo il pagamento.

Esempio numerico: compenso 1.000 euro, nessuna spesa ex art. 15, IVA al 22%. Ritenuta 20% su 1.000 = 200 euro. Netto da pagare 1.000 − 200 + 220 IVA = 1.020 euro.

Adempimenti e scadenze del cliente sostituto

Versamento: entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento. Si usa l’F24, codice 1040, indicando l’anno di competenza. La base è il compenso soggetto a ritenuta e l’importo è la ritenuta trattenuta.

Certificazione Unica: entro il 16 marzo dell’anno successivo il sostituto rilascia la CU al percipiente e la trasmette all’Agenzia delle Entrate. È la prova del credito d’imposta per chi ha subito la ritenuta.

Modello 770: entro il 31 ottobre dell’anno successivo, il sostituto riepiloga le ritenute operate. Sanzioni per omissione o ritardo sono nel D.Lgs. 471/1997. È possibile il ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997.

Effetti per chi emette la fattura o la ricevuta

La ritenuta è un acconto IRPEF. In dichiarazione (Modello Redditi PF o 730 se ammesso) la scomputi dall’imposta dovuta. Serve la CU ricevuta dal cliente e la corretta imputazione del reddito.

Se l’IRPEF dovuta è inferiore agli acconti trattenuti, maturi un credito. Puoi chiederne il rimborso o usarlo in compensazione. Le regole sono nel DPR 602/1973 e nelle istruzioni dichiarative annuali.

Se hai compensi in forfettario, non subisci ritenuta e non maturi questo credito. L’imposta sostitutiva del regime si calcola a parte, con principio di cassa e coefficienti di redditività stabiliti dalla Legge 190/2014.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica ogni volta che devi decidere se inserire la ritenuta d’acconto del 20%.

  • Se sei in regime forfettario: non indicare la ritenuta. Inserisci in fattura la dicitura di esclusione ex art. 1, comma 67, L. 190/2014.
  • Se non sei in forfettario: verifica il cliente. Se è sostituto d’imposta residente in Italia, indica la ritenuta del 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/1973.
  • Se il cliente è un privato o non è sostituto: non indicare la ritenuta.
  • Se la prestazione è occasionale: emetti ricevuta. Se il cliente è sostituto, si applica la ritenuta del 20%. Ricorda il bollo da 2 euro se dovuto.
  • Se il cliente è estero senza stabile organizzazione in Italia: non indicare la ritenuta, salvo diverse previsioni dei trattati contro le doppie imposizioni.

Fonti normative e operative

DPR 600/1973: articoli 25 (ritenute su lavoro autonomo), 25-bis (provvigioni), 64 (sostituti d’imposta). DPR 917/1986 (TUIR): articoli 53 e 67. DPR 633/1972: articolo 15 (spese anticipate escluse dalla base).

Legge 190/2014: articolo 1, commi 54-89 (regime forfettario), in particolare comma 67 (non assoggettamento a ritenuta sui compensi percepiti dai forfettari). Consulta i testi su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Per scadenze e modelli: vedi istruzioni del modello F24 (codice tributo 1040), Certificazione Unica e Modello 770 pubblicate dal Ministero dell’Economia e dall’Agenzia delle Entrate. Per aspetti lavoro occasionale, vedi il Ministero del Lavoro.

Scenario Chi è il prestatore Chi è il cliente Si applica ritenuta 20%? Base di calcolo Adempimenti e scadenze
Professionista in regime ordinario Partita IVA, regime ordinario Sostituto d’imposta residente (impresa, PA, professionista in ordinario) Sì, art. 25 DPR 600/1973 Compenso imponibile, esclusa IVA e spese ex art. 15 Cliente versa F24 1040 entro il 16 del mese successivo; rilascia CU entro 16 marzo; presenta 770 entro 31 ottobre
Professionista in regime ordinario Partita IVA, regime ordinario Privato consumatore o soggetto non sostituto No Nessuna ritenuta da calcolare Nessun F24 1040; il prestatore pagherà imposte in dichiarazione
Regime forfettario Partita IVA, regime forfettario Qualsiasi cliente No, comma 67 L. 190/2014 Nessuna ritenuta; inserire dicitura di esclusione in fattura Nessun F24 1040; imposta sostitutiva calcolata in dichiarazione forfettaria
Lavoro autonomo occasionale Senza Partita IVA Sostituto d’imposta residente Sì, art. 25 DPR 600/1973 Compenso indicato in ricevuta (senza IVA); bollo da 2 euro se dovuto Cliente versa F24 1040 entro il 16 del mese successivo; CU entro 16 marzo; 770 entro 31 ottobre; contributi INPS su eccedenza oltre 5.000 euro annui
Cliente estero senza stabile organizzazione in Italia Partita IVA in ordinario Non sostituto in Italia No, salvo diverse previsioni convenzionali Nessuna ritenuta italiana Verificare eventuali obblighi nel Paese del cliente e trattati contro doppia imposizione

FAQ

Come capisco se il mio cliente è un “sostituto d’imposta” e quindi devo indicare la ritenuta del 20%?

Chiedi sempre al cliente se agisce come sostituto. In genere lo sono società, ditte individuali in regime ordinario, studi professionali in ordinario, pubbliche amministrazioni, enti e associazioni con obblighi fiscali. Non lo sono i consumatori finali e, di regola, i forfettari che non rivestono il ruolo di sostituto per legge. Verifica la residenza fiscale in Italia. La ritenuta ex articolo 25 del DPR 600/1973 si applica solo se il sostituto è residente o ha una stabile organizzazione in Italia. Se hai dubbi, chiedi al cliente una dichiarazione scritta sullo status di sostituto. Questo ti tutela in caso di controlli.

Come compilo una fattura con ritenuta: quali voci inserisco e in che ordine?

Imposta le voci così: 1) compenso imponibile; 2) eventuali spese anticipate ex art. 15 DPR 633/1972, che non entrano nel calcolo della ritenuta; 3) calcolo della ritenuta del 20% sul solo compenso imponibile; 4) IVA sul compenso imponibile secondo l’aliquota corretta; 5) netto a pagare, dato da compenso imponibile più IVA meno ritenuta, più eventuali spese ex art. 15. Indica una dicitura chiara, per esempio: “Ritenuta d’acconto 20% ex art. 25 DPR 600/1973 operata dal cliente in qualità di sostituto d’imposta”. Se usi la fattura elettronica, seleziona il campo “Ritenuta” e il tipo ritenuta coerente con lavoro autonomo. Conserva la CU per scomputare la ritenuta in dichiarazione.

Sono in regime forfettario: devo mai indicare la ritenuta in fattura o subirla sui miei incassi?

No. Il comma 67 dell’articolo 1 della Legge 190/2014 stabilisce che i compensi dei contribuenti in regime forfettario non sono assoggettati a ritenuta alla fonte. Devi però inserire in fattura una dicitura che richiami la norma e informi il cliente che non deve operare la ritenuta. Questo vale con qualsiasi cliente, incluse le pubbliche amministrazioni. Ricorda che, pur senza ritenuta, devi versare l’imposta sostitutiva del regime forfettario in sede di dichiarazione. Applica il principio di cassa: tassi, scaglioni e coefficienti sono quelli aggiornati dalle leggi di bilancio vigenti.

Faccio lavoro autonomo occasionale: cosa cambia se supero 5.000 euro nell’anno e come si gestiscono contributi e ritenuta?

La ritenuta del 20% resta identica e si applica su ogni ricevuta quando il cliente è sostituto d’imposta. Se nell’anno solare superi 5.000 euro complessivi di redditi da lavoro autonomo occasionale, scattano i contributi INPS Gestione Separata sulla sola parte che eccede tale soglia. Il committente gestisce il versamento come sostituto anche per i contributi: trattiene la quota a tuo carico e versa l’intero contributo (sua quota più tua quota) all’INPS. Le modalità operative derivano dalla normativa previdenziale e dalle indicazioni del Ministero del Lavoro e dell’INPS. Tu continuerai a ricevere la CU con i dati fiscali e, se dovuti, i dati contributivi. Conserva tutto per la dichiarazione dei redditi.

Ho applicato la ritenuta per errore oppure l’ho omessa: come rimediare senza sanzioni pesanti?

Se hai indicato la ritenuta in fattura ma il cliente non è sostituto, emetti una nota di variazione per rimuovere la ritenuta e ripubblica il documento corretto. Se invece hai omesso la ritenuta e il cliente era sostituto, occorre rettificare: puoi emettere una nota di variazione per aggiungere la ritenuta oppure concordare una scrittura integrativa. Il cliente dovrà versare l’F24 codice 1040. In caso di versamento tardivo, si applica il ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997 con sanzioni ridotte e interessi legali. Se sei il percipiente e hai subito una ritenuta maggiore o minore del dovuto, regolarizzi in dichiarazione dei redditi scomputando l’importo risultante dalla CU, chiedendo rimborso di eventuali eccedenze o versando quanto manca.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.