Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA scegli il canale AdE o un intermediario abilitato, individua il codice ATECO, compila l’AA9/12 e, se impresa, invia ComUnica con SCIA/REA per CCIAA, INPS e INAIL.
- Modello AA9/12: dichiarazione inizio attività IVA entro 30 giorni (art. 35, D.P.R. 633/1972), con rilascio immediato del numero di Partita IVA.
- Ditta individuale: ComUnica obbligatoria per CCIAA/INPS/INAIL e SCIA via SUAP quando richiesta (D.L. 7/2007, art. 9; D.P.C.M. 6 maggio 2009; L. 241/1990, art. 19; D.Lgs. 222/2016).
- Regime fiscale: scelta tra forfettario (L. 190/2014, come modificata da L. 197/2022) e ordinario/semplificato (D.P.R. 600/1973; TUIR), con obblighi IVA diversi.
Aprire la Partita IVA nel 2026: panoramica operativa
Per iniziare un’attività autonoma devi comunicare l’inizio ai fini IVA. Lo fai con il modello AA9/12 se sei persona fisica. La norma di base è l’art. 35 del D.P.R. 633/1972, consultabile su Normattiva.
Puoi inviare il modello con i servizi online dell’Agenzia delle Entrate usando SPID, CIE o CNS. In alternativa puoi delegare un intermediario abilitato iscritto all’Albo. Entrambe le strade sono valide e riconosciute.
Se l’attività è impresa (artigiano, commerciante, e-commerce, servizi d’impresa), devi anche fare la ComUnica. È l’adempimento unico per CCIAA, INPS e INAIL. La base normativa è il D.L. 7/2007, art. 9, e il D.P.C.M. 6 maggio 2009.
Per alcune attività serve la SCIA al SUAP del Comune. La regola è nell’art. 19 della L. 241/1990 e nel D.Lgs. 222/2016. La SCIA abilita subito, salvo controlli successivi dell’ente.
Scelte iniziali corrette su ATECO, regime fiscale e iscrizioni previdenziali evitano errori costosi. Le fonti ufficiali sono: Agenzia delle Entrate, Normattiva, Ministero del Lavoro, INPS e INAIL.
Scelta del codice ATECO: perché conta
Il codice ATECO identifica cosa fai. Serve per IVA, imposte, contributi e statistiche. Lo rilascia ISTAT e lo trovi nelle tabelle aggiornate. Scegli il codice principale della tua attività prevalente.
Puoi aggiungere codici secondari se svolgi attività diverse. Indicali solo se reali. Un ATECO errato può comportare contributi sbagliati, SCIA mancanti o errori nella cassa previdenziale.
Per attività borderline (es. servizi digitali, consulenza e vendita), individua l’attività che genera più ricavi. Le altre si indicano come secondarie. Aggiorna l’ATECO se il mix cambia.
Modello AA9/12: cosa compilare, sezione per sezione
Il modello AA9/12 è il modulo per aprire, variare o chiudere la Partita IVA delle persone fisiche. È approvato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimenti direttoriali periodici.
Sezione A: indica l’operazione (apertura, variazione, cessazione) e la data. La data di inizio attività è cruciale per scadenze e sanzioni.
Sezione B: descrive l’attività. Scrivi la sede, l’eventuale unità locale e la data di avvio. Specifica se operi in locali aperti al pubblico.
Sezione C: dati anagrafici e residenza. Devono coincidere con i documenti. In caso di cambio residenza, comunica la variazione entro 30 giorni.
Sezione D: soggetto incaricato. Compilala solo se deleghi un intermediario.
Sezione E: trasformazioni particolari (cessioni, conferimenti). Serve in operazioni straordinarie.
Sezione F: luoghi di conservazione delle scritture. Nel regime forfettario non tieni registri IVA, ma indichi comunque il luogo in cui conservi i documenti fiscali.
Sezione G: codici ATECO. Inserisci il principale e, se necessario, i secondari.
Sezione H: depositi o magazzini in luoghi diversi dall’attività. Indicali per controlli e logistica fiscale.
Sezione I: informazioni varie, tra cui opzioni e revoche di regimi IVA. Compila con attenzione, perché alcune opzioni durano per anni.
Ditta individuale e ComUnica: iscrizioni coordinate
La ComUnica accorpa pratiche per CCIAA, INPS e INAIL. La invii al Registro delle Imprese. La norma quadro è nel D.P.R. 581/1995 (REA) e nel D.P.C.M. 6 maggio 2009 (ComUnica).
Se vendi beni online o offline, o offri servizi d’impresa, rientri in impresa. Quindi invii ComUnica. Se sei solo professionista (es. consulente), in genere non ti iscrivi in CCIAA.
Per retail fisico o e-commerce serve la SCIA commerciale via SUAP. La disciplina è nel D.Lgs. 222/2016 e nella L. 241/1990. La SCIA abilita subito, ma devono esserci i requisiti morali e professionali.
Iscrizioni INPS e INAIL: quale gestione scegliere
Professionisti senza cassa specifica si iscrivono alla Gestione Separata INPS. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS con circolari. Con il forfettario si paga sui compensi incassati.
Artigiani e commercianti si iscrivono alle Gestioni INPS corrispondenti. Pagano contributi minimi su un reddito minimale, con conguaglio sul reddito effettivo. Le aliquote e il minimale cambiano ogni anno.
INAIL è obbligatoria se c’è rischio infortuni. La base è il D.P.R. 1124/1965 (Testo Unico). Molti servizi intellettuali non rientrano, ma artigiani e alcune attività commerciali sì.
Regimi fiscali, IVA e contabilità: scegliere bene
Regime forfettario: imposta sostitutiva con aliquota agevolata su un reddito calcolato a forfait. È disciplinato dalla L. 190/2014, modificata da leggi successive, tra cui L. 197/2022. Soglia di ricavi/compensi ordinaria pari a 85.000 euro, con uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno.
In forfettario non applichi IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti. Usi il principio di cassa: contano gli incassi. Sei esonerato dalle liquidazioni e dalla dichiarazione IVA.
Regime ordinario/semplificato: applichi IVA, registri fatture, effettui liquidazioni periodiche e presenti la dichiarazione IVA. Per imprese minori vale il principio di cassa o “registrazioni” secondo art. 66 TUIR e art. 18 D.P.R. 600/1973.
La scelta del regime incide su prezzo, margini e adempimenti. Valuta i costi IVA, i contributi, le spese deducibili e il flusso di cassa.
Professionista o impresa? Effetti pratici
Professionista: attività intellettuale, senza organizzazione tipica d’impresa. Niente CCIAA, niente INAIL salvo casi particolari. Contributi in Gestione Separata o cassa professionale.
Impresa: produzione o scambio di beni, o servizi organizzati. Iscrizione a CCIAA, spesso SCIA al SUAP, possibili obblighi INAIL. Contributi a Gestione Artigiani o Commercianti.
E-commerce di beni non è attività professionale. È commercio. Richiede ComUnica, SCIA e adempimenti tipici di impresa.
Regola decisionale rapida
Se svolgi consulenza o servizi intellettuali senza struttura d’impresa: invia AA9/12; scegli forfettario se rispetti i requisiti; iscriviti a Gestione Separata o alla tua cassa professionale.
Se vendi beni, gestisci un negozio o un e-commerce: invia AA9/12 e ComUnica; presenta SCIA commerciale via SUAP; iscriviti a INPS Artigiani/Commercianti e, se richiesto, a INAIL.
Se superi o prevedi di superare 85.000 euro di ricavi/compensi: valuta il regime ordinario. Se superi 100.000 euro nell’anno in forfettario, l’uscita è immediata dalla data di superamento.
Se operi in locali aperti al pubblico o con lavorazioni manuali: verifica l’obbligo INAIL. Se tratti alimenti o attività regolamentate, controlla requisiti professionali e igienico-sanitari.
Se hai attività miste: indica ATECO principale e secondari. Applica il regime IVA coerente e verifica eventuali regimi speciali vietati per il forfettario.
Strumenti per l’apertura: AdE online o intermediario
Canale AdE: compili e invii AA9/12 con SPID/CIE/CNS. Ricevi il numero di Partita IVA subito, insieme al certificato di attribuzione della Partita IVA. Serve attenzione per ATECO, regimi e opzioni.
Intermediario abilitato: ti assiste nella scelta di ATECO e regime. Invia le pratiche AA9/12 e, se impresa, la ComUnica. Riduce il rischio di errori e sanzioni.
Per ditta individuale, l’intermediario gestisce anche SCIA, REA e posizioni previdenziali. Puoi così partire operativamente senza blocchi amministrativi.
Tempi, costi e sanzioni
Tempi: la Partita IVA si attribuisce in giornata. La ComUnica di norma si chiude in pochi giorni lavorativi. La SCIA abilita subito, salvo controlli. L’INPS e l’INAIL attivano posizioni in tempi variabili.
Costi amministrativi: diritti CCIAA e imposta di bollo per pratiche variabili per territorio e attività. È dovuto anche il diritto annuale alla CCIAA per le imprese iscritte, determinato con provvedimenti del Ministero competente.
Sanzioni: omissioni e ritardi nelle comunicazioni anagrafiche e IVA sono sanzionati dal D.Lgs. 471/1997, art. 11. È possibile il ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997, art. 13.
Errori comuni e come evitarli
Scegliere un ATECO sbagliato. Soluzione: analizza i servizi o beni offerti e verifica le tabelle ISTAT. Controlla gli effetti su INPS e SCIA.
Regime fiscale non adatto. Soluzione: proietta ricavi, costi, investimenti e contributi. Valuta IVA a credito e incidenza dell’imposta sostitutiva.
Saltare ComUnica o SCIA. Soluzione: se vendi beni o svolgi attività d’impresa, pianifica SUAP e REA prima di iniziare. Conserva protocolli e ricevute.
| Scenario | Adempimenti obbligatori | Requisiti e regole chiave | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Libero professionista (consulenza) | AA9/12; scelta regime; iscrizione Gestione Separata o cassa ordinistica | ATECO coerente; forfettario se nei limiti; niente CCIAA salvo attività d’impresa | P.IVA in giornata; INPS in pochi giorni; nessuna SCIA salvo casi particolari |
| Ditta individuale commercio al dettaglio (negozio) | AA9/12; ComUnica; SCIA via SUAP; INPS Commercianti; possibile INAIL; iscrizione REA | Locali conformi; requisiti morali/professionali; registratore telematico e corrispettivi | SCIA immediata; P.IVA in giornata; posizioni previdenziali/assicurative entro 1–2 settimane |
| E-commerce vendita beni | AA9/12; ComUnica; SCIA commercio elettronico; INPS Commercianti; eventuale INAIL; REA | Informative consumatori; adeguamenti fiscali e privacy; gestione marketplace e IVA | SCIA immediata; set-up fiscale/tecnico in 1–10 giorni; monitora regole marketplace |
| Artigiano (laboratorio) | AA9/12; ComUnica; SCIA se prevista; INPS Artigiani; INAIL | Requisiti professionali; sicurezza sul lavoro; gestione rifiuti se necessari | P.IVA in giornata; SCIA/INAIL/INPS in pochi giorni; verifica DVR e adempimenti sicurezza |
FAQ
Qual è la differenza tra AA9/12 e ComUnica? Devo inviarli entrambi?
AA9/12 è la dichiarazione di inizio attività ai fini IVA per persone fisiche. È disciplinata dall’art. 35 del D.P.R. 633/1972. Serve a ottenere la Partita IVA e a comunicare codici ATECO, sede e opzioni fiscali. Si invia all’Agenzia delle Entrate via servizi telematici con SPID/CIE/CNS oppure tramite un intermediario abilitato.
ComUnica è la pratica unificata per Registro Imprese/REA, INPS e INAIL. È prevista dal D.L. 7/2007, art. 9, e dal D.P.C.M. 6 maggio 2009. Si usa per imprese individuali e società, non per i professionisti puri. In molti casi d’impresa devi allegare anche la SCIA da presentare al SUAP del Comune (L. 241/1990, art. 19; D.Lgs. 222/2016).
Quindi: se sei un professionista che presta servizi intellettuali, in genere invii solo AA9/12. Se sei impresa (artigiano, commerciante, servizi organizzati, e-commerce), invii AA9/12 e ComUnica, più la SCIA quando richiesta.
Posso aprire la Partita IVA se sono studente o dipendente? Ci sono vincoli o autorizzazioni?
Sì. La legge fiscale non vieta l’apertura della Partita IVA a studenti o dipendenti. Devi però rispettare i contratti di lavoro, le clausole di esclusiva e i limiti di compatibilità oraria e di conflitto di interessi. Se sei dipendente del settore privato, verifica eventuali patti di non concorrenza e obblighi di informativa previsti dal tuo contratto collettivo.
Se sei dipendente pubblico, servono autorizzazioni specifiche del tuo ente. Il riferimento è l’art. 53 del D.Lgs. 165/2001. Alcune attività sono incompatibili. Chiedi sempre l’autorizzazione prima di avviare la prestazione autonoma, per evitare sanzioni disciplinari e restituzioni.
In ambito previdenziale, se svolgi attività professionale senza cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Se l’attività è d’impresa, ti iscrivi alla gestione Artigiani o Commercianti. Verifica anche il regime fiscale più efficiente rispetto al tuo reddito da lavoro dipendente, considerando detrazioni e progressività.
Come scelgo il codice ATECO se svolgo più attività? Devo aprire più posizioni?
La regola è la prevalenza. Scegli un ATECO principale per l’attività che genera più ricavi o che intendi sviluppare di più nell’anno. Aggiungi eventuali codici secondari per attività ulteriori realmente svolte. Indica tutto nell’AA9/12 e, se impresa, in ComUnica.
Non devi aprire più Partite IVA. Una sola posizione fiscale può coprire più attività. Ma ogni attività deve essere coerente con gli adempimenti: SCIA e REA per commercio, INAIL se c’è rischio, corretta gestione IVA per ogni ramo. Attenzione: alcune combinazioni non sono compatibili con il regime forfettario, come i regimi IVA speciali (L. 190/2014).
Se cambia la prevalenza durante l’anno, puoi variare l’ATECO principale con un’istanza di variazione. Comunica la modifica entro 30 giorni. La variazione corretta evita errori nei contributi INPS e nella classificazione ai fini statistici e camerali.
Quali sono i requisiti del regime forfettario nel 2026? E quando è meglio l’ordinario?
Il regime forfettario è la via semplificata per persone fisiche con ricavi/compensi entro 85.000 euro. Prevede imposta sostitutiva su un reddito calcolato applicando un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi incassati. Non applichi l’IVA e usi il principio di cassa. La disciplina è nella L. 190/2014, aggiornata da interventi successivi, tra cui la L. 197/2022 che ha fissato la soglia a 85.000 euro e l’uscita immediata a 100.000 euro nell’anno.
Cause tipiche di esclusione: utilizzo di regimi IVA speciali, residenza fiscale non italiana salvo eccezioni, controllo di società che svolgono attività riconducibili, e altre situazioni previste dalla norma vigente. Verifica sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornate.
Scegli l’ordinario/semplificato quando hai molti costi con IVA detraibile, margini bassi, investimenti rilevanti o ricavi oltre soglia. L’IVA a credito può migliorare il cash flow. Valuta anche i contributi INPS e la deducibilità analitica dei costi.
Prestazione occasionale o Partita IVA? Dove sta il confine e quali rischi ci sono?
La prestazione occasionale si usa per attività senza abitualità né organizzazione, tipiche di lavori sporadici. Il riferimento civilistico è l’art. 2222 del codice civile. Non deve essere continuativa, non deve avere carattere professionale, e non deve richiedere mezzi organizzati.
Se l’attività è abituale o programmata, o se ti promuovi stabilmente sul mercato, serve la Partita IVA. Anche con pochi incassi, la ripetizione nel tempo e l’organizzazione minimale fanno scattare l’obbligo. Oltre 5.000 euro annui di compensi da lavoro autonomo occasionale, scattano i contributi alla Gestione Separata INPS sulla quota eccedente, secondo le regole INPS vigenti.
Usare in modo improprio l’occasionale espone a sanzioni fiscali e contributive, oltre al recupero imposte. Se hai dubbi, avvia la Partita IVA con il regime più semplice, così operi in regola e senza rischi futuri.
