Grafico libero professionista: come aprire P.IVA e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come grafico apri la Partita IVA come libero professionista con codice ATECO 74.12.09. Compili il modello AA9/12, scegli il regime fiscale, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS e fatturi in elettronico.

  • Codice ATECO: 74.12.09 “altre attività dei disegnatori grafici”. Indica l’attività prevalente nella domanda AA9/12.
  • Previdenza: iscrizione alla Gestione Separata INPS. Aliquota 2026 pari al 26,07% sui compensi imponibili.
  • Regime fiscale: forfettario (imposta sostitutiva 15% o 5% start) o ordinario (IRPEF 23%–33%–43% e IVA).

Apertura Partita IVA per grafico: requisiti, codice ATECO e percorso pratico

Il grafico freelance è un lavoratore autonomo senza Albo. Vende servizi creativi: brand identity, impaginazione, UI, illustrazione, packaging.

Per inquadrare l’attività usa il codice ATECO 74.12.09 “altre attività dei disegnatori grafici”. Indicalo nel modello AA9/12. È il codice tipico per chi progetta grafica e visual.

Verifica sempre l’attività prevalente. Se fai anche design di prodotto o servizi digitali complessi, valuta codici aggiuntivi coerenti. Se la tua attività include l’illustrazione, vedi i requisiti per aprire la Partita IVA come illustratore. In caso di dubbi chiedi alla Camera di Commercio o a un consulente.

Modello AA9/12: come si compila e come si invia

Il modello AA9/12 è la dichiarazione di inizio attività per persone fisiche. Lo prevede il DPR 633/1972 per finalità IVA e l’anagrafe tributaria.

Compila i dati anagrafici, il domicilio fiscale e la sede. Indica il codice ATECO, la data di inizio, il metodo contabile e il regime fiscale.

Spunta l’opzione per il regime forfettario, se ne hai i requisiti (Legge 190/2014 e successive modifiche). In alternativa spunta l’ordinario.

Invia il modello con uno di questi canali: servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, intermediario abilitato, raccomandata A/R, consegna a mano presso un Ufficio. La pratica è gratuita se la fai tu.

Come lavoratore autonomo non devi iscriverti al Registro Imprese. Non serve lo Sportello Unico Attività Produttive per la grafica pura. Serve invece la PEC o domicilio digitale registrato su INAD.

Iscrizione INPS Gestione Separata e rivalsa del 4%

I grafici senza Cassa professionale si iscrivono alla Gestione Separata INPS. La base è l’articolo 2, comma 26, Legge 335/1995 e le circolari INPS annuali.

Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile previdenziale. Non c’è un minimale fisso. Contribuisci in proporzione agli incassi.

Puoi applicare in fattura la rivalsa INPS del 4%. È una maggiorazione facoltativa che riduce il tuo costo contributivo effettivo. I contributi sono deducibili dal reddito.

Versi i contributi con F24, alle scadenze di saldo e acconti delle imposte. L’INPS riconosce tutele per maternità e malattia, con requisiti di reddito e contribuzione.

Fatturazione elettronica, IVA e marca da bollo

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari e gli ordinari. La base sono i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di e-fattura.

Nel regime ordinario applichi l’IVA alle tue fatture. Liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA sono obbligatorie (DPR 633/1972).

Nel regime forfettario non applichi l’IVA né detrai quella sugli acquisti. Inserisci in fattura la dicitura di esonero e, se l’importo supera 77,47 euro, applichi bollo da 2 euro.

Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario per il grafico

Regime forfettario: come funziona nel 2026

Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge 190/2014 e aggiornamenti successivi. È pensato per le piccole attività con ricavi contenuti.

Limite ricavi: fino a 85.000 euro annui per restare nel regime. Uscita immediata se superi i 100.000 euro durante l’anno. Regola confermata dalle ultime Leggi di Bilancio.

Imposta sostitutiva: 15% sul reddito forfettario. Aliquota ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (assenza di attività analoga recente, non prosecuzione di lavoro dipendente, altre condizioni previste).

Reddito forfettario: si calcola applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. Per il grafico è il 78%. Poi deduci i contributi previdenziali versati. Il risultato è la base dell’imposta.

Vantaggi: niente IVA, niente ritenuta d’acconto subita, contabilità semplificata. Svantaggi: non deduci i costi effettivi. Se hai spese alte, valuta bene la convenienza.

Regime ordinario: IRPEF 2026, IVA e costi deducibili

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF per scaglioni, più addizionali regionali e comunali (DPR 917/1986, TUIR). Aggiornamento 2026: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.

Il reddito imponibile si calcola con il principio di cassa. Significa che consideri i compensi incassati e i costi pagati nel periodo. Deduce anche i contributi.

Applichi l’IVA in fattura. Detrai l’IVA sugli acquisti. Liquidazioni trimestrali o mensili, dichiarazione annuale, esterometro via SdI per operazioni estere.

Vantaggi: deduci i costi effettivi (software, hardware, servizi cloud, consulenze, formazione). Svantaggi: più adempimenti e gestione IVA.

Gestione operativa: scadenze, imposte e clienti esteri

Imposte dirette: saldo e acconti

Paghi saldo e primo acconto a giugno. Secondo acconto a novembre. Le scadenze possono slittare con i consueti calendari fiscali. Verifica ogni anno le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Nel forfettario versi l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario versi IRPEF e addizionali. Usa i codici tributo corretti in F24, indicati annualmente dall’Agenzia.

Conserva i documenti per almeno dieci anni. Gestisci le e-fatture nel cassetto fiscale e tramite un sistema di conservazione a norma.

Contributi INPS: calcolo e versamento

Base imponibile previdenziale nel forfettario: reddito forfettario prima dell’imposta sostitutiva. Nell’ordinario: reddito netto prima dell’IRPEF.

Versi con F24 alle stesse scadenze delle imposte. Puoi rateizzare con gli interessi previsti dalle risoluzioni annuali. Tieni conto dei contributi deducibili ai fini IRPEF o imposta sostitutiva.

L’INPS comunica ogni anno aliquote e massimali contributivi con apposite circolari. Consulta le circolari INPS 2026 per confermare il 26,07% e le regole di tutela. Per un caso simile al tuo, vedi quali contributi versa un illustratore e quanto paga.

Clienti esteri: regole rapide UE ed extra-UE

Servizi a clienti UE con partita IVA: operazione fuori campo IVA in Italia, luogo di tassazione nel Paese del cliente (regola B2B, art. 7-ter DPR 633/1972). Indica inversione contabile in fattura. Iscriviti al VIES.

Servizi a clienti extra-UE: in genere fuori campo IVA in Italia. Indica la norma di non imponibilità. Conserva le prove della residenza fiscale del cliente.

Operazioni con privati consumatori esteri: regole diverse. Verifica caso per caso. Per servizi digitali automatici possono applicarsi regimi OSS. Chiedi al consulente se il tuo servizio rientra.

Regola decisionale rapida

Se incassi previsti sotto 85.000 euro e spese effettive basse: scegli il forfettario. Paghi il 15% (o 5% start) su un reddito presunto.

Se incassi medio-alti e spese alte (software, subappalti, hardware, advertising): scegli l’ordinario. Deduci i costi. L’IVA sugli acquisti riduce l’esborso.

Se lavori molto con clienti esteri B2B: entrambi i regimi funzionano. Ma con l’ordinario puoi detrarre l’IVA su strumenti costosi usati per l’export di servizi.

Se prevedi di superare 100.000 euro in corso d’anno: evita il forfettario. L’uscita immediata complica l’anno fiscale.

Se inizi da zero e rispetti i requisiti start: il 5% per 5 anni è spesso imbattibile. Controlla le cause di esclusione in Legge 190/2014 e aggiornamenti.

Fonti normative e prassi da conoscere

Regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche nelle Leggi di Bilancio. Consulta i testi consolidati su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.

IRPEF: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986). Aliquote aggiornate con le Leggi di Bilancio 2026 e i relativi decreti attuativi.

IVA: DPR 633/1972, articoli su territorialità dei servizi (art. 7-ter e seguenti). Circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate per i casi operativi.

Fatturazione elettronica: provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e specifiche tecniche SdI. Obblighi di conservazione a norma e marcatura temporale.

Previdenza: Legge 335/1995 e circolari INPS annuali sulla Gestione Separata. Per tutele e indennità consulta anche il Ministero del Lavoro.

Esempi numerici: come stimare imposte e contributi

Esempio forfettario: incassi 40.000 euro. Reddito forfettario 78% = 31.200 euro. Contributi INPS 26,07% su 31.200 = 8.145,84 euro (stima). Reddito imponibile imposta = 31.200 − 8.145,84 = 23.054,16 euro. Imposta 15% = 3.458,12 euro. Totale fisco+previdenza circa 11.604 euro, oltre bollo e addizionali se dovute.

Esempio ordinario: incassi 40.000 euro. Costi deducibili 12.000 euro. Reddito ante contributi = 28.000 euro. Contributi 26,07% su 28.000 = 7.299,60 euro. Reddito IRPEF = 20.700,40 euro. IRPEF 23% = 4.761,09 euro, al netto di detrazioni personali. Recuperi l’IVA sugli acquisti. Confronta con il forfettario per scegliere.

Scenario Requisiti di accesso Adempimenti iniziali Tassazione e IVA Tempistiche chiave
Forfettario start (5%) Ricavi attesi ≤ 85.000; requisiti start-up (assenza attività analoga; non prosecuzione di lavoro dipendente; altre condizioni in Legge 190/2014) AA9/12 con opzione forfettario; iscrizione Gestione Separata; FE attiva; marca da bollo Imposta sostitutiva 5%; coefficiente 78%; no IVA in fattura; contributi 26,07% Apertura entro 30 giorni dall’inizio; saldo/acconti giugno-novembre; bollo trimestrale
Forfettario 15% Ricavi ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione; non superare 100.000 in corso d’anno AA9/12; FE; clausola di esonero da ritenuta; VIES se UE Imposta sostitutiva 15%; coefficiente 78%; no IVA; contributi 26,07% Versamenti imposta e INPS con F24 a giugno e novembre; gestione esterometro via SdI
Ordinario con IVA Scelta volontaria o uscita da forfettario; utile con costi elevati e investimenti IVA AA9/12 opzione ordinario; registri IVA; FE; liquidazioni IVA IRPEF 23–33–43% su reddito netto; IVA detraibile; addizionali Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; dichiarazione annuale IVA e Redditi
Superamento 100.000 Ricavi oltre 100.000 in anno in corso Uscita immediata dal forfettario; adegua fatture e contabilità Applicazione IVA dalla fattura che supera il limite; tassazione in ordinario Transizione immediata; comunicazioni e conguagli entro dichiarazioni successive
Servizi a clienti esteri Clienti UE con VAT o extra-UE; verifica status B2B/B2C Iscrizione VIES per UE; FE con codici estero; conservazione prove In genere fuori campo IVA Italia per B2B; note normative in fattura Invii esterometro via SdI a cadenza prevista; archiviazione a norma

FAQ: domande frequenti dei grafici freelance

Come si compila il modello AA9/12 se sono un grafico alla prima esperienza?

Inserisci i tuoi dati anagrafici e il domicilio fiscale. Indica come attività “altre attività dei disegnatori grafici” con codice ATECO 74.12.09. Metti la data effettiva di avvio, cioè il giorno in cui inizi a offrire servizi o promuovere l’attività.

Nella sezione dedicata all’IVA seleziona il regime forfettario se rispetti i requisiti. In alternativa resta in ordinario. Specifica il metodo di tenuta delle scritture. Per i professionisti si applica il principio di cassa, che considera incassi e pagamenti.

Indica la PEC o il domicilio digitale. Firma il modello. Invia telematicamente tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, con un intermediario, o con raccomandata. Riceverai la partita IVA immediatamente se l’invio è telematico. Conserva la ricevuta.

Meglio forfettario o ordinario se compro spesso software, plugin, hardware e servizi cloud?

Dipende dal rapporto tra costi e ricavi. Il forfettario tassa il 78% dei ricavi a prescindere dai costi. È ideale con spese basse. Se invece spendi molto, l’ordinario di solito conviene perché deduci i costi e detrai l’IVA.

Fai una simulazione. Esempio: ricavi 60.000. Spese 20.000 più IVA. In ordinario deduci 20.000 e recuperi l’IVA sugli acquisti. In forfettario non deduci i 20.000. L’imponibile è 60.000 × 78% = 46.800, meno contributi. La differenza può essere grande.

Considera anche il timing. Se prevedi investimenti importanti nel primo anno (workstation, monitor, licenze), l’ordinario ti dà ossigeno con IVA detraibile e costi deducibili. Valuta poi di rientrare nel forfettario se i costi calano, rispettando le regole di opzione.

Come fatturo a un cliente estero, ad esempio Germania (UE) o Stati Uniti (extra-UE)?

Germania B2B: richiedi la partita IVA del cliente e verifica l’iscrizione. Iscriviti al VIES. Emetti fattura elettronica con natura operazione fuori campo IVA art. 7-ter DPR 633/1972 e inversione contabile. Indica in chiaro la norma in fattura. Nessuna IVA italiana da addebitare.

Stati Uniti B2B: in genere il luogo di tassazione è fuori dall’Italia. La fattura è fuori campo IVA Italia. Inserisci la norma di territorialità. Conserva le prove dello status del cliente (contratto, ordini, pagamenti, dati fiscali).

Se il cliente è un consumatore finale (B2C) estero, le regole cambiano. Per i servizi digitali automatizzati possono valere regimi speciali come OSS. Se il tuo servizio richiede intervento creativo umano, spesso non ricade negli automatizzati. Chiedi conferma a un consulente.

Posso avere anche un lavoro dipendente e la Partita IVA da grafico?

Sì, puoi. Verifica però i requisiti del forfettario. Le cause di esclusione sono fissate dalla Legge 190/2014 e successive modifiche. Negli anni recenti è stata attenuata la causa legata alla prevalenza del lavoro dipendente. Controlla ogni anno le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Se resti in forfettario, dichiari sia redditi di lavoro dipendente sia redditi autonomi. L’imposta sostitutiva si applica solo al reddito autonomo. I contributi INPS per l’attività autonoma restano dovuti. Se il datore versa già contributi, non compensano quelli della Gestione Separata.

Se scegli l’ordinario, i redditi si sommano e paghi l’IRPEF per scaglioni. Tieni conto delle addizionali e delle detrazioni per lavoro dipendente. Valuta il carico fiscale complessivo con una simulazione.

Quali costi posso dedurre in ordinario e come gestisco l’IVA?

In ordinario deduci i costi inerenti all’attività: hardware, software, licenze, plugin, servizi cloud, advertising, consulenze, coworking, corsi di formazione, assicurazione RC professionale. Per i beni strumentali di valore elevato si applicano ammortamenti secondo TUIR.

Detrai l’IVA sugli acquisti se i beni e servizi sono inerenti e documentati. Se usi un bene in parte per fini privati, la detrazione IVA e la deduzione del costo si riducono in proporzione.

Registra le fatture, conserva le ricevute e usa metodi di pagamento tracciati. Esegui liquidazioni IVA mensili o trimestrali. Presenta la dichiarazione IVA annuale. Segui le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le regole del DPR 633/1972.

Checklist finale per partire senza errori

1) Definisci l’attività e scegli il codice ATECO 74.12.09. 2) Compila e invia l’AA9/12. 3) Attiva la fatturazione elettronica. 4) Iscriviti alla Gestione Separata INPS. 5) Scegli il regime fiscale con una simulazione.

6) Prepara un layout di fattura con clausole corrette (forfettario o IVA). 7) Inserisci la rivalsa INPS 4% se vuoi. 8) Se lavori con l’estero, iscriviti al VIES. 9) Organizza un calendario scadenze. 10) Conserva tutto a norma.

Riferimenti: Normattiva per le leggi consolidate; sito dell’Agenzia delle Entrate per modelli e istruzioni; INPS per aliquote e tutele; Ministero del Lavoro per chiarimenti su previdenza e lavoro autonomo.

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