Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per operazioni con soggetti esteri emetti o integri la fattura elettronica via SdI; l’Intrastat scatta solo in casi e soglie precise, diversi tra vendite/acquisti e tra regime ordinario/forfettario.
- Regole Intrastat 2026: vendite intra-UE sempre rilevanti in ordinario; per acquisti soglie 350.000 euro beni e 100.000 euro servizi.
- Per forfettari: Intrastat solo su servizi venduti a soggetti UE e su servizi acquistati oltre 100.000 euro.
- E-fattura estero: invio via SdI con codici TD17, TD18, TD19; scadenze legate al mese di ricezione/emissione.
Intrastat ed e-fattura estera: quadro normativo e principi
L’Intrastat rileva scambi di beni e servizi con soggetti IVA stabiliti in altri Stati membri UE. La base giuridica nazionale è nel Decreto-Legge 331/1993 (articoli 38-50). A livello IVA valgono anche le regole del DPR 633/1972 e della Direttiva 2006/112/CE.
Dal lato statistico, si applicano il Regolamento (UE) 2019/2152 e il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1197, che hanno aggiornato contenuti e qualità dei dati. In Italia, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e l’Istat definiscono modelli e soglie operative con determinazioni e istruzioni tecniche.
Per la fattura elettronica verso e da estero si applica il D.Lgs. 127/2015. Dal 2024 l’obbligo di e-fattura via SdI è esteso a tutti, inclusi i forfettari. Le specifiche tecniche e i codici documento (TD) sono fissati dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Che cos’è l’Intrastat e chi deve inviarlo
Definizione operativa
L’Intrastat è un elenco riepilogativo. Serve a comunicare a ADM/Istat i dati di cessioni e acquisti intracomunitari. È distinto per beni e per servizi e si suddivide in modelli per operazioni attive (INTRA 1) e passive (INTRA 2).
Per “regime ordinario” intendo il regime IVA con detrazione dell’imposta. Per “regime forfettario” intendo il regime agevolato con imposta sostitutiva e senza IVA in fattura. Le regole Intrastat variano in base al regime e al tipo di operazione.
Operazioni attive: cessioni e servizi resi
In regime ordinario devi presentare l’Intrastat per tutte le cessioni intracomunitarie di beni e per i servizi generici resi a soggetti passivi UE. L’importo non conta: la soglia riguarda solo la periodicità (mensile o trimestrale).
In regime forfettario l’obbligo Intrastat riguarda i servizi resi a soggetti passivi UE, indipendentemente dall’importo. Per le cessioni di beni, in via pratica, il forfettario non compila l’Intrastat, salvo specifiche richieste statistiche.
Operazioni passive: acquisti e servizi ricevuti
Per chi è in regime ordinario, l’Intrastat acquisti beni e servizi è dovuto solo superate soglie annuali. Beni: da 350.000 euro. Servizi ricevuti: da 100.000 euro. Sotto tali livelli, l’invio non è dovuto.
Per chi è in regime forfettario, l’Intrastat è richiesto sui servizi acquistati oltre 100.000 euro. Per i beni acquistati la prassi operativa esclude l’obbligo entro la soglia statistica di 350.000 euro.
Queste impostazioni derivano dalle determinazioni ADM e dalle istruzioni Istat. Verifica sempre su Normattiva e sul portale ADM le soglie in vigore nell’anno di riferimento.
Fattura elettronica estera via SdI: come funziona davvero
Operazioni attive verso estero
Se vendi a clienti UE o extra-UE, emetti fattura elettronica via SdI. Indichi il codice destinatario “XXXXXXX” per l’estero. Per il cliente UE con partita IVA valida, le cessioni di beni possono essere non imponibili art. 41 DL 331/1993, se ricorrono i presupposti di trasporto e VIES.
Per servizi generici a soggetti passivi UE, applichi il principio di tassazione a destino (art. 7-ter DPR 633/1972). In fattura indichi “reverse charge” e la norma di non imponibilità. Conservi prova della controparte UE valida ai fini IVA.
Operazioni passive da estero e codici TD
Se acquisti dall’estero, registri e trasmetti i documenti di integrazione o autofattura via SdI. Usa i codici:
- TD17: servizi ricevuti da soggetti esteri (UE o extra-UE), con inversione contabile;
- TD18: acquisti intracomunitari di beni;
- TD19: acquisti di beni da soggetti esteri in reverse charge interno (art. 17 c. 2).
La trasmissione va fatta entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione del documento del fornitore (o di effettuazione dell’operazione). Indichi come data documento quella di ricezione e compili correttamente imponibile, imposta e norma. Se salta la scadenza, vedi quali sono le sanzioni per l’invio tardivo della fattura elettronica.
Esterometro superato
L’esterometro è stato sostituito dall’invio via SdI. Oggi la condivisione dati delle operazioni transfrontaliere avviene con e-fatture e documenti TD. La fonte è il D.Lgs. 127/2015 con i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Soglie, periodicità e scadenze 2026
Soglie di obbligo Intrastat
Per acquisti da UE, soglie in vigore:
- Beni: Intrastat solo da 350.000 euro annui di acquisti intra-UE;
- Servizi: Intrastat da 100.000 euro annui di servizi ricevuti da soggetti UE.
Sotto tali livelli l’invio non è obbligatorio. Le soglie hanno finalità statistiche e sono definite da ADM in accordo con Istat.
Periodicità e scadenze
Vendite intra-UE (beni/servizi): se realizzi meno di 50.000 euro per categoria nel trimestre, invii l’Intrastat entro il 25 del mese successivo alla fine del trimestre. Se superi 50.000 euro, passi all’invio mensile entro il 25 del mese successivo.
Acquisti sopra soglia: se scatta l’obbligo, in genere la periodicità è mensile. Verifica nelle istruzioni ADM/Istat dell’anno di riferimento.
Regola decisionale rapida
Domande sì/no per capire se inviare l’Intrastat
1) Il cliente/fornitore è stabilito in un altro Stato UE con partita IVA valida? Se no, l’Intrastat non si applica. Se sì, vai alla domanda 2.
2) Stai vendendo o acquistando? Se vendi, vai alla domanda 3. Se acquisti, vai alla domanda 4.
3) Sei in regime ordinario? Se sì, Compila sempre Intrastat vendite (beni e servizi). Periodicità: soglia dei 50.000 euro. Se sei in forfettario, compila Intrastat solo per servizi resi a soggetti UE.
4) Parliamo di beni o servizi acquistati? Per beni, l’Intrastat scatta solo da 350.000 euro annui. Per servizi, scatta da 100.000 euro annui. In forfettario, vale solo per servizi oltre 100.000 euro.
5) Superi la soglia/periodicità? Se sì, invia entro il 25 del mese successivo. Se no, non invii (ma conserva i dati e continua a monitorare).
Compilazione e invio: strumenti e prassi
Strumenti telematici
Puoi inviare telematicamente l’Intrastat in autonomia. Sono disponibili:
- Software intr@Web distribuito da ADM per compilazione e invio;
- Web app intr@Web online per lavorare da browser;
- Software gestionali abilitati all’esportazione dei tracciati Intrastat.
In alternativa, delega un intermediario abilitato. Verifica che la delega alle dogane sia attiva e che le anagrafiche VIES siano aggiornate.
Dati da preparare
Servono: partita IVA UE del partner, codice ISO del Paese, natura transazione, condizioni di consegna, modalità trasporto, nomenclatura combinata per beni, imponibile e quantità. Per servizi, usa la classificazione CPA richiesta.
Conserva i DDT, i CMR o i documenti di trasporto equivalenti. Raccogli prove dell’uscita dei beni per le non imponibili art. 41 DL 331/1993. Senza prova, aumenta il rischio di rilievi IVA.
Casi particolari e attenzioni operative
Forfettari
I forfettari non addebitano IVA. Per i servizi resi a soggetti UE presentano l’Intrastat. Per i servizi ricevuti applicano il reverse charge con TD17 e trasmettono il documento via SdI. Intrastat acquisti servizi scatta oltre 100.000 euro annui.
Per i beni acquistati da UE, emettono TD18 e liquidano l’imposta senza diritto a detrazione. L’Intrastat acquisti beni è fuori campo finché non si superano le soglie statistiche.
Marketplace, dropshipping e triangolazioni
Nelle triangolazioni UE, verifica sempre chi è proprietario dei beni al momento della spedizione e dove avviene il trasporto principale. Potresti dover compilare Intrastat anche senza fattura diretta verso l’acquirente finale.
Se usi magazzini in altri Paesi UE (consignment o call-off stock), potresti dover identificarti localmente. L’Intrastat italiano potrebbe non bastare. Consulta le regole del Paese interessato.
OSS/IOSS e Intrastat
Per vendite B2C UE con regime OSS, dichiari l’IVA nel portale OSS. L’Intrastat resta fuori per le operazioni B2C, come per altre operazioni escluse dall’obbligo Intrastat. Per B2B continua a valere l’Intrastat, quando dovuto.
Sanzioni, controlli e ravvedimento
Sanzioni amministrative
Per omessa, incompleta o infedele presentazione Intrastat si applicano sanzioni amministrative. La base normativa è il DL 331/1993 e le norme sanzionatorie IVA del D.Lgs. 471/1997.
In caso di errori formali, è possibile inviare una rettifica. Se sei in ritardo, valuta il ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 per ridurre le sanzioni, se ammesso dall’ufficio competente.
Coerenza tra Intrastat ed e-fatture
L’ADM e l’Agenzia delle Entrate incrociano i dati. Intrastat, e-fatture SdI e LIPE devono combaciare. Se dichiari una cessione non imponibile art. 41, devi poterlo dimostrare con trasporto, VIES e contratto.
Fonti ufficiali da consultare
Per norme aggiornate consulta: Normattiva (DL 331/1993; DPR 633/1972; D.Lgs. 127/2015); documentazione ADM e Istat sui modelli Intrastat; provvedimenti e specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate; Ministero dell’Economia e delle Finanze per indirizzi interpretativi.
| Scenario | Requisito/Soglia | Documento/Modello | Periodicità e Scadenza | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Vendita beni a soggetto IVA UE (regime ordinario) | Nessuna soglia per l’obbligo; soglia 50.000 euro per periodicità | Fattura e-fattura SdI; Intrastat INTRA 1-bis | Mensile se >50.000 euro; altrimenti trimestrale. Scadenza: giorno 25 | Non imponibile art. 41 DL 331/1993 se prova trasporto e VIES |
| Servizi resi a soggetto IVA UE (regime ordinario) | Nessuna soglia per l’obbligo; soglia 50.000 euro per periodicità | Fattura e-fattura SdI; Intrastat INTRA 1-quater | Mensile/trimestrale. Scadenza: giorno 25 | Regola generale art. 7-ter DPR 633/1972, reverse charge nel Paese del cliente |
| Acquisto beni intra-UE (regime ordinario) | Soglia 350.000 euro annui | TD18 via SdI; Intrastat INTRA 2-bis se oltre soglia | Intrastat mensile; TD18 entro il 15 del mese successivo | Integrazione IVA con reverse charge interno; verifica resa Incoterms e trasporto |
| Servizi ricevuti da soggetto UE (regime ordinario) | Soglia 100.000 euro annui | TD17 via SdI; Intrastat INTRA 2-quater se oltre soglia | Intrastat mensile; TD17 entro il 15 del mese successivo | Applicazione art. 7-ter; registrazione nei registri IVA con inversione contabile |
| Servizi resi a soggetto UE (regime forfettario) | Obbligo a prescindere dall’importo | Fattura e-fattura SdI (senza IVA); Intrastat INTRA 1-quater | Mensile/trimestrale secondo soglia 50.000 euro. Scadenza: giorno 25 | Indica norma non imponibile e annotazione “reverse charge” |
| Servizi ricevuti da soggetto UE (regime forfettario) | Intrastat oltre 100.000 euro annui | TD17 via SdI; Intrastat INTRA 2-quater se oltre soglia | Intrastat mensile; TD17 entro il 15 del mese successivo | Niente detrazione IVA; attenzione al costo indeducibile dell’imposta |
| Vendita beni a soggetto extra-UE | Fuori ambito Intrastat | E-fattura SdI; esportazione non imponibile art. 8 DPR 633/1972 | Nessuna scadenza Intrastat | Prova uscita doganale (MRN, bolletta) essenziale |
| Acquisti da extra-UE (servizi o beni in reverse interno) | Fuori Intrastat | TD17/TD19 via SdI | Entro il 15 del mese successivo | Gestisci dazi e IVA doganale per beni importati |
FAQ
Devo sempre emettere la fattura elettronica per clienti esteri o posso usare PDF?
Se sei stabilito in Italia, devi emettere fattura elettronica via SdI anche verso clienti esteri. È una regola del D.Lgs. 127/2015 e dei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Il cliente estero non riceve la e-fattura dal SdI, ma tu la trasmetti comunque per adempiere all’obbligo. Poi invii al cliente una copia di cortesia in PDF. La copia non sostituisce l’invio via SdI. Senza invio SdI, rischi sanzioni per omesso invio dei dati transfrontalieri. Per le esportazioni extra-UE, la e-fattura resta obbligatoria; la non imponibilità dipende dalla prova di uscita doganale.
Come capisco se devo presentare l’Intrastat per un servizio reso a una società francese?
Verifica tre punti. Primo: la controparte è un soggetto passivo IVA? Controlla la partita IVA nel VIES. Secondo: il servizio è “generico” ex art. 7-ter DPR 633/1972? Se sì, la territorialità è in Francia e tu emetti fattura senza IVA con dicitura reverse charge. Terzo: sei in regime ordinario o forfettario? In ordinario, presenti sempre l’Intrastat vendite servizi, con periodicità determinata dalla soglia dei 50.000 euro. In forfettario, presenti comunque l’Intrastat per i servizi resi. Prepara i dati CPA, l’importo e le anagrafiche corrette. Invia entro il 25 del mese successivo al periodo di riferimento.
Sono in forfettario: devo fare l’Intrastat se compro software as-a-service da un fornitore tedesco?
Il SaaS è un servizio elettronico. Se lo acquisti da un soggetto passivo tedesco, applichi il reverse charge in Italia e invii l’autofattura TD17 via SdI entro il 15 del mese successivo. Quanto all’Intrastat, scatta solo se la somma annua dei servizi ricevuti da fornitori UE supera 100.000 euro. Sotto questa soglia, non devi presentare l’Intrastat acquisti servizi. Ricorda però che nel forfettario l’IVA assolta per reverse charge non è detraibile e diventa un costo. Conserva la fattura estera, l’ID del TD17 e le evidenze contabili.
Quali prove devo conservare per applicare la non imponibilità art. 41 sulle cessioni intra-UE?
Servono documenti che dimostrino l’uscita dei beni e la consegna in altro Stato UE. In pratica: DDT, CMR firmati, polizze di trasporto, documenti del vettore, contratti e ordini. Serve anche la partita IVA UE attiva del cliente (verifica VIES) e coerenza tra fattura, trasporto e pagamento. La normativa IVA (DL 331/1993 e Direttiva 2006/112/CE) e le prassi nazionali indicano che senza prove concrete l’operazione potrebbe essere riqualificata come cessione interna imponibile, con recupero IVA, interessi e sanzioni. Mantieni un fascicolo per ogni spedizione con tutti i giustificativi.
Ho superato per la prima volta i 50.000 euro trimestrali nelle vendite UE: quando divento mensile?
Il superamento della soglia di 50.000 euro in un trimestre fa scattare la periodicità mensile a partire dal mese successivo. Quindi, chiudi il trimestre con invio trimestrale entro il 25 del mese successivo e poi passi al mensile. Monitora ogni mese se resti sopra o sotto la soglia per eventuali variazioni future. Le istruzioni ADM/Istat confermano che la periodicità dipende dall’ammontare delle operazioni per categoria (beni e servizi). Mantieni tracciamento distinto delle due categorie per evitare errori di periodicità e sanzioni per invii tardivi.
