Pagare il dentista: come farlo per detrarre le spese nel 2023?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Le spese dentistiche sono detraibili al 19% oltre la franchigia di 129,11 euro. Serve pagamento tracciabile, tranne se la prestazione è in struttura pubblica o accreditata SSN. I forfettari detrarrebbero solo se hanno IRPEF da altri redditi.

  • Detrazione 19% ex art. 15 TUIR, con franchigia 129,11 euro per contribuente e anno.
  • Pagamenti tracciabili obbligatori (L. 160/2019), salvo strutture pubbliche o accreditate SSN.
  • Regime forfettario: nessuna deduzione in partita IVA; detrazione possibile solo contro IRPEF da altri redditi.

Quadro generale: come funziona la detrazione delle spese dentistiche

La detrazione per le spese dentistiche è pari al 19% dell’importo sostenuto nell’anno, oltre la franchigia di 129,11 euro. La franchigia è la quota che non si può detrarre. Si applica alla somma delle spese sanitarie dell’anno.

La base giuridica è l’articolo 15 del TUIR (DPR 917/1986). La richiesta di pagamenti tracciabili nasce dall’articolo 1, commi 679 e 680, della Legge 160/2019. Le eccezioni riguardano farmaci, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate SSN.

La detrazione si applica a prescindere dal livello di reddito complessivo. Le rimodulazioni in base al reddito introdotte dalla Legge 160/2019 non tagliano le spese sanitarie. Le norme sono consultabili sui siti istituzionali come Normattiva e Agenzia delle Entrate.

Conta il principio di cassa. Questo significa che detrarrà chi paga e nell’anno del pagamento. Anche gli acconti sono detraibili nell’anno in cui si versano, con fattura di acconto.

Serve documentazione completa: fattura o ricevuta con codice fiscale del paziente, natura della prestazione e prova del pagamento tracciabile. Conserva estratto conto, ricevuta POS o contabile del bonifico.

Quali prestazioni odontoiatriche rientrano

Rientrano visite odontoiatriche, igiene orale, otturazioni, devitalizzazioni, chirurgia orale e implantologia. Rientra anche l’ortodonzia per adulti e minori. I ticket del SSN sono detraibili.

Le protesi e gli apparecchi ortodontici rientrano come dispositivi medici. Per questi serve la marcatura CE e la dicitura in fattura o un’autocertificazione del dispositivo. Anche gli adesivi per dentiere sono dispositivi medici.

Le spese estetiche senza finalità terapeutica non sono detraibili. Se la prestazione è mista (terapeutica ed estetica), serve separare i costi in fattura.

Metodi di pagamento ammessi e prova della tracciabilità

Pagamenti ammessi: carte di debito, credito e prepagate; bonifico bancario o postale; assegno; addebito SDD; bollettino postale; sistemi elettronici come PagoPA. Conserva sempre la prova del pagamento.

Puoi pagare in contanti solo se la prestazione è erogata da una struttura pubblica o privata accreditata al SSN. Lo prevede la Legge 160/2019. Per gli studi privati non accreditati, il contante fa perdere la detrazione.

Controlla l’accreditamento sul sito della Regione o nella documentazione della struttura. In fattura, la struttura accreditata indica il numero di accreditamento o un riferimento all’accreditamento regionale.

Precompilata, Sistema Tessera Sanitaria e privacy

I professionisti sanitari e le strutture trasmettono le spese al Sistema Tessera Sanitaria. La base normativa è il D.Lgs. 175/2014 e i decreti attuativi del MEF. I dati popolano il 730 precompilato dell’anno successivo.

Puoi opporsi all’invio o all’utilizzo in precompilata entro le finestre stabilite dai provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate. In caso di opposizione, la spesa resta detraibile con i documenti cartacei.

Verifica sempre la precompilata. Le spese dentistiche possono risultare aggregate. Correggi eventuali importi rimborsati o non pagati con metodo tracciabile.

Regime forfettario: cosa puoi e non puoi fare

Il regime forfettario è un regime per partite IVA con imposta sostitutiva. Si calcola il reddito in modo forfettario. Non si deducono i costi reali dell’attività, comprese le spese mediche dell’imprenditore o professionista.

Ma la detrazione del 19% per spese sanitarie è personale. Si sconta dall’IRPEF lorda. Se hai solo reddito in forfettario, non hai IRPEF. Quindi non puoi usare la detrazione.

Se oltre alla partita IVA forfettaria hai IRPEF su altri redditi (lavoro dipendente, pensione, fabbricati, terreni, redditi diversi), puoi detrarre. Lo fai nel 730 o nel quadro RP del Modello Redditi PF.

In sintesi: regime forfettario non impedisce la detrazione, ma serve IRPEF capiente. Valuta anche le addizionali regionali e comunali, che seguono l’IRPEF.

Familiari a carico: come funziona

Puoi detrarre le spese dentistiche sostenute per i familiari fiscalmente a carico. Sono a carico se hanno reddito entro le soglie previste dal TUIR. Valgono le regole specifiche per figli, con soglie differenziate.

La fattura può essere intestata al familiare a carico. Chi paga con metodo tracciabile detrae la spesa. Se più soggetti pagano, occorre indicarlo in fattura o annotarlo sul documento con firma.

Se il familiare non è a carico, detrae chi ha sostenuto la spesa. Non è ammessa la detrazione per chi paga una spesa intestata a un familiare non a carico, salvo prova dell’effettivo sostenimento e collegamento.

Spese elevate e rimborsi assicurativi

Se le spese sanitarie superano 15.493,71 euro, puoi rateizzare la detrazione in quattro quote annuali uguali. È una facoltà prevista dall’art. 15 TUIR. Conviene se la capienza IRPEF è bassa in un solo anno.

Se l’assicurazione rimborsa in tutto o in parte, detrai solo la quota rimasta a tuo carico. Se il rimborso arriva in un anno successivo, potresti doverlo dichiarare nei limiti previsti dalle istruzioni ufficiali.

Per i disabili, le spese mediche generiche e di assistenza specifica sono detraibili al 19% senza franchigia. Le prestazioni odontoiatriche ordinarie seguono invece la franchigia di 129,11 euro.

Regola decisionale rapida

Usa questi passaggi logici per capire se puoi detrarre e come:

  • La prestazione è odontoiatrica a fini terapeutici? Se sì, passa al punto successivo. Se è solo estetica, non detrai.
  • Chi ha sostenuto la spesa? Chi paga detrae. Conta il principio di cassa e la prova del pagamento.
  • Il pagamento è tracciabile? Se prestazione in studio privato non accreditato: deve esserlo. Se in struttura pubblica o accreditata SSN: vale anche il contante.
  • Hai IRPEF lorda? Se sì, puoi usare la detrazione. Se hai solo redditi in forfettario: non puoi usarla.
  • Hai altre spese sanitarie nell’anno? Somma tutto, applica la franchigia di 129,11 euro una sola volta, poi il 19%.
  • L’importo supera 15.493,71 euro? Valuta la rateizzazione in quattro anni.

Riferimenti normativi e fonti istituzionali

Le regole sulla detrazione sono nell’articolo 15 del TUIR (DPR 917/1986). L’obbligo di pagamenti tracciabili e le eccezioni derivano dalla Legge 160/2019, articolo 1, commi 679 e seguenti.

La trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria discende dal D.Lgs. 175/2014 e dai decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La prassi applicativa è nelle circolari e guide dell’Agenzia delle Entrate.

Per approfondire, consulta i testi su Normattiva, le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, le pagine del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero della Salute. Sono le fonti ufficiali.

Errori frequenti e come evitarli

Pagare in contanti nello studio privato non accreditato fa perdere la detrazione. Verifica sempre prima il metodo di pagamento accettato ai fini fiscali.

Fatture incomplete rallentano i controlli. Chiedi che compaiano codice fiscale del paziente, prestazione svolta, eventuale marcatura CE per dispositivi, e modalità di pagamento.

Non dimenticare i rimborsi. Se la polizza dentale rimborsa, annotalo sulla fattura o conserva la quietanza. Detrarrai solo la quota rimasta a tuo carico.

Attenzione alla capienza. Se non hai IRPEF sufficiente, valuta la rateizzazione per importi elevati o la presentazione congiunta del 730, se applicabile.

Scenario Pagamento richiesto Prova da conservare Detrazione e tempi
Studio dentistico privato non accreditato SSN Tracciabile obbligatorio (carta, bonifico, assegno, ecc.) Fattura con CF paziente + ricevuta POS/estratto conto 19% oltre 129,11 euro nell’anno del pagamento
Struttura pubblica o privata accreditata SSN Tracciabile o contante Ticket o fattura con riferimento a struttura accreditata 19% oltre 129,11 euro; contante ammesso
Prestazione odontoiatrica all’estero Tracciabile consigliato Fattura tradotta con CF o dati identificativi + prova pagamento 19% oltre 129,11 euro; conversione in euro alla data di pagamento
Dispositivo medico (apparecchio ortodontico) Tracciabile salvo acquisto in struttura pubblica/accreditata Fattura con marcatura CE o autocertificazione + prova pagamento 19% oltre 129,11 euro
Acconto versato nel 2026, saldo nel 2027 Tracciabile per ogni versamento Fattura di acconto 2026, fattura saldo 2027 + prove pagamento Detrazione ripartita per cassa: 2026 e 2027
Importo complessivo oltre 15.493,71 euro Tracciabile secondo regole Fatture, piano di cura, prove pagamento Opzione rateizzazione detrazione in 4 anni
Spesa rimborsata da assicurazione Tracciabile secondo regole Fattura + quietanza rimborso Detrai solo la parte rimasta a tuo carico
Forfettario senza altri redditi IRPEF Tracciabile o contante secondo regole Documenti completi Nessuna capienza: detrazione non utilizzabile
Forfettario con lavoro dipendente Tracciabile o contante secondo regole Documenti completi + CU Detrazione utilizzabile nel 730 fino a capienza IRPEF
Pagamento in contanti in studio privato non accreditato Non conforme Detrazione persa, anche con fattura
Fattura intestata al figlio a carico, pagata dal genitore Tracciabile Fattura con CF figlio + prova pagamento del genitore Genitore detrae, oltre la franchigia
Opposizione alla precompilata (privacy) Tracciabile secondo regole Fatture e prove pagamento; niente dato in precompilata Detrazione manuale in dichiarazione

FAQ

Posso detrarre le spese dentistiche se ho pagato in contanti?

Sì, ma solo se la prestazione è stata resa da una struttura pubblica o da una struttura privata accreditata al SSN. In questi due casi la legge ammette anche il contante. Se invece hai pagato in contanti presso uno studio dentistico privato non accreditato, non puoi detrarre. La Legge 160/2019 richiede un pagamento tracciabile per le detrazioni del 19% previste dall’art. 15 del TUIR. Per “tracciabile” si intende un sistema diverso dal contante, come carta, bonifico, assegno, pagoPA. Se hai dubbi sull’accreditamento, verifica presso la tua Regione o chiedi alla struttura di indicarlo in fattura.

Come funziona la detrazione per un contribuente in regime forfettario?

Il regime forfettario riguarda i redditi della tua partita IVA. Su questi redditi paghi un’imposta sostitutiva e non deduci i costi reali dell’attività. Le spese sanitarie, però, sono oneri personali detraibili dal tuo IRPEF. Se hai solo redditi in forfettario, non hai IRPEF da cui sottrarre la detrazione e quindi non la utilizzi. Se invece hai anche IRPEF (per esempio da lavoro dipendente, pensione o fabbricati), puoi detrarre il 19% oltre la franchigia. Lo fai nel 730 o nel Modello Redditi PF. Verifica la capienza: se l’IRPEF lorda è bassa, potresti non recuperare l’intero importo nell’anno.

Quali documenti devo conservare per una visita dentistica detraibile?

Servono: la fattura o ricevuta con codice fiscale del paziente e descrizione della prestazione; la prova del pagamento tracciabile (ricevuta POS, estratto conto, contabile bonifico). Se hai acquistato dispositivi medici (protesi, apparecchi), serve la marcatura CE indicata in fattura o una dichiarazione del produttore. Se la struttura è accreditata e hai pagato in contanti, conserva il ticket o la fattura con riferimento all’accreditamento. Tieni anche le polizze e le quietanze di eventuali rimborsi, perché riducono la quota detraibile. Conserva tutto per i termini di accertamento indicati dall’Agenzia delle Entrate.

Come si applica la franchigia di 129,11 euro e cosa succede con più fatture?

La franchigia di 129,11 euro si applica una sola volta alla somma di tutte le spese sanitarie dell’anno. Fai così: somma tutte le spese ammesse (visite, prestazioni odontoiatriche, farmaci, dispositivi medici). Sottrai 129,11 euro. Calcola il 19% del risultato. Se hai ricevuto rimborsi assicurativi, sottrai prima i rimborsi. Se una parte delle spese è stata pagata in contanti in uno studio non accreditato, escludi quelle fatture dalla somma. Ricorda che, se superi 15.493,71 euro, puoi scegliere la rateizzazione della detrazione in quattro quote annuali uguali.

Le cure odontoiatriche all’estero sono detraibili in Italia?

Sì, se sono a fini terapeutici e hai documentazione idonea. Ti servono fatture o ricevute con i tuoi dati, tradotte se in lingua straniera, e la prova del pagamento tracciabile. Converti gli importi in euro con il cambio del giorno del pagamento. L’eccezione sul contante per strutture pubbliche o accreditate vale per il SSN italiano; all’estero è prudente usare sempre metodi tracciabili. Se una compagnia estera ti rimborsa, in Italia detrai solo la parte rimasta a tuo carico. Inserisci le spese nel quadro delle detrazioni sanitarie del 730 o del Modello Redditi PF, rispettando le istruzioni ufficiali.

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