Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA scegli tra libero professionista (solo consulenza) o impresa individuale (gestione budget, sviluppo e portali). Poi seleziona codice ATECO corretto, iscrizione previdenziale INPS e regime fiscale: forfettario o ordinario.
- Se fai consulenza senza struttura: Partita IVA da libero professionista con modello AA9/12 e INPS Gestione Separata (contributi percentuali sul reddito).
- Se gestisci budget clienti, sviluppi software o crei/gestisci portali: impresa individuale con ComUnica, SCIA al SUAP, Registro Imprese, INPS Commercianti.
- Scelta del regime fiscale: forfettario (imposta 5% per i primi 5 anni, poi 15%) o ordinario (IRPEF 23%-33%-43% dal 2026), in base a ricavi e costi.
Aprire la Partita IVA nel digitale: percorsi alternativi
Hai due strade operative. Dipendono da cosa fai ogni giorno e da come organizzi l’attività.
Libero professionista è chi vende prestazioni intellettuali, senza una struttura organizzata. Esempi: consulenza marketing, strategia, audit, formazione. Se vuoi capire cosa significa diventare libero professionista e quanto costa, parti da qui.
Impresa individuale è chi usa mezzi organizzati, gestisce budget di terzi, coordina persone, commissiona acquisti o sviluppa/gestisce piattaforme e portali per conto dei clienti.
La base normativa per l’apertura della Partita IVA è nel D.P.R. 633/1972 (IVA), nel modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate e nella disciplina ComUnica prevista dal D.L. 7/2007 e dal D.P.R. 160/2010 (SUAP). Trovi i testi su Normattiva e sui portali dell’Agenzia delle Entrate, delle Camere di Commercio e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Libero professionista: quando e come
È la scelta tipica se offri solo consulenza. Non compri spazi pubblicitari per conto del cliente. Non gestisci i suoi budget. Non hai una struttura stabile.
Adempimenti principali:
- Partita IVA con modello AA9/12: invio online, allo sportello o con raccomandata all’Agenzia delle Entrate.
- Iscrizione INPS Gestione Separata entro l’inizio attività (L. 335/1995). Contributi percentuali sul reddito. Per il 2026: 26,07% indicato dalle tabelle INPS per professionisti senza cassa (verifica ogni anno la circolare INPS).
- Niente Registro Imprese e, di norma, niente SCIA.
ATECO usati spesso: 73.11.01 per ideazione di campagne pubblicitarie se fai consulenza marketing; 62.02.00 per consulenza informatica; 70.22.09 per altre consulenze gestionali. Verifica i codici nella Tabella ATECO ISTAT aggiornata.
Impresa individuale: quando e come
È necessaria se, oltre alla consulenza, gestisci i budget dei clienti, acquisti spazi, sviluppi software/piattaforme per loro, crei e gestisci portali o team.
Adempimenti principali:
- ComUnica alla Camera di Commercio: un solo invio per Partita IVA, Registro Imprese, INPS e, quando serve, INAIL.
- SCIA al SUAP del Comune della sede operativa, quando l’attività lo richiede (art. 19 L. 241/1990; D.P.R. 160/2010).
- Iscrizione INPS Gestione Commercianti (L. 613/1966; L. 233/1990). Contributi 2026: fissi 4.611,64 euro fino a imponibile 18.808,00 euro; poi 24,48% sui redditi eccedenti e 25,48% sulla quota oltre 56.224,00 euro (verifica ogni anno la circolare INPS).
ATECO tipici impresa: 62.01.00 produzione di software non connesso all’edizione (spesso citato come 62.10.00 in contesti non ISTAT), 63.12.00 portali web, 73.11.01 attività pubblicitarie e di gestione campagne. Anche qui, controlla la Tabella ATECO ISTAT.
Scelta del codice ATECO: perché conta
Il codice ATECO descrive cosa fai. Influenza studi di settore storici, contributi e, nel forfettario, il coefficiente di redditività. Definizione semplice: il coefficiente è la percentuale dei ricavi che diventa reddito imponibile.
Nel digitale i coefficienti variano spesso tra 67% e 78%. Alcune intermediazioni arrivano all’86%. Ecco perché serve una selezione accurata. Riferimenti: Tabella ATECO ISTAT e guide dell’Agenzia delle Entrate.
Se svolgi più attività, puoi indicare un’attività prevalente e attività secondarie. La prevalente è quella con più ricavi stimati.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario 2026: come funziona davvero
Il forfettario è un regime semplificato (L. 190/2014, art. 1 commi 54-89; modifiche con leggi di bilancio successive). Soglia ordinaria di accesso: ricavi/compensi fino a 85.000 euro. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno.
Calcolo semplice:
- Reddito imponibile = Ricavi x coefficiente di redditività del tuo ATECO (per molte attività digitali tra 67% e 78%; alcune arrivano all’86%).
- Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” (assenza attività simile nei 3 anni precedenti, subentro non in continuità, ecc.); poi 15%.
- Contributi INPS: si calcolano a parte e si deducono dal reddito prima dell’imposta.
IVA: non applichi IVA in fattura e non la detrai. Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti dal 2024 in poi (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate).
Regime ordinario 2026: IRPEF, IVA e deduzioni
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF con aliquote progressive 2026:
- Fino a 28.000 euro: 23%.
- Da 28.001 a 50.000 euro: 33%.
- Oltre 50.000 euro: 43%.
Reddito tassato = Ricavi meno costi deducibili e contributi. Costi deducibili sono spese connesse all’attività: software, advertising, attrezzature, consulenze, canoni, formazione pertinente.
Principi di calcolo: per i professionisti vale il principio di cassa (incassi e pagamenti effettivi; art. 54 TUIR, D.P.R. 917/1986). Per le imprese in semplificata vale il regime di cassa/competenza “misto” previsto dalle norme vigenti.
IVA: addebiti IVA in fattura, detrai l’IVA sugli acquisti, versi periodicamente. Obbligo di fatturazione elettronica e liquidazioni periodiche IVA (D.Lgs. 127/2015; D.P.R. 633/1972).
Regola decisionale rapida
Quale “strada” scegliere in 60 secondi
Se offri solo consulenza intellettuale, senza gestione di budget o strutture: libero professionista con AA9/12 e INPS Gestione Separata.
Se gestisci budget, acquisti spazi pubblicitari per conto del cliente, sviluppi e mantieni piattaforme o portali, coordini persone: impresa individuale con ComUnica, Registro Imprese, SCIA/SUAP, INPS Commercianti.
Regime fiscale:
- Forfettario se prevedi ricavi sotto 85.000 euro, spese basse e semplice operatività. Valuta il tuo coefficiente: se è alto (es. 78%-86%) e hai spese effettive elevate, potrebbe non convenire.
- Ordinario se hai costi importanti (software, ADV, subappalti), se vuoi detrarre l’IVA o se superi la soglia del forfettario. È spesso migliore oltre 40%-50% di incidenza costi reali.
Nessi logici pratici: solo consulenza → professionista; consulenza + gestione mezzi/budget → impresa. Spese basse e ricavi medio-bassi → forfettario; spese alte o crescita veloce → ordinario. Se lavori come consulente, confronta il regime fiscale più conveniente per un consulente di web marketing.
Adempimenti e tempistiche: cosa aspettarti
Tempistiche tipiche
Libero professionista: apertura P.IVA con AA9/12 in 1 giorno lavorativo. Iscrizione Gestione Separata contestuale o entro l’avvio. PEC consigliata per comunicazioni. Fatture elettroniche da subito.
Impresa individuale: pratica ComUnica in 1-3 giorni lavorativi. SCIA al SUAP prima dell’avvio delle attività soggette. Iscrizione al Registro Imprese immediata o in pochi giorni. Attiva PEC e firma digitale.
Entrambi: scelta del regime fiscale all’apertura. Controlla requisiti forfettario. Se sbagli regime, il cambio è possibile dall’anno successivo o per legge in caso di superamento soglie.
Contributi previdenziali 2026: differenze chiave
Gestione Separata: percentuale sul reddito. Nessun minimale fisso. Aliquota 2026 indicata nelle tabelle INPS pari al 26,07% per professionisti senza cassa. Base legale: L. 335/1995 e circolari INPS annuali.
Gestione Commercianti: contributi fissi sul minimale di reddito. Poi percentuali progressive oltre soglia (24,48% e 25,48%). Basi legali: L. 613/1966, L. 233/1990 e circolari INPS annuali.
I contributi sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva. Questo abbassa le tasse.
Obblighi collaterali 2026
- Fatturazione elettronica per tutti, inclusi forfettari.
- Corrispettivi telematici solo se vendi al dettaglio con scontrino, non tipico di consulenti e web agency.
- Privacy/GDPR se tratti dati di utenti e clienti. Valuta il registro dei trattamenti.
- Contrattualistica chiara con clienti: deleghe per budget, clausole su IVA, reverse charge estero.
Fonti utili: Agenzia delle Entrate per modelli e provvedimenti; INPS per contributi; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per inquadramenti; Normattiva per testi aggiornati (D.P.R. 633/1972, D.P.R. 917/1986, L. 190/2014, D.P.R. 160/2010, L. 241/1990, D.Lgs. 127/2015).
| Scenario | ATECO tipici | Iscrizioni/Adempimenti | Contributi INPS 2026 | Tempi medi |
|---|---|---|---|---|
| Consulente marketing freelance che non gestisce budget | 73.11.01 (ideazione campagne); 70.22.09 (altre consulenze gestionali) | AA9/12 Agenzia Entrate; INPS Gestione Separata; PEC; Fattura elettronica | Gestione Separata 26,07% sul reddito (nessun minimale) | 1 giorno per P.IVA; 1-2 giorni per INPS |
| Sviluppatore software per conto terzi | 62.01.00 produzione software; 62.02.00 consulenza informatica | Se solo consulenza: AA9/12 + INPS Gestione Separata. Se team/piattaforme: ComUnica, Registro Imprese, SCIA se dovuta, INPS Commercianti | Gestione Separata 26,07% oppure Commercianti: 4.611,64 euro fissi + 24,48% oltre 18.808 euro (25,48% oltre 56.224 euro) | 1 giorno (professionista) o 1-3 giorni (impresa) |
| Web agency che gestisce budget ADV e coordina fornitori | 73.11.01 attività pubblicitarie; 63.12.00 portali web | ComUnica; Registro Imprese; SCIA/SUAP dove richiesto; INPS Commercianti; eventuale INAIL | Commercianti: fissi 4.611,64 euro + 24,48%/25,48% oltre soglie | 2-5 giorni con SUAP |
| Gestione portali/proprietà digitali con monetizzazione | 63.12.00 portali web; 73.11.01 se attività pubblicitarie | ComUnica; Registro Imprese; SCIA se necessaria; INPS Commercianti; Fatturazione elettronica | Commercianti: fissi + percentuali oltre minimale | 2-5 giorni |
FAQ
Ho attività miste (consulenza, gestione budget, sviluppo). Devo aprire come professionista o come impresa? Come scelgo gli ATECO?
Parti dalla prevalenza economica. Se la fetta maggiore dei ricavi arriva da consulenza pura, senza gestione di mezzi e budget del cliente, puoi restare professionista. Se invece gestisci budget pubblicitari, acquisti spazi, coordini fornitori o sviluppi e mantieni piattaforme per il cliente, l’attività assume il carattere di impresa. In questo secondo caso usa la ComUnica e iscriviti al Registro Imprese. Per gli ATECO, scegli un codice prevalente e aggiungi secondari coerenti. Esempi frequenti: 73.11.01 per servizi pubblicitari, 62.01.00 per sviluppo software, 62.02.00 per consulenza IT, 63.12.00 per portali web. La scelta incide sul coefficiente forfettario e sugli inquadramenti INPS. Verifica sempre la Tabella ATECO ISTAT e, in caso di dubbio, consulta le guide dell’Agenzia delle Entrate. Basi normative: D.P.R. 633/1972 per l’IVA, disciplina ComUnica (D.L. 7/2007) e D.P.R. 160/2010 per SUAP.
Forfettario 2026: davvero pago il 5% e poi il 15%? E su quale parte dei ricavi?
Sì, se rispetti i requisiti. Il forfettario è regolato dalla L. 190/2014 (e successive modifiche). Applichi un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti “start-up” (nessuna attività simile nei tre anni precedenti, subentro non in continuità, rispetto dei limiti previsti). Dal sesto anno l’imposta è 15%. L’imposta non si applica sull’intero incassato. Si applica sul reddito forfettario: Ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività previsto per il tuo ATECO. Nel digitale i coefficienti ricorrenti stanno spesso tra 67% e 78%; alcune attività possono avere 86%. Esempio semplificato: 50.000 euro di ricavi con coefficiente 67% danno 33.500 euro di reddito. Da questo togli i contributi INPS e applichi il 5% o il 15%. Ricorda l’uscita immediata se superi 100.000 euro di ricavi in anno. Riferimenti: Normattiva per la L. 190/2014 e le leggi di bilancio.
Gestione Separata o Gestione Commercianti: cosa cambia davvero nel 2026?
La Gestione Separata (L. 335/1995) si applica ai professionisti senza cassa. Contributi percentuali sul reddito, senza minimali fissi. Per il 2026 l’aliquota indicata nelle tabelle INPS per professionisti senza cassa è 26,07% (controlla ogni anno la circolare INPS). La Gestione Commercianti riguarda artigiani e commercianti, e molte imprese di servizi digitali inquadrate al Registro Imprese. Qui ci sono contributi fissi sul minimale (4.611,64 euro nel 2026 fino a 18.808 euro di reddito). Superata la soglia, paghi il 24,48% sulla parte eccedente e il 25,48% oltre 56.224 euro. I contributi sono deducibili dal reddito, in entrambi i casi. In pratica: se hai costi bassi e reddito medio, la Gestione Separata pesa in proporzione. Se sei in Commercianti, paghi comunque i fissi anche con reddito basso, ma puoi abbattere l’aliquota effettiva quando il reddito cresce.
IRPEF ordinario 2026: come si calcola il vantaggio rispetto al forfettario? E l’IVA quando conviene?
Nell’ordinario calcoli il reddito come differenza tra ricavi e costi deducibili, poi togli i contributi. Applichi le aliquote IRPEF 23%-33%-43% dal 2026 (TUIR, D.P.R. 917/1986 e leggi di bilancio). Se hai costi elevati (software, advertising, subappalti, attrezzature, canoni), l’abbattimento del reddito può rendere l’ordinario più conveniente del forfettario, che usa un costo “forfettario” fisso via coefficiente. L’IVA è neutrale se fatturi a soggetti con partita IVA che detrarrebbero a loro volta. Diventa un vantaggio se compri molto con IVA e vuoi detrarla. Diventa uno svantaggio se i tuoi clienti sono consumatori finali: pagheranno un prezzo lordo più alto. Regola pratica: se i tuoi costi “veri” superano il costo implicito del coefficiente forfettario, valuta l’ordinario.
SCIA, SUAP, Registro Imprese, fatture elettroniche: quali passaggi sono obbligatori e quando?
Se sei libero professionista senza attività soggette ad autorizzazione, in genere non presenti SCIA e non entri nel Registro Imprese. Apri la Partita IVA con AA9/12 e inizi a fatturare. Se sei impresa individuale, presenti la ComUnica alla Camera di Commercio e, quando richiesto, la SCIA al SUAP comunale prima dell’avvio dell’attività (art. 19 L. 241/1990; D.P.R. 160/2010). In alcuni casi serve anche l’INAIL (valuta se hai dipendenti o rischi specifici). In ogni regime devi emettere fatture elettroniche in formato XML via SdI (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate). Tieni la PEC attiva per le comunicazioni. Per i professionisti si applica il principio di cassa, per le imprese in semplificata valgono regole di cassa/competenza previste dal TUIR e dai decreti attuativi. Fonti: portali dell’Agenzia delle Entrate, Camere di Commercio, SUAP comunale e Normattiva.
