Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il Modello 5 della Cassa Forense si compila online entro il 30 settembre; dichiara reddito professionale e volume d’affari; genera il calcolo dei contributi con eventuale saldo entro il 31 dicembre.
- Obbligo annuale per tutti gli iscritti alla Cassa Forense, anche a zero reddito.
- Dati richiesti: reddito professionale IRPEF e volume d’affari ai fini del contributo integrativo.
- Scadenze ordinarie: invio entro 30 settembre, saldo/integrazione contributi entro 31 dicembre.
Cos’è il Modello 5 e perché è obbligatorio
Il Modello 5 è la comunicazione annuale dei dati economici alla Cassa Forense. Serve a calcolare i contributi previdenziali effettivi dell’anno di competenza.
La base giuridica dell’obbligo nasce dall’autonomia regolamentare delle casse professionali privatizzate (decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509) e dall’ordinamento della professione forense (legge 31 dicembre 2012, n. 247). Il Regolamento di previdenza e assistenza della Cassa Forense disciplina termini, modalità, aliquote e sanzioni.
I riferimenti utili sono consultabili sui testi pubblicati su Normattiva per le leggi statali e sui documenti istituzionali della Cassa Forense. Per il quadro fiscale, contano il TUIR (D.P.R. 917/1986) e il D.P.R. 633/1972 sull’IVA (definisce volume d’affari).
Ambito e funzione
Compilando il Modello 5 dichiari due grandezze chiave: reddito professionale netto ai fini IRPEF e volume d’affari ai fini dell’integrativo. Su queste basi, la Cassa calcola il dovuto per contributo soggettivo, integrativo e maternità/paternità.
Il modello consente il conguaglio tra contributi minimi già versati e contributi effettivi. Se i minimi coprono il dovuto, non devi altro. Se il dovuto è superiore, versi la differenza.
Chi deve presentarlo e quali scadenze rispettare
Devono presentarlo tutti gli iscritti alla Cassa Forense. Compresi i professionisti con partita IVA inattiva nell’anno, chi non ha emesso fatture e chi ha cessato a metà anno (per il periodo di iscrizione).
Scadenza ordinaria: 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento. Esempio: redditi 2025, invio entro 30 settembre 2026. La Cassa può deliberare proroghe; verifica sempre le comunicazioni istituzionali.
Il saldo dei contributi a conguaglio scade di norma il 31 dicembre dello stesso anno. Gli acconti e i minimi hanno le proprie scadenze regolamentari. Le scadenze precise sono indicate nei bollettini generati dall’area riservata.
Conseguenze del ritardo
Il Regolamento della Cassa Forense prevede sanzioni per omessa o tardiva comunicazione, oltre ad interessi per ritardo nei versamenti. L’entità dipende dai giorni di ritardo e dalle somme. Si applicano le regole interne deliberative, adottate ai sensi del decreto legislativo 509/1994 e vigilate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
È possibile il ravvedimento con riduzione delle sanzioni se regolarizzi spontaneamente entro termini indicati dal Regolamento di riscossione.
Come si compila il Modello 5, passo per passo
Accesso e struttura del modulo
Accedi all’area riservata della Cassa con le tue credenziali. Entra nella sezione Modello 5. Il modulo è diviso in tre sezioni: stato dell’attività, dati economici, scelta dei contributi aggiuntivi/modulazioni.
Compila con attenzione e salva ogni sezione. Il sistema effettua controlli formali e, alla fine, genera il riepilogo con il calcolo dei contributi dovuti.
Sezione 1: come eserciti l’attività
Indichi se operi come professionista individuale o tramite società tra avvocati. Indichi se fatturi ad altri avvocati, la presenza di collaboratori o familiari coadiuvanti (coadiuvante: familiare che aiuta in studio, con compenso e inquadramento specifici). Segnali i familiari a carico per finalità assistenziali.
Se fai parte di una società tra avvocati, indichi la quota di reddito a te imputata per trasparenza. Le società tra professionisti hanno regole proprie sul riparto ai soci.
Sezione 2: reddito professionale e volume d’affari
Reddito professionale netto: è il reddito IRPEF prodotto dall’attività di avvocato. Per i professionisti in contabilità semplificata vale il principio di cassa: consideri incassi meno spese pagate (principio di cassa: conti quando entra o esce il denaro, non quando emetti o ricevi fattura).
Volume d’affari: è il totale dei compensi che rientrano nel campo IVA ai sensi del D.P.R. 633/1972. Include le parcelle lorde, esclusi importi fuori campo come le anticipazioni in nome e per conto del cliente ex articolo 15 del D.P.R. 633/1972.
Regime forfettario o ordinario: cosa cambia
Se aderisci al regime forfettario, il reddito fiscale si calcola con il coefficiente di redditività. Nel Modello 5 indichi il reddito dell’attività di avvocato così come risulta dal modello Redditi (quadri LM), al lordo dei contributi deducibili, secondo le istruzioni della Cassa.
Il volume d’affari, ai fini del contributo integrativo, coincide con i compensi lordi incassati. Anche se il forfettario non applica l’IVA, la rivalsa del 4% Cassa Forense si indica in fattura (vedi come compilare la parcella dell’avvocato in regime forfettario) e concorre al calcolo dell’integrativo secondo le regole della Cassa.
Se sei in regime ordinario, il reddito deriva dal quadro RE del modello Redditi. Il volume d’affari coincide con i corrispettivi imponibili IVA, esclusi gli importi fuori campo come le anticipazioni ex articolo 15 D.P.R. 633/1972.
Sezione 3: contributi aggiuntivi e modulazioni
Puoi scegliere di versare contributi soggettivi aggiuntivi per incrementare la futura pensione. La Cassa prevede una modulazione dell’aliquota entro limiti fissati dal Regolamento. L’opzione aumenta la contribuzione e la base pensionabile.
Valuta questa scelta in base al tuo profilo reddituale, all’età e all’orizzonte pensionistico. La decisione incide sul montante contributivo.
Come si calcolano i contributi
Le tre componenti: soggettivo, integrativo, maternità/paternità
Contributo soggettivo: percentuale del reddito professionale netto dell’anno, con un minimale annuo e un tetto reddituale. L’aliquota e i minimali sono fissati annualmente dalla Cassa con proprio Regolamento.
Contributo integrativo: percentuale (di norma 4%) sul volume d’affari, con un minimale. È finanziato anche dalla rivalsa indicata nelle parcelle. La misura e i minimali sono definiti dal Regolamento della Cassa.
Contributo maternità/paternità: importo fisso per finanziare le prestazioni di sostegno alla genitorialità previste dalla normativa. L’ammontare è approvato annualmente dagli organi della Cassa.
Minimali, conguaglio e scadenze di pagamento
Durante l’anno versi i minimi in acconto, secondo le scadenze comunicate dalla Cassa. Con il Modello 5, la Cassa confronta quanto dovuto con quanto già versato. Se devi integrare, paghi il saldo entro il 31 dicembre.
In genere i pagamenti avvengono tramite avviso PagoPA o MAV generati dall’area riservata. L’esatto importo e le scadenze sono riportati nei documenti di pagamento prodotti dal sistema.
Riduzioni e agevolazioni
Il Regolamento della Cassa Forense prevede riduzioni e agevolazioni per neo-iscritti, giovani professionisti, bassi redditi, maternità/paternità e situazioni di particolare difficoltà. Le percentuali e le condizioni cambiano per delibera degli organi della Cassa.
Tipicamente, i neo-iscritti e gli under 35 beneficiano di sconti sui minimi per un certo numero di anni. In caso di eventi eccezionali o calamità, possono essere stabilite sospensioni o proroghe dei termini.
Errori frequenti e come evitarli
Confondere reddito e volume d’affari: il reddito è al netto dei costi; il volume d’affari è al lordo, esclusi importi fuori campo ex art. 15 D.P.R. 633/1972. Verifica sempre le definizioni.
Scordare la rivalsa del 4% in forfettario: la rivalsa non è IVA, ma rileva per il contributo integrativo. Indicala correttamente in fattura, seguendo come si compila una fattura elettronica, e nel Modello 5.
Non aggiornare i minimali: i minimali variano con le delibere annuali. Consulta sempre l’area riservata e le comunicazioni ufficiali prima di inviare.
Regola decisionale rapida
Se devi capire cosa versare in pochi passaggi
Se l’anno ha reddito professionale zero e volume d’affari zero, invia comunque il Modello 5 e versa i minimi previsti salvo agevolazioni.
Se il reddito professionale è inferiore al minimale soggettivo, versi il minimale soggettivo e l’integrativo minimo. Se è superiore, versi la percentuale sul reddito più l’eventuale modulazione scelta.
Se il volume d’affari è inferiore al minimale integrativo, versi l’integrativo minimo. Se è superiore, versi la percentuale sul volume d’affari.
Se sei forfettario, usa il reddito del quadro LM per il soggettivo e i compensi lordi incassati per l’integrativo. Se sei ordinario, usa quadro RE e imponibile IVA effettivo.
Se hai già versato acconti/minimi, confronta con il dovuto calcolato dal sistema: se i minimi coprono l’importo, nessun saldo; altrimenti, paga la differenza entro il 31 dicembre.
Fonti normative da conoscere
Riferimenti utili
Decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509: disciplina la privatizzazione degli enti di previdenza e la loro autonomia regolamentare.
Legge 31 dicembre 2012, n. 247: nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense, con richiami alla previdenza di categoria.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR): definisce il reddito di lavoro autonomo; per i professionisti si applica il principio di cassa.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633: definisce il volume d’affari IVA e le esclusioni ex articolo 15 (anticipazioni in nome e per conto).
Regolamento di previdenza e assistenza della Cassa Forense e Regolamento sanzioni: stabiliscono aliquote, minimali, termini e misure sanzionatorie. Documentazione istituzionale consultabile sui canali ufficiali e atti pubblici richiamati nelle delibere; normativa statale reperibile su Normattiva; profili di vigilanza presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Esempi pratici e verifiche
Prima di inviare, confronta i dati con la tua dichiarazione dei redditi. Verifica che le spese in nome e per conto non entrino nel volume d’affari. Controlla eventuali note di proroga o sospensione deliberate per l’anno.
Se hai quote da società tra avvocati, verifica l’effettiva imputazione per trasparenza ai soci. Inserisci la sola quota di tua competenza nel reddito previdenziale. Se hai appena aperto la partita IVA, ricorda che si apre con il modello AA9/12.
Se hai incassato parcelle dopo la chiusura dell’anno, ricorda il principio di cassa: contano gli incassi avvenuti nell’anno cui il Modello 5 si riferisce.
| Scenario | Dati da indicare nel Modello 5 | Contributi dovuti (criterio) | Tempistiche e azioni |
|---|---|---|---|
| Forfettario con incassi bassi (sotto minimali) | Reddito da quadro LM; compensi lordi incassati come volume d’affari; rivalsa 4% applicata in fattura | Soggettivo: minimale; Integrativo: minimale; Maternità/paternità: importo fisso | Invio entro 30/09; saldo eventuale zero se minimi già versati; verifica agevolazioni neo-iscritti |
| Regime ordinario con reddito elevato | Reddito da quadro RE; volume d’affari IVA al lordo parcella, escluso art. 15 | Soggettivo: percentuale sul reddito fino al tetto; Integrativo: percentuale sul volume; eventuale modulazione | Invio entro 30/09; pago saldo contributi entro 31/12 tramite avviso generato |
| Neo-iscritto under 35 in anno di avvio | Reddito e volume d’affari dell’anno di avvio, anche se parziali | Applicazione dei minimi ridotti e agevolazioni previste dal Regolamento vigente | Invio entro 30/09; controllo degli sconti automatici; conserva atti d’iscrizione |
| Socio di società tra avvocati | Quota di reddito imputata per trasparenza; quota di volume d’affari di competenza | Calcolo su base pro-quota per soggettivo e integrativo; rispetto dei minimi individuali | Invio entro 30/09; allinea i dati con il bilancio/contabilità della società |
| Anno a zero attività (nessuna fattura, nessun incasso) | Reddito professionale zero; volume d’affari zero | Versi i minimi previsti salvo esoneri o sospensioni deliberate | Invio comunque entro 30/09; verifica eventuali istanze di esonero |
FAQ: domande frequenti sul Modello 5 Cassa Forense
Il Modello 5 è una “dichiarazione dei redditi” bis? Che differenza c’è rispetto al modello Redditi
No. Il Modello 5 non sostituisce la dichiarazione dei redditi. È una comunicazione previdenziale alla Cassa Forense. Nel modello Redditi comunichi al Fisco il reddito complessivo e paghi imposte e addizionali. Nel Modello 5 comunichi il reddito professionale e il volume d’affari per calcolare i contributi previdenziali. Le basi sono diverse: il TUIR governa l’imposizione fiscale, il Regolamento della Cassa governa la contribuzione. I due adempimenti si parlano perché usi gli stessi dati di base, ma restano separati per finalità, scadenze e destinatari.
Come calcolo il reddito previdenziale se sono in regime forfettario
Se sei forfettario, il reddito dell’attività è quello del quadro LM della dichiarazione dei redditi. È calcolato applicando il coefficiente di redditività ai compensi incassati, meno i contributi previdenziali deducibili. Per il Modello 5, segui le istruzioni della Cassa su come riportare il reddito dell’attività di avvocato. In parallelo, indica come volume d’affari i compensi lordi incassati nell’anno. Ricorda che, pur non essendo soggetto a IVA, applichi la rivalsa del 4% Cassa Forense in fattura. Tale rivalsa entra nel perimetro dell’integrativo secondo le regole del Regolamento. Conserva registri, fatture e movimenti bancari, perché il principio di cassa richiede prova degli incassi percepiti nell’anno.
Cosa succede se non presento il Modello 5 entro il 30 settembre
Scattano le sanzioni previste dal Regolamento sanzioni della Cassa Forense. In genere è prevista una sanzione per tardiva comunicazione e interessi per ritardi nei versamenti. Se regolarizzi spontaneamente in tempi brevi, puoi accedere a riduzioni tramite il meccanismo di ravvedimento previsto dal Regolamento di riscossione. In caso di omessa presentazione protratta, oltre alle sanzioni economiche, possono esserci effetti previdenziali negativi (regolarizzazioni onerose e impedimenti a ottenere alcune prestazioni). In ogni caso, presenta il modello appena possibile, anche decorsi i termini. La Cassa può inoltre attivare accertamenti basati sui dati fiscali incrociati (es. quadro LM/RE e IVA), in forza delle norme di vigilanza e cooperazione amministrativa.
Il contributo integrativo (4%) si applica anche a clienti privati o esteri
Sì. Il contributo integrativo è una rivalsa previdenziale, distinta dall’IVA. Di regola si applica sulle parcelle a tutti i clienti, inclusi privati, imprese, Pubblica Amministrazione e clienti esteri. Va indicato in fattura come rivalsa Cassa Forense. Nel Modello 5, il volume d’affari per l’integrativo considera il totale dei compensi soggetti alla rivalsa, con esclusioni previste dal Regolamento e dalla normativa IVA (ad esempio le anticipazioni in nome e per conto del cliente ex art. 15 D.P.R. 633/1972 non subiscono rivalsa). Per operazioni fuori campo IVA per territorialità, la rivalsa resta dovuta in base al Regolamento della Cassa, salvo specifiche eccezioni regolamentari.
Ho inviato il Modello 5 con un errore: come lo correggo e come funziona la rateizzazione
Se ti accorgi dell’errore prima della scadenza, rientra nell’area riservata, annulla l’invio (se la funzione è attiva) e ripresenta il modello corretto. Se la scadenza è passata, presenta un’istanza di rettifica alla Cassa Forense, secondo le modalità indicate dal Regolamento e dalle circolari applicative. Potrebbero applicarsi sanzioni e interessi sulla differenza dovuta. Per pagamenti difficili da sostenere in un’unica soluzione, la Cassa prevede piani di rateizzazione o dilazione, da richiedere con domanda motivata. La concessione e i termini dipendono dal Regolamento di riscossione, dalla tua posizione contributiva e dall’importo da saldare. Tieni traccia delle comunicazioni e rispetta scrupolosamente le scadenze delle rate per evitare decadenze e ulteriori sanzioni.
Come tratto le spese anticipate per conto del cliente (anticipazioni ex art. 15) nel volume d’affari e nel Modello 5
Le anticipazioni in nome e per conto del cliente, correttamente documentate, sono escluse dal volume d’affari IVA ai sensi dell’articolo 15 del D.P.R. 633/1972. Non costituiscono corrispettivo e non su di esse si applica la rivalsa del 4% Cassa Forense. In fattura le indichi separatamente dalle competenze. Nel Modello 5, non rientrano nel calcolo del volume d’affari per l’integrativo. Conserva sempre le pezze giustificative (es. quietanze di contributi unificati o diritti versati per conto del cliente), perché in caso di controlli dovrai dimostrare la natura di anticipazione pura. Se sbagli ad includerle come compensi, potresti pagare un integrativo più alto del dovuto.
Ci sono casi di esonero o sospensione dal Modello 5
Il principio generale è l’obbligo per tutti gli iscritti. Tuttavia, il Regolamento può prevedere esoneri o sospensioni in casi specifici (ad esempio eventi eccezionali, gravi calamità, maternità/paternità con particolari condizioni, seri motivi di salute, residenza in aree colpite da emergenze). Le misure sono deliberate dagli organi della Cassa e possono differire di anno in anno. Leggi sempre le circolari annuali della Cassa Forense e le note informative. In assenza di un provvedimento espresso, considera il Modello 5 dovuto e invialo nei termini.
