Inarcassa: contributi per architetti e ingegneri [Aggiornamenti 2021]

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Con l’articolo di oggi vogliamo eliminare ogni dubbio sul tema “Inarcassa e contributi”: analizzeremo le tipologie di versamenti, le aliquote applicate, le scadenze da rispettare e le agevolazioni riservate ai nuovi iscritti.

Dunque, se sei un giovane architetto o ingegnere e hai conseguito da poco tempo l’abilitazione professionale, questa guida ti aiuterà ad orientarti nel mondo della previdenza sociale e tra i servizi destinati alla tua categoria.

Oltre a descrivere brevemente la procedura per aprire Partita IVA ed avviarti alla libera professione, ti spiegheremo come e quando effettuare l’iscrizione ad Inarcassa, ovvero alla tua Cassa di Previdenza, e come calcolare l’importo dei contributi previdenziali, tenendo conto del tuo reddito e delle norme in vigore.

Vorresti cominciare a lavorare con maggiore consapevolezza su ciò che ti aspetta? Temi di non farcela a sostenere i costi della tua Partita IVA da architetto o ingegnere? Hai dubbi riguardo ai contributi annuali?

Continua a leggere il nostro articolo e vedrai che tutto ti apparirà molto più chiaro!

Inarcassa: la Cassa di Previdenza dell’architetto e dell’ingegnere

Inarcassa nasce nel 1958, fondata inizialmente come ente pubblico deputato alla gestione della previdenza ed assistenza per architetti e ingegneri liberi professionisti. In tempi recenti, più precisamente nel 1995, Inarcassa diviene un’associazione privata capace di operare in maniera autonoma, pur mantenendosi sotto il controllo pubblico e continuando ad agire in favore delle due categorie prima menzionate.

Oggi Inarcassa vanta circa 170.000 iscritti – di cui il 30% di età inferiore ai 40 anni – ed eroga pensioni ad oltre 34.000 architetti ed ingegneri non più in attività. L’iscrizione è obbligatoria per coloro che svolgono la libera professione, che non godono di altre forme di copertura assicurativa e che presentano determinati requisiti.

Iscrizione Inarcassa: requisiti e iter burocratico

Per effettuare l’iscrizione ad Inarcassa – come anticipato – non è sufficiente aver conseguito la Laurea in Architettura o in Ingegneria. Infatti, tra i requisiti professionali, vi sono anche:

  • iscrizione all’albo professionale;
  • non assoggettamento ad altre forme di previdenza obbligatoria;
  • possesso di Partita IVA individuale (e/o associazione/società di professionisti).

Dunque, alla luce di tutto ciò, quando scatta l’obbligo di iscrizione e qual è l’iter da seguire?

Secondo il regolamento vigente, spetta al professionista il compito di comunicare la propria iscrivibilità entro il 31 ottobre dell’anno successivo a quello di inizio dell’attività (sia essa in forma individuale o associata).

Pertanto, se decidi di aprire la Partita IVA come architetto o ingegnere in data odierna (o, comunque, entro il 31 dicembre 2021), hai tempo fino al 31 ottobre 2022 per regolarizzare l’iscrizione. Per completare la procedura, è necessario scaricare il modulo (disponibile tramite questo link), compilarlo ed inviarlo via PEC ad Inarcassa.

Inarcassa: contributi previdenziali per l’anno 2021

Veniamo adesso al tema centrale del nostro articolo, ossia “Inarcassa e contributi”: quali sono le tipologie di versamenti e a quanto ammontano con esattezza? Per prima cosa, devi sapere che i contributi previdenziali per l’architetto e l’ingegnere libero professionista appartengono alle quattro seguenti categorie:

1. Contributo soggettivo

Il contributo soggettivo è obbligatorio per tutti gli iscritti ad Inarcassa e si calcola in misura percentuale – con aliquota al 14,5% – sulla totalità del reddito netto professionale dichiarato ai fini Irpef (fino a 124.350 euro).

A prescindere dal reddito, comunque, è previsto un versamento minimo di 2.355 euro.

Attenzione: a partire dal 01 gennaio 2021, il contributo soggettivo minimo è dovuto per intero anche dagli iscritti pensionati di Inarcassa, fatta eccezione per i pensionati di invalidità e per i pensionati percettori dell’assegno per figli con disabilità grave erogato dall’Associazione, che dovranno il contributo nella misura del 50%.

Ricordiamo, inoltre, che il contributo soggettivo è deducibile al 100% ai fini fiscali.

2. Contributo soggettivo facoltativo

L’architetto (o l’ingegnere) che desidera aumentare il montante contributivo, allo scopo di accrescere il futuro importo del proprio trattamento pensionistico, può scegliere di versare anche un contributo soggettivo facoltativo, in aggiunta a quelli normalmente dovuti dagli iscritti Inarcassa.

È possibile indicare un’aliquota modulare compresa tra l’1% e l’8,5%, che sarà applicata sul reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef. Per i redditi 2020 dichiarati nel 2021, è previsto un importo minimo infrazionabile di 205 euro ed un tetto massimo di 10.450,75 euro.

Anche il contributo soggettivo volontario, come quello obbligatorio, è deducibile al 100%.

3. Contributo integrativo

La terza tipologia è il cosiddetto “contributo integrativo”, dovuto dagli architetti ed ingegneri iscritti al proprio albo professionale e titolari di Partita IVA (individuale, associativa e societaria).

Il contributo integrativo, a differenza di altre tipologie di versamenti, non si calcola sul reddito professionale netto, bensì sul volume d’affari IVA prodotto nel corso dell’anno solare, con aliquota al 4%.

Il minimo previsto per l’anno 2020, a prescindere dalle somme dichiarate, è fissato a 700 euro.

Inoltre, esso va versato sia dai liberi professionisti iscritti ad Inarcassa (o ad un altro ente di previdenza privata), sia dai lavoratori autonomi che fanno riferimento alla Gestione Separata.

Questi ultimi, ai sensi dell’Art. 4, comma 3, del D.L. n. 166/1996, hanno facoltà di addebitare al committente il 4% del corrispettivo lordo, avvalendosi del sistema della rivalsa in fattura.

4. Contributo di maternità e paternità

La quarta ed ultima tipologia si riferisce al contributo di maternità (nel quale, dal 2018, è compresa l’indennità di paternità) e consiste in una cifra stabilita annualmente da Inarcassa.

Per il 2021, l’importo corrisponde a 44 euro, da versare in due rate (insieme ai minimi soggettivo e integrativo): la prima si paga entro il 30 giugno, mentre la seconda scade il 30 settembre.

Inarcassa: contributi ridotti per i nuovi iscritti under 35

Al pari di altre Casse di Previdenza, anche Inarcassa offre alcune agevolazioni ai giovani neo-iscritti, ovvero:

1. Contributo soggettivo

  • Riduzione 1/3 contributo minimo (pari a 785 euro per il 2021)
  • Riduzione aliquota dal 14,5% al 7,25%

2. Contributo integrativo

  • Riduzione 1/3 contributo minimo (pari a 233,3 euro per il 2021)
  • Aliquota intera

Dal 01 gennaio 2021, la riduzione si applica soltanto agli architetti e ingegneri che rispettano tre requisiti:

  1. Età minore di 35 anni
  2. Iscrizione avvenuta da meno di 5 anni
  3. Dichiarazione di un reddito professionale IRPEF pari o inferiore rispetto al reddito medio dichiarato dagli iscritti ad Inarcassa nel biennio che precede l’anno in oggetto (es. biennio 2019/2020 per l’anno 2021)

La verifica si effettua al momento della dichiarazione (con scadenza 31 ottobre). Se il reddito supera tale valore, si applica l’aliquota intera (ossia del 14,50%, e non quella del 7,25%) sull’intero reddito professionale dichiarato.

Aprire Partita IVA: come gestire tassazione e contributi?

Iscrizione ad Inarcassa, contributi, imposte: gli adempimenti da assolvere, per chi ha in programma di mettersi in proprio e lavorare come architetto/ingegnere libero professionista, di certo non mancano!

L’apertura della Partita IVA – che oggigiorno si effettua gratuitamente con una procedura online – è soltanto il primo di vari step: a partire dall’anno successivo, bisognerà presentare la dichiarazione dei redditi e provvedere a quanto richiesto sia in base al regime fiscale adottato, sia in qualità di iscritto ad Inarcassa.

Uno degli obblighi per i soggetti iscritti ad Inarcassa o agli Albi degli Architetti/Ingegneri (a prescindere dal Codice ATECO in uso) riguarda, ad esempio, la comunicazione annuale obbligatoria del reddito professionale e del volume d’affari IVA, da effettuarsi unicamente per via telematica ed in data non successiva al 31 ottobre.

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