Aprire Partita IVA: guida completa [Aggiornata 2022]

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Dalla prestazione occasionale alla Partita IVA

Aprire Partita IVA non è sempre necessaria fin da subito quando si decide di svolgere un’attività di lavoro autonomo. Infatti, rispettando determinate condizioni  è possibile svolgere attività di lavoro autonomo utilizzando la cosiddetta prestazione occasionale.

La prestazione occasionale ti permette di:

  1. Provare ad avvicinarti al lavoro autonomo svolgendo saltuariamente degli incarichi
  2. Verificare “sul campo” se il tuo business possa funzionare e cosa comporta essere un lavoratore autonomo

Per essere svolta in modo corretto la prestazione occasionale deve rispettare le seguenti regole che ne limitano il campo d’azione:

  • l’attività deve avere requisiti di occasionalità e non continuità
  • non deve esserci alcun legame di subordinazione con il committente che ha commissionato il lavoro
  • non può riguardare un’attività che già viene svolta in modo professionale
  • non può trattarsi di ecommerce perché si configura come attività abituale e continuativa

Una delle caratteristiche più limitanti della prestazione occasionale è il divieto di fare pubblicità alla propria attività quindi non sarà possibile pubblicare annunci pubblicitari, avere una pagina Facebook, un sito internet o possedere dei bigliettini da visita. 

Al termine dell’incarico dovrai rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale che dovrà riportare i tuoi dati anagrafici e quelli del committente, il numero progressivo e la data di emissione, compenso lordo concordato tra le parti, ritenuta d’acconto del 20%, il compenso netto e, se la fattura supera i 77,47€ dovrà essere apposta anche la marca da bollo di 2€.

La ritenuta d’acconto trattenuta in fase di emissione della ricevuta  può essere recuperata in sede di dichiarazione dei redditi se i compensi non superano i 4.800€. Nel caso di superamento di 5.000€ in prestazione occasionale sarà necessario iscriversi alla Gestione Separata INPS e comunicarlo ai propri committenti che dovranno pagare ⅔ dei contributi spettanti e il restante ⅓ dovrà essere trattenuto in fase di emissione della ricevuta.

Fiscozen è in grado di supportarti nel valutare la tua situazione e indirizzarti verso la scelta migliore per la tua attività. Approfitta della consulenza gratuita.

Come scegliere il regime fiscale

Il regime fiscale detta le regole da rispettare per il pagamento delle tasse e la gestione della contabilità di un’attività economica.

Partiamo con l’identificazione dei regimi fiscali tra cui è possibile scegliere, ovvero: il Regime Forfettario e quello Ordinario.

Il regime Forfettario è stato introdotto per agevolare l’apertura delle attività di lavoro autonomo e supportare le partite IVA già esistenti ma con guadagno ridotto.

Questo regime fiscale è caratterizzato da aliquote di imposta molto basse, costi determinati forfettariamente e per non dover applicare l’IVA. Tutte queste agevolazioni comportano anche delle regole di accesso e mantenimento da verificare annualmente. 

Il Regime ordinario invece è il regime “standard” che è caratterizzato dall’applicazione della tassazione IRPEF basata su scaglioni di reddito partendo da una percentuale minima del 23% che aumenta progressivamente sulla base di scaglioni di reddito all’aumentare dei guadagni dichiarati. A differenza del regime forfettario, nel Regime Ordinario è possibile “scaricare” tutti i costi documentati legati alla propria attività (ad esempio il costo di acquisto di beni strumentali come il pc e di servizi come consulenze o l’hosting per il sito della propria attività).

Un’altra importante differenza con il Regime Forfettario è l’applicazione dell’IVA sulla vendita dei propri prodotti o servizi e i relativi adempimenti contabili e di versamento che ne conseguono.

Sulla base delle caratteristiche dei due regimi è possibile scegliere quello che più si addice alla propria attività. In particolare, il Regime Forfettario risulta conveniente per chi sta aprendo una nuova attività. Il Regime Ordinario invece è conveniente per chi deve sostenere molte spese per la propria attività soprattutto se sono superiori a quelle determinate forfettariamente per il proprio codice ATECO nel Regime Forfettario.

Se sei indeciso su quale regime fiscale sia il più conveniente per la tua situazione ti consigliamo di rivolgerti ad un professionista del settore. Fiscozen ti offre una consulenza gratuita e senza impegno per analizzare il tuo caso specifico e indirizzarti verso la scelta migliore per la tua attività.

Regime Forfettario: conviene se sei all’inizio

Nel precedente paragrafo abbiamo fatto una panoramica su quelli che sono i regimi fiscali tra cui è possibile scegliere. Ora ci dedicheremo in particolare a quale sia il Regime Fiscale più adatto per aprire da zero un’attività di lavoro autonomo.

Il regime forfettario si adatta più di qualunque altro a questo tipo di situazione e ora ti spieghiamo le ragioni di questa affermazione.

Il primo motivo è legato alla tassazione particolarmente vantaggiosa per le nuove attività che si concretizza nella possibilità di pagare solo il 5% di tasse per i primi 5 anni di attività per poi passare al 15% una volta superato questo limite temporale.

Altra componente che costituisce un’agevolazione per chi ha appena aperto la Partita IVA è quella di poter contare sulla determinazione forfetaria dei costi legati alla propria attività. Infatti nel regime forfettario ad ogni codice ATECO viene assegnata una percentuale denominata Coefficiente di Redditività che determina la parte dell’incassato che deve essere sottoposta a tassazione e, per differenza, quella che invece deve essere considerata come costo indipendentemente che tu abbia o meno delle spese legate allo svolgimento della tua attività.

In ultimo, ma non meno importante, bisogna considerare che chi aderisce al Regime Forfettario non applica l’IVA sui suoi prodotti e sui suoi servizi. Questa componente è fondamentale per chi si sta affacciando per la prima volta sul mercato perché costituisce un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. Infatti chi aderisce al Regime Forfettario venderà il proprio prodotto o il proprio servizio al prezzo stabilito senza ulteriori maggiorazioni derivanti dall’applicazione dell’IVA.

Scegli il codice ATECO corretto per la tua attività

Una delle cose più importanti da fare nella fase in cui stai per aprire Partita IVA è la scelta del codice  ATECO che più si addice all’attività che andrai a svolgere.

Il codice ATECO è usato per classificare le diverse attività che possono essere svolte in forma autonoma.

Ad esempio: vuoi fare il  parrucchiere? Avrai il codice ATECO 96.02.01, vuoi intraprendere l’attività di Videomaker? Avrai il codice ATECO 74.20.19.

Questo codice viene indicato nel modulo di apertura della partita IVA e risulta fondamentale per determinare quali sono i “confini” entro i quali dovrai rimanere nello svolgimento della tua attività. E’ possibile avere più di un codice ATECO se si svolgono più attività contemporaneamente ma è consigliabile non averne più di 2 per non frammentare troppo il campo di azione. Piuttosto di avere tanti codici ATECO è meglio identificare al 1 o 2 codici che descrivono nel modo migliore la tua attività.

Il codice ATECO è particolarmente importante nel regime forfettario perché sulla base di questo viene assegnato il cosiddetto Coefficiente di Redditività che risulta fondamentale per determinare la percentuale del tuo incassato che verrà sottoposta a tassazione.

Infine il codice ATECO determina quella che sarà la cassa previdenziale alla quale versare i contributi. Argomento che approfondiremo nel corso del  prossimo paragrafo.

Poiché la corretta determinazione del Codice ATECO è un’operazione che va studiata caso per caso ti consigliamo di confrontarti con un consulente fiscale. A questo proposito ti ricordiamo che Fiscozen offre una consulenza gratuita per analizzare nello specifico il tuo caso  e rispondere a tutti i tuoi dubbi.

Individua la cassa previdenziale per la tua professione

Ora che sai come individuare il codice ATECO che più si addice alla tua attività possiamo passare a determinare qual è la cassa previdenziale a cui fare riferimento.

I contributi previdenziali sono quelle somme di denaro che devi versare per andare a creare la tua futura pensione.

La cassa previdenziale alla quale dovrai versare questi contributi cambierà a  seconda dell’attività che andrai ad esercitare con la tua Partita IVA. Di seguito andiamo ad individuare quelle che sono le tipologie di enti previdenziali suddivise per le diverse professioni.

Le professioni che hanno una cassa privata dedicata, come Avvocati, Architetti e Psicologi, saranno obbligati a versare a quella determinata cassa seguendo le regole di versamento e le relative aliquote contributive dettate dalla cassa.

I professionisti che non hanno una cassa dedicata, come ad esempio il Web Designer, dovranno versare i contributi alla Gestione Separata INPS, una cassa dell’INPS dedicata a questo tipo di professioni. La percentuale contributiva da pagare viene applicata al guadagno percepito quindi il vantaggio di questa cassa risiede nel fatto che se non incassi nulla non dovrai pagare nessun contributo.

I Commercianti e gli Artigiani dovranno versare i propri contributi alle relative casse gestite dall’INPS. A differenza della Gestione Separata questa cassa prevede dei contributi fissi da pagare trimestralmente indipendentemente dall’effettivo guadagno. Inoltre una volta superato il limite di 16.243€ di incassato sarà necessario pagare la percentuale del 24,49% per i commercianti e il 24% per gli artigiani sull’eccedenza.

Vantaggi per i giovani sotto i 35 anni

Giovani e Partita IVA è un binomio sempre più frequente grazie alle opportunità e alla libertà di sviluppare le proprie idee e i propri progetti offerta dal lavoro autonomo.

Esistono diverse iniziative volte ad agevolare l’apertura e la gestione della Partita IVA da parte di giovani fino ai 35 anni.

In particolare per i professionisti che rientrano in questa fascia d’età sono previste delle agevolazioni a livello contributivo stabilite nello specifico dalle casse previdenziali private (ad esempio per gli Psicologi, Avvocati, Ingegneri). Tali vantaggi si concretizzano in contributi ridotti al fine di supportare l’inizio dell’attività riducendo così i costi da affrontare per il primo periodo di attività.

Inoltre spesso vengono indetti bandi regionali e provinciali che prevedono agevolazioni e contributi a fondo perduto o a tasso agevolato a sostegno dei giovani che aprono la propria attività di lavoro autonomo. E’ quindi importante informarsi e monitorare gli enti del territorio dove è stato indicato lo svolgimento della propria attività per individuare queste opportunità.

Per gestire al meglio la propria Partita IVA è importante potersi consultare con un professionista che possa sempre consigliarti al meglio sul tuo caso specifico. Con Fiscozen avrai un consulente fiscale sempre a tua disposizione per risolvere tutti i tuoi dubbi.

3 step per aprire la Partita IVA:

Dopo aver analizzato le caratteristiche del regime forfettario e i suoi vantaggi è il momento di passare all’azione aprendo la tua Partita IVA Forfettaria.

Di seguito scopriremo insieme quali sono i 3 step principali per aprire la partita IVA:

Codice ATECO

Come indicato nei paragrafi precedenti la prima cosa da decidere per aprire partita IVA è il codice ATECO da adottare. Questa fase è fondamentale non solo perché questo elemento viene comunicato all’Agenzia delle Entrate nel momento in cui si apre la Partita IVA ma anche perché, determina quale sarà il tuo coefficiente di redditività che influisce sul calcolo delle tasse.

Ditta o professionista

L’attività che decidi di svolgere può essere categorizzata in 2 diverse tipologie: attività di tipo professionale e attività che richiedono l’apertura di una ditta individuale.

Nella prima categoria rientrano le professioni come Avvocato, Architetto o il Web Designer  mentre nella seconda rientrano le attività Artigiane come la Parrucchiera e il Tatuatore e le attività Commerciali come l’ecommerce. L’ appartenenza ad una delle due tipologie comporta degli adempimenti diversi in fase di apertura della Partita IVA che vedremo nel prossimo punto.

Pratica di apertura della Partita IVA

Per le attività di tipo professionale la pratica di apertura della Partita IVA si concretizza nella sola compilazione ed invio all’Agenzia delle Entrate del modulo di richiesta di apertura della Partita IVA. Mentre per quanto riguarda le attività di tipo Artigianale e Commerciale oltre alla compilazione e all’invio del modulo sarà necessario anche la registrazione all’albo Artigiani o alla Camera di Commercio.

Una volta inviati questi documenti e ricevuta una risposta da parte degli enti, avrai il tuo numero di partita IVA e potrai fare la tua prima fattura!

Costi fissi e variabili per aprire la Partita IVA

Dopo aver visto i principali elementi da conoscere per l’apertura della Partita IVA passiamo ora ad analizzare i costi fissi e variabili che derivano dall’apertura e la gestione della tua attività in Partita IVA.

E’ possibile individuare i costi fissi in tutte quelle spese che non sono influenzati dall’andamento dell’attività di lavoro.

Nella pratica i costi fissi possono essere identificati in

  • costo del commercialista o del servizio di consulenza fiscale
  • costo di iscrizione alla Camera di Commercio o all’Albo degli Artigiani da sostenere una sola volta all’atto di registrazione
  • diritto camerale annuale da versare ogni anno in misura fissa

Gli ultimi due punti sono da considerarsi solo in caso di apertura di una ditta individuale.

I costi variabili sono tutti quei costi che cambiano al variare dell’andamento dei guadagni derivanti dall’attività di lavoro autonomo. In particolare i costi variabili possono essere individuati in

  •  importo delle tasse
  • Contributi previdenziali

Entrambi sono calcolati in misura percentuale e quindi variano al variare dell’importo incassato.

Per darti una misura di riferimento considera che le tasse e i contributi, in regime forfettario, influiscono in genere tra il 25% e il 30%.

Come gestire tutto completamente online

L’evoluzione di internet degli ultimi anni ha permesso la diffusione di molti servizi effettuati completamente online compresi quelli relativi alla gestione della Partita IVA.

E’ possibile gestire gli adempimenti legati alla Partita IVA tramite piattaforma Web utilizzando il proprio pc da qualsiasi posto tu ti trovi, è sufficiente che tu abbia a disposizione una connessione internet.

Online puoi trovare diversi servizi che permettono di gestire gli adempimenti legati alla tua attività di lavoro autonomo ma nella maggior parte dei casi queste piattaforme rispondono solo parzialmente alle necessità di gestione della Partita IVA fornendo il software di registrazione delle fatture ma non la consulenza (il che vuol dire che ti serve ugualmente un commercialista) o al contrario consulenza senza un supporto informatico (il che vuol dire che devi procurarti un software per la creazione e la gestione delle fatture e degli adempimenti).

Fiscozen è il servizio online che ti permette di creare le tue fatture in modo facile e veloce tramite una piattaforma informatica attraverso la quale puoi monitorare anche la previsione delle tasse che dovrai versare e tramite la quale sarai informato di tutte le scadenze relative alla tua attività e sarai guidato passo per passo negli adempimenti amministrativi e contributivi. Inoltre con Fiscozen avrai un consulente fiscale dedicato al quale rivolgere i tuoi dubbi e le tue domande per tutti gli aspetti riguardanti la gestione fiscale ed amministrativa della tua Partita IVA.

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