Ultimo aggiornamento: aprile 2026
La Partita IVA forfettaria è un regime fiscale agevolato per freelance e ditte individuali che rispettano specifici requisiti, tra cui il limite di 85.000€ di ricavi/compensi e 20.000€ di spese per personale. Prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività in presenza di condizioni) e, in genere, fatture senza IVA. Costi e adempimenti cambiano in base al tipo di attività.
Cos’è la Partita IVA forfettaria e come funziona nel 2026?
La Partita IVA (numero di identificazione fiscale per chi svolge attività economica) in regime forfettario (regime fiscale semplificato per persone fisiche e ditte individuali) funziona con un’imposta unica chiamata imposta sostitutiva (tassa che sostituisce IRPEF e addizionali su quel reddito) calcolata su un reddito “forfettario”. Il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente di redditività (percentuale legata al codice ATECO, la classificazione dell’attività) ai ricavi/compensi.
I punti chiave: aliquota del 15% oppure 5% per le nuove attività che rispettano requisiti specifici; in genere non si addebita IVA in fattura e non si detrae l’IVA sugli acquisti; i costi reali non si deducono “a consuntivo” come nell’ordinario, perché il regime usa la redditività ATECO come stima standard. Per un approfondimento, vedi il regime fiscale forfettario spiegato.
| Parametro | Regime forfettario (sintesi) | Perché conta |
| Limite ricavi/compensi | 85.000€ | Superarlo può far uscire dal regime |
| Spese per personale | Max 20.000€ annui | Vincolo per restare nel forfettario |
| Aliquota imposta sostitutiva | 15% (standard) / 5% (start-up, 5 anni) | Determina la tassazione sul reddito imponibile |
| IVA in fattura | Di norma non si applica | Prezzi più semplici e meno adempimenti IVA |
| Calcolo reddito | Ricavi × coefficiente ATECO − contributi | Base imponibile più prevedibile |
| Contabilità e adempimenti | Semplificati | Meno registri e gestione più snella |
Chiarito come funziona, il passo successivo è verificare i requisiti (sia in apertura sia durante l’anno) e poi scegliere la procedura corretta di apertura.
Quali sono i requisiti per aprire e mantenere una Partita IVA forfettaria?
I requisiti per accedere al regime forfettario sono 6 e devi averli tutti contemporaneamente. Questi requisiti vanno controllati sia al momento dell’apertura sia per mantenere il regime durante l’attività (verifica annuale sui dati dell’anno precedente).
- Residenza: devi essere residente in Italia.
- Partecipazioni: non devi essere socio di una società di persone e non devi avere quote di maggioranza in una SRL (società di capitali) che opera nello stesso settore della tua attività individuale.
- Ricavi/compensi: se avevi già Partita IVA nell’anno precedente, non devi aver incassato più di 85.000€.
- Spese per personale: non devi aver pagato collaboratori o dipendenti per più di 20.000€ annui (inclusi contributi, TFR e oneri obbligatori).
- Redditi da lavoro dipendente: se sei dipendente, la tua RAL (retribuzione annua lorda) dell’anno precedente non deve aver superato 30.000€. Questo limite è stato alzato a 35.000€ nel 2024.
- Eccezione fine rapporto: se nell’anno precedente avevi una RAL superiore a 35.000€ ma il rapporto di lavoro è terminato (licenziamento, dimissioni o fine contratto), puoi avere il regime forfettario.
Per capire quale ATECO (codice attività) è coerente con ciò che fai e come impatta su coefficiente e requisiti, può essere utile raccogliere prima i documenti necessari per aprire la Partita IVA.
Regime forfettario vs ordinario: quale conviene davvero?
Il regime forfettario conviene spesso a freelance e ditte individuali sotto soglia con costi contenuti, perché applica l’imposta sostitutiva (15% o 5%) su un reddito calcolato con il coefficiente ATECO e riduce gli adempimenti. Il regime ordinario può essere migliore quando i costi reali sono alti e/o recuperare IVA sugli acquisti è importante, perché consente deduzioni analitiche e gestione IVA completa.
| Voce | Forfettario | Ordinario |
| Imposte | Imposta sostitutiva 15% o 5% | IRPEF a scaglioni + addizionali |
| IVA | In genere non si applica in fattura | IVA in fattura + liquidazioni/registri |
| Costi | Non dedotti analiticamente | Deducibili secondo regole fiscali |
| Contabilità | Semplificata | Più adempimenti e registrazioni |
| Profilo ideale | Costi bassi, margini alti | Costi alti, investimenti, IVA rilevante |
| Trade-off | Semplice ma “standardizzato” | Più complesso ma più “aderente” ai costi |
Nota pratica (esempio): con 50.000€ di ricavi e costi limitati, il forfettario tende a risultare competitivo perché la base imponibile deriva dal coefficiente. Se invece una parte importante dei 50.000€ è assorbita da spese deducibili e acquisti con IVA (strumenti, software, merci), l’ordinario può recuperare più valore.
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Come aprire una Partita IVA forfettaria e quanto costa all’inizio?
Aprire una Partita IVA forfettaria può costare zero se sei un libero professionista e fai tutto in autonomia, ma i costi iniziali aumentano se apri una ditta individuale (artigiano/commerciante) perché entrano in gioco Camera di Commercio, PEC (posta elettronica certificata) e firma digitale. In molti casi i tempi sono di pochi giorni, fino a circa 10 giorni in base a pratica e Comune.
| Passo | Cosa fai | Enti/strumenti |
| 1. Scelta attività | Definisci attività e codice ATECO | ATECO, consulenza commercialista |
| 2. Apertura fiscale | Presenti il modello AA9/12 (se applicabile) | Agenzia delle Entrate, AA9/12 |
| 3. Previdenza | Apri posizione contributiva | INPS (Gestione Separata/Artigiani/Commercianti) o cassa |
| 4. Impresa (se dovuta) | Iscrizione e pratiche d’impresa | Camera di Commercio, ComUnica, eventuale SCIA |
| 5. Operatività | Imposti fatture e incassi | Fatturazione elettronica, PEC |
Fonte: procedura operativa descritta nella documentazione e prassi di apertura (aggiornamento aprile 2026). Verificare sempre i requisiti specifici dell’attività e del Comune per SCIA/SUAP.
| Voce di costo iniziale | Libero professionista | Artigiano/Commerciante |
| Pratica in autonomia | 0€ | Di norma bolli/diritti variabili |
| PEC + firma digitale | Spesso non necessarie | Da ~35€ (in base al servizio) |
| Diritti/Camera di Commercio | Non dovuti | Diritti e diritto camerale (variabile) |
| SCIA (se richiesta) | Non dovuta | Da 0€ a ~200€ (in base al Comune) |
| Supporto commercialista | Spesso ~200€ | Spesso 300–600€ |
Per un dettaglio completo e aggiornato dei costi (apertura + gestione), vedi: costi di apertura e mantenimento della Partita IVA forfettaria e quanto costa aprire una Partita IVA.
Quali tasse si pagano nel regime forfettario e come si calcolano?
Nel regime forfettario la tassa principale è l’imposta sostitutiva (15% oppure 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti) applicata al reddito imponibile, non al fatturato. Il reddito imponibile si calcola con il coefficiente di redditività (percentuale legata al codice ATECO) e si riduce sottraendo i contributi previdenziali versati.
| Step | Formula | Esempio (50.000€ ricavi) |
| 1. Reddito forfettario | Ricavi × coefficiente | 50.000 × 78% = 39.000 |
| 2. Reddito imponibile | Reddito forfettario − contributi | 39.000 − 6.000 = 33.000 |
| 3. Imposta | Reddito imponibile × 15% (o 5%) | 33.000 × 15% = 4.950 |
Il pagamento avviene tramite F24 (modello di versamento) con logica di saldo (chiusura dell’anno precedente) e acconto (anticipo sull’anno in corso). La confusione più comune è scambiare ricavi con imponibile: nel forfettario l’imposta si calcola dopo coefficiente e contributi. Se vuoi vedere altri esempi, trovi una guida dedicata alla tassazione nel regime forfettario.
| Scadenza tipica | Cosa si paga | Nota operativa |
| 30 giugno | Saldo anno precedente + 1° acconto | Possibile differimento con maggiorazione (se previsto) |
| 30 novembre | 2° acconto anno in corso | Versamento tramite F24 |
Quali contributi INPS si pagano con una Partita IVA forfettaria?
Con una Partita IVA forfettaria i contributi previdenziali (versamenti per pensione e tutele come maternità) cambiano in base all’inquadramento: cassa professionale (ente privato di categoria), Gestione Separata INPS (gestione per molti freelance senza cassa) oppure Gestione Artigiani/Commercianti INPS (con contributi fissi e variabili). Le tasse e i contributi sono cose diverse: le tasse finanziano lo Stato, i contributi finanziano la previdenza.
Se sei iscritto a un albo con cassa (es. Cassa Forense per avvocati o Inarcassa per ingegneri/architetti) versi secondo regole proprie. Se non hai cassa o non puoi iscriverti, versi in Gestione Separata. Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi e, oltre una soglia, anche variabili.
Nella tabella vediamo le quote precise:
| Gestione INPS | Contributi fissi | Quota minimale | Contributi variabili |
| Artigiani | 4.521,36€ | 18.808€ | 24% |
| Commercianti | 4.611,64€ | 18.808€ | 24,48% |
Come artigiano o commerciante puoi chiedere una riduzione del 35% dei contributi
In questo caso, le quote diventano:
| Gestione INPS | Contributi fissi ridotti | Quota minimale |
Contributi variabili ridotti |
| Artigiani | 2.938,80€ | 18.808€ | 15,6% |
| Commercianti | 2.997,56€ | 18.808€ | 15,91% |
Per un approfondimento operativo e simulazioni, vedi la guida sui contributi INPS nel regime forfettario.
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Per quanto tempo si può restare nel regime forfettario e cosa succede se si esce?
Il regime forfettario non ha una durata massima “a tempo”: puoi restarci finché rispetti i requisiti (residenza, partecipazioni, soglie economiche e regole sul lavoro dipendente). L’uscita avviene quando perdi un requisito o superi determinate soglie di ricavi/compensi, con effetti che possono essere immediati o dal periodo d’imposta successivo a seconda del caso.
| Evento | Effetto immediato | Cosa cambia |
| Rispetti requisiti | Nessuno | Resti in forfettario |
| Perdi un requisito ma ricavi ≤ 100.000€ | Di norma no | Esci l’anno successivo e passi a ordinario |
| Ricavi/compensi > 100.000€ | Sì | Uscita immediata: gestione IVA e regole ordinario |
| Nuova causa di esclusione (es. partecipazioni) | Dipende dal caso | Verifica con commercialista per decorrenze |
Fonte: schema decisionale basato sulle regole descritte nel testo originale e sulla prassi operativa (aggiornamento aprile 2026). Per casi specifici, serve valutazione professionale.
Quando passi al regime ordinario entrano tipicamente: IVA in fattura, adempimenti IVA, gestione più strutturata dei costi e spesso maggior supporto contabile.
FAQ sulla Partita IVA forfettaria: costi, tempi e casi particolari
Quanto costa al mese un commercialista o una piattaforma per il forfettario?
La gestione mensile può andare da circa 40€ a oltre 100€ al mese, in base a servizi inclusi (dichiarazione, assistenza, fatturazione elettronica, calcoli F24) e complessità dell’attività. Un costo “fisso” aiuta a prevedere spese e imposte, ma va confrontato con la copertura reale offerta.
In quanto tempo si apre una Partita IVA forfettaria?
In molti casi l’apertura richiede pochi giorni, ma può arrivare a circa 10 giorni se servono pratiche aggiuntive (Camera di Commercio, SCIA/SUAP, iscrizioni specifiche INPS). La variabile principale è il tipo di attività (libero professionista vs ditta individuale) e la completezza dei dati inviati.
Posso avere il forfettario se ho anche un lavoro dipendente?
Sì, ma conta la RAL (retribuzione annua lorda) dell’anno precedente e le regole di accesso al regime. Se la RAL supera i limiti previsti, potresti non poter applicare il forfettario; se il rapporto di lavoro termina nell’anno precedente, possono esistere eccezioni da valutare caso per caso.
Se fatturo a clienti esteri (UE o extra-UE) posso restare in forfettario?
Sì, il forfettario può essere compatibile con clienti esteri, ma cambiano alcuni adempimenti (ad esempio l’iscrizione VIES, il sistema per operazioni intracomunitarie, e la corretta compilazione delle fatture). L’errore più comune è emettere documenti con diciture o regole IVA non coerenti con il tipo di cliente.
Il forfettario conviene anche se guadagno poco all’inizio?
Spesso sì, perché semplifica la gestione e applica un’imposta sostitutiva prevedibile sul reddito calcolato con coefficiente ATECO. Tuttavia, se prevedi investimenti e costi elevati con IVA importante da recuperare, l’ordinario può risultare più efficiente. La scelta migliore dipende da margini e struttura dei costi.
