Partita IVA forfettaria: come aprire e quanto costa? [GUIDA 2022]

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Partita IVA forfettaria

Come accedere e mantenere il Regime Forfettario

Hai deciso di aprire Partita IVA e iniziare la tua attività di lavoro autonomo e hai sentito parlare del Regime Forfettario come un regime fiscale agevolato che ti permette di pagare meno tasse e ne vuoi saperne di più. Leggendo questo articolo conoscerai i temi riguardanti l’apertura della Partita IVA forfettaria e i suoi costi.

Il Regime Forfettario è un regime fiscale pensato per agevolare l’apertura di nuove attività di lavoro autonomo e supportare quelle già esistenti aventi un guadagno ridotto. Trattandosi di un regime particolarmente vantaggioso sono previste delle regole d’entrata e di mantenimento che ne limitano l’utilizzo.

Prima di aprire una Partita IVA Forfettaria è necessario verificare di possedere i seguenti requisiti:

  • Essere residenti in italia;
  • Non avere partecipazioni in Società di Persone; 
  • Non avere partecipazioni di controllo in società di capitali nello stesso settore dell’attività che si vuole svolgere; 
  • Avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 30.000 euro lordi;

Se rispetti tutte questi requisiti puoi dire di avere già un piede nel regime forfettario. 

Ogni caso è diverso e per questo motivo ti consigliamo di rivolgerti ad un consulente fiscale che possa analizzare la tua situazione e consigliarti al meglio quale regime adottare. A questo proposito ti ricordiamo che i consulenti Fiscozen sono a tua disposizione per una consulenza gratuita.  

I 3 vantaggi della Partita IVA Forfettaria

Aprire una Partita IVA Forfettaria comporta una serie di vantaggi rispetto alla scelta di adottare il regime ordinario. Di seguito andremo ad elencare i  3 principali vantaggi 

Aliquote Agevolate

Il Regime Forfettario prevede l’applicazione di aliquote agevolate ed in particolare parliamo di un’imposta del 5% per le nuove attività, applicabile per un massimo di 5 anni dall’apertura, o del 15% per le attività già in corso che aderiscono a questo regime. Questa è un’agevolazione di grande impatto in quanto adottando il regime ordinario l’aliquota minima applicata è del 23%.

Determinazione Forfettaria dei Costi

Il secondo vantaggio si concretizza nella determinazione forfettaria dei costi. Ovvero: che tu abbia o meno delle spese legate alla tua attività potrai “scaricare” una percentuale fissa di costi  in base al tuo codice ATECO. L’importo così determinato non verrà sottoposto a tassazione.

Facciamo un esempio pratico per rendere tutto più chiaro:

Simone è un Web Designer che nel suo primo anno di attività ha incassato 10.000 euro. Di seguito vediamo come vengono calcolate le spese Forfettarie:

Attività Svolta: Web Designer

Codice ATECO: 74.10.21

Importo incassato nell’anno: 10.000€

Coefficiente di redditività: 78%

Percentuale forfettaria di spesa: 100%-78%= 22%

Spese determinate forfettariamente: 10.000€x22%= 2.200€

Importo sul quale verranno calcolate le tasse: 10.000€-2.200€= 7.800€

Non devi applicare l’IVA

Altra importante agevolazione per chi apre Partita IVA Forfettaria è rappresentata dal non dover applicare l’IVA sui propri prodotti o servizi. Ciò costituisce un vantaggio sia in termini di contabilità che in termini di competitività sul mercato in quanto il prezzo al cliente non sarà gravato da una maggiorazione del 22% dell’IVA.

I 3 Step per aprire la Partita IVA Forfettaria

Dopo aver analizzato le caratteristiche del Regime Forfettario e i suoi vantaggi è il momento di passare all’azione aprendo la tua Partita IVA Forfettaria.

Di seguito scopriremo insieme quali sono i 3 step principali per aprire la partita IVA:

Determina il codice ATECO

Prima di procedere all’apertura della partita IVA è molto importante determinare il corretto codice ATECO da adottare, ovvero un codice di 6 cifre (ad esempio 47.91.10 per l’ecommerce) che va ad identificare  l’attività economica che hai intenzione di svolgere. Questa fase è fondamentale non solo perché questo elemento viene comunicato all’Agenzia delle Entrate nel momento in cui si apre la Partita IVA ma anche perché, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, determina quale sarà il tuo coefficiente di redditività che influisce sul calcolo delle tasse.

Identifica la tipologia di Attività

L’attività che decidi di svolgere può essere categorizzata in 2 diverse tipologie: attività di tipo professionale e attività che richiedono l’apertura di una ditta individuale.

Nella prima categoria rientrano le professioni come Avvocato, Architetto o il Web Designer  mentre nella seconda rientrano le attività Artigiane come la Parrucchiera e il Tatuatore e le attività Commerciali come l’ecommerce. L’ appartenenza ad una delle due tipologie comporta degli adempimenti diversi in fase di apertura della Partita IVA che vedremo nel prossimo punto.

Pratica di Apertura della Partita IVA

Per le attività di tipo professionale la pratica di apertura della Partita IVA si concretizza nella sola compilazione ed invio all’Agenzia delle Entrate del modulo di richiesta di apertura della Partita IVA. Mentre per quanto riguarda le attività di tipo Artigianale e Commerciale oltre alla compilazione e all’invio del modulo sarà necessario anche la registrazione all’albo Artigiani o alla Camera di Commercio e le comunicazioni agli enti territoriali.

Tasse e Contributi INPS: come fare il calcolo in Partita IVA Forfettaria

Negli scorsi paragrafi abbiamo percorso passo per passo la strada per aprire la Partita IVA, ora è arrivato il momento di vedere insieme come si calcolano le tasse e i contributi INPS.

Per il calcolo delle tasse di una Partita IVA forfettaria è necessario prendere in considerazione tutti gli elementi che abbiamo visto nei paragrafi precedenti:

  • Importo totale incassato
  • Aliquota d’imposta da applicare del 5% se si tratta di nuova attività o del 15% per attività già esistente
  • Coefficiente di redditività per l’individuazione dei costi determinati forfettariamente

Facciamo un esempio di calcolo per rendere tutto più semplice:

Riprendiamo l’esempio di Simone, il Web Designer che abbiamo visto in precedenza.

Simone ha appena iniziato l’attività e quindi può applicare l’aliquota d’imposta del 5%.

Il suo incasso annuale è di 10.000€ e il coefficiente di redditività in base al suo codice ATECO è del 78%.

Importo incassato nell’anno: 10.000€

Coefficiente di redditività: 78%

Reddito lordo 10.000 x 78%= 7.800€

Importo tasse da pagare a saldo 7.800€x5%= 390€

Oltre alle tasse dobbiamo considerare che annualmente devono essere pagati anche i contributi previdenziali che servono a creare la nostra futura pensione.

Il calcolo dei contributi previdenziali varia a seconda della cassa previdenziale di appartenenza. Nel caso del Web Designer che abbiamo preso come esempio la cassa di riferimento è la Gestione separata INPS.

Il calcolo dei contributi previdenziali in gestione separata è determinato sulla base di una percentuale fissa, che per il 2022 è di 26,23%, che viene calcolata dopo aver applicato il coefficiente di redditività.

Considerando il nostro esempio, i contributi di Simone il Web Designer andranno calcolati come segue:

Importo incassato nell’anno: 10.000€

Coefficiente di redditività: 78%

Imponibile lordo 10.000 x 78%= 7.800€

Importo contributi da pagare a Saldo: 7.800€ x 26,23%= 2045,94€

Fattura Forfettaria: 3 elementi da includere sempre 

Finalmente è arrivato il momento di parlare di fatturazione. L’emissione della fattura in Partita IVA Forfettaria risulta essere molto semplificata nella sua compilazione ma ci sono degli elementi che devono essere considerati per poter essere sicuri di aver creato un documento corretto e completo. Abbiamo individuato i 3 elementi più importanti da tenere in considerazione:

Dati del cliente e intestazione

Assicurati sempre di avere tutti i dati del tuo cliente prima di emettere la fattura. In particolare è importante indicare in fattura il nome, cognome, il codice fiscale e l’indirizzo del tuo cliente. Inoltre su ogni fattura devono essere riportati i tuoi dati, l’indirizzo dove svolgi la tua attività e il numero di Partita IVA.

Ogni fattura deve riportare sempre il numero progressivo e la data di emissione del documento.

Descrizione del prodotto e prezzo di vendita

Un elemento fondamentale che costituisce il “cuore” della fattura è la descrizione del prodotto o del servizio erogato e il relativo prezzo di vendita.

Contributi Previdenziali e Rivalsa

Se sei un professionista che aderisce ad una cassa previdenziale privata (Es. Avvocato, Architetto, Psicologo) sei obbligato ad inserire in fattura il contributo integrativo determinato dalla tua cassa. Si tratta di una percentuale calcolata sul prezzo di vendita che va inserita in fattura addebitandola al cliente e poi versata alla propria cassa. E’ importante sottolineare che questo importo non è sottoposto a tassazione.

Se invece sei un professionista senza cassa e aderisci alla Gestione Separata INPS puoi indicare in fattura la Rivalsa. Che consiste in una percentuale aggiuntiva del 4% calcolata sul prezzo di vendita. A differenza del contributo integrativo, la rivalsa viene sottoposta a tassazione e non è obbligatorio inserirla in fattura.

Infine se sei una ditta individuale e aderisci alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS non devi indicare nessun elemento contributivo ma solo il prezzo di vendita del prodotto.

Costi fissi e variabili da prendere in considerazione per aprire la Partita IVA Forfettaria 

In ultimo passiamo ad individuare i principali costi fissi e variabili di cui è necessario tenere conto per gestire al meglio la propria partita IVA.

E’ possibile individuare i costi fissi in tutte quelle spese che non sono influenzati dall’andamento dell’attività di lavoro.

I principali  costi fissi possono essere identificati nelle seguenti voci:

  • Costo del commercialista o del servizio di consulenza fiscale
  • Costo di iscrizione alla Camera di Commercio o all’Albo degli Artigiani da sostenere una sola volta all’atto di registrazione
  • Il diritto camerale annuale da versare ogni anno in misura fissa.

Gli ultimi 2 punti vanno presi in considerazione solo per le ditte individuali.

I costi variabili sono tutti quei costi che cambiano a seconda dell’andamento dei guadagni derivanti dall’attività di lavoro autonomo. In particolare i principali costi variabili possono essere individuati tra le seguenti voci:

  • Tasse
  • Contributi previdenziali

Infatti  essendo calcolati in misura percentuale variano al variare dell’importo incassato.

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