Aprire un’attività giovani: come fare e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

I giovani non hanno sconti “di apertura”. Esistono però riduzioni contributive e bandi finanziari. Per aprire: AA9/12 se professionista, ComUnica se ditta individuale, più SCIA/INAIL/PEC quando richieste.

  • Riduzione contributi INPS del 35% per artigiani/commercianti in regime forfettario, su richiesta all’INPS.
  • Nessuna agevolazione “anagrafica” sui costi amministrativi di apertura: variano per forma e attività.
  • Due percorsi: professionista (AA9/12) vs ditta individuale (ComUnica con Registro Imprese, INPS, INAIL, SUAP).

Panoramica tecnica: agevolazioni disponibili e cosa non aspettarsi

Per i giovani che avviano un’attività, le agevolazioni si dividono in due grandi famiglie: contributive e finanziarie. Non esistono sconti “di apertura” legati all’età. I costi amministrativi dipendono dalla forma dell’attività e dagli adempimenti necessari.

Le agevolazioni contributive riducono i contributi previdenziali. Spesso le Casse professionali private prevedono aliquote ridotte o franchigie under 35. Verifica il regolamento della tua Cassa. Per INPS artigiani e commercianti è possibile la riduzione del 35% se scegli il regime forfettario, previa domanda all’INPS.

Le agevolazioni finanziarie arrivano da bandi di Regioni e Province Autonome, oltre a misure nazionali. Prevedono contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato o garanzie pubbliche. Gli avvisi sono pubblicati sui portali istituzionali. Controlla gli atti amministrativi e i decreti del Ministero competente.

Queste informazioni discendono da norme e prassi ufficiali consultabili su portali istituzionali come Normattiva, Ministero del Lavoro e Agenzia delle Entrate.

Quando sei un libero professionista: percorso, tempi e basi normative

Apertura partita IVA con modello AA9/12

Se svolgi un’attività intellettuale (esempio: designer, avvocato, consulente), apri la partita IVA come libero professionista. Compili e invii il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online o allo sportello.

La base normativa è l’articolo 35 del DPR 633/1972 (dichiarazione di inizio attività IVA). Il modello AA9/12 e le istruzioni sono emanati dall’Agenzia delle Entrate. L’adempimento è gratuito se fai tutto da solo.

Iscrizione previdenziale

Ti iscrivi alla Cassa professionale di riferimento, se esiste per l’Albo. In alternativa, alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). La Cassa o l’INPS calcolano i contributi secondo le proprie regole.

Molte Casse applicano riduzioni per i primi anni o per gli under 35. Sono previste da regolamenti interni. Verifica gli atti deliberativi e le circolari della tua Cassa.

Regime fiscale consigliato per l’avvio

Il regime forfettario è spesso la scelta di partenza. È un regime agevolato con imposta sostitutiva al 15%. Si applica il principio di cassa, cioè paghi le imposte solo sugli incassi effettivi.

La soglia di accesso è fino a 85.000 euro di ricavi/compensi annui (come previsto dalla Legge 197/2022 che ha aggiornato la Legge 190/2014). C’è l’uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno. La misura resta valida alla data di agosto 2026.

Se possiedi i requisiti, l’imposta scende al 5% per i primi 5 anni. Vale se non hai svolto attività analoga nei tre anni precedenti e rispetti le altre condizioni della Legge 190/2014.

Quando sei un’impresa: ditta individuale commerciale o artigianale

ComUnica: uno sportello digitale, più adempimenti

Se svolgi attività commerciale o artigianale (esempio: e-commerce, barbiere, idraulico), apri una ditta individuale. Inoltri la pratica ComUnica al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.

ComUnica consente in un’unica procedura: apertura partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, posizione INPS artigiani o commercianti e, se dovuta, denuncia INAIL. La disciplina di ComUnica discende dal D.L. 7/2007 convertito in Legge 40/2007 e da decreti attuativi.

Costi amministrativi tipici

Paghi l’imposta di bollo, i diritti di segreteria e il diritto annuale camerale. Gli importi variano in base alla provincia e al settore. Le cifre base comunemente richieste sono: 17,50 euro per bollo, 18 euro per diritti, e un diritto camerale annuale che di regola sta tra 50 e 120 euro.

Questi importi possono cambiare con i decreti ministeriali annuali. Consulta i provvedimenti del Ministero competente e la Camera di Commercio. Pianifica anche i costi di PEC e firma digitale.

SCIA e SUAP

Per molte attività devi presentare la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La base normativa è l’articolo 19 della Legge 241/1990 e il DPR 160/2010 per lo sportello unico.

La SCIA permette di iniziare subito, salvo i controlli successivi. Alcune attività richiedono requisiti professionali, strutturali o igienico-sanitari. Verifica il regolamento comunale e le norme settoriali.

INPS e INAIL

Gli artigiani e i commercianti si iscrivono all’INPS gestione IVS. Pagano contributi fissi sul minimale, poi una parte percentuale sul reddito eccedente. La misura esatta cambia ogni anno con circolari INPS.

Per i forfettari artigiani e commercianti è possibile chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti. L’INAIL è obbligatoria per le attività con rischio infortuni. La base è il Testo Unico 1124/1965 e il D.Lgs. 38/2000.

Agevolazioni finanziarie: come orientarsi senza perdere tempo

Tipologie di aiuto

I bandi possono offrire contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero o misti, garanzie pubbliche, voucher per digitalizzazione e formazione. Spesso sono cofinanziati da fondi europei regionali (ciclo 2021-2027).

Puoi trovare bandi su portali regionali, Ministeri competenti e soggetti attuatori pubblici. Le regole sono fissate da decreti e avvisi ufficiali. Le graduatorie seguono criteri trasparenti. Il riferimento resta la Gazzetta Ufficiale e le banche dati normative come Normattiva.

Documenti e tempistiche

Prepara sempre un business plan chiaro, preventivi firmati, dichiarazioni sostitutive, DURC in regola, visure, e certificati antimafia quando richiesti. I bandi fissano finestre temporali e budget. Programma la domanda con anticipo.

Le erogazioni spesso avvengono a stati di avanzamento. Tieni la contabilità ordinata. Conserva fatture, quietanze e relazioni di progetto. I controlli formali sono stringenti.

Regime fiscale: come scegliere in modo consapevole

Forfettario vs. semplificato/ordinario

Il forfettario è semplice e spesso conveniente sotto gli 85.000 euro di ricavi/compensi. Applica un coefficiente di redditività per calcolare il reddito. Non detrai i costi reali, salvo contributi previdenziali.

Se hai costi elevati, puoi valutare il regime semplificato o ordinario. Permettono di dedurre i costi effettivi e detrarre l’IVA. Richiedono più adempimenti. La scelta dipende da margini, investimenti e prospettiva di crescita.

Riferimenti normativi: Legge 190/2014 (regime forfettario), DPR 633/1972 (IVA), TUIR DPR 917/1986 per l’imposizione diretta. Consulta sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Decidi il percorso in 5 passaggi logici

1) Che attività svolgi? Se è intellettuale, sei professionista. Se vendi beni o fai lavorazioni manuali, sei impresa (artigiano o commerciante).

2) Serve SCIA o altre autorizzazioni? Verifica il regolamento comunale e il DPR 160/2010. Se sì, prepara subito la pratica SUAP.

3) Valuta il regime fiscale. Ricavi attesi sotto 85.000 euro, costi bassi e semplicità? Scegli il forfettario. Costi alti e investimenti? Valuta semplificato/ordinario.

4) Previdenza. Cassa professionale se iscritto ad Albo. Altrimenti, Gestione Separata INPS (professionisti) o IVS artigiani/commercianti (imprese). Controlla riduzioni e minimali.

5) Finanziamenti. Se servono risorse, costruisci il business plan e mappa i bandi regionali e nazionali. Rispetta scadenze e criteri di valutazione.

Contributi: quanto paghi davvero e come ridurli

Professionisti

Con Cassa professionale, segui le aliquote e i minimi del tuo Ordine. Alcune Casse prevedono sconti per i primi anni e per gli under 35. Le riduzioni sono regolamentate da delibere ufficiali.

Senza Cassa, versi in Gestione Separata INPS. L’aliquota cambia con le circolari annuali. Paghi sul reddito prodotto. Non hai minimali fissi, ma non hai neanche la riduzione del 35% tipica di artigiani e commercianti in forfettario.

Artigiani e commercianti

Versi contributi fissi su un reddito minimale, poi una quota percentuale sull’eccedenza. Puoi chiedere la riduzione del 35% se sei in forfettario. Domanda telematica all’INPS entro i termini.

Controlla ogni anno le circolari INPS per importi, scadenze e modalità. Il Ministero del Lavoro fornisce i riferimenti normativi di settore.

Adempimenti locali e digitali: SCIA, PEC e firma

SCIA e requisiti

La SCIA abilita l’avvio immediato. Devi avere i requisiti professionali, i locali a norma e la documentazione pronta. La PA può controllare nei termini di legge. Base normativa: Legge 241/1990, art. 19.

Per attività sanitarie, alimentari o a rischio specifico, servono ulteriori pareri (ASL, vigilanza, prevenzione incendi). Verifica i regolamenti comunali e regionali.

PEC e firma digitale

L’impresa deve avere un domicilio digitale. L’obbligo discende dal Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e dalle norme sul Registro Imprese. La firma digitale serve per invii telematici e pratiche camerali.

Scenario Passi obbligatori Requisiti/Documenti Costi e tempistiche
Libero professionista AA9/12 all’Agenzia Entrate; iscrizione Cassa o Gestione Separata Documento identità, codice fiscale, descrizione attività, eventuale Albo Apertura IVA gratuita; iscrizione previdenziale immediata; imposte da acconti/saldi
Ditta individuale commerciale ComUnica (IVA, Registro Imprese, INPS); PEC; firma digitale Documento identità, PEC, firma, sede; SCIA se dovuta Bollo 17,50€; diritti 18€; diritto camerale 50–120€/anno; attivazione 1–5 giorni
Ditta artigiana ComUnica; INPS IVS; INAIL; eventuale SCIA Requisiti tecnico-professionali, locali a norma, PEC e firma Oneri camerali come sopra; premio INAIL variabile; attivazione 1–7 giorni
Attività soggetta a SCIA Invio SCIA al SUAP; dichiarazioni e planimetrie; pareri ASL se previsti Modulistica, autocertificazioni, attestazioni requisiti, diritti SUAP Avvio immediato post invio; controlli entro termini; costi SUAP locali
Accesso a bando finanziario Registrazione portale; domanda; istruttoria; graduatoria; rendicontazione Business plan, preventivi, DURC, visura, autodichiarazioni Finestra 30–90 giorni; erogazioni per stati avanzamento; cofinanziamento richiesto

FAQ

Chi ha meno di 30 o 35 anni paga meno per aprire la partita IVA?

No. Non esistono sconti “di apertura” legati all’età. L’apertura con AA9/12 è gratuita a prescindere dall’età. La ditta individuale tramite ComUnica comporta oneri camerali uguali per tutti. Gli importi discendono da provvedimenti ministeriali e dalla Camera di Commercio locale, non dall’anagrafe. Le vere differenze per i giovani stanno nei contributi (sconti delle Casse professionali o riduzione INPS del 35% per artigiani/commercianti in forfettario su domanda) e nei bandi finanziari. Le basi normative generali sono il DPR 633/1972 per l’inizio attività IVA, la Legge 241/1990 e il DPR 160/2010 per la SCIA e il SUAP.

La riduzione INPS del 35% vale per tutti i giovani con ditta individuale?

No. Non è legata all’età ma al regime fiscale e alla gestione previdenziale. Vale per gli artigiani e i commercianti che adottano il regime forfettario e presentano apposita domanda all’INPS. La misura non si applica ai professionisti in Gestione Separata né a chi è in contabilità semplificata o ordinaria. La percentuale e le modalità operative sono confermate dalle circolari INPS annuali. È quindi una scelta di regime e di opportunità, non un automatismo “under 35”.

Se apro come professionista, quando conviene il regime forfettario rispetto al semplificato?

Conviene il forfettario quando: i compensi restano sotto 85.000 euro l’anno; i costi reali sono bassi; vuoi semplificare gli adempimenti IVA e contabili. Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività e si tassa con un’imposta sostitutiva (15% o 5% start-up con requisiti della Legge 190/2014). Se sostieni costi elevati (collaboratori, affitti importanti, attrezzature costose) o recuperi molta IVA su acquisti, il semplificato può battere il forfettario. Valuta scenari con un prospetto numerico che includa imposte, contributi e detraibilità IVA. Ricorda l’uscita immediata dal forfettario oltre 100.000 euro, introdotta dalla Legge 197/2022.

Quali sono gli adempimenti locali più frequenti e perché contano i tempi?

La SCIA al SUAP è l’adempimento più comune per negozi, laboratori, somministrazione, artigianato e molte attività di servizi. Si presenta prima dell’avvio e consente di iniziare subito. Devi allegare autocertificazioni, planimetrie, dichiarazioni impiantistiche e requisiti professionali dove richiesti. Alcune attività richiedono pareri ASL o prevenzione incendi. I tempi contano perché i controlli possono far sospendere l’attività se mancano requisiti. Le basi sono nell’articolo 19 della Legge 241/1990 e nel DPR 160/2010. Programma lavori, forniture e personale dopo aver verificato l’iter con l’ufficio comunale competente.

Come trovo e vinco un bando a fondo perduto per giovani imprenditori?

Parti dai portali istituzionali di Regione e Provincia autonoma, dai Ministeri competenti e dalle piattaforme pubbliche che pubblicano gli avvisi. Leggi con attenzione l’avviso: finalità, beneficiari, spese ammissibili, intensità di aiuto, punteggi. Prepara un business plan chiaro, con piano di cassa, analisi mercati e milestones. Raccogli preventivi firmati e confrontabili, definisci indicatori misurabili e un cronoprogramma realistico. Cura i requisiti formali: DURC regolare, assenza di debiti fiscali, rispetto del regime de minimis se applicabile. Le decisioni di concessione poggiano su atti ufficiali. Le norme di riferimento e i decreti sono pubblicati su Gazzetta Ufficiale e reperibili su Normattiva. Una domanda completa, coerente e puntuale aumenta molto le probabilità di successo.

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