Per aprire una ditta di impianti elettrici devi avere almeno uno dei seguenti requisiti laurea in materie tecniche, come ingegneria, architettura o fisica diploma di maturità o qualifica professionale in materie tecniche e almeno due anni di esperienza in un’impresa del settore attestato di qualifica rilasciato dalla tua regione ed esperienza di almeno 2 anni come operaio qualificato almeno 3 anni di esperienza come operaio installatore, escluso il periodo di apprendistato Oltre a questi, non dovrai avere precedenti penali.
Se hai i requisiti richiesti, puoi aprire la tua ditta di impianti elettrici , inviando telematicamente la pratica ComUnica che in un’unica soluzione ti permette di: aprire la Partita IVA con il codice ATECO corretto, cioè la sequenza di 6 cifre che serve per identificare l’attività che svolgi.
Nel tuo caso sarà uno tra 43.21.01 – Installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici 43.21.02 – Installazione di cablaggi per telecomunicazioni e altre reti 43.21.04 – Installazione di insegne elettriche e luminarie per feste iscriverti alla camera di commercio iscriverti alla gestione artigiani per il versamento dei contributi aprire la tua posizione assicurativa all’INAIL Dovrai anche inviare la SCIA, segnalazione certificata di inizio attività, allo sportello SUAP del comune di Torino e dovrai abbonarti ad un servizio per la firma digitale e per una casella PEC.
Il costo di apertura della tua ditta individuale è diverso a seconda che tu scelga di procedere autonomamente, devi pagare: diritti di segreteria: 18€ imposta di bollo: 17,50€ diritto camerale annuale: 53€ SCIA, con un costo che varia da 0€ a 200€ in base al comune in cui avrà sede la tua attività affidandoti ad un intermediario, come il commercialista: oltre a questi costi, devi pagare anche il compenso del commercialista Oltre alle spese di apertura, dovrai sostenere quelle di gestione , cioè le tasse e i contributi.
Le tasse che dovrai pagare sono diverse in base al tuo regime fiscale ordinario: devi pagare l’IRPEF con gli scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 € a 50.000 € (ridotta rispetto al 35% del 2025) e 43% oltre 50.000 €, sui tuoi guadagni al netto delle spese, cioè sull’imponibile forfettario: paghi una percentuale del 15% o del 5% per i primi 5 anni se avvii una nuova attività.
Le percentuali si applicano sul tuo imponibile, che puoi trovare moltiplicando i tuoi incassi totali per un valore detto coefficiente di redditività e sottraendo i contributi.
Il coefficiente varia a seconda della tipologia di attività e nel caso della ditta di impianti elettrici è 86%, quindi se incassi 20.000€, paghi le tasse solo su 17.200€ (20.000€ x 86%) I contributi che dovrai versare alla gestione artigiani INPS sono di due tipi :
- fissi: che dovrai pagare indipendentemente da quanto incasserai con la tua ditta e sono pari a 4.521,36 €
- variabili: da pagare solo se superi i 18.808,00 € di imponibile, sull’eccedenza dovrai versare il 24% e sulla parte che supera anche i 56.224,00 € pagherai il 25%.
Per essere sicuro di avviare la tua ditta di impianti elettrici nel modo corretto , il commercialista è il professionista giusto a cui rivolgerti.
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