Requisiti per fare l’elettricista: quali sono e come aprire Partita IVA?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per aprire una ditta di impianti elettrici servono i requisiti del DM 37/2008, ComUnica, SCIA SUAP, iscrizioni CCIAA/INPS/INAIL, scelta ATECO 43.21.x e regime fiscale, oltre agli obblighi di sicurezza.

  • Requisito tecnico-professionale e nomina del Responsabile Tecnico secondo il DM 37/2008, art. 4.
  • Pratiche unificate con ComUnica, SCIA al SUAP del Comune, PEC e firma digitale obbligatorie.
  • Tasse e contributi 2026: forfettario 5%/15% con coefficiente 86%; INPS artigiani fissi 4.521,36 € + variabili 24%/25% oltre soglie.

Chi può aprire una ditta di impianti elettrici: requisiti del DM 37/2008

Per installare, trasformare e mantenere impianti elettrici in edifici serve un requisito tecnico-professionale. Lo stabilisce il Decreto Ministeriale 37/2008, riferimento principale per il settore. È la base da cui partire.

Il requisito può derivare da titoli di studio o esperienza. Inoltre la ditta deve nominare un Responsabile Tecnico. È la persona che garantisce la corretta esecuzione degli impianti e firma la dichiarazione di conformità.

Requisiti ammessi (art. 4, DM 37/2008)

  • Laurea tecnica (ingegneria, architettura, fisica o equipollenti) adeguata all’attività.
  • Diploma tecnico (es. perito elettrotecnico) o qualifica professionale tecnica + due anni di esperienza documentata nel settore.
  • Attestato regionale di qualifica + almeno due anni come operaio qualificato nel settore.
  • Almeno tre anni come operaio installatore specializzato. Non si conta il periodo di apprendistato.

La nomina del Responsabile Tecnico può ricadere sul titolare, su un socio o su un dipendente. Deve avere il requisito. La Camera di Commercio verifica i documenti dichiarati con autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000.

Non è previsto in via generale il “casellario pulito”. Contano piuttosto l’idoneità professionale e l’assenza di cause ostative specifiche. Per appalti pubblici valgono anche le regole antimafia del D.Lgs. 159/2011.

Percorso amministrativo: dalle pratiche ComUnica alla SCIA

Puoi aprire la ditta con ComUnica. È la pratica telematica unica al Registro Imprese che accorpa più adempimenti. Si usa con firma digitale e PEC.

Cosa include ComUnica

  • Attribuzione o apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.
  • Iscrizione al Registro Imprese/Albo Artigiani della Camera di Commercio.
  • Iscrizione alla Gestione Artigiani INPS per i contributi.
  • Apertura posizione assicurativa INAIL se svolgi lavorazioni manuali o hai addetti.

Contemporaneamente, invii la SCIA allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune dove hai la sede operativa. In molte città, la SCIA passa dal portale SUAP in interoperabilità con la Camera di Commercio.

Con la SCIA puoi iniziare subito, ma resti soggetto a controlli. Ricorda che serve la PEC attiva e un dispositivo di firma digitale. La base normativa è nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e nelle regole del SUAP. Per conferme, consulta il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il sito del tuo Comune.

Costi e tempi tipici 2026

  • Diritti di segreteria Registro Imprese: 18 €.
  • Imposta di bollo: 17,50 €.
  • Diritto camerale annuale: da 53 € per ditte individuali.
  • SCIA SUAP: da 0 € a 200 € secondo il Comune (esempio tipico).

I tempi vanno da 1 a 5 giorni lavorativi, se i documenti sono completi. La SCIA comporta avvio immediato. Verifica eventuali diritti SUAP locali.

Codici ATECO e ambito attività

Scegli il codice ATECO in base alla specializzazione. Serve a definire l’attività per fisco, INPS, INAIL e statistiche. Influisce anche su coefficienti e adempimenti.

Codici ATECO più usati per impianti elettrici

  • 43.21.01 – Installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici.
  • 43.21.02 – Installazione di cablaggi per telecomunicazioni e altre reti.
  • 43.21.04 – Installazione di insegne elettriche e luminarie per feste.

Se lavori anche su impianti FER (fonti rinnovabili), rispetta gli obblighi formativi previsti dal D.Lgs. 28/2011 e normative regionali. Per impianti elettrici, resta la cornice del DM 37/2008, inclusi progetto e dichiarazione di conformità.

Ricorda: la dichiarazione di conformità è obbligatoria a fine lavori (art. 7, DM 37/2008). Per alcuni impianti serve il progetto redatto da professionista abilitato, ad esempio oltre 6 kW di potenza impegnata per singole unità immobiliari o per ambienti a maggior rischio (art. 5, DM 37/2008).

Tasse, regimi fiscali e contributi 2026

Devi scegliere il regime fiscale. La scelta incide sul calcolo di imposte e IVA e sulla gestione contabile. Verifica sempre i testi vigenti su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario

  • Requisito di ricavi/compensi non superiori a 85.000 € annui.
  • Imposta sostitutiva 15% o 5% per i primi 5 anni, se nuova attività e in presenza dei requisiti di start-up.
  • Imponibile forfettario = incassi x coefficiente di redditività (86% per costruzioni e impianti) – contributi INPS versati.
  • Niente IVA in fattura e niente ritenute subite, salvo eccezioni particolari.

Base normativa: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, e successive modifiche. Per i testi aggiornati, consulta il portale Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.

Regime ordinario semplificato

  • Tassazione IRPEF a scaglioni sul reddito imponibile (ricavi – costi deducibili – contributi INPS).
  • Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.001 € e 50.000 €, 43% oltre 50.000 €.
  • IVA ordinaria, con liquidazioni periodiche e obblighi contabili completi.

Riferimenti: DPR 917/1986 (TUIR) e DPR 633/1972 (IVA). Le aliquote sono stabilite dalle leggi di bilancio e provvedimenti collegati. Verifica i testi vigenti su Normattiva.

Contributi INPS artigiani 2026

  • Contributi fissi: 4.521,36 € annui per il titolare, dovuti anche senza reddito.
  • Contributi variabili: 24% sulla quota di reddito che supera 18.808,00 €; 25% sulla parte che supera 56.224,00 €.
  • Riduzione contributiva 35% per chi è nel forfettario, su domanda all’INPS (regola confermata dalle circolari annuali).

I contributi sono deducibili ai fini del calcolo dell’imposta, sia nel forfettario sia nell’ordinario. Le misure esatte sono comunicate da INPS con la consueta circolare di inizio anno.

Esempio numerico in forfettario

Incassi annui 20.000 €. Redditività 86%: imponibile lordo 17.200 €. Contributi fissi 4.521,36 €. Reddito oltre soglia 18.808 €? No, sei sotto con 17.200 €, quindi non scatta il 24% su eccedenza. Imponibile netto ai fini imposta: 17.200 € – 4.521,36 € = 12.678,64 €.

Imposta 5% start-up: 633,93 € circa. Totale oneri principali: contributi 4.521,36 € + imposta 633,93 € = 5.155,29 € circa, oltre addizionali se dovute.

Obblighi tecnici, sicurezza e assicurazioni

Sicurezza nei cantieri: se lavori in cantiere, applica il D.Lgs. 81/2008. Valuta i rischi, usa DPI adeguati, rispetta i piani di sicurezza. Se hai dipendenti, redigi DVR e forma i lavoratori.

INAIL: l’assicurazione obbligatoria scatta per il titolare artigiano che lavora manualmente e per gli addetti. Base normativa: DPR 1124/1965. Verifica il tasso di premio INAIL per la tua voce di tariffa.

Documenti sempre richiesti in cantiere: tessera di riconoscimento, eventuale POS se sei impresa esecutrice, idoneità tecnico-professionale. Conservali con le dichiarazioni di conformità degli impianti eseguiti.

Regola decisionale rapida

  • Hai uno dei requisiti del DM 37/2008? Sì: nomina te stesso RT o un RT interno. No: completa il percorso di esperienza o formazione richiesto.
  • Prevedi ricavi sotto 85.000 € e pochi costi? Valuta il forfettario (coefficiente 86%, imposta 5% o 15%). Costi alti e investimenti IVA? Valuta l’ordinario.
  • Lavori in edilizia come subappaltatore? Prepara documentazione sicurezza del D.Lgs. 81/2008 e verifica regole IVA specifiche del settore.
  • Installi fotovoltaico? Applica il DM 37/2008, valuta obbligo di progetto e requisiti FER previsti dal D.Lgs. 28/2011 e dalla normativa regionale.
  • Operi da un locale laboratorio? Presenta SCIA al SUAP del Comune della sede (esempio: Torino), verifica eventuali requisiti edilizi e urbanistici.

Fonti normative e istituzionali da consultare

  • DM 37/2008 su requisiti e dichiarazione di conformità degli impianti.
  • DPR 445/2000 su autocertificazioni per la pratica in Camera di Commercio.
  • D.Lgs. 82/2005 (CAD) per PEC e firma digitale; portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per ComUnica e Registro Imprese.
  • DPR 917/1986 (TUIR) e DPR 633/1972 (IVA) per il regime fiscale; leggi di bilancio annuali per le aliquote IRPEF.
  • Legge 190/2014 per il forfettario e circolari Agenzia delle Entrate.
  • Circolari INPS gestione artigiani per contributi minimi e aliquote 2026.
  • DPR 1124/1965 (INAIL) e D.Lgs. 81/2008 (sicurezza lavoro).
  • D.Lgs. 28/2011 per requisiti su impianti da fonti rinnovabili.
Scenario operativo Requisiti tecnici e abilitazioni Adempimenti e pratiche Tempi e costi indicativi 2026
Nuova ditta individuale senza dipendenti RT con requisito DM 37/2008; eventuale corso FER se installi fotovoltaico ComUnica (IVA, CCIAA, INPS, INAIL); PEC; firma digitale; SCIA SUAP sede 1-5 giorni; 18 € diritti + 17,50 € bollo + 53 € diritto camerale; SCIA 0-200 €
Ditta con dipendenti e lavori in cantiere RT; formazione sicurezza; idoneità tecnico-professionale; DVR e nomine sicurezza ComUnica; INAIL per addetti; comunicazioni assunzioni; POS in cantiere dove richiesto Avvio 3-7 giorni; premio INAIL variabile; costi formazione sicurezza variabili
Subappalto in edilizia RT; requisiti sicurezza D.Lgs. 81/2008; eventuali attestazioni richieste dal committente ComUnica; SCIA; gestione fatture con regole IVA del settore ove applicabili Tempi come sopra; oneri amministrativi standard; condizioni economiche da contratto
Installazione fotovoltaico residenziale RT; rispetto DM 37/2008; abilitazione FER secondo D.Lgs. 28/2011 e norme regionali ComUnica; SCIA se prevista; dichiarazioni di conformità e pratiche di connessione Tempi variabili per iter di connessione; costi pratiche locali 0-200 €
Laboratorio/Deposito con sede operativa RT; requisiti impiantistici locali a norma (DM 37/2008) SCIA SUAP per attività produttive; eventuali titoli edilizi; gestione rifiuti se presenti Da 5 a 30 giorni secondo Comune; diritti SUAP locali

FAQ

Quali documenti servono per dimostrare il requisito tecnico-professionale e nominare il Responsabile Tecnico?

Servono i titoli di studio o le attestazioni di esperienza previsti dal DM 37/2008, art. 4. Se usi la via del titolo di studio, allega il diploma o la laurea con indicazione dell’indirizzo. Se usi la via dell’esperienza, prepara una dichiarazione del datore di lavoro o documentazione INPS/INAIL che provi il periodo svolto come operaio qualificato o installatore specializzato. La Camera di Commercio accetta autodichiarazioni ai sensi del DPR 445/2000, ma può chiedere verifiche. Nella pratica indichi chi è il Responsabile Tecnico. Può essere il titolare o un dipendente. Deve avere il requisito. Se il RT è un dipendente, serve il contratto di lavoro e l’accettazione dell’incarico. Ricorda che il RT non può coprire infinite imprese: di solito svolge il ruolo in un solo contesto lavorativo a tempo pieno. Verifica anche eventuali limiti di contemporaneità presso la tua CCIAA.

Come si inviano ComUnica e SCIA? Quali errori evitare per non rallentare l’apertura?

ComUnica si presenta online al Registro Imprese con firma digitale. Nella modulistica indichi dati anagrafici, attività, codice ATECO, dichiarazioni sul RT e iscrizioni INPS/INAIL. La SCIA si presenta al SUAP del Comune della sede operativa. In molte realtà i portali sono integrati. La SCIA consente avvio immediato, ma conserva tutta la documentazione a supporto. Errori frequenti: codice ATECO non coerente con l’attività, mancanza di PEC attiva, firma digitale scaduta, RT non correttamente indicato, SCIA inviata al Comune sbagliato, allegati non firmati. Soluzione: prepara una checklist, aggiorna la firma digitale, verifica il SUAP competente, compila la sezione RT con il riferimento al DM 37/2008, controlla eventuali diritti SUAP dovuti e paga con i canali previsti. In caso di laboratorio, verifica i requisiti edilizi e l’eventuale planimetria richiesta dal SUAP.

Meglio regime forfettario o ordinario per un impiantista elettrico? Esempio pratico di calcolo 2026

Se hai ricavi sotto 85.000 € e spese vive contenute, il forfettario è spesso conveniente. Calcolo semplice, niente IVA, imposta sostitutiva al 5% per start-up o 15% standard. Il reddito imponibile si ottiene con il coefficiente 86% e sottraendo i contributi INPS. Esempio: incassi 35.000 €. Reddito lordo forfettario 30.100 € (35.000 x 86%). Contributi fissi 4.521,36 €; eccedenza rispetto a 18.808 € pari a 11.292 €, contributi variabili 24% = 2.710,08 €. Totale contributi 7.231,44 €, imponibile netto 22.868,56 €. Imposta 15% = 3.430,28 € (oppure 5% = 1.143,43 € in start-up). Se invece sostieni spese elevate per materiali, attrezzature e subappalti, l’ordinario può convenire grazie alla deduzione costi e alla detrazione dell’IVA sugli acquisti. Valuta anche i flussi di cassa: nell’ordinario versi IVA periodica. Controlla ogni anno aliquote, soglie INPS e condizioni del forfettario su Normattiva e sulle circolari di Agenzia delle Entrate e INPS.

Quali sono le regole IVA per chi installa impianti elettrici? Ci sono aliquote ridotte o casi particolari?

In regime ordinario applichi l’IVA ordinaria, salvo casi agevolati. Per lavori di manutenzione su edifici residenziali, l’aliquota può essere ridotta (tipicamente 10%) se ricorrono i presupposti di legge, con la disciplina dei beni significativi quando fornisci materiali. In edilizia esistono regole particolari come il reverse charge in specifici contratti di subappalto del settore, entro i limiti normativi vigenti. Queste norme cambiano nel tempo e dipendono dalla natura del servizio, dal tipo di cliente e dal contratto. Riferimenti: DPR 633/1972 e provvedimenti attuativi. In forfettario, non addebiti IVA e non detrai quella sugli acquisti, salvo situazioni particolari di rivalsa. Per applicare correttamente l’aliquota, verifica sempre la tipologia di intervento (manutenzione ordinaria o straordinaria, ristrutturazione), il tipo di immobile e la qualità del committente. Conserva contratti, dichiarazioni del cliente e, se richiesto, documentazione tecnica dell’intervento.

Quali adempimenti di sicurezza devo rispettare nei cantieri e alla consegna dell’impianto?

In cantiere devi rispettare il D.Lgs. 81/2008. Se operi come impresa esecutrice, redigi il POS quando previsto e coordina le attività con il CSP/CSE se nominati. Usa DPI idonei e attrezzature a norma. Se hai dipendenti, redigi il DVR, effettua formazione e sorveglianza sanitaria quando necessaria. Alla fine dei lavori, consegna la dichiarazione di conformità ai sensi dell’art. 7 del DM 37/2008, con allegati obbligatori (es. schema d’impianto, elenco materiali principali, eventuale progetto). In alcuni casi è richiesta la dichiarazione di rispondenza (DIRI) per impianti preesistenti, firmata da un professionista abilitato. Se installi fotovoltaico, gestisci anche le pratiche tecniche di connessione e, dove richiesto, le comunicazioni al Comune. Tieni aggiornati i registri delle attrezzature e le verifiche periodiche quando previste. Per tutte le norme, consulta il portale Normattiva e i siti del Ministero del Lavoro e dell’INAIL.

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