Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per servizi e consulenza apri come libero professionista con AA9/12; per e‑commerce e marketplace apri ditta individuale via ComUnica, con comunicazione/SCIA al SUAP, iscrizione INPS e, se artigiano, anche INAIL.
- Professionista: Partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate; iscrizione alla cassa professionale o Gestione Separata INPS.
- Commercio online: ditta individuale con pratica ComUnica (CCIAA, INPS, eventuale INAIL) e comunicazione/SCIA al SUAP.
- Obblighi web: indicare Partita IVA sul sito; informativa D.Lgs. 70/2003 e privacy/cookie secondo Reg. UE 2016/679.
Come scegliere: libero professionista o ditta individuale
La distinzione discende dal contenuto dell’attività. Se vendi beni, anche su marketplace, fai commercio. Se offri servizi intellettuali, fai professione.
Libero professionista significa attività intellettuale. Esempi: consulenza marketing, social media management, web design, copywriting, formazione personalizzata. Fatturi prestazioni. Applichi il principio di cassa, cioè tassi e imposte si calcolano sugli incassi effettivi.
Ditta individuale significa impresa commerciale o artigiana. Esempi: e‑commerce, print‑on‑demand, vendita su Amazon o Etsy, vendita di prodotti propri o di terzi. Applichi gli adempimenti d’impresa, inclusa Camera di Commercio.
Riferimenti normativi per la scelta
Codice Civile e D.Lgs. 114/1998 inquadrano il commercio al dettaglio, anche online. Le professioni ordinistiche seguono leggi speciali e ordini professionali. Le professioni non ordinistiche rientrano nel lavoro autonomo ex art. 2222 c.c. Fonti: Normattiva, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del Lavoro.
La vendita online configura commercio elettronico. D.Lgs. 70/2003 disciplina i servizi della società dell’informazione e impone le informazioni minime sul sito, compresa la Partita IVA quando dovuta.
Procedure operative aggiornate al 2026
Libero professionista: apertura Partita IVA con AA9/12
Compila il modello AA9/12. È la dichiarazione di inizio attività IVA per persone fisiche. Puoi inviarlo online, per raccomandata, o consegnarlo agli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Fonte: Agenzia delle Entrate su Normattiva per DPR 633/1972, art. 35.
Termini: entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. In pratica, apri prima di pubblicare il sito. Serve indicare la Partita IVA sul sito e nelle comunicazioni. Base: D.Lgs. 70/2003 e prassi amministrativa.
Contributi: se non hai cassa professionale, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota varia di anno in anno. Verifica sul portale INPS. Se appartieni a un ordine (es. ingegneri, avvocati), ti iscrivi alla cassa di categoria.
Ditta individuale per e‑commerce: ComUnica, CCIAA, INPS e SUAP
La pratica ComUnica attiva più enti con un solo invio. Apri Partita IVA, ti iscrivi al Registro Imprese, INPS Commercianti o Artigiani e, se necessario, INAIL. Fonte: Camera di Commercio e Ministero delle Imprese.
Commercio elettronico: dal 2016 molti casi si svolgono con “comunicazione” al SUAP, non SCIA, salvo casi particolari (alimentari, manipolazione, deposito, laboratorio). Riferimento: D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010 sullo Sportello Unico.
Tempi tipici: attribuzione Partita IVA in 1‑2 giorni, iscrizione CCIAA in 1‑5 giorni. La comunicazione/SCIA al SUAP produce effetti immediati con silenzio-assenso, salvo verifiche. Base: L. 241/1990, DPR 160/2010.
Artigiano digitale e maker
Se crei prodotti artigianali (gioielli, stampa 3D, abbigliamento), sei impresa artigiana. Serve iscrizione all’Albo Artigiani, INAIL e, spesso, SCIA per laboratorio. Verifica requisiti locali presso il SUAP. Fonti: Legge-quadro per l’artigianato e D.Lgs. 222/2016.
L’INPS Artigiani richiede contributi fissi annuali, con conguaglio percentuale oltre il minimale. Le cifre cambiano ogni anno. Verifica sul portale INPS per l’anno in corso.
Regola decisionale rapida
Schema logico per inquadrare l’attività
Se vendi beni fisici o digitali “a catalogo” non personalizzati, anche tramite marketplace: ditta individuale commercio. Iscrizione CCIAA, INPS Commercianti. Comunicazione e‑commerce al SUAP. Valuta OSS/IOSS per vendite UE. Fonti: D.Lgs. 114/1998, D.Lgs. 222/2016, D.Lgs. 83/2021.
Se produci artigianalmente e vendi: ditta individuale artigiana. Iscrizione Albo Artigiani, INPS Artigiani, INAIL. SCIA per laboratorio se previsto. Verifica con SUAP. Fonti: normativa artigianato regionale e D.Lgs. 222/2016.
Se offri servizi personalizzati di consulenza o formazione uno‑a‑uno: libero professionista. AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Iscrizione a cassa professionale o Gestione Separata INPS. Nessuna CCIAA. Fonti: DPR 633/1972 art. 35, art. 2222 c.c., INPS.
Se vendi corsi registrati o infoprodotti standard: è commercio di contenuti digitali. Ditta individuale commercio. Se fai anche tutoring personalizzato, valuta doppio codice ATECO, ma prevale la vendita per i corsi a catalogo.
Se usi marketplace come Amazon, Etsy o app store: sei comunque tu il soggetto passivo, salvo casi OSS/IOSS o “facilitatori” UE. Gestisci fatturazione secondo Dir. 2006/112/CE e D.Lgs. 83/2021. Valuta se il marketplace è “fornitore presunto”.
Obblighi fiscali, previdenziali e privacy
Partita IVA sul sito e informazioni minime
Devi indicare in modo ben visibile la Partita IVA nel footer o nella pagina “contatti/chi siamo”. Lo impone il D.Lgs. 70/2003. Per le società si applica anche l’art. 2250 c.c. Fonti: Normattiva, Ministero delle Imprese.
Inoltre serve informativa su titolare, contatti, PEC se presente, termini e condizioni di vendita, diritto di recesso se B2C, e gestione reclami. Per privacy e cookie applica il Regolamento UE 2016/679 e i provvedimenti del Garante.
Regime fiscale: forfettario o ordinario
Il regime forfettario è un regime agevolato. Vuol dire imposta su un reddito calcolato a forfait e non sui costi reali. Soglia di accesso a 85.000 euro annui. Uscita immediata oltre 100.000 euro. Fonti: Legge 197/2022 e norme successive.
Nel forfettario non detrai l’IVA e applichi l’imposta sostitutiva. Nel regime ordinario applichi l’IVA, detrai costi e versi IRPEF per scaglioni. Scegli in base a margini, investimenti e clienti.
Fatturazione elettronica e corrispettivi
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Lo prevede il D.Lgs. 127/2015 come modificato e la normativa attuativa. Nel B2C puoi emettere scontrino elettronico, ma nell’online spesso emetti fattura.
Se vendi su marketplace, verifica chi emette documento fiscale al cliente e se devi integrare con autofattura o registro dei corrispettivi. Segui le specifiche dell’Agenzia delle Entrate e le regole del portale usato.
Previdenza e assicurazioni
Professionisti senza cassa: Gestione Separata INPS con aliquote aggiornate ogni anno. Verifica aliquota e minimali sul sito INPS. Professioni ordinistiche: casse dedicate.
Commercianti e artigiani: contributi INPS con quota fissa e percentuale sull’eccedenza. Le cifre sono rivalutate annualmente. Artigiani spesso devono iscriversi a INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni.
Adempimenti per e‑commerce e vendite UE
Codici ATECO consigliati
Servizi di consulenza marketing: 70.22.09 o 73.11.02 secondo attività prevalente. Web design: 62.01.00. Copywriter: 74.90.99. E‑commerce: 47.91.10 (beni vari) o codici specifici per categorie merceologiche.
La scelta del codice ATECO guida il coefficiente di redditività del forfettario e i contributi. È importante definire l’attività prevalente e le secondarie.
OSS e IOSS per l’Unione Europea
Se vendi a consumatori UE, puoi usare il regime OSS per semplificare l’IVA sulle vendite a distanza intracomunitarie. Registri e versi in un’unica dichiarazione. Fonte: Direttiva 2006/112/CE e D.Lgs. 83/2021.
Per importazioni extra-UE fino a 150 euro, valuta IOSS. Alcuni marketplace agiscono come “fornitori presunti”. Questo sposta gli obblighi IVA. Controlla i flussi e i documenti emessi.
Iter pratico passo per passo
Professionista
1) Definisci l’attività e il codice ATECO. 2) Compila AA9/12 e invialo. 3) Scegli il regime fiscale. 4) Iscriviti alla cassa o alla Gestione Separata INPS. 5) Attiva PEC e firma digitale se utili. 6) Predisponi il sito con Partita IVA e policy.
Ditta individuale commercio/artigiano
1) Definisci prodotti e logistica. 2) Invia ComUnica per CCIAA, Partita IVA e INPS. 3) Presenta comunicazione/SCIA al SUAP. 4) Se artigiano, iscriviti a INAIL e Albo. 5) Attiva PEC e firma digitale. 6) Predisponi il sito con informazioni legali e fiscali.
| Scenario | Adempimenti principali | Tempistiche tipiche | Note normative e tecniche |
|---|---|---|---|
| Libero professionista (servizi digitali) | AA9/12 all’Agenzia Entrate; iscrizione cassa o Gestione Separata INPS; scelta regime forfettario/ordinario; fatturazione elettronica | P.IVA in 1‑2 giorni; iscrizione INPS in 1‑5 giorni | DPR 633/1972 art. 35; D.Lgs. 127/2015; Regime forfettario: L. 197/2022 |
| Ditta individuale e‑commerce (beni) | ComUnica (CCIAA, P.IVA, INPS); comunicazione e‑commerce al SUAP; eventuale OSS; PEC e firma digitale | ComUnica 1‑5 giorni; SUAP effetto immediato con silenzio-assenso | D.Lgs. 114/1998; D.Lgs. 222/2016; DPR 160/2010; D.Lgs. 83/2021 (OSS) |
| Artigiano digitale (produzione e vendita) | ComUnica; iscrizione Albo Artigiani; INPS Artigiani; INAIL; SCIA per laboratorio se prevista | Iscrizioni 3‑10 giorni; SCIA con effetto immediato salvo controlli | Normativa artigianato regionale; D.Lgs. 222/2016; DPR 1124/1965 (INAIL) |
| Marketplace e vendite UE B2C | Inquadramento IVA con OSS/IOSS; gestione “facilitatore” marketplace; fatturazione elettronica; eventuali registrazioni estere se fuori OSS | OSS attivo dal trimestre successivo o secondo finestre; adempimenti mensili/trimestrali | Dir. 2006/112/CE art. 14a; D.Lgs. 83/2021; Provvedimenti Agenzia Entrate |
FAQ: domande frequenti sull’avvio di attività online
Devo aprire la Partita IVA prima di pubblicare il sito web?
Sì, è la scelta prudente e conforme. La Partita IVA va indicata sul sito in modo chiaro e sempre visibile. Questo obbligo discende dal D.Lgs. 70/2003 per i servizi della società dell’informazione e, per le società, anche dall’art. 2250 c.c. La dichiarazione di inizio attività IVA (modello AA9/12 o ComUnica) si presenta entro 30 giorni dall’avvio effettivo. Tuttavia, se il sito promuove in modo stabile un’attività soggetta a IVA, pubblicare senza Partita IVA può creare incoerenze con gli obblighi informativi e con le prime operazioni fatturabili. Apri prima di mettere online il sito o la pagina di vendita. Inserisci anche PEC, recapiti e le condizioni contrattuali.
E‑commerce: serve sempre la SCIA al SUAP?
Non sempre. Dal D.Lgs. 222/2016, molte attività di commercio elettronico al dettaglio richiedono una “comunicazione” di avvio al SUAP, non una SCIA classica. La SCIA resta necessaria in casi con impatti su sicurezza, salute e igiene (es. alimentari con manipolazione, laboratorio, deposito soggetto a requisiti). Ogni Comune applica la tabella del decreto e i regolamenti locali. Verifica presso il SUAP competente: per vendita online non alimentare, spesso basta la comunicazione con effetto immediato. Per artigiani con laboratorio, la SCIA è tipica, con autocertificazione dei requisiti e controlli successivi. Base normativa: DPR 160/2010 e L. 241/1990 sul silenzio-assenso.
Regime forfettario o ordinario: quale conviene per l’online?
Dipende da margini, costi e clientela. Il forfettario usa un coefficiente di redditività per stimare il reddito e applica un’imposta sostitutiva. Non detrai l’IVA né i costi reali. È vantaggioso se hai costi bassi e clienti finali B2C. L’ordinario ti consente di detrarre l’IVA sugli acquisti e dedurre i costi effettivi. Conviene se acquisti merci, investi in ads, logistica e software. Soglie: accesso al forfettario fino a 85.000 euro di ricavi; uscita immediata oltre 100.000 euro. Valuta anche i contributi: nel forfettario puoi avere riduzioni contributive per artigiani e commercianti in alcuni casi, mentre in ordinario no. Fonti: L. 197/2022 e circolari Agenzia delle Entrate. Simula entrambi gli scenari con dati reali prima di scegliere.
Vendo corsi online: sono professionista o commerciante?
Se eroghi formazione personalizzata, in diretta e su misura, sei un libero professionista. Fatturi prestazioni di servizi, applichi il principio di cassa e, se senza ordine, versi in Gestione Separata INPS. Se vendi corsi registrati, pacchetti standard e infoprodotti “a scaffale”, svolgi commercio di contenuti digitali. Inquadra come ditta individuale commercio, con CCIAA, INPS Commercianti e comunicazione/SCIA al SUAP. In molti casi convivono entrambe: formazione personalizzata e corsi a catalogo. Puoi adottare più codici ATECO, ma individua l’attività prevalente. Occhio all’IVA su vendite UE B2C: può attivarsi l’OSS. Fonti: D.Lgs. 70/2003, D.Lgs. 114/1998, D.Lgs. 83/2021 e prassi IVA UE.
Marketplace: chi emette la fattura e come gestisco l’IVA all’estero?
Dipende dal modello del marketplace e dalle norme UE sui “facilitatori”. In alcuni casi la piattaforma è “fornitore presunto” ai fini IVA per vendite B2C transfrontaliere o per importazioni di basso valore. Allora il marketplace gestisce l’IVA del cliente finale, e tu fatturi alla piattaforma secondo regole specifiche. In altri casi resti tu il fornitore verso il cliente e devi gestire IVA locale o usare l’OSS. Verifica sempre i documenti emessi dal marketplace: ricevute, fatture in nome e per conto, report IVA. In Italia la fatturazione elettronica resta obbligatoria verso l’Agenzia delle Entrate, anche se il cliente è estero, con codici destinatario appropriati. Fonti: Direttiva 2006/112/CE art. 14a, D.Lgs. 83/2021 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
