Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per un B&B imprenditoriale usa il codice ATECO 55.20.51, apri Partita IVA con ComUnica e invia la SCIA al SUAP. Costi iniziali 200–500 euro; contributi INPS commercianti e imposte per forfettario o ordinario.
- Codice ATECO: per B&B imprenditoriale 55.20.51; il 55.20.42 è una vecchia dicitura non più utilizzata nelle pratiche aggiornate.
- Adempimenti: ComUnica per IVA/CCIAA/INPS, SCIA al SUAP comunale, Alloggiati Web, imposta di soggiorno, eventuale SCIA sanitaria.
- Fisco: forfettario (imposta 15% o 5% start-up, coefficiente 40%) o ordinario (IRPEF 23%–33%–43%, IVA 10%). Contributi INPS commercianti fissi più quota a percentuale.
Quale codice ATECO per aprire un B&B
Per gestire un B&B in forma imprenditoriale il codice ATECO oggi più usato è 55.20.51. La descrizione include “affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence”. È la classificazione ISTAT ATECO 2007 aggiornata.
Molti articoli citano il 55.20.42. È una voce superata nelle pratiche correnti. Le Camere di Commercio, in genere, ricondurranno la tua pratica al 55.20.51. Verifica sempre con la tua CCIAA.
Attenzione a non confondere il B&B con la “locazione turistica”. La locazione turistica è un affitto di immobile senza servizi accessori. Non è ricettività e non usa il codice del B&B.
Codice ATECO e scelta del regime fiscale
Con il 55.20.51 puoi scegliere il regime forfettario se rispetti i requisiti. Nel forfettario usi un “coefficiente di redditività”. Per gli alloggi turistici, la prassi applica il 40%. Significa che tassi il 40% dei ricavi, non tutto l’incassato.
Se superi i limiti del forfettario, devi adottare il regime ordinario semplificato. In ordinario deduci i costi reali, applichi l’IVA e calcoli l’IRPEF a scaglioni.
B&B senza Partita IVA: quando è possibile davvero
Il B&B è definito dalle leggi regionali. Il quadro generale sta nel Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011). Ogni Regione disciplina limiti su camere, periodi di apertura e servizi.
Senza Partita IVA puoi gestire solo se l’attività è non imprenditoriale. In pratica deve essere saltuaria, domestica e senza organizzazione d’impresa. Ecco i criteri più usati dalle amministrazioni:
- Hai un’altra occupazione principale. Il B&B non è la tua attività prevalente.
- L’alloggio è la tua abitazione principale o dei tuoi familiari.
- I servizi li svolgi tu o i familiari. Niente dipendenti o collaboratori esterni.
- L’attività è occasionale. Non c’è continuità professionale né investimento organizzativo.
Se manca anche uno solo di questi elementi, l’attività è considerata abituale. Diventa impresa. In quel caso servono Partita IVA, CCIAA e INPS.
Le Regioni fissano anche il numero massimo di camere e posti letto per la forma non imprenditoriale. Consulta sempre la normativa regionale e l’ufficio SUAP del Comune.
Inquadramento fiscale delle forme non imprenditoriali
La locazione turistica pura rientra tra i “redditi fondiari” o nella cedolare secca (DL 50/2017). Il B&B, invece, eroga servizi (pulizia, colazione). Se è abituale diventa reddito d’impresa. Se è davvero occasionale, alcune Regioni consentono la gestione domestica con regole semplificate. Serve sempre la comunicazione al Comune e il rispetto delle regole locali.
Iter di apertura: ComUnica, SCIA e abilitazioni operative
Per aprire un B&B imprenditoriale fai due passi principali.
Primo: la ComUnica. È la comunicazione unica per imprese prevista dalla L. 40/2007. Con un invio attivi Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, iscrizione al Registro Imprese/REA della Camera di Commercio e iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Serve PEC e firma digitale.
Secondo: la SCIA al SUAP del Comune, ai sensi dell’art. 19 della L. 241/1990 e del D.P.R. 160/2010. Dichiari l’avvio dell’attività ricettiva, allegando planimetrie, requisiti igienico-sanitari e quanto richiesto dal regolamento comunale.
Obblighi ulteriori da attivare subito
- Alloggiati Web (Pubblica Sicurezza). Devi comunicare alla Questura i dati degli ospiti entro 24 ore, in base all’art. 109 del T.U.L.P.S. (R.D. 773/1931) e norme attuative del Ministero dell’Interno.
- Imposta di soggiorno. Se il Comune la applica, devi riscuoterla, versarla e rendicontarla secondo il regolamento comunale.
- Codice identificativo. Molte Regioni impongono il CIR/CIS. È in corso anche il Codice Identificativo Nazionale per le strutture ricettive, previsto da norme recenti del Ministero del Turismo. Verifica il requisito presso Regione e Comune.
- SCIA sanitaria. Se prepari o manipoli alimenti per la colazione, serve la notifica sanitaria all’ASL (Reg. CE 852/2004). Se offri solo prodotti confezionati, spesso basta la SCIA ricettiva. Verifica con l’ASL.
- Prevenzione incendi. Piccoli B&B in genere non rientrano tra le attività soggette a CPI (D.P.R. 151/2011) sotto determinate soglie di posti letto. Controlla la tua casistica.
Costi di avvio e contributi INPS 2026
I costi di pratica dipendono da Comune e CCIAA. In autonomia, tra bolli, diritti SUAP e diritti camerali, stanzia 200–250 euro. Con un intermediario aggiungi, di solito, 200–300 euro per l’assistenza.
L’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS è obbligatoria per l’attività imprenditoriale. La contribuzione si compone di una quota fissa e una a percentuale.
Per il 2026, secondo le circolari INPS per artigiani e commercianti, i contributi fissi annui sono pari a 4.611,64 euro. Si versano in quattro rate con scadenze ordinarie.
Sopra il minimale di reddito (18.808,00 euro nel 2026), paghi anche i contributi eccedenti. L’aliquota è 24,48% fino a 56.224,00 euro e 25,48% oltre tale soglia. Esempio: con 20.000 euro di reddito eccedente il minimale di 18.808,00, versi il 24,48% su 1.192, cioè circa 292 euro.
Agevolazioni contributive
Se scegli il regime forfettario, puoi optare per la riduzione contributiva del 35% su fissi e variabili. L’INPS la concede su domanda. Ricorda: versi meno oggi, ma maturi anche meno contributi pensionistici.
Agevolazioni diverse al 50% per i primi anni non sono strutturali nel 2026. Eventuali sconti straordinari richiedono una norma specifica. Verifica sempre le circolari INPS dell’anno.
Regime forfettario o ordinario: come scegliere
Il regime forfettario vale fino a 85.000 euro di ricavi annui. Se li superi oltre 100.000, l’uscita è immediata dall’anno stesso, secondo le regole vigenti. Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività del 40% ai ricavi. Su quel reddito paghi l’imposta sostitutiva: 15% o 5% per le nuove attività (per i primi cinque anni) se rispetti i requisiti anti-abuso previsti dalla L. 190/2014.
Il forfettario applica il principio di cassa. Significa che tassi quello che incassi, non ciò che fatturi. Niente IVA nelle fatture. Niente IRAP. I costi non si deducono a parte, salvo i contributi INPS pagati nell’anno.
Il regime ordinario semplificato è utile se hai costi elevati, investimenti e personale. Applichi l’IVA (in genere 10% per i servizi di alloggio ai sensi del D.P.R. 633/1972, Tabella A, parte III). Deduci i costi reali e ammortizzi gli arredi. Calcoli l’IRPEF a scaglioni. Dal 2026 gli scaglioni IRPEF sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000, come da leggi di bilancio recenti.
Fatture, corrispettivi e pagamenti
Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica si applica anche ai forfettari. Nel 2026 devi emettere e-fattura via Sistema di Interscambio se il cliente la richiede, o gestire i corrispettivi telematici per i pagamenti al dettaglio. Puoi usare un registratore telematico o il servizio online dell’Agenzia delle Entrate.
Conserva le ricevute dell’imposta di soggiorno e i registri Alloggiati Web. Rispetta il GDPR per i dati degli ospiti. Se diffondi musica o TV nelle aree comuni, valuta i diritti SIAE/SCF.
Regola decisionale rapida
Segui questi nessi logici per decidere in 60 secondi.
- La tua casa è l’abitazione principale, poche camere, gestisci tu senza personale e solo in alcuni periodi? Verifica la disciplina regionale: potresti operare senza Partita IVA come B&B domestico. Fai comunque la comunicazione al Comune.
- Vuoi lavorare tutto l’anno, fare pubblicità, assumere personale o offrire servizi strutturati? È attività imprenditoriale: apri Partita IVA con ATECO 55.20.51, ComUnica, SCIA SUAP, INPS commercianti.
- Affitti senza servizi (niente colazione, niente pulizie durante il soggiorno)? Valuta la locazione turistica. Non è B&B. Regole fiscali e adempimenti sono diversi.
- Ricavi attesi sotto 85.000 euro e pochi costi? Forfettario con coefficiente 40% di solito conviene. Ricavi alti e molti costi o investimenti? Valuta l’ordinario.
- Servi colazioni preparate? Presenta la SCIA sanitaria all’ASL e applica le regole HACCP.
Fonti normative di riferimento
Per il quadro generale: D.Lgs. 79/2011 (Codice del Turismo) su Normattiva. Per procedimenti amministrativi: L. 241/1990, art. 19 (SCIA) e D.P.R. 160/2010 (SUAP). Per pubblica sicurezza: art. 109 T.U.L.P.S. (R.D. 773/1931) e disposizioni attuative del Ministero dell’Interno. Per IVA: D.P.R. 633/1972, Tabella A, parte III (alloggio al 10%). Per regimi fiscali: Legge 190/2014 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Per contributi: circolari annuali INPS Gestione Artigiani e Commercianti. Per classificazione attività: ISTAT ATECO 2007. Le Regioni disciplinano nel dettaglio il B&B non imprenditoriale, con regolamenti e leggi regionali pubblicate sui rispettivi Bollettini Ufficiali.
| Scenario | Requisiti principali | Adempimenti obbligatori | Tempistiche tipiche |
|---|---|---|---|
| B&B domestico non imprenditoriale | Abitazione principale; gestione familiare; senza personale; stagionale/occasionale; limiti camere/posti letto definiti dalla Regione | Comunicazione/SCIA al Comune secondo norme regionali; Alloggiati Web; imposta di soggiorno; eventuale comunicazione prezzi | Da 5 a 20 giorni a seconda del Comune; Alloggiati Web in 1–3 giorni dopo le credenziali |
| B&B imprenditoriale individuale | Attività abituale, organizzata e continuativa; possibile personale; struttura dedicata | ComUnica (IVA/CCIAA/INPS); SCIA SUAP; Alloggiati Web; imposta di soggiorno; eventuale SCIA sanitaria; fattura elettronica/corrispettivi | ComUnica in 1–3 giorni; SCIA con avvio immediato; Alloggiati Web 1–3 giorni; avvio operativo in 1–2 settimane |
| Affittacamere/CAV imprenditoriale | Più unità o camere; servizi accessori; gestione professionale | Come B&B imprenditoriale; eventuali requisiti aggiuntivi regionali su numero camere e standard | Simile al B&B imprenditoriale; tempi legati ai controlli documentali |
| Locazione turistica non imprenditoriale | Solo affitto di alloggio; nessun servizio tipico di B&B (niente colazione/pulizie in corso di soggiorno) | Comunicazione al Comune/Regione se prevista; imposta di soggiorno; registrazione ospiti se richiesta dalla Questura secondo normativa locale; codice identificativo regionale/nazionale | Da 3 a 10 giorni per i codici identificativi; avvio spesso immediato |
FAQ
Qual è esattamente la differenza tra B&B, affittacamere e locazione turistica ai fini fiscali e amministrativi?
Il B&B offre alloggio e prima colazione in ambito domestico o imprenditoriale. L’affittacamere/CAV è un’attività ricettiva imprenditoriale con servizi accessori e talvolta più camere o unità abitative. La locazione turistica è un semplice contratto di affitto a breve. Non prevede servizi tipici dell’ospitalità (colazione, pulizie durante il soggiorno, reception). Fiscalmente, B&B e affittacamere in forma imprenditoriale generano reddito d’impresa, comportano Partita IVA, CCIAA e INPS commercianti. Applicano IVA (10% in ordinario) e obblighi di fatturazione/corrispettivi. La locazione turistica genera reddito fondiario o cedolare secca ed è fuori dall’IVA. Amministrativamente, B&B/affittacamere richiedono SCIA al SUAP e Registro Alloggiati; la locazione turistica richiede solo comunicazioni previste da Regione/Comune e codice identificativo, senza SCIA ricettiva tipica. Le Regioni possono variare requisiti e denominazioni: controlla sempre la normativa regionale.
Posso aprire un B&B senza Partita IVA se affitto per pochi mesi e faccio io la colazione?
Dipende da cosa intende la tua Regione per gestione “domestica” e “occasionale”. Se l’attività è saltuaria, in casa tua, con gestione familiare e senza personale, alcune Regioni consentono il B&B non imprenditoriale. In questo caso non apri Partita IVA, ma presenti la comunicazione/SCIA secondo il regolamento locale, attivi Alloggiati Web e rispetti l’imposta di soggiorno. Se invece lavori tutto l’anno, fai promozione strutturata, hai più camere e investi in organizzazione, l’attività è abituale. Va inquadrata come impresa: Partita IVA, CCIAA, INPS, SCIA SUAP. Ricorda: anche poche camere, se gestite in modo continuativo e con servizi, possono integrare l’abitualità. Il discrimine non è solo la durata, ma l’organizzazione complessiva, come ricorda il Codice del Turismo e la prassi amministrativa.
Nel regime forfettario di un B&B quale aliquota applico e come calcolo le imposte?
Nel forfettario applichi un coefficiente di redditività del 40% ai ricavi annui. Esempio: con 60.000 euro di incassi, il reddito imponibile forfettario è 24.000 euro. Su quel reddito paghi l’imposta sostitutiva: 15% in via ordinaria, o 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di nuova attività previsti dalla Legge 190/2014 (assenza di prosecuzione, assenza di partecipazioni di controllo, ecc.). Deduci solo i contributi INPS pagati nell’anno. Non applichi IVA in fattura. Il regime resta valido fino a 85.000 euro di ricavi. Superi i 100.000? L’uscita è immediata dall’anno in corso. Valuta sempre l’impatto dei contributi INPS: anche in forfettario restano dovuti i contributi fissi e quelli percentuali oltre il minimale, con possibilità di riduzione del 35% su domanda.
Quanto costa aprire un B&B e quali spese ricorrenti devo aspettarmi nel 2026?
Per l’apertura, stima 200–250 euro tra diritti SUAP, bolli e diritto camerale. Se deleghi le pratiche, aggiungi 200–300 euro per l’assistenza. Le spese ricorrenti principali sono: contributi INPS commercianti (fissi 4.611,64 euro nel 2026 più una quota a percentuale oltre il minimale), imposte (forfettario 15% o 5% start-up; ordinario con IRPEF 23%–33%–43% e IVA 10%), diritto camerale annuale, eventuali oneri SIAE/SCF, tassa rifiuti, utenze, pulizie, lavanderia, manutenzioni, assicurazione RC. Se applichi l’imposta di soggiorno, fungere da sostituto d’imposta del Comune non è un costo tuo, ma richiede gestione e rendicontazione puntuale. Considera anche eventuali costi per il registratore telematico o per il servizio online dei corrispettivi, e un software per la fatturazione elettronica.
Quali controlli posso aspettarmi e quali errori evitare per non incorrere in sanzioni?
I controlli più frequenti riguardano: comunicazione ospiti alla Questura (Alloggiati Web), imposta di soggiorno, esposizione dei prezzi se richiesta, corretta emissione di documenti commerciali o fatture elettroniche, rispetto delle condizioni edilizie e igienico-sanitarie dichiarate in SCIA. Evita quattro errori tipici: chiamare “locazione turistica” un servizio con colazione e pulizia (in realtà è attività ricettiva); dimenticare la SCIA sanitaria se manipoli alimenti; non richiedere il codice identificativo regionale/nazionale dove obbligatorio; trattare come occasionale un’attività continuativa e organizzata. Le basi normative di riferimento sono reperibili su Normattiva: L. 241/1990 per la SCIA, D.P.R. 160/2010 per il SUAP, D.Lgs. 79/2011 per la definizione di struttura ricettiva, R.D. 773/1931 art. 109 per la pubblica sicurezza, D.P.R. 633/1972 per l’IVA, oltre alle circolari dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.
