Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Apertura Partita IVA: gratis per professionisti; imprese pagano CCIAA, SCIA e strumenti digitali. A regime, sostieni imposte, contributi e consulenza. Tempistiche e importi variano per attività e inquadramento.
- Apertura gratuita presso l’Agenzia delle Entrate. Per imprese serve la Comunicazione Unica al Registro Imprese con diritto annuale CCIAA e, spesso, SCIA al SUAP.
- Regimi fiscali: forfettario (soglia 85.000 euro; imposta 15% o 5%) oppure ordinario IRPEF. IVA e fattura elettronica obbligatorie.
- Contributi: Gestione Separata per professionisti senza cassa; casse private per iscritti agli ordini; artigiani/commercianti con minimali e percentuali. Scadenze differenziate.
Quadro generale: come si apre e quali costi considerare
Aprire la Partita IVA significa comunicare l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate. Lo si fa con il modello AA9/12 per persone fisiche. L’apertura è gratuita. Fonte normativa: Normattiva, DPR 633/1972, art. 35.
Se operi come impresa individuale commerciale o artigiana devi usare la Comunicazione Unica. È una pratica telematica che include Agenzia Entrate, Registro Imprese, INPS, INAIL e, se previsto, SCIA. Fonte: Normattiva, DL 7/2007 convertito in L. 40/2007 e DPR 160/2010.
La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Serve per molte attività commerciali, artigiane e sanitarie. Ogni Comune definisce diritti, costi e modulistica. Fonte: Normattiva, D.Lgs. 222/2016.
Professionista o impresa: la differenza che decide i costi
Professionista è chi svolge un’attività intellettuale. Esempi: ingegnere, avvocato, consulente, traduttore. In genere non serve iscrizione al Registro Imprese. Quindi niente diritto camerale e niente SCIA, salvo eccezioni di settore.
Impresa individuale è chi esercita attività commerciale o artigiana. Esempi: negozio online, parrucchiere, imbianchino. Qui servono iscrizione al Registro Imprese, diritto camerale e, spesso, SCIA al SUAP comunale.
Il domicilio digitale (PEC) è obbligatorio per imprese e professionisti. È l’indirizzo elettronico ufficiale per le notifiche. Fonte: Normattiva, Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005, art. 3-bis e norme collegate.
Costi di apertura: voci tipiche e quando si pagano
Costi zero per la sola apertura fiscale
L’attribuzione della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non ha costi. La comunicazione si presenta entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività. Fonte: DPR 633/1972, art. 35.
Costi per imprese commerciali e artigiane
Diritto annuale CCIAA. È un contributo dovuto da chi si iscrive al Registro Imprese. L’importo lo stabilisce ogni anno il Ministero competente. Per le imprese individuali è un importo fisso, con eventuali maggiorazioni locali.
Diritti di segreteria e bolli camerali. Sono piccoli importi dovuti per la pratica di iscrizione. Variano in base alla provincia e all’inquadramento.
SCIA al SUAP. Il Comune applica diritti di istruttoria. Se l’attività ha impatto su sicurezza, igiene o ambiente, possono servire ulteriori pareri. Gli importi dipendono dai regolamenti comunali. Fonte: D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010.
PEC e firma digitale. La PEC è obbligatoria. La firma digitale è necessaria per firmare le pratiche telematiche. Hanno costi annuali contenuti, differenziati per operatore.
Costi professionali
Puoi fare da solo. Oppure incaricare un intermediario abilitato. Il servizio di apertura pratica, in media, ha un costo compreso tra qualche centinaio di euro e cifre superiori in base alla complessità.
Il costo di consulenza annuale dipende dal regime fiscale, dal volume di fatture e dagli adempimenti richiesti. In genere oscilla tra qualche centinaio e qualche migliaio di euro l’anno.
Costi di gestione: imposte, IVA, bollo, adempimenti
Regime forfettario: imposta sostitutiva semplice
Il regime forfettario è un regime agevolato per persone fisiche con ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro. Applica l’imposta sostitutiva al 15%, o al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “nuova attività”. Fonte: Normattiva, L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche, tra cui L. 197/2022.
Come si calcola l’imponibile in forfettario. Si usa il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. È una percentuale che trasforma i ricavi in reddito forfettario. Poi si sottraggono i contributi previdenziali versati. Questo è il reddito su cui applichi il 15% o il 5%.
IVA in forfettario. Non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. Fattura elettronica obbligatoria. Fonti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate; DM MEF 17/06/2014 (imposta di bollo).
Regime ordinario: IRPEF e IVA
Nel regime ordinario calcoli il reddito con il principio di cassa per professionisti e di competenza per imprese. Il principio di cassa significa tassare quello che incassi effettivamente. Il principio di competenza significa tassare ricavi al maturare, anche se non incassati.
Paghi l’IRPEF a scaglioni. Le aliquote e gli scaglioni sono fissati ogni anno dalla Legge di Bilancio. Negli ultimi anni gli scaglioni sono compresi tra il 23% e il 43%. Fonte: Normattiva, TUIR DPR 917/1986 e leggi di bilancio vigenti.
IVA nel regime ordinario. Applichi l’IVA sulle vendite e detrai l’IVA sugli acquisti. Liquidazioni mensili o trimestrali, con versamenti tramite modello F24. Fonte: DPR 633/1972 e prassi Agenzia delle Entrate.
IRAP e altri tributi
Le persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti e professioni non pagano l’IRAP dal 2022. Restano esclusi alcuni casi particolari. Fonte: L. 234/2021.
Alcune attività pagano l’IMU su immobili strumentali o la TARI sui rifiuti. Questi costi dipendono dal Comune e dagli immobili utilizzati.
Contributi previdenziali e assicurativi
Professionisti senza cassa: Gestione Separata INPS
Se non hai un ordine con cassa privata, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota viene definita ogni anno da INPS con circolare. Negli ultimi anni è intorno al 26%. I contributi si calcolano sul reddito fiscale e si pagano con saldo e acconti.
Il contributo è interamente deducibile dal reddito. Riduce quindi la base imponibile delle imposte.
Professionisti con cassa
Ogni cassa ha regole, aliquote e minimi propri. Possono esserci contributi soggettivi, integrativi e di maternità. Consulta il regolamento della tua cassa. Fonti: siti istituzionali delle Casse e normativa su Normattiva.
Imprese artigiane e commerciali: gestione IVS
Gli artigiani e i commercianti versano contributi fissi minimi, anche se il reddito è basso. Se superano il minimale, versano anche una percentuale sul reddito eccedente. Aliquote e minimale cambiano ogni anno con circolare INPS.
Esiste la riduzione contributiva del 35% per chi è nel forfettario. È un’opzione su richiesta e vale solo per artigiani e commercianti. Fonti: circolari INPS annuali.
INAIL: quando serve
Alcune attività richiedono la copertura assicurativa INAIL per infortuni sul lavoro. È tipico per artigiani e attività manuali. Il premio si calcola su basi di rischio e retribuzioni convenzionali. Fonte: Normattiva, D.Lgs. 38/2000.
Scadenze: quando si pagano i diversi costi
Nel primo anno
Subito: PEC, firma digitale e, se impresa, pratiche CCIAA e Comunicazione Unica. La SCIA, se necessaria, si presenta prima di avviare l’attività o contestualmente, secondo il Comune.
Entro 30 giorni dall’avvio: dichiarazione di inizio attività IVA, se non fatta contestualmente. Fonte: DPR 633/1972, art. 35.
Entro il 30 giugno: saldo imposte e contributi dell’anno precedente, se dovuti, e primo acconto dell’anno in corso. Il 30 novembre si versa il secondo acconto.
Durante l’anno
IVA: liquidazioni mensili o trimestrali con scadenze il 16 del mese successivo. Obbligo fattura elettronica e conservazione. Fonti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia Entrate.
Imposta di bollo su e-fatture: versamenti trimestrali con modello F24. Le scadenze sono fissate dall’Agenzia Entrate.
Contributi artigiani/commercianti: rate dei minimali Inps di solito a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. Il contributo sul reddito eccedente si paga con saldo e acconti.
Diritto annuale CCIAA: si paga generalmente entro il termine di versamento del saldo imposte. L’importo lo definisce il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ogni anno.
Regola decisionale rapida
Sei un professionista senza dipendenti, con costi bassi e ricavi previsti sotto 85.000 euro? Valuta il forfettario. Pochi adempimenti, imposta semplice.
Se compri merce, hai magazzino o molti costi con IVA? Valuta il regime ordinario. L’IVA detraibile può ridurre il costo reale degli acquisti.
Se fai commercio o artigianato, calcola sempre i contributi fissi Inps. Anche se fatturi poco, i minimali si pagano.
Hai una cassa professionale con minimi elevati? Inserisci quei contributi nel business plan. Incidono sul cash flow più dell’imposta.
Prevedi crescita sopra 85.000 euro nel breve? Progetta da subito una contabilità ordinaria. Eviti salti improvvisi di imposta e adempimenti.
Riferimenti normativi essenziali
DPR 633/1972, art. 35 (inizio attività IVA). TUIR DPR 917/1986 (IRPEF). L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 e successive modifiche, tra cui L. 197/2022 (regime forfettario). D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia Entrate (fatturazione elettronica e bollo). D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010 (SCIA e SUAP). L. 234/2021 (IRAP persone fisiche). D.Lgs. 82/2005, art. 3-bis (domicilio digitale). D.Lgs. 38/2000 (INAIL). Fonti consultabili su Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.
Errori comuni, rischi e sanzioni
Mancata dichiarazione di inizio attività o ritardo. Comporta sanzioni amministrative. Fonte: D.Lgs. 471/1997.
Mancata PEC o indirizzo non attivo. La CCIAA può sanzionare e assegnare un domicilio digitale d’ufficio.
Fatture elettroniche errate o non inviate al SdI. Ci sono sanzioni proporzionali e fisse. L’imposta di bollo omessa genera sanzioni e interessi.
SCIA assente per attività soggette. Il Comune può sospendere l’attività e applicare sanzioni. I costi legali superano di molto i diritti iniziali.
| Scenario | Costi di apertura previsti | Costi ricorrenti principali | Tempistiche e adempimenti iniziali |
|---|---|---|---|
| Professionista senza cassa (consulente, designer) | Apertura IVA gratuita; PEC; eventuale firma digitale | Gestione Separata INPS (aliquota definita annualmente, intorno al 26%); imposta sostitutiva 15%/5% o IRPEF; bollo e-fatture | AA9/12 entro 30 giorni; fattura elettronica da subito; bollo trimestrale |
| Professionista con cassa (avvocato, ingegnere) | Apertura IVA gratuita; PEC; iscrizione Ordine e Cassa (se non già iscritti) | Contributi cassa (minimi + percentuali); imposta sostitutiva 15%/5% o IRPEF; bollo e-fatture | Iscrizione Ordine/Cassa secondo regolamenti; AA9/12; fattura elettronica |
| Ditta individuale commerciante (e-commerce) | Comunicazione Unica; diritto annuale CCIAA; diritti camera; PEC; firma digitale; spesso SCIA | INPS art/com (minimali + percentuale su eccedenza); imposte (forfettario o ordinario); IVA se ordinario; TARI locali | Iscrizione Registro Imprese; SCIA al SUAP prima dell’avvio; fattura elettronica |
| Ditta artigiana (parrucchiere, falegname) | Comunicazione Unica; iscrizione albo artigiani regionale; diritto CCIAA; PEC; SCIA | INPS artigiani; eventuale INAIL; imposte; IVA se ordinario | Iscrizione artigiani; SCIA per locali/impianti; verifica requisiti professionali |
| Attività con vincoli sanitari (somministrazione alimenti) | SCIA sanitaria; eventuali attestati HACCP; SUAP; CCIAA; PEC; firma | Imposte; contributi; controlli ASL; TARI e altre imposte locali | Pareri ASL prima dell’apertura; SCIA; formazione obbligatoria |
| Startup in regime forfettario | Apertura IVA gratuita; eventuale iscrizione CCIAA se impresa; PEC | Imposta sostitutiva 5% per 5 anni (se requisiti); contributi ridotti 35% per art/com (su opzione) | Verifica requisiti ex L. 190/2014; opzioni contributive presso INPS |
FAQ
Quanto costa davvero aprire la Partita IVA se sono un professionista senza dipendenti?
L’apertura in sé costa zero. Compili il modello AA9/12 e ottieni la Partita IVA. I costi iniziali tipici sono la PEC e, se firmi pratiche telematiche, la firma digitale. Se sei iscritto a un Ordine, considera eventuali diritti di iscrizione e bolli. Non paghi diritto camerale perché non entri nel Registro Imprese. Se scegli il regime forfettario non gestisci l’IVA e riduci gli adempimenti. Se scegli l’ordinario, dovrai liquidare l’IVA e tenere registri più completi. In ogni caso, prepara un budget per la consulenza. Ti aiuta a scegliere il regime, impostare la fatturazione elettronica, anticipare scadenze e acconti. Fonti: DPR 633/1972, art. 35; L. 190/2014; D.Lgs. 127/2015; CAD D.Lgs. 82/2005.
Se apro un e-commerce, quali costi iniziali devo prevedere oltre al sito?
Per l’e-commerce come impresa individuale servono: Comunicazione Unica al Registro Imprese, diritto annuale CCIAA, diritti di segreteria, PEC e firma digitale. La SCIA è spesso necessaria, soprattutto se gestisci un magazzino o un punto di ritiro. Valuta anche la TARI per i locali e, se tratti alimenti, i requisiti igienico-sanitari. Sul fronte fiscale, scegli tra forfettario e ordinario. Nell’ordinario, l’IVA sugli acquisti è detraibile, utile se investi in stock e logistica. Considera i contributi Inps commercianti: ci sono minimali annuali più una percentuale sul reddito eccedente. Fonti: DPR 160/2010; D.Lgs. 222/2016; DPR 633/1972; L. 190/2014; circolari INPS annuali.
Come funziona il forfettario nel 2026 e quando esco dal regime?
Il forfettario si applica fino a 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Applichi l’imposta sostitutiva al 15%, o al 5% per i primi 5 anni con i requisiti “nuova attività” (niente prosecuzione, niente partecipazioni di controllo in attività simili, altri paletti di legge). Se superi 85.000 euro, dal periodo d’imposta successivo passi al regime ordinario. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata con applicazione dell’IVA dalla fattura che fa sforare. Restano i controlli su cause ostative (partecipazioni e rapporti di lavoro). Le regole derivano dalla L. 190/2014, come modificata, tra le altre, dalla L. 197/2022. Consulta sempre la prassi dell’Agenzia delle Entrate per i casi particolari.
Quali scadenze devo segnare il primo anno per non incorrere in sanzioni?
Subito dopo l’apertura imposta la fatturazione elettronica e la PEC. Se sei impresa, completa iscrizione al Registro Imprese ed eventuale SCIA. Segna in agenda: 16 del mese (o trimestre) per l’IVA nel regime ordinario. Versamenti imposta di bollo su e-fatture su base trimestrale. 30 giugno saldo e primo acconto imposte e contributi; 30 novembre secondo acconto. Per artigiani e commercianti, i minimali INPS sono in 4 rate durante l’anno (maggio, agosto, novembre, febbraio). Il diritto annuale CCIAA si paga con il saldo imposte. L’INAIL, se dovuto, si autoliquida a inizio anno. Il mancato rispetto comporta sanzioni e interessi. Fonti: DPR 633/1972; D.Lgs. 127/2015; Agenzia Entrate; INPS; INAIL.
Meglio fare tutto da solo o affidarmi a un consulente? Come cambia il costo totale?
Fare da solo riduce i costi immediati, ma aumenta il rischio di errori. La normativa fiscale e previdenziale cambia spesso. Gli errori su SCIA, bollo, acconti e opzioni possono costare più di una parcella. Un consulente ti aiuta a scegliere il regime corretto, pianificare gli acconti, sfruttare deduzioni e agevolazioni (come la riduzione INPS 35% per forfettari art/com), gestire la fatturazione elettronica e i registri. Il costo annuo varia in base alla complessità. Se hai IVA, dipendenti, magazzino o operazioni estere, l’assistenza è quasi indispensabile. Se emetti poche fatture e resti in forfettario, puoi gestire molto in autonomia, ma verifica almeno il primo anno con un esperto. Fonti: Agenzia Entrate, INPS, Ministero del Lavoro, Normattiva.
