Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA online scegli il codice ATECO, compila AA9/12 (professionista) o ComUnica+SCIA (ditta), iscrivi la previdenza corretta. Costi: da 0€ a 500€ iniziali, più imposte e contributi.
- Professionista: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate; previdenza in Cassa di categoria o Gestione Separata INPS.
- Ditta individuale: pratica ComUnica al Registro Imprese, SCIA al SUAP, iscrizione INPS Artigiani/Commercianti e, se serve, INAIL.
- Regime forfettario: soglia ricavi 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000; imposta sostitutiva al 15% o 5% starter.
Quando serve la Partita IVA e quale forma scegliere
Serve la Partita IVA se svolgi un’attività abituale con compensi. Anche se inizi in piccolo. Occasionali e saltuari senza organizzazione possono usare la prestazione occasionale, entro limiti. Ma se l’attività è stabile, apri la Partita IVA.
Libero professionista o ditta individuale: differenze pratiche
Libero professionista: attività intellettuale, come consulente, designer, medico. Non vendi beni, non usi un’organizzazione tipica d’impresa. Dichiari compensi e dedichi costi coerenti. Spesso non sei iscritto al Registro Imprese.
Ditta individuale: attività artigianale o commerciale, come parrucchiere, e-commerce, idraulico, bar. C’è organizzazione d’impresa. Ti iscrivi al Registro Imprese e all’INPS Artigiani/Commercianti.
Regime fiscale: forfettario o ordinario
Il regime forfettario è un regime semplificato. Paghi un’imposta sostitutiva su un reddito calcolato a forfait. È più semplice e spesso conviene appena inizi. Soglia ricavi: 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, esci subito nell’anno.
Fonti: legge n. 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata dalla legge n. 197/2022 e prassi dell’Agenzia delle Entrate. Consulta Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli applicativi.
Regime ordinario semplificato: contabilità più completa. Applichi IVA e determini il reddito per differenza tra ricavi e costi. È utile se hai molti costi deducibili.
Come aprire la Partita IVA online: la procedura passo-passo
1) Scegli il codice ATECO
Il codice ATECO identifica l’attività. Sceglilo con cura perché guida tasse, contributi e studi statistici. È la classificazione ufficiale delle attività economiche. Puoi individuarlo dagli elenchi dell’Agenzia delle Entrate o con l’aiuto di un esperto.
Se svolgi più attività, indica l’attività prevalente. Puoi aggiungere codici secondari. Evita codici troppo generici o lontani dal reale business: generano controlli o oneri imprevisti.
2) Se sei un libero professionista: modello AA9/12
Compila il modello AA9/12. È il modulo per apertura, variazione e chiusura IVA delle persone fisiche. Inserisci dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime fiscale, luogo tenuta registri.
Presentazione: online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline) o tramite intermediario abilitato. In alternativa, anche presso un ufficio territoriale. La protocollazione è immediata o in poche ore.
Previdenza: se hai albo con Cassa privata (es. avvocati, ingegneri, medici), iscriviti alla tua Cassa. Se non hai Cassa, iscriviti alla Gestione Separata INPS. Fonte: INPS e ordinamenti delle Casse professionali consultabili sui siti istituzionali.
3) Se apri una ditta individuale: ComUnica e SCIA
Usa la procedura ComUnica. Con un unico invio attivi: Partita IVA (modello AA9/12 incluso), iscrizione al Registro Imprese, iscrizione all’INPS Artigiani/Commercianti e, se previsto, all’INAIL. La pratica si presenta al Registro Imprese tenuto da Unioncamere.
SCIA: Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Serve per molte attività commerciali o artigianali e per e-commerce al dettaglio. La invii al SUAP del Comune della sede. Con la SCIA puoi iniziare subito. L’amministrazione può controllare dopo. Fonti: legge n. 241/1990 art. 19 e DPR n. 160/2010 (SUAP). Consulta il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Se l’attività è soggetta ad autorizzazione o requisiti professionali (es. alimenti, acconciatore, estetista), verifica i titoli abilitativi regionali e comunali. Le Regioni possono prevedere moduli e corsi specifici.
4) Firma digitale, PEC, e-fattura
Per ComUnica serve la firma digitale. La usi per firmare i moduli e gli atti. Serve anche una casella PEC. È la posta elettronica certificata, obbligatoria per imprese individuali.
Fatturazione elettronica: dal 2024 è obbligatoria per tutti, anche forfettari. Si emette tramite il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Fonte: DL n. 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Conserva le fatture in modalità elettronica a norma. Puoi usare software dedicati o il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate.
Costi da prevedere nel 2026: una guida pratica
Costi una tantum di apertura
Professionista senza albo: l’apertura IVA con AA9/12 non ha costi tributari. Se ti affidi a un intermediario, paghi il compenso professionale. Non serve iscrizione al Registro Imprese.
Ditta individuale: considera diritti camerali e bolli per il Registro Imprese, costo della firma digitale, costo PEC, eventuale marca da bollo per SCIA. In media, da 200 a 500 euro. La cifra dipende dalla Camera di Commercio e dal gestore PEC/firma.
Attività soggette a SCIA o autorizzazioni: alcuni Comuni richiedono diritti di segreteria. In caso di pratiche sanitarie o alimentari, possono servire ulteriori adempimenti e corsi con costi specifici.
Costi ricorrenti
Contributi previdenziali: variano per gestione. Nella Gestione Separata INPS non ci sono minimi, paghi una percentuale sul reddito. L’aliquota è fissata ogni anno da INPS. Per Artigiani/Commercianti ci sono contributi minimali più una percentuale sull’eccedenza. È prevista la riduzione del 35% per chi aderisce al forfettario, su domanda. Fonti: circolari annuali INPS.
Imposte: nel forfettario imposta sostitutiva al 15% (o 5% starter per i primi 5 anni se rispetti i requisiti previsti dalla legge n. 190/2014). Nel regime ordinario paghi IRPEF per scaglioni, addizionali e, se dovuta, IVA.
Altri costi: premio INAIL per attività con rischio infortuni, diritto camerale annuale per le imprese iscritte al Registro Imprese, software di fatturazione elettronica se scegli un servizio a pagamento, eventuale consulenza fiscale.
Regola decisionale rapida
Decidi il percorso in base a poche variabili chiave
1) Tipo di attività: se è intellettuale senza organizzazione di impresa, sei libero professionista. Procedi con AA9/12 e previdenza in Cassa o Gestione Separata INPS. Se è artigianale o commerciale, sei ditta individuale. Procedi con ComUnica.
2) Locali e vendita: se apri un negozio o laboratorio, verifica subito SCIA al SUAP. Se vendi online al dettaglio, in molti Comuni occorre SCIA per commercio elettronico. Controlla il portale SUAP del tuo Comune.
3) Requisiti professionali: se l’attività richiede abilitazioni (acconciatore, estetista, somministrazione alimenti), procurale prima. La SCIA è efficace solo se hai i requisiti. Fonti: normativa regionale e d.lgs. sul commercio.
4) Regime fiscale: se prevedi ricavi entro 85.000 euro e non hai cause ostative, scegli il forfettario. Se hai molti costi e IVA a credito, valuta l’ordinario semplificato.
5) Previdenza: se hai una Cassa di categoria, iscriviti lì. Se non hai Cassa e sei professionista, scegli Gestione Separata INPS. Se sei impresa artigiana o commerciale, iscriviti all’INPS Artigiani/Commercianti e, se richiesto, all’INAIL.
Errori comuni da evitare
Codice ATECO errato o incompleto
Un codice sbagliato può far scattare versamenti o adempimenti non pertinenti. Verifica l’esatta descrizione. Se svolgi più attività, indica prevalente e secondarie. Aggiorna il codice se l’attività cambia.
Dimenticare SCIA o INAIL
Molte attività partono senza SCIA o senza INAIL quando dovuta. Il rischio è una sanzione e la sospensione. Controlla sempre i requisiti con SUAP e, per la sicurezza, il tuo consulente.
Regime forfettario con cause ostative
Non puoi usare il forfettario se hai partecipazioni in società collegate, se fatturi in prevalenza all’ex datore con rapporti “sostanzialmente” subordinati, o altre cause previste dalla legge. Fonte: legge n. 190/2014 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Saltare la fatturazione elettronica o la conservazione
L’e-fattura è obbligatoria per tutti. Anche nel forfettario. Emissione e conservazione devono essere corrette. In caso di errori, valuta note di variazione e ravvedimento.
Iscrizioni previdenziali tardive
Ritardi in INPS o Cassa generano sanzioni e interessi. Iscriviti subito dopo l’apertura o insieme alla ComUnica. Monitora i messaggi annuali INPS con aliquote e scadenze.
Fonti normative e prassi utili (da consultare testualmente)
- Normattiva: legge n. 190/2014, art. 1 commi 54-89 (regime forfettario) e successive modifiche, tra cui la legge n. 197/2022.
- Agenzia delle Entrate: istruzioni modello AA9/12, provvedimenti sulla fatturazione elettronica e circolari di prassi sul forfettario.
- INPS: circolari annuali su aliquote Gestione Separata e contributi minimali Artigiani/Commercianti, riduzione contributiva per forfettari.
- DPR n. 160/2010 (SUAP) e legge n. 241/1990 art. 19 (SCIA); verifica modulistica regionale e comunale.
- Unioncamere e Registro Imprese: procedure ComUnica e adempimenti camerali.
Esempi operativi e tempi: cosa aspettarti
Tempi medi
Agenzia delle Entrate: attribuzione Partita IVA in giornata. Registro Imprese: da 1 a 5 giorni lavorativi. SCIA: effetto immediato alla presentazione, con controlli successivi entro i termini di legge. Iscrizioni INPS/INAIL: in genere in pochi giorni.
Per attività complesse o soggette ad autorizzazioni, prevedi tempi aggiuntivi. Pianifica una finestra di 2-4 settimane per partire in sicurezza con locali, attrezzature e adempimenti.
| Scenario | Pratica da fare | Requisiti/Documenti | Dove si fa | Tempi medi | Costi tipici |
|---|---|---|---|---|---|
| Libero professionista senza albo | AA9/12; iscrizione Gestione Separata INPS | Documento identità; codice ATECO; scelta regime | Agenzia Entrate online; INPS online | 1 giorno per IVA; 1-3 giorni per INPS | 0 euro apertura; consulenza eventuale |
| Professionista con albo e Cassa | AA9/12; iscrizione all’Albo e alla Cassa | Titolo abilitante; dati Cassa; ATECO | Agenzia Entrate; Ordine/Cassa | 1-7 giorni secondo Albo | Contributi minimi Cassa secondo regolamento |
| Ditta individuale artigiana | ComUnica; INPS Artigiani; INAIL; SCIA se necessaria | Firma digitale; PEC; ATECO; requisiti professionali | Registro Imprese; SUAP | 2-5 giorni; SCIA immediata | 200-500 euro una tantum più contributi |
| Negozio o somministrazione alimenti | ComUnica; SCIA commerciale; eventuali autorizzazioni sanitarie | Requisiti SAB/HACCP; planimetrie locali | Registro Imprese; SUAP; ASL | 5-20 giorni secondo Comune/ASL | Diritti SUAP/ASL variabili |
| E-commerce al dettaglio | ComUnica (impresa) o AA9/12 (professionista); SCIA commercio elettronico | Sito conforme; privacy e cookie policy | Registro Imprese/SUAP | 1-5 giorni; SCIA immediata | 200-500 euro iniziali |
| Installatore idraulico/elettrico | ComUnica; INPS; INAIL; SCIA con requisiti tecnico-professionali | Responsabile tecnico; attestazioni esperienza/titoli | Registro Imprese; SUAP | 3-10 giorni | Diritti camerali e SUAP |
FAQ: domande frequenti su apertura e costi della Partita IVA online
Posso aprire la Partita IVA da solo o serve per forza un intermediario?
Puoi aprirla da solo. Il professionista compila e invia il modello AA9/12 tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. La ditta individuale usa ComUnica per accorpare IVA, Registro Imprese, INPS e, se previsto, INAIL. Devi però conoscere regole e moduli. Un errore nel codice ATECO o nel regime fiscale può costare sanzioni o imposte maggiori. Se non hai dimestichezza con modelli e portali, un intermediario abilitato riduce tempi ed errori. Ricorda che resti comunque responsabile dei dati dichiarati. Conserva sempre ricevute e protocolli di invio.
Quanto costa in totale aprire e mantenere la Partita IVA il primo anno?
Dipende dal tipo di attività e dalla previdenza. Per un professionista senza Albo l’apertura IVA non ha costi tributari; i costi partono da eventuale consulenza e dai contributi INPS calcolati sul reddito. Per una ditta individuale considera i costi iniziali di ComUnica/Registro Imprese, firma digitale, PEC e, se necessario, SCIA: in media tra 200 e 500 euro. A questi somma contributi INPS con eventuali minimi e il premio INAIL se dovuto. Fiscalmente, nel forfettario paghi l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario; nell’ordinario paghi IRPEF, addizionali e IVA. Prepara un budget cauto: proietta ricavi e costi, stima i contributi con le aliquote INPS dell’anno e scegli il regime più efficiente.
Il regime forfettario è sempre la scelta migliore all’inizio?
Non sempre. È ottimo se hai ricavi entro 85.000 euro e costi bassi. Semplifica gli adempimenti e offre imposta sostitutiva al 15% o al 5% start-up per cinque anni se rispetti tutti i requisiti. Ma se compri molte attrezzature, hai canoni elevati o costi di personale, il forfettario non ti fa dedurre queste spese né detrarre l’IVA. In quei casi, il regime ordinario semplificato può essere più conveniente. Valuta simulazioni con tre scenari: ricavi bassi, medi, alti. Confronta imposte e contributi nelle due ipotesi. Consulta le norme su Normattiva (legge n. 190/2014) e la prassi dell’Agenzia delle Entrate per verificare soglie e cause ostative.
Quando è obbligatoria la SCIA e cosa rischio se non la presento?
La SCIA è necessaria per molte attività d’impresa, specie commerciali e artigianali. Esempi: apertura negozio, laboratorio, acconciatore, estetista, somministrazione alimenti e bevande, commercio elettronico al dettaglio. La presenti al SUAP del Comune competente prima di iniziare. La SCIA produce effetto immediato, ma l’ente può fare controlli successivi. Se non la presenti, rischi sanzioni e la chiusura dell’attività. Verifica i requisiti professionali e strutturali richiesti da Regione e Comune. Fonti: legge n. 241/1990 art. 19 e DPR n. 160/2010. In caso di dubbi, contatta il SUAP e allega planimetrie, attestazioni HACCP o titoli professionali se previsti.
Quali iscrizioni previdenziali devo fare e come incidono sui costi?
Se hai una Cassa professionale di categoria (es. avvocati, commercialisti, ingegneri), ti iscrivi lì e versi contributi secondo i rispettivi regolamenti. Le casse prevedono minimi e conguagli. Se non hai Cassa e sei professionista, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Non ha minimali, versi una percentuale sul reddito secondo l’aliquota fissata ogni anno dall’INPS. Se sei ditta individuale artigiana o commerciale, ti iscrivi all’INPS Artigiani/Commercianti: paghi contributi minimi su un reddito convenzionale e una percentuale sull’eccedenza. Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Valuta l’effetto dei contributi sulle imposte: nel forfettario sono deducibili dal reddito imponibile; nell’ordinario riducono il reddito complessivo IRPEF. Consulta le circolari annuali INPS per aliquote e minimali aggiornati.
