Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire un negozio online in Italia servono: Partita IVA con ATECO 47.91.10, ComUnica e SCIA al SUAP; scelta del regime fiscale (spesso forfettario) e regole IVA/OSS; privacy, cookie, termini di vendita chiari.
- Codice ATECO tipico: 47.91.10 commercio al dettaglio via internet; iscrizione al Registro Imprese e Gestione Commercianti INPS con ComUnica.
- SCIA commercio elettronico al SUAP del Comune; rispetto D.Lgs. 114/1998 e D.Lgs. 222/2016.
- IVA e fatturazione: regole e-commerce indiretto, e-fattura (D.Lgs. 127/2015), OSS/IOSS per vendite UE; Codice del Consumo e GDPR.
Aprire un negozio online: quadro legale 2026
In Italia vendere online in modo stabile è attività d’impresa. Lo dice il Codice Civile (art. 2082) e si applicano IVA e imposte (D.P.R. 633/1972). Serve quindi Partita IVA e iscrizione al Registro Imprese.
Per il commercio al dettaglio via internet il codice ATECO tipico è 47.91.10. Identifica chi vende beni online ai consumatori. Se fai anche ingrosso, valuta codici 46.xx. Per servizi digitali puri valgono codici diversi.
La vendita online rientra nel commercio al dettaglio “a distanza”. La disciplina generale è nel D.Lgs. 114/1998 e nel D.Lgs. 70/2003 (commercio elettronico). Le informazioni obbligatorie al cliente derivano anche dal D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo).
Scelta della forma giuridica
Se inizi da solo, la ditta individuale è la via più rapida ed economica. Se prevedi soci, capitali esterni o rischi elevati, valuta una società (es. S.r.l.). La società limita la responsabilità ma costa di più.
Ricorda che la forma giuridica influisce su contributi, imposte, contabilità e tempi di avvio. Verifica anche requisiti professionali per settori regolamentati (alimentari, integratori, cosmetici).
Quale indirizzo indicare come sede
Indica una sede legale. Può essere casa tua, se il regolamento condominiale lo consente. Se gestisci un magazzino fisico, valuta la SCIA per deposito e i profili urbanistici comunali.
Adempimenti iniziali: ComUnica, SCIA, PEC e INPS
ComUnica: cos’è e cosa comprende
ComUnica è la pratica unica per iscrivere l’impresa al Registro Imprese, aprire la Partita IVA e comunicare INPS/INAIL. Base normativa: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e D.P.C.M. 6 maggio 2009 (fonte: Normattiva).
La invii telematicamente alla Camera di Commercio competente. In genere ottieni Partita IVA e iscrizioni entro pochi giorni lavorativi. Prepara documento d’identità, codice fiscale e dati dell’attività.
SCIA per commercio elettronico
La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si invia al SUAP del Comune. Riguarda il commercio al dettaglio “per corrispondenza o internet” (D.Lgs. 114/1998; D.Lgs. 222/2016). Vale il silenzio-assenso (L. 241/1990).
Nella SCIA dichiari il possesso dei requisiti morali. Per alimentari serve anche il requisito professionale (HACCP) e, in molti casi, la SCIA sanitaria verso l’ASL (Reg. CE 852/2004; D.Lgs. 193/2007).
PEC, firma digitale e domicilio digitale
Imprese e professionisti devono avere un domicilio digitale (PEC) iscritto in INI-PEC. Riferimenti: Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005, e norme sul domicilio digitale (fonte: Normattiva). La firma digitale serve per pratiche telematiche.
INPS Gestione Commercianti e, se serve, INAIL
Chi vende beni come attività abituale si iscrive alla Gestione Commercianti INPS (L. 662/1996). I contributi si pagano in quattro rate e variano ogni anno con circolare INPS. Se assumi personale, si applicano ulteriori obblighi.
INAIL può essere necessario per specifiche mansioni o se gestisci magazzino con addetti. Valuta il rischio con il consulente del lavoro. Per chiarimenti utilizza i portali INPS e Ministero del Lavoro.
Fisco e IVA per e-commerce
Regime forfettario o ordinario
Il regime forfettario è un regime “semplificato” per persone fisiche. Ha soglia di ricavi annui pari a 85.000 euro, imposta sostitutiva ridotta e contabilità semplice. Base: L. 190/2014, art. 1 commi 54-89 e successive modifiche (fonte: Normattiva).
Se superi la soglia o hai cause di esclusione, entri nel regime ordinario. In ordinario applichi l’IVA, deduci costi reali e tieni la contabilità completa. Valuta margini, investimenti e struttura dei costi prima di scegliere.
Fatturazione elettronica e corrispettivi
La fatturazione elettronica tramite SDI è regola generale per B2B e B2C in Italia (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate). Anche molti forfettari sono tenuti dal 2024. Verifica le soglie vigenti ogni anno.
Per l’e-commerce “indiretto” (beni fisici), la prassi ammette esoneri da scontrino e ricevuta fiscale; si emette fattura solo su richiesta del cliente e si registrano i corrispettivi. Riferimenti in prassi dell’Agenzia delle Entrate e nel D.P.R. 633/1972.
Vendite UE: OSS e IOSS
Se vendi a consumatori UE, superata la soglia unica di 10.000 euro annui per vendite a distanza intra-UE, applichi l’IVA del Paese del cliente. Puoi aderire all’OSS per versare in modo semplificato. Base: Direttiva 2006/112/CE come modificata nel 2021 e recepita in Italia.
Se spedisci beni da Paesi extra-UE a consumatori UE con valore modesto, valuta IOSS. Riduce la complessità doganale sul VAT all’importazione.
Marketplace e rendicontazione fiscale (DAC7)
Le piattaforme digitali devono comunicare alle autorità fiscali i dati dei venditori. In Italia l’obbligo è recepito con D.Lgs. 32/2023 (attuazione Direttiva UE 2021/514, DAC7). Attendi richieste KYC e fiscali dal marketplace.
Diritti dei consumatori e condizioni di vendita
Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) impone informazioni chiare: identità del venditore, prezzi, spese, tempi di consegna, garanzie e diritto di recesso. Il recesso standard è 14 giorni, con eccezioni (beni personalizzati, deperibili, sigillati per igiene).
Il D.Lgs. 70/2003 impone ulteriori info per il commercio elettronico: condizioni contrattuali, fasi tecniche per la conclusione dell’ordine e recapiti. Consulta i testi su Normattiva per i dettagli.
Privacy, cookie, pagamenti e sicurezza
GDPR e cookie
Se tratti dati personali devi rispettare il GDPR (Reg. UE 2016/679) e il D.Lgs. 196/2003. Redigi l’informativa privacy, nomina eventuali responsabili e mantieni il registro dei trattamenti quando richiesto.
Per i cookie, applica le Linee guida del Garante Privacy. Usa un sistema di gestione del consenso (CMP) che blocchi i cookie non tecnici prima del consenso e mantenga traccia delle scelte.
Pagamenti: PSD2 e SCA
I pagamenti online devono rispettare la Strong Customer Authentication prevista da PSD2. Base: D.Lgs. 11/2010 e Reg. UE 2018/389. Scegli provider che supportano SCA e prevengono le frodi.
Prevedi metodi diffusi (carte, wallet, bonifico istantaneo). Assicura prezzi e commissioni chiari; evita costi nascosti vietati dal Codice del Consumo.
Sicurezza e conservazione documentale
Applica protocolli HTTPS, backup e monitoraggio. Conserva le fatture elettroniche secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate. Proteggi gli archivi clienti e limita gli accessi interni.
Costi e tempi realistici nel 2026
Costi amministrativi
Per aprire da solo considera bolli e diritti camerali. In media poche centinaia di euro. Se deleghi le pratiche, aggiungi un onorario professionale. Il totale iniziale resta contenuto rispetto ai costi di struttura.
Ricorda i contributi INPS. Sono dovuti anche se fatturi poco, perché legati a un minimale. Gli importi esatti variano ogni anno con circolare INPS. Pianifica rate trimestrali.
Costi tecnici del sito
Dominio e hosting incidono poco. La spesa maggiore è sviluppo, UX, integrazioni, automazioni e sicurezza. Un negozio base può costare intorno a 1.000-3.000 euro; progetti più complessi 5.000-10.000 euro o oltre.
Considera plugin, gateway, certificati, strumenti di analytics, e-commerce tax engine per IVA UE e sistemi antispam. Budgeta anche manutenzione e aggiornamenti.
Marketing, logistica e pagamenti
Stanzia un budget iniziale per campagne sui canali a pagamento, SEO e contenuti. Aggiungi costi per imballi, contratti con corrieri e assicurazioni trasporto. Calcola le commissioni dei pagamenti online.
Tempistiche
ComUnica: 1-7 giorni lavorativi tipici. SCIA: effetto immediato con silenzio-assenso. Attivazione gateway di pagamento: da poche ore a 10 giorni, per le verifiche KYC. Contratti corrieri: 3-15 giorni.
Regola decisionale rapida
Se vendi beni fisici con continuità allora apri Partita IVA prima di attivare il sito. E-commerce stabile è attività d’impresa.
Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e costi bassi allora valuta il regime forfettario. È semplice e spesso conveniente all’inizio.
Se venderai in più Paesi UE e superi 10.000 euro annui extra-Italia allora attiva l’OSS. Così verserai l’IVA UE in modo centralizzato.
Se tratti alimentari o cosmetici allora aggiungi requisiti specifici (HACCP o altre abilitazioni) e valuta SCIA sanitaria all’ASL.
Se gestisci personale o rischi elevati allora valuta una società per limitare la responsabilità e separare il patrimonio personale.
Fonti normative utili da consultare
D.P.R. 633/1972 (IVA); D.Lgs. 114/1998 (commercio); D.Lgs. 70/2003 (e-commerce); D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo); L. 190/2014 (regime forfettario) e successive; D.Lgs. 127/2015 (fatturazione elettronica); D.L. 7/2007 e D.P.C.M. 6/5/2009 (ComUnica); D.Lgs. 222/2016 (SCIA); Reg. UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003 (privacy); Direttiva 2006/112/CE e pacchetto IVA e-commerce; D.Lgs. 32/2023 (DAC7). Consulta i testi su Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e Garante Privacy.
Settori regolamentati: attenzioni extra
Alimentari e integratori
Per alimenti e bevande devi possedere i requisiti professionali (ex SAB/REC) o l’equivalente, seguire HACCP e presentare SCIA sanitaria all’ASL. Riferimenti: Reg. CE 852/2004 e D.Lgs. 193/2007.
Cosmetici e dispositivi medici
Per i cosmetici valgono le regole di etichettatura e sicurezza del Reg. CE 1223/2009. Per dispositivi medici serve attenzione a classificazione e informazioni obbligatorie. Evita claim ingannevoli (Codice del Consumo; AGCM).
Ambiente e imballaggi
Se immetti imballaggi al consumo, verifica l’iscrizione al CONAI e gli obblighi di etichettatura ambientale. Riferimenti nel D.Lgs. 152/2006 e nelle linee guida ministeriali.
| Scenario | Adempimenti iniziali | Fisco/IVA specifici | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Ditta individuale in forfettario (vendite solo in Italia) | ComUnica con ATECO 47.91.10; SCIA SUAP; PEC e firma; INPS Gestione Commercianti. | Imposta sostitutiva forfettaria; e-fattura se ricadi nell’obbligo; esonero scontrino per e-commerce indiretto con registri corrispettivi; niente OSS. | 1-7 giorni per ComUnica; SCIA immediata; avvio pagamenti 1-10 giorni. Contabilità semplificata. |
| Ditta individuale in ordinario con vendite UE | Come sopra. | IVA ordinaria; adesione a OSS se superi 10.000 euro vendite intra-UE; fatturazione elettronica generalizzata; gestione aliquote estere. | OSS attivo dal trimestre successivo all’iscrizione; serve mappare aliquote e indirizzi di spedizione. |
| Società (S.r.l.) con magazzino e dipendenti | Atto costitutivo; iscrizione RI; SCIA; posizioni INPS/INAIL; valutazione rischi; contratti lavoro. | IVA ordinaria; IRES/IRAP; libri sociali; eventuale OSS/IOSS; policy resi strutturata. | Costi e tempi maggiori; coordinare consulente del lavoro e RSPP; lead time 2-6 settimane. |
| Vendita tramite marketplace (senza sito proprio) | Partita IVA e ComUnica; SCIA per vendita a distanza; PEC. Accettazione condizioni del marketplace e KYC. | Stesse regole IVA; attenzione a fatturazione verso consumatori; DAC7: dati venditore comunicati dal marketplace. | Onboarding 3-15 giorni; verifica identità e IBAN; gestisci resi secondo policy piattaforma e Codice del Consumo. |
| Settore alimentare/cosmetico | Oltre a ComUnica/SCIA: HACCP o titoli equivalenti; eventuale SCIA sanitaria ASL; etichettatura conforme. | Stesse regole fiscali; maggiori obblighi informativi al consumatore; responsabilità su sicurezza prodotto. | Coinvolgi ASL prima dell’avvio; tempi variabili per idoneità locali e procedure interne. |
FAQ
Devo aprire la Partita IVA anche se parto con poche vendite?
Sì, se organizzi un sito e pianifichi vendite ricorrenti. L’attività è “abituale” anche con volumi iniziali bassi. Lo richiedono il Codice Civile e la normativa IVA (D.P.R. 633/1972). La prestazione “occasionale” si usa per atti isolati e non programmati. Un negozio online aperto h24 mostra organizzazione e continuità. Apri la Partita IVA prima di incassare i primi ordini. Eviti sanzioni e recuperi d’imposta. In casi dubbi, valuta la data di pubblicazione del sito, le campagne e i contratti con fornitori: sono tutti indizi di abitualità.
Qual è il codice ATECO corretto per l’e-commerce? E gli esempi sui negozi fisici valgono?
Per il retail online il codice ATECO tipico è 47.91.10 “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”. I codici della serie 47.1x si riferiscono in genere ai negozi fisici. Se vendi solo online, 47.91.10 è in genere la scelta giusta, a prescindere dal prodotto (scarpe, cosmetici, libri). Se affianchi un punto vendita fisico, potresti aggiungere un ATECO specifico per il negozio. Se fai anche ingrosso verso partite IVA, valuta un 46.xx in aggiunta. Indica sempre l’attività prevalente. La scelta corretta incide su contributi INPS, diritti camerali e statistiche. In caso di dubbio, verifica le note Istat-ATECO e chiedi conferma al Registro Imprese.
Devo emettere scontrino o ricevuta per ogni vendita online B2C?
Nell’e-commerce indiretto (beni fisici spediti) la prassi ammette l’esonero da scontrino e ricevuta fiscale. Emetti fattura solo se il cliente la chiede o se vendi a soggetti che necessitano di detrazione. Devi comunque registrare i corrispettivi. Molti operatori adottano la fatturazione elettronica per tutte le vendite, così semplificano i flussi e rispettano gli obblighi del D.Lgs. 127/2015. Attenzione: se hai anche un punto vendita fisico con misuratore fiscale, le regole cambiano per le vendite in sede. Controlla le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e aggiorna le procedure quando cambi canale o piattaforma.
Come funziona l’IVA quando vendo in altri Paesi UE? Devo aprire posizione IVA estera?
Se vendi a consumatori UE e superi la soglia unica annua di 10.000 euro (considerando vendite a distanza intra-UE e servizi TTE a consumatori), applichi l’IVA del Paese del cliente. Invece di aprire posizioni IVA locali, puoi aderire all’OSS in Italia. Con l’OSS dichiari e versi l’IVA estera tramite un’unica piattaforma nazionale. La base è la Direttiva 2006/112/CE come modificata nel 2021, recepita in Italia. Se spedisci dalla UE a clienti UE beni di basso valore importati da extra-UE, valuta IOSS per gestire l’IVA all’import. Prepara anagrafiche clienti pulite, mappa delle aliquote e un sistema che gestisca le soglie e i calcoli automaticamente.
Quali testi legali e policy devo pubblicare sul sito? E come gestisco privacy e cookie?
Serve un set minimo: condizioni generali di vendita, informativa precontrattuale Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), informativa privacy GDPR (Reg. UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003), cookie policy e banner di consenso conforme alle Linee guida del Garante. Indica identità del venditore, recapiti, PEC, REA e Partita IVA. Spiega prezzi, costi di spedizione, tempi di consegna, diritto di recesso (14 giorni), eccezioni, procedure di reso e garanzia legale. Per i cookie, blocca quelli non tecnici finché l’utente non acconsente, registra la prova del consenso e consenti la modifica delle preferenze in ogni momento. Aggiorna le policy quando cambi servizi terzi (analytics, advertising) o basi giuridiche del trattamento.
