Sì, puoi lavorare saltuariamente come artista senza avere la Partita IVA, svolgendo quella che si chiama “prestazione occasionale”.
Con la prestazione occasionale, puoi vendere le tue opere e ricevere un compenso che dovrai dichiarare nel 730 nella sezione “redditi diversi”.
Quando emetti ricevuta di pagamento, devi sottrarre dal tuo compenso il 20% di ritenuta d’acconto che il tuo cliente verserà allo stato al posto tuo, come anticipo sulle tasse.
Non esistono limiti di incassi per la prestazione occasionale ma se i tuoi compensi in un anno superano i 5.000€, dovrai iscriverti alla gestione separata INPS per versare i contributi.
La quota che devi versare è il 33% dei tuoi compensi ed è per 1/3 a carico tuo e per 2/3 a carico del tuo cliente.
A causa di questo costo aggiuntivo, per la maggior parte delle persone raggiunti i 5.000€ conviene aprire la Partita IVA perchè i costi possono anche essere inferiori e si può accedere ad alcune agevolazioni.
Se invece vuoi lavorare come artista in modo continuativo o vuoi vendere le tue opere aprendo un negozio o un e-commerce , devi obbligatoriamente aprire la Partita IVA, indipendentemente da quanto incassi.
Per aprire la Partita IVA come artista devi compilare il modello AA9/12 indicando il codice ATECO 90.13.00 – altre attività di creazioni artistiche e riconsegnarlo all’agenzia delle entrate .
Pagherai le tasse in modo diverso a seconda del tuo regime fiscale ordinario: paghi l’IRPEF con il sistema degli scaglioni progressivi di reddito, aggiornati per il 2026 come segue: fino a 28.000 €: 23%; da 28.001 € a 50.000 €: 33% (ridotta rispetto al 35% del 2025); oltre 50.000 €: 43%.
Le percentuali si applicano all’imponibile fiscale che si calcola sottraendo al totale dei ricavi i costi che hai dovuto sostenere per la tua attività e i contributi che hai versato l’anno precedente.
Dovrai anche applicare l’IVA sui prezzi dei tuoi servizi e versarla allo stato forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni e non devi applicare l’IVA.
Non potrai scaricare le spese effettivamente sostenute ma solo una quota determinata forfettariamente.
Questa quota è indicata da un valore detto coefficiente di redditività che un artista è del 67%.
Dovrai poi sottrarre i contributi pagati l’anno precedente e calcolare le tasse solo su quella parte dei tuoi incassi Dovrai versare i contributi alla gestione separata INPS in proporzione a quanto incasserai.
La percentuale cambia di anno in anno e per il 2026 è del 26,07% del tuo imponibile, ovvero i tuoi incassi meno i costi.
Per sapere se per te sia più conveniente la prestazione occasionale o la Partita IVA, il commercialista è il professionista giusto a cui rivolgerti.
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