Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare il dog sitter apri Partita IVA (ATECO 96.09.04 “servizi di cura animali”), iscriviti all’INPS Gestione Separata (aliquota 2026: 26,07%) e scegli il regime fiscale: forfettario (15%/5%) o ordinario (23%-33%-43%).
- Codice ATECO: 96.09.04 “Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari)”. Alternativo usato in passato: 96.99.11. Verifica con il commercialista e con l’ISTAT-Ateco.
- Previdenza: Gestione Separata INPS per professionisti senza cassa. Aliquota 2026 pari al 26,07% (fonte: circolare INPS annuale su aliquote Gestione Separata; base normativa: L. 335/1995).
- Fisco: forfettario (imposta sostitutiva 15%, 5% start-up, coefficiente 67%) o ordinario (IRPEF 23-33-43%, IVA 22%). Fonti: L. 190/2014, D.P.R. 917/1986, D.P.R. 633/1972.
Inquadramento corretto per il dog sitter
Professionista o impresa: come scegliere
Se offri servizi personali senza struttura organizzata, operi come libero professionista. Niente dipendenti. Nessun locale dedicato. In questo caso verserai i contributi alla Gestione Separata INPS.
Se ospiti più cani in modo continuativo, hai locali attrezzati o collaboratori, ti avvicini a un’attività d’impresa. Potrebbe servire iscrizione al Registro Imprese e la Gestione Commercianti INPS. Valuta il caso con attenzione.
La distinzione discende dalle regole generali sul lavoro autonomo e sull’impresa (Codice Civile, art. 2222 e seguenti) e dalla prassi INPS su Gestione Separata e Commercianti (L. 335/1995; L. 662/1996; circolari INPS).
Codice ATECO da usare
Il codice ATECO comunemente adottato è 96.09.04 “Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari)”. È quello previsto dalla classificazione ISTAT Ateco 2007 per la pet care non veterinaria.
In passato, alcuni usavano 96.99.11 per attività residue. Oggi 96.09.04 è più coerente con il dog sitting e il pet sitting. Controlla sempre la descrizione ufficiale.
Il codice ATECO serve per l’apertura della Partita IVA e per definire il coefficiente di redditività nel forfettario.
Iscrizioni e aperture obbligatorie
Apri la Partita IVA con modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Fallo in via telematica. Indica “lavoro autonomo” e il codice ATECO scelto.
Iscriviti alla Gestione Separata INPS. È la cassa dei professionisti senza albo. Si calcola un contributo percentuale sul reddito.
Se ospiti cani in casa in modo stabile, potresti dover presentare una SCIA al SUAP del Comune, con parere dell’ASL veterinaria. La base è il D.P.R. 160/2010 (procedura SUAP) e i regolamenti locali di igiene e benessere animale.
Regimi fiscali: come funzionano nel 2026
Regime forfettario: semplice e leggero
Il regime forfettario è un regime semplificato. Paga un’imposta sostitutiva unica al 15%. Può scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”.
I requisiti e le regole vengono dalla L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche. La soglia dei ricavi è 85.000 euro annui. Se superi i 100.000 euro, esci subito dal regime nell’anno stesso.
Reddito imponibile forfettario: incassato x coefficiente di redditività. Per i servizi alla persona come il dog sitting il coefficiente è 67%. Significa che il fisco presume costi pari al 33%.
Dall’importo così calcolato sottrai i contributi previdenziali versati. Sul risultato applichi il 15% (o 5%). Non addebiti l’IVA in fattura. Non subisci ritenuta d’acconto (fonte: L. 190/2014; D.P.R. 633/1972; D.P.R. 600/1973).
Regime ordinario: più controlli, più deduzioni
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF per scaglioni. Nel 2026 le aliquote sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro (base: art. 11 TUIR, D.P.R. 917/1986, come aggiornato).
Il reddito imponibile si calcola con il principio di cassa. Vuol dire: incassi meno costi pagati e contributi. Deduci spese reali e documentate. Applichi IVA al 22% sui corrispettivi, salvo esenzioni specifiche non applicabili al dog sitting.
Se fatturi a soggetti sostituti d’imposta (aziende, professionisti), ti applicano ritenuta d’acconto del 20% sull’imponibile della fattura (art. 25, D.P.R. 600/1973). In forfettario la ritenuta non si applica.
Contributi previdenziali 2026
Gestione Separata INPS (professionisti)
L’aliquota 2026 per professionisti senza cassa è 26,07% sul reddito imponibile previdenziale. Si conferma ogni anno con circolare INPS. La norma base è la L. 335/1995.
Base imponibile previdenziale: coincide col reddito professionale. In forfettario è il reddito calcolato con il coefficiente. In ordinario è l’utile dopo costi.
Versamenti con modello F24. Scadenze come le imposte: saldo e primo acconto a giugno/luglio; secondo acconto a novembre. Applicazione di acconti se l’imposta e i contributi superano le soglie minime.
Gestione Commercianti INPS (se diventi impresa)
Se l’attività assume i tratti dell’impresa (struttura, locali, dipendenti), potresti passare alla Gestione Commercianti. In quel caso ci sono contributi fissi annuali sul minimale più una percentuale sul reddito eccedente.
La disciplina sta nella L. 613/1966, L. 233/1990 e L. 662/1996, con valori aggiornati ogni anno dall’INPS. È una scelta da valutare quando si apre una pensione per cani o una struttura ricettiva per animali.
Operare a domicilio o ospitare cani in casa
Assistenza a domicilio
Se entri nelle case dei clienti per passeggiate e cura quotidiana, agisci come professionista. Non serve SCIA, salvo diverse previsioni locali. Tieni un’agenda chiara degli incarichi e una lettera di servizio.
Rispetta le regole di sicurezza. Custodisci le chiavi in modo sicuro. Prevedi una liberatoria del proprietario per accessi e gestione del cane.
Ospitalità presso la tua abitazione
Se ospiti cani da terzi in modo non occasionale, verifica con il Comune. In molte Regioni serve SCIA tramite SUAP (D.P.R. 160/2010) e requisiti igienico-sanitari validati dall’ASL veterinaria.
Conta l’idoneità dei locali, la gestione dei rifiuti, la separazione degli animali, le aree di sgambamento. Resta fermo il rispetto del benessere animale (Regolamenti regionali; Regolamento di Polizia Veterinaria, D.P.R. 320/1954; Ministero della Salute).
Richiedi sempre libretti sanitari aggiornati. Chiedi conferma di vaccini e microchip, secondo la normativa anagrafica canina regionale.
Adempimenti operativi 2026
Fatturazione, bollo e pagamenti
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, anche forfettari (fonte: D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche). Usa un gestionale. Indica natura N2.2 per non soggetti ad IVA nel forfettario.
Apponi marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Registra e versa l’imposta di bollo secondo le scadenze dell’Agenzia delle Entrate.
POS obbligatorio. Devi accettare pagamenti elettronici (fonte: D.L. 36/2022 e norme collegate). Prevedi IBAN e metodi digitali. Migliora incassi e tracciabilità.
Privacy, contratti e sicurezza
Gestisci i dati dei clienti con un’informativa privacy chiara (Regolamento UE 2016/679). Conserva i consensi e limita i dati raccolti al necessario.
Usa una lettera di incarico. Descrivi servizi, orari, responsabilità, costi extra, gestione emergenze veterinarie. Chiedi contatti del veterinario del cliente.
Valuta una polizza RC professionale. Copre danni a cose o persone durante il servizio. Non è obbligatoria, ma è prudente.
Regola decisionale rapida
Se… allora… perché
Se lavori da solo, a domicilio, senza locali dedicati: scegli Partita IVA da professionista, Gestione Separata INPS. È la via più semplice e coerente.
Se apri una struttura per ospitare cani: valuta impresa individuale, iscrizione al Registro Imprese, SCIA e pareri ASL. Potresti rientrare nella Gestione Commercianti.
Se prevedi costi bassi e incassi sotto 85.000 euro: scegli il forfettario. Paghi imposta sul 67% dell’incassato e niente IVA. Gestione snella.
Se hai costi elevati (affitto, personale, attrezzature): valuta l’ordinario. Dedurrai le spese reali e detrarrai l’IVA. Può convenire già da metà anno.
Se inizi da zero e rispetti i requisiti: sfrutta il 5% per 5 anni del forfettario. Ti aiuta nel lancio. Verifica sempre i requisiti della L. 190/2014.
Esempi numerici 2026
Forfettario con 30.000 euro di incassi
Reddito forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi INPS 26,07% su 20.100 = 5.245, circa. Imponibile imposta sostitutiva: 20.100 – 5.245 = 14.855 euro.
Imposta 15%: 2.228 euro. Imposta 5% (start-up): 743 euro. Nessuna IVA in fattura. Marca da bollo se dovuta. Fatturazione elettronica obbligatoria.
Ordinario con 40.000 euro di incassi e 12.000 di costi
Reddito: 40.000 – 12.000 = 28.000 euro. Contributi INPS 26,07% su 28.000 = 6.800, circa. Reddito imponibile IRPEF: 28.000 – 6.800 = 21.200 euro.
IRPEF 23% su 21.200 = 4.876 euro (senza considerare detrazioni personali). IVA al 22% sulle fatture incassate, con diritto a detrarre l’IVA sugli acquisti.
Ospitalità in casa con struttura minima
Se il Comune richiede SCIA e requisiti dei locali, includi costi di adeguamento. Valuta l’ordinario per recuperare l’IVA su lavori e attrezzature. Se resti piccolo, il forfettario può essere comunque più vantaggioso.
Fonti normative utili (citazioni testuali)
Dove verificare le regole
Agenzia delle Entrate: testi su regime forfettario, IVA e imposte dirette (L. 190/2014; D.P.R. 633/1972; D.P.R. 917/1986; D.P.R. 600/1973; Leggi di Bilancio 2024-2026).
INPS: circolare annuale aliquote Gestione Separata; L. 335/1995; prassi su Gestione Commercianti.
Ministero della Salute e Regolamenti regionali: requisiti per strutture per animali e benessere animale. SUAP comunale: D.P.R. 160/2010 per SCIA.
ISTAT: Classificazione ATECO 2007 per la scelta del codice 96.09.04.
| Scenario | Adempimenti e requisiti | Riferimenti normativi (testuali) | Tempistiche e scadenze 2026 |
|---|---|---|---|
| Dog sitter professionista a domicilio | Partita IVA AA9/12; ATECO 96.09.04; iscrizione INPS Gestione Separata; fattura elettronica; POS; privacy; eventuale RC | L. 335/1995; D.Lgs. 127/2015; Reg. UE 2016/679; D.L. 36/2022; ISTAT Ateco 2007 | Apertura in 1-3 giorni; F24 saldo/acconti giugno-novembre; dichiarazione Redditi entro l’autunno |
| Forfettario under 85.000 euro | Imposta sostitutiva 15% (5% start-up); coefficiente 67%; no IVA; no ritenuta; bollo su fatture > 77,47 | L. 190/2014; D.P.R. 633/1972; D.P.R. 600/1973 | Imposta e contributi con saldo/acconti; imposta di bollo trimestrale |
| Ordinario con spese elevate | IRPEF 23-33-43%; IVA 22%; deduzione costi; ritenuta 20% se cliente sostituto; registri IVA | D.P.R. 917/1986; D.P.R. 633/1972; D.P.R. 600/1973 | LIPE trimestrali; dichiarazione IVA annuale; Redditi entro scadenza |
| Ospitalità cani presso la propria sede | Verifica SCIA SUAP; requisiti ASL; idoneità locali; eventuale inquadramento impresa e INPS Commercianti | D.P.R. 160/2010; D.P.R. 320/1954; Ministero della Salute; L. 662/1996 | SCIA prima dell’avvio; controlli ASL tempi variabili; aggiornamenti annuali |
| Passaggio a impresa con collaboratori | Iscrizione Registro Imprese; INPS Commercianti; sicurezza sul lavoro se dipendenti; gestione rifiuti | L. 613/1966; L. 233/1990; D.Lgs. 81/2008 | Iscrizione CCIAA contestuale all’avvio; obblighi periodici sicurezza |
FAQ: domande frequenti sul dog sitting con Partita IVA
1) Posso iniziare come prestazione occasionale senza Partita IVA?
La prestazione occasionale è ammessa solo se l’attività è episodica e non organizzata. Significa senza continuità, senza promozione stabile e senza listini. Il dog sitting, se programmato e ripetuto, è per sua natura abituale. In tal caso serve la Partita IVA.
La soglia dei 5.000 euro riguarda i contributi alla Gestione Separata per prestazioni occasionali vere. Non è un lasciapassare per evitare la Partita IVA quando l’attività è abituale. Se lavori ogni settimana, hai clienti ricorrenti, fai pubblicità o usi piattaforme, la continuità è evidente. Rischi sanzioni fiscali e contributive in caso di abuso.
Conclusione: usa la prestazione occasionale solo per incarichi isolati e non ripetuti. Per un’attività stabile di dog sitter, apri la Partita IVA fin dall’inizio.
2) Meglio forfettario o ordinario se compro molte attrezzature?
Se i costi sono bassi, il forfettario conviene. Paghi sul 67% dell’incassato. Niente IVA. Contabilità più semplice. Se però investi in locali, box, recinzioni, attrezzature e paghi canoni rilevanti, l’ordinario può diventare vantaggioso.
In ordinario deduci i costi effettivi e detrai l’IVA sugli acquisti. Questo riduce imponibile e imposte. Valuta i numeri: se i costi superano il 33% dei ricavi in modo strutturale, l’ordinario spesso vince.
Ricorda anche la ritenuta d’acconto: in ordinario si applica con clienti sostituti d’imposta. In forfettario no. La scelta va fatta all’apertura e riesaminata ogni anno con simulazioni.
3) Devo iscrivermi alla Camera di Commercio?
Se operi come professionista senza struttura, no. Non serve iscrizione al Registro Imprese. Apri Partita IVA e ti iscrivi alla Gestione Separata INPS.
Se invece apri una pensione per cani, allestisci locali, assumi personale o offri servizi organizzati in forma d’impresa, allora sì. Serve iscrizione al Registro Imprese via SUAP. In quel caso potresti ricadere nella Gestione Commercianti INPS e avrai adempimenti ulteriori.
Verifica sempre i regolamenti comunali e regionali. Le ASL indicano requisiti igienico-sanitari per strutture che ospitano animali.
4) Come funziona la fatturazione elettronica per i clienti privati?
Emetti fattura elettronica anche ai privati. Inserisci i dati del cliente. Se non comunica un codice destinatario, usa il codice convenzionale “0000000”. Fornisci al cliente una copia di cortesia in PDF.
Nel forfettario indichi natura operazione non soggetta a IVA. Apponi marca da bollo se l’imponibile supera 77,47 euro. Versi il bollo con il consolidato dell’Agenzia delle Entrate. Conservi le fatture in modalità elettronica a norma.
Se usi un gestionale, imposta il tuo profilo con codice ATECO, regime fiscale, bollo e causali corrette. Controlla periodicamente le ricevute del Sistema di Interscambio.
5) Quanto tempo ci vuole per aprire e quando pago le prime tasse?
L’apertura della Partita IVA è rapida, spesso 1-3 giorni. L’iscrizione INPS è immediata online. Puoi iniziare a fatturare da subito con data successiva alla richiesta.
Le imposte e i contributi si pagano l’anno dopo con saldo e acconti. Esempio: inizi nel 2026. Paghi saldo 2026 e primo acconto 2027 a giugno-luglio 2027, e secondo acconto a novembre 2027. Puoi anche rateizzare secondo le regole vigenti.
Se sei in forfettario, non hai IVA periodica. Se sei in ordinario, hai liquidazioni IVA e comunicazioni trimestrali. Segna un calendario scadenze e usa un gestionale per evitare dimenticanze.
