Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
In fattura applichi la rivalsa ENASARCO dell’8,5% sulle provvigioni, per ciascun rapporto di agenzia, fino al massimale annuo; superato il massimale, la rivalsa non si applica più per quell’anno.
- Aliquota ordinaria ENASARCO: 17% del maturato provvigionale; 8,5% a carico agente (rivalsa in fattura), 8,5% a carico mandante.
- Massimali e minimali annui variano per monomandatari e plurimandatari; ENASARCO li aggiorna ogni anno.
- Calcolo per competenza del rapporto: si monitora ogni mandante separatamente e si applica la rivalsa solo entro il massimale residuo.
Cos’è la rivalsa ENASARCO e dove va in fattura
La rivalsa ENASARCO è la quota del contributo previdenziale a carico dell’agente. È pari al 50% del contributo totale. Quindi 8,5% se l’aliquota ordinaria è 17%.
In fattura la esponi come riga separata. È un importo a sottrazione perché il mandante la trattiene e la versa insieme alla sua quota. La base è il totale provvigioni del rapporto.
Provvigioni sono le somme maturate per aver procurato affari. In pratica, sono il compenso tipico dell’agente. Se ci sono premi legati alle vendite, spesso rientrano nella base. I rimborsi spese documentati non entrano nel calcolo.
Base di calcolo: cosa includere ed escludere
Includi: provvigioni maturate secondo contratto e premi provvigionali. Escludi: rimborsi spese documentati in nome e per conto (articolo 15, DPR 633/1972) e voci non qualificabili come provvigioni.
Concorda sempre nel contratto di agenzia cosa costituisce provvigione. Questo limita dubbi e contestazioni con il mandante.
Aliquote e ripartizione dei contributi
L’aliquota ordinaria è 17% del maturato provvigionale, salvo diverse aliquote per fondi o piani speciali. Il contributo si divide a metà: 8,5% agente e 8,5% mandante.
Tu esponi l’8,5% in fattura come rivalsa. Il mandante versa trimestralmente a ENASARCO il totale (17%). La tua rivalsa riduce il netto che incassi.
Massimali, minimali e monitoraggio per rapporto
Il massimale provvigionale annuo è il tetto oltre il quale il contributo non è più dovuto su quel rapporto. Cambia se sei monomandatario o plurimandatario. ENASARCO lo aggiorna ogni anno con propria circolare.
Il minimale contributivo è la soglia minima annua di contributi per rapporto. Se con le provvigioni non la raggiungi, il mandante integra. Non devi aggiungere nulla in fattura per il minimale.
Il monitoraggio è per singolo rapporto di agenzia. Se hai più mandanti, controlli separatamente massimali e minimali per ciascuno.
Monomandatario e plurimandatario: definizioni operative
Monomandatario: hai un solo mandante nell’anno. Plurimandatario: hai due o più mandanti nell’anno. La qualifica incide su massimali e minimali.
Se passi da mono a pluri durante l’anno, la situazione va rideterminata pro-rata secondo le regole ENASARCO in vigore. Annota sempre le date di inizio e fine dei rapporti.
Regola decisionale rapida
Segui questa sequenza per non sbagliare importi in fattura.
- Identifica il rapporto: per quale mandante stai fatturando? È mono o pluri nell’anno corrente?
- Recupera i valori ENASARCO dell’anno: aliquota ordinaria, massimale e minimale per il tuo status. Sono pubblicati da ENASARCO ogni anno.
- Calcola il maturato provvigionale del rapporto da inizio anno alla data della fattura.
- Se il maturato è inferiore al massimale: applica la rivalsa 8,5% sull’intero imponibile provvigionale in fattura.
- Se con quella fattura superi il massimale: applica la rivalsa solo sulla fascia che ti porta fino al massimale; non applicarla oltre.
- Se hai già raggiunto il massimale con fatture precedenti: non esporre più rivalsa ENASARCO su quel rapporto fino a fine anno.
- Regime fiscale:
- Forfettario: niente IVA e niente ritenuta d’acconto; la rivalsa ENASARCO resta uguale.
- Ordinario: applichi IVA secondo regole ordinarie; valuta la ritenuta d’acconto ex articolo 25-bis DPR 600/1973, se dovuta.
- Competenze: l’obbligo ENASARCO segue il principio di competenza del rapporto (quando la provvigione matura), come da Regolamento ENASARCO; allinea fatturazione e maturazione.
Esempi pratici di compilazione fattura
1) Fattura standard senza raggiungimento del massimale
Regime forfettario. Provvigioni maturate nel trimestre: 1.000 euro. Massimale non ancora raggiunto.
Righe in fattura: – Provvigioni: 1.000 euro – Rivalsa ENASARCO 8,5%: 85 euro (riga a sottrazione) – Totale da pagare: 915 euro
Il mandante verserà a ENASARCO 170 euro (17% di 1.000), di cui 85 trattenuti a te e 85 a suo carico.
2) Superamento del massimale con una sola fattura
Massimale residuo sul rapporto: 2.000 euro. Devi fatturare 3.000 euro di provvigioni. Applichi la rivalsa solo su 2.000 euro.
Righe in fattura: – Provvigioni: 3.000 euro – Rivalsa ENASARCO 8,5% su 2.000: 170 euro – Totale da pagare: 2.830 euro
Sulla quota eccedente (1.000 euro) non si calcola alcun contributo ENASARCO.
3) Plurimandatario con due rapporti distinti
Mandante A: maturato da inizio anno 20.000 euro; spazio a massimale ancora disponibile. Mandante B: maturato 29.500 euro; massimale quasi raggiunto.
Emetti due fatture separate. Per A applichi la rivalsa sull’intera base. Per B calcoli la rivalsa solo sulla parte residua fino al massimale del rapporto con B.
4) Regime ordinario con IVA e ritenuta d’acconto
Provvigioni: 1.000 euro. Rivalsa ENASARCO: 85 euro. Base IVA: 1.000 euro (la rivalsa non riduce la base IVA). Ritenuta d’acconto ex articolo 25-bis DPR 600/1973, se dovuta, calcolata su una percentuale della provvigione imponibile (in genere 50% o 20% in base all’organizzazione). Indicala come riga a sottrazione separata.
Risultato: Totale = Provvigioni + IVA – Rivalsa ENASARCO – Ritenuta d’acconto.
Competenze, versamenti e tempistiche
Per ENASARCO contano le provvigioni maturate. La maturazione segue il contratto di agenzia e gli Accordi Economici Collettivi (AEC). Il mandante versa trimestralmente i contributi maturati nel trimestre di competenza.
Le scadenze sono comunicate ogni anno da ENASARCO. Tipicamente cadono nel mese successivo alla fine del trimestre. Verifica sempre il calendario ufficiale dell’anno.
Il minimale è verificato su base annua e per rapporto. Se il rapporto non copre tutto l’anno, si applica il pro-rata temporale secondo il Regolamento ENASARCO vigente.
FIRR: non va in fattura
Il FIRR è il fondo per l’indennità di cessazione rapporto. Lo accantona il mandante presso ENASARCO. Non va esposto in fattura. Non incide sulla tua rivalsa del 8,5%.
Riferimenti normativi essenziali
Codice Civile, articoli 1742-1753, sul contratto di agenzia (fonte: Normattiva). Legge 3 maggio 1985, n. 204, sull’attività di agente e rappresentante di commercio (fonte: Normattiva).
Accordi Economici Collettivi per il settore commercio/industria che disciplinano l’obbligo di iscrizione e la contribuzione a ENASARCO. Regolamento delle Attività Istituzionali ENASARCO e circolari annuali su aliquote, massimali e minimali.
Articolo 15, DPR 633/1972, per l’esclusione IVA dei rimborsi in nome e per conto; articolo 25-bis, DPR 600/1973, per la ritenuta d’acconto su provvigioni. Vigilanza e indirizzi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sugli enti previdenziali.
| Scenario | Requisiti da verificare | Calcolo della rivalsa in fattura | Tempistiche/Note operative |
|---|---|---|---|
| Monomandatario, massimale non raggiunto | Status mono; massimale e minimale annui dell’anno; maturato YTD del rapporto | Rivalsa 8,5% su tutte le provvigioni della fattura | Mandante versa 17% su base di competenza del trimestre |
| Monomandatario, supero il massimale con la fattura | Calcola massimale residuo prima della fattura | 8,5% solo sulla quota fino al residuo; zero oltre | Annota su gestionale il “flag massimale raggiunto” per le fatture successive |
| Plurimandatario con due o più mandanti | Massimale e minimale per ciascun rapporto; maturato separato per mandante | Applica la rivalsa per ogni fattura solo entro il massimale del rispettivo rapporto | Conserva quadrature per mandante; i calcoli non si sommano tra mandanti |
| Regime forfettario | Niente IVA e niente ritenuta; regole ENASARCO invariate | Rivalsa 8,5% calcolata come negli altri regimi | Controlla sempre i massimali annui fissati da ENASARCO |
| Regime ordinario con ritenuta d’acconto | Applicabilità art. 25-bis DPR 600/1973; base ritenuta (50% o 20%) | Rivalsa 8,5% su provvigioni; ritenuta a parte; IVA su base provvigioni | Ordine righe: provvigioni, IVA, rivalsa ENASARCO, ritenuta d’acconto |
| Rapporto avviato/cessato a metà anno | Pro-rata temporale di minimale; massimale valido sull’anno del rapporto | Rivalsa 8,5% entro massimale; nessuna rivalsa oltre | Allinea maturazione provvigioni al contratto (AEC e regolamento) |
FAQ
1) Qual è la differenza tra massimale provvigionale e minimale contributivo ENASARCO? Come incide sulla fattura?
Il massimale provvigionale è il tetto di provvigioni su cui si calcola il contributo in un anno, per ciascun rapporto. Quando raggiungi quel tetto, non applichi più la rivalsa del 8,5% nelle fatture successive verso quel mandante, fino a fine anno.
Il minimale contributivo è la soglia minima di contributi dovuti per rapporto e anno. Se con le provvigioni non la raggiungi, il mandante integra i versamenti. Tu non aggiungi nulla in fattura per coprire il minimale. La rivalsa in fattura resta sempre il 50% del contributo calcolato su provvigioni effettive, entro massimale.
Base giuridica: contratto di agenzia (Codice Civile), AEC di settore, Regolamento ENASARCO e circolari annuali che fissano massimali/minimali. Questi documenti definiscono come calcolare e chi versa i contributi.
2) Se fatturo a gennaio 2027 provvigioni maturate a dicembre 2026, quale massimale considero?
Per ENASARCO vale la competenza del rapporto, non l’incasso. Se le provvigioni sono maturate nel 2026, vanno imputate al 2026. Il massimale e il minimale da considerare sono quelli del 2026 per quel rapporto.
In pratica, puoi emettere la fattura a gennaio, ma devi calcolare la rivalsa guardando il massimale residuo 2026. Coordinati con il mandante: lui versa ENASARCO per trimestre di competenza. Indica sempre in fattura il periodo di maturazione delle provvigioni, così eviti equivoci e allinei amministrazione e versamenti.
Riferimenti: Regolamento ENASARCO (criteri di competenza), AEC, prassi operative comunicate da ENASARCO.
3) Sono in regime forfettario: devo comunque applicare la rivalsa ENASARCO? E l’IVA?
Sì. La rivalsa ENASARCO non dipende dal regime fiscale. È regola previdenziale del rapporto di agenzia. Quindi applichi sempre l’8,5% sulle provvigioni entro massimale, anche se sei in forfettario.
In forfettario non applichi IVA e non subisci ritenuta d’acconto. La fattura quindi contiene provvigioni, la riga di rivalsa ENASARCO a sottrazione e il totale da incassare. I contributi previdenziali ENASARCO restano dovuti dal mandante secondo le regole previste.
Fonti di contesto: Legge 190/2014 e successive per il forfettario (Normattiva) per la parte fiscale; per la parte previdenziale contano Regolamento ENASARCO e AEC.
4) Come si applica la ritenuta d’acconto sulle provvigioni e come interagisce con la rivalsa ENASARCO?
In regime IVA ordinario, può essere dovuta la ritenuta d’acconto sulle provvigioni (articolo 25-bis, DPR 600/1973). La ritenuta si calcola su una percentuale della provvigione imponibile, che varia in base all’organizzazione del prestatore (spesso 50% o 20% della provvigione). L’aliquota IRPEF della ritenuta è quella vigente per le ritenute (aliquota ordinaria). Il committente trattiene la ritenuta dal totale da pagare.
La rivalsa ENASARCO è invece un contributo previdenziale a parte, pari all’8,5% delle provvigioni entro massimale. Anche la rivalsa si sottrae dal totale da pagare. Quindi l’ordine logico in fattura è: provvigioni, IVA sulle provvigioni (la base IVA resta la provvigione intera), rivalsa ENASARCO 8,5% a sottrazione, ritenuta d’acconto a sottrazione. Il risultato finale è il netto che incassi.
La ritenuta non sostituisce la rivalsa, e la rivalsa non riduce la base della ritenuta. Sono due istituti diversi, con basi giuridiche diverse (DPR 600/1973 per ritenute; Regolamento ENASARCO/AEC per la rivalsa).
5) Premi, abbuoni, resi e rimborsi spese: quando calcolo la rivalsa ENASARCO?
Premi legati ai risultati di vendita, se qualificati come provvigioni secondo il contratto o gli AEC, rientrano nella base ENASARCO. Quindi applichi la rivalsa. Abbuoni e resi che riducono le provvigioni maturate abbattono la base di calcolo; se avvengono dopo la fattura, emetti nota di credito e rettifica la rivalsa proporzionalmente.
I rimborsi spese documentati in nome e per conto non sono provvigioni e in genere non rientrano nella base del contributo (articolo 15, DPR 633/1972, per l’IVA; applicazione coerente in ambito ENASARCO). Indicali con chiarezza e conserva la documentazione. Per rimborsi “forfetari” o indennità non documentate, verifica il contratto: se sono parte della remunerazione, possono concorrere alla base.
In caso di errori in fattura o di versamenti già effettuati, coordina con il mandante per le rettifiche ENASARCO nel trimestre successivo. Le regole di regolarizzazione sono indicate dalle circolari ENASARCO.
