Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
La certificazione dei corrispettivi è la memorizzazione e l’invio giornaliero dei ricavi all’Agenzia delle Entrate, tramite documento commerciale o fattura, con registratore telematico o portale Fatture e Corrispettivi, salvo esoneri specifici.
- Base legale: articolo 22 del DPR 633/1972 e articolo 2 del Decreto Legislativo 127/2015; Provvedimenti Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016 e del 28 giugno 2019; Decreto Ministeriale 10 maggio 2019 (esoneri).
- Se il cliente non chiede fattura: emetti documento commerciale e trasmetti i corrispettivi; se chiede fattura: emetti fattura elettronica e non trasmetti quel corrispettivo.
- Chiusura giornaliera e invio entro 12 giorni; errori e omissioni sono sanzionati fino al 90% dell’IVA, con sospensione dell’attività nei casi gravi.
Cos’è la certificazione dei corrispettivi e perché esiste
La certificazione dei corrispettivi serve a dimostrare ogni incasso derivante da vendite al dettaglio o servizi simili. Per “corrispettivi” intendo gli incassi senza fattura, tipici del B2C. Il riferimento generale è l’articolo 22 del DPR 633/1972, che dispensa questi soggetti dall’obbligo di fattura, salvo richiesta del cliente.
Dal 2019-2020 la certificazione è divenuta elettronica. Parlo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. La base legale è l’articolo 2 del Decreto Legislativo 127/2015, come modificato dalle leggi di bilancio successive. L’Agenzia delle Entrate ha definito le regole operative con i suoi Provvedimenti del 28 ottobre 2016 e del 28 giugno 2019.
Lo “scontrino fiscale” e la “ricevuta fiscale” tradizionali sono stati sostituiti dal “documento commerciale”. Il documento commerciale è la ricevuta non fiscale che dai al cliente. È stampata o inviata in digitale dal registratore telematico. I dati contabili non stanno sul pezzo di carta, ma viaggiano verso l’Agenzia.
Chi deve certificare e quando basta la fattura
Devono certificare i corrispettivi i soggetti del commercio al minuto e attività assimilate. Esempi: negozi, bar, ristoranti, artigiani che lavorano per privati, parrucchieri, estetisti, taxi con sistemi abilitati. Questi soggetti possono non emettere fattura per ogni vendita. In alternativa, certificano con documento commerciale e invio telematico.
Se il cliente chiede la fattura, la emetti sempre. Oggi la fattura è elettronica tra titolari di partita IVA e, nella pratica, anche verso privati se la richiedono. Quando emetti fattura, non devi trasmettere quel corrispettivo come “giornaliero”, perché lo hai già documentato con la fattura. La regola è sancita dai Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla memorizzazione e trasmissione.
I professionisti che non rientrano nell’articolo 22 (es. consulenti, avvocati, ingegneri) devono emettere fattura per natura dell’attività. Non possono sostituire la fattura con il documento commerciale. Per le professioni sanitarie esiste una disciplina speciale legata al Sistema Tessera Sanitaria, aggiornata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dall’Agenzia delle Entrate.
Come funziona in pratica: strumenti e flussi
Registratore telematico (RT)
Il RT è un registratore di cassa abilitato a memorizzare e inviare i dati giornalieri. Alla chiusura di cassa emetti la “chiusura giornaliera”. Il dispositivo memorizza i totali per aliquota, correzioni, resi e incassi. Il RT, poi, trasmette i dati all’Agenzia delle Entrate entro i termini. Le specifiche sono nei Provvedimenti dell’Agenzia del 28 ottobre 2016 e successivi aggiornamenti tecnici.
Il documento commerciale viene emesso dal RT. Può essere in carta o inviato via e-mail o QR code, se il cliente accetta il formato digitale. Il documento non contiene il dettaglio fiscale come una fattura. Riporta invece le informazioni commerciali, l’IVA applicata e il totale pagato.
Portale Fatture e Corrispettivi
Se non hai un RT, puoi usare il Portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. Qui trovi due funzioni utili: Documento commerciale online e Corrispettivi giornalieri. Con la prima emetti i documenti in tempo reale. Con la seconda puoi inserire il totale di cassa a fine giornata.
Questa soluzione è adatta a chi ha volumi ridotti o attività saltuarie. Richiede disciplina quotidiana. Devi inserire dati corretti su imponibile IVA, aliquote, eventuali non imponibili o esenti, sconti e metodi di pagamento.
Server RT e gruppi con più punti vendita
Le catene o chi ha molti punti cassa possono usare un “server RT”. È un sistema accreditato che centralizza memorizzazione e invio. Le regole sono le stesse, ma l’infrastruttura è diversa. Le specifiche tecniche le detta l’Agenzia delle Entrate nei Provvedimenti e nelle specifiche allegate.
Emergenze: RT guasto o assenza di rete
Se il RT non funziona, usi la procedura di emergenza. Annota i corrispettivi su un registro di emergenza. Appena ripristini, invii i dati mancanti dal portale o dal RT. Questa procedura è descritta nei Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla memorizzazione e trasmissione. Tieniti un registro numerato e facilmente consultabile.
Tempistiche, scadenze e conservazione
La regola operativa è semplice. Chiudi la cassa ogni giorno di apertura. Memorizzi i dati con la chiusura giornaliera. Trasmetti i corrispettivi entro 12 giorni. Questo margine serve a gestire eventuali ritardi tecnici e riallineamenti. La finestra è stabilita dalle regole tecniche dell’Agenzia delle Entrate.
La memorizzazione è immediata al momento della chiusura. La trasmissione avviene in automatico con il RT o manualmente dal portale. Se lavori pochi giorni al mese, fai la chiusura solo nei giorni di effettiva apertura. Il giorno senza operazioni non richiede invio.
Se sbagli, puoi rettificare. Puoi emettere un documento commerciale di reso o annullo. Oppure puoi inviare una comunicazione di rettifica dal portale. Spiega perché correggi e indica gli importi esatti. Conserva la documentazione interna. In caso di controllo devi dimostrare il motivo dell’errore e la correzione.
Quanto conservare? I documenti commerciali ai clienti non vanno conservati fiscalmente come le fatture. Ma conserva i giornali di cassa, i report del RT, le ricevute di trasmissione e il registro di emergenza. Conservali per dieci anni. È il termine ordinario di accertamento in caso di reati tributari. Per gli atti IVA, in condizioni ordinarie, il termine è minore, ma la prudenza aiuta.
Esoneri e casi particolari
Il Decreto Ministeriale 10 maggio 2019 elenca gli esoneri dall’obbligo di memorizzazione e trasmissione. Esempi tipici: tabaccai per i tabacchi, giornalai per quotidiani e periodici, trasporto pubblico con biglietterie già fiscalizzate, servizi in impianti automatici con sistemi dedicati, alcune attività agricole particolari. Verifica sempre l’elenco aggiornato su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia.
E-commerce indiretto (vendita di beni con spedizione): di regola non c’è obbligo di documento commerciale o scontrino. Non c’è contatto fisico al momento della vendita. Registri i corrispettivi nei registri IVA e, se il cliente chiede fattura, la emetti. Questa impostazione è stata chiarita da risposte dell’Agenzia delle Entrate e recepita nelle prassi. Restano fermi gli obblighi OSS/IVA per le vendite a distanza in UE.
Ambulanti e attività itineranti devono certificare come gli altri. Possono usare RT portatili o il portale. Nelle fiere e negli eventi temporanei valgono le stesse regole. L’assenza di rete non è una scusa: usa il registro di emergenza e invia appena possibile.
Regimi fiscali. Nel regime forfettario non addebiti IVA. Devi comunque certificare i corrispettivi se rientri nell’articolo 22. Il documento commerciale riporterà operazioni “senza IVA” con l’annotazione della causa di esclusione. Se emetti fattura, questa sarà elettronica e con natura IVA coerente con l’esclusione.
Sanzioni e come ridurle
Se non memorizzi o non trasmetti i corrispettivi, si applicano le sanzioni dell’articolo 6 del Decreto Legislativo 471/1997, richiamate dall’articolo 2 del Decreto Legislativo 127/2015. La sanzione è di regola pari al 90% dell’imposta relativa all’importo non documentato. È pesante perché colpisce l’IVA evasa presunta.
In caso di più violazioni, si sommano. Può scattare la sospensione dell’attività da tre giorni a un mese. Se l’importo non documentato supera 50.000 euro, la sospensione può arrivare a sei mesi. La misura accessoria è prevista dall’articolo 12 del Decreto Legislativo 471/1997 e dalle norme collegate contenute in decreti legge recenti.
Puoi usare il ravvedimento operoso dell’articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997. Invia subito i dati mancanti. Versa la sanzione ridotta e gli interessi legali. Documenta l’anomalia e la sua correzione. Il ravvedimento funziona meglio se ti muovi spontaneamente e in fretta, prima di controlli o inviti formali.
Regola decisionale rapida
Scelte operative in 30 secondi
1) Cliente privato in negozio e nessuna richiesta di fattura: emetti documento commerciale dal RT. Fai la chiusura a fine giornata. Trasmetti entro 12 giorni.
2) Cliente (privato o impresa) chiede fattura: emetti fattura elettronica. Non trasmetti quel corrispettivo come giornaliero. Conservi la fattura nei tuoi registri.
3) E-commerce indiretto con spedizione: niente documento commerciale. Registra i corrispettivi e gestisci l’IVA con le regole OSS/UE se serve. Emetti fattura solo su richiesta.
4) Sei in elenco esoneri del DM 10 maggio 2019: segui la disciplina speciale. Non usi il RT per le operazioni esonerate. Applica la prassi di settore (biglietterie, sistemi di bordo, ecc.).
5) RT guasto o rete assente: usa il registro di emergenza. Emissione manuale dei documenti al cliente. Trasmetti i dati recuperati appena riprende il sistema, entro 12 giorni.
Dettagli tecnici utili per evitare errori
Aliquote, nature e metodi di pagamento
Imposta l’aliquota IVA corretta per ogni bene o servizio. Se vendi operazioni senza IVA (escluso, non imponibile, esente), imposta l’operazione coerente sul RT. Registra il metodo di pagamento (contanti, elettronico, misto). La corretta mappatura riduce le rettifiche.
Resi e annulli
Per un errore nello scontrino, emetti un documento commerciale di annullo o reso. Inserisci il riferimento allo scontrino errato. Se hai già inviato i corrispettivi, invia la rettifica dal portale. Mantieni traccia con una nota interna firmata.
Lotteria degli scontrini
Se il cliente ti mostra il codice lotteria, il RT lo deve acquisire. La lotteria è prevista dalla Legge 232/2016 e dai decreti attuativi del MEF. Le regole operative sono indicate dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Controlli e documentazione
In caso di controllo, mostra: abilitazione del RT, ultime verifiche periodiche, report di chiusura, ricevute di invio, registro di emergenza, procedure interne. Avere documenti ordinati riduce tempi e contestazioni.
| Scenario | Cosa emettere al cliente | Trasmissione e tempistiche | Norme di riferimento | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Negozio fisico B2C (nessuna richiesta di fattura) | Documento commerciale da RT | Chiusura giornaliera e invio entro 12 giorni | DPR 633/1972 art. 22; D.Lgs. 127/2015 art. 2; Provv. AE 28/10/2016 e 28/06/2019 | Configura aliquote IVA corrette; conserva report e ricevute di invio |
| Cliente chiede fattura (B2C o B2B) | Fattura elettronica | Nessun invio corrispettivi per quell’operazione | DPR 633/1972 art. 21 e 22; Provv. AE e prassi e-fattura | Identifica il cliente e l’eventuale codice destinatario/PEC |
| E-commerce indiretto con spedizione | Nessun documento commerciale; fattura solo su richiesta | Registrazione nei registri IVA; niente invio corrispettivi | Prassi AE su vendite a distanza; DM 10/05/2019 (esoneri) | Valuta OSS per soglia UE; conserva tracciati ordini e spedizioni |
| Attività esonerata (tabacchi, giornali, trasporto pubblico) | Titoli o documenti di settore | Nessuna trasmissione per le operazioni esonerate | DM 10/05/2019; prassi di settore | Verifica puntualmente l’esonero applicabile e i confini dell’attività |
| RT guasto o rete assente | Documento manuale e registro di emergenza | Invio dati recuperati entro 12 giorni | Provv. AE su memorizzazione e trasmissione; D.Lgs. 127/2015 | Apri ticket con l’assistenza RT; annota orari e cause del disservizio |
FAQ
Devo emettere documento commerciale o fattura? Come scelgo in modo corretto e rapido?
Se vendi a consumatori finali e rientri nell’articolo 22 del DPR 633/1972, puoi non emettere fattura. In questo caso emetti il documento commerciale dal registratore telematico. La vendita è certificata e i dati vanno all’Agenzia delle Entrate. Se il cliente chiede la fattura, la emetti sempre. In quel caso, per quell’operazione, non invii il corrispettivo giornaliero. Se vendi a un soggetto IVA (B2B) che ti chiede la fattura, devi emetterla in formato elettronico. I professionisti non inclusi nell’articolo 22 devono emettere fattura per natura dell’attività, anche se lavorano per privati. Ricorda questa regola pratica: B2C senza richiesta = documento commerciale; richiesta o B2B = fattura elettronica; attività non “al minuto” = fattura.
Ho sbagliato importo su uno scontrino già chiuso. Come correggo senza rischi?
Se te ne accorgi subito, emetti un documento commerciale di annullo o reso, richiamando lo scontrino errato. Se hai già effettuato la chiusura giornaliera, potrai compensare con i totali del giorno o inviare una rettifica. Dal Portale Fatture e Corrispettivi usa la funzione di variazione o rettifica dei corrispettivi giornalieri. Inserisci i dati corretti e la motivazione. Conserva una nota interna firmata che spieghi l’errore (es. codice PLU sbagliato, prezzo errato, articolo reso). Nei controlli, mostra il flusso: documento errato, documento di storno, rettifica inviata, ricevuta di acquisizione. La prassi dell’Agenzia delle Entrate ammette queste correzioni se tracci le operazioni in modo trasparente.
Come gestisco acconti, caparre, buoni e gift card sul documento commerciale?
Gli acconti su beni e servizi, quando incassati, generano certificazione. Emessi con documento commerciale, confluiscono nei corrispettivi con l’aliquota IVA corretta se imponibili. La caparra confirmatoria non è imponibile IVA e va trattata come tale. Per i buoni, distingui: buoni monouso (aliquota nota all’emissione) e buoni multiuso (aliquota nota al riscatto). I buoni monouso scontano l’IVA al momento dell’emissione; i multiuso al momento dell’utilizzo. Le gift card di regola sono multiuso. Configura il RT per riconoscere il tipo di buono. Al riscatto, il documento commerciale indica l’utilizzo del buono come metodo di pagamento. Le regole sui buoni sono state allineate alle direttive UE ed entrano nei chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Sono nel regime forfettario: devo usare il registratore telematico o bastano le fatture?
Il regime forfettario non esonera dalla certificazione dei corrispettivi. Se fai vendite B2C rientranti nell’articolo 22 del DPR 633/1972, devi emettere il documento commerciale e trasmettere i dati, esattamente come gli altri. Sul documento non addebiti IVA, perché ne sei escluso per regime. Indichi l’operazione come “senza IVA” con la relativa causale. Se emetti fattura (su richiesta del cliente o perché svolgi attività non “al minuto”), la fattura è elettronica e riporta la natura IVA coerente con l’esclusione del forfettario. In breve: il forfettario segue le stesse regole di certificazione, solo che non addebita né detrae IVA.
Quali sono le sanzioni esatte e come posso attenuarle con il ravvedimento operoso?
La mancata memorizzazione o trasmissione, o la trasmissione di dati incompleti o non veritieri, è punita dall’articolo 6 del Decreto Legislativo 471/1997, come richiamato dall’articolo 2 del Decreto Legislativo 127/2015. La sanzione ordinaria è pari al 90% dell’IVA riferita agli importi non documentati, con applicazione per singola violazione. In caso di reiterazione, può scattare la sospensione dell’attività da tre giorni a un mese, o fino a sei mesi se gli importi superano 50.000 euro. Per attenuare, usa l’articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997 (ravvedimento operoso). Invia subito i corrispettivi mancanti, paga sanzione ridotta e interessi. Prima agisci, più si riduce la sanzione. Conserva prove di malfunzionamenti tecnici (ticket, e-mail dell’assistenza, verbali) e del successivo invio. In un eventuale contraddittorio, questa tracciabilità può evitare la sospensione e mitigare l’importo sanzionatorio.
Riferimenti normativi utili da conoscere
DPR 633/1972, articoli 21 e 22 (fatturazione e commercio al minuto). Decreto Legislativo 127/2015, articolo 2 (memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi). Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 28 ottobre 2016 e del 28 giugno 2019 (specifiche tecniche e documento commerciale). Decreto Ministeriale 10 maggio 2019 (esoneri). Decreto Legislativo 471/1997, articoli 6 e 12 (sanzioni e sospensione). Decreto Legislativo 472/1997, articolo 13 (ravvedimento operoso). Puoi verificare i testi aggiornati su Normattiva e sui siti istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
