Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per avviare un’attività artigiana scegli il codice ATECO corretto, apri la ditta con ComUnica, iscriviti ad Albo Artigiani, INPS e INAIL, invia la SCIA, poi scegli il regime fiscale più conveniente.
- Codice ATECO coerente con l’attività prevalente: incide su tasse, contributi e abilitazioni richieste.
- Iter unico con ComUnica: Partita IVA, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS Artigiani, INAIL; SCIA via SUAP.
- Fisco 2026: forfettario (5%/15%) o semplificato/ordinario; INPS con quota fissa + percentuale sull’eccedenza; agevolazione 35% per forfettari.
Come scegliere il codice ATECO giusto se sei un artigiano
Il codice ATECO è la “carta d’identità” della tua attività. ATECO è la classificazione delle attività economiche usata da Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL. Serve a inquadrare tasse, contributi e rischi assicurativi.
Scegli il codice in base all’attività prevalente. Attività prevalente significa quella che genera più ricavi. Se fai anche altro, puoi inserire codici secondari. Ma tutto deve restare coerente con ciò che fai davvero.
Esempi di codici ATECO usati dagli artigiani
- Muratore: 43.39.01 – Attività non specializzate di lavori edili (muratori).
- Elettricista: 43.21.01 – Installazione di impianti elettrici.
- Idraulico: 43.22.01 – Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e condizionamento.
- Fabbro: 25.62.00 – Lavori di meccanica generale su commessa.
- Falegname su misura: 31.09.50 – Fabbricazione di mobili su misura (e, se vendi al dettaglio, anche un codice commercio secondario).
- Meccanico autoriparatore: 45.20.10 – Riparazione meccanica di autoveicoli.
- Carrozziere: 45.20.30 – Riparazione di carrozzerie di autoveicoli.
- Parrucchiere/Barbiere: 96.02.01 – Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere.
- Estetista: 96.02.02 – Servizi degli istituti di bellezza.
- Sarto: 14.13.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno.
- Pasticcere artigianale: 10.71.20 – Produzione di pasticceria fresca (se vendi al dettaglio in negozio: aggiungi codice commercio).
Verifica abilitazioni collegate al codice. Esempi: DM 37/2008 per impiantisti; L. 174/2005 per acconciatori; L. 1/1990 per estetisti. Senza abilitazione, il SUAP può bloccare la SCIA.
Più codici ATECO: quando servono e come impostarli
Aggiungi un secondo codice se svolgi un’attività diversa e non meramente accessoria. Esempio: falegname (produzione) che vende in negozio (commercio). Indica sempre quale è la prevalente: guida INPS, INAIL e regime fiscale.
Se sbagli prevalenza, rischi incongruenze su contributi o premi INAIL. Meglio allineare descrizione attività, preventivi, sito e fatture alla prevalente.
Errori da evitare nella scelta del codice
- Scegliere codici troppo generici o non coerenti: può far scattare controlli.
- Dimenticare il commercio al dettaglio quando vendi i prodotti che realizzi.
- Ignorare abilitazioni: la SCIA viene respinta o sospesa.
Fonti di riferimento testuali: classificazione ATECO ISTAT; regole fiscali Agenzia delle Entrate; verifiche su Normattiva.
Requisiti per essere “impresa artigiana” e iscrizioni obbligatorie
La Legge-quadro n. 443/1985 definisce l’impresa artigiana. Devi lavorare in modo personale, professionale e prevalente nel tuo laboratorio, cantiere o negozio. Puoi avere dipendenti, ma entro limiti di legge variabili per settore.
L’impresa artigiana si iscrive all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio. L’iscrizione avviene insieme alla pratica Registro Imprese.
La procedura: ComUnica e SUAP
- PEC e firma digitale: obbligatorie per inviare le pratiche (riferimento: Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005; obbligo PEC da norme sul domicilio digitale).
- ComUnica: pratica unica per Partita IVA, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS Artigiani, INAIL. Base normativa: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e D.M. 6 febbraio 2008.
- SCIA: la invii allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune. Norme: L. 241/1990 e D.Lgs. 222/2016 (“SCIA 2”). Il SUAP applica anche il D.P.R. 160/2010.
Con la SCIA puoi iniziare subito se rispetti i requisiti. Il Comune controlla nei termini di legge.
Abilitazioni professionali e requisiti tecnico-professionali
- Impiantisti (elettrici, idraulici, gas): DM 37/2008. Serve esperienza o titolo di studio adeguato e un responsabile tecnico.
- Acconciatori: L. 174/2005. Serve qualifica professionale regionale e periodo di apprendistato/esperienza.
- Estetisti: L. 1/1990. Richieste qualifiche specifiche e requisiti igienico-sanitari.
- Autoriparatori: norme di settore confluite nel D.Lgs. 224/2003 e successive; oggi si applicano requisiti tecnico-professionali in base al ramo (meccatronica, carrozzeria, gommista, elettrauto).
Verifica nel portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e presso il SUAP del tuo Comune i dettagli richiesti dalle norme regionali.
INAIL, sicurezza e adempimenti minimi
L’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro è obbligatoria (D.P.R. 1124/1965). L’INAIL classifica il rischio in base al codice attività. Il premio dipende anche dal tasso medio del tuo settore.
La sicurezza sul lavoro è sempre dovuta (D.Lgs. 81/2008). Anche se lavori da solo, valuta rischi, attrezzi, sostanze, locali. Se assumi personale, gli obblighi aumentano: DVR, formazione, sorveglianza sanitaria quando necessaria.
Tasse e contributi 2026 per gli artigiani
Fisco e previdenza vanno pianificati insieme. La base giuridica è nel TUIR (D.P.R. 917/1986) e nell’IVA (D.P.R. 633/1972). Per il regime forfettario si applicano la L. 190/2014, la L. 145/2018 e la L. 197/2022.
Regime forfettario 2026
- Requisito ricavi/compensi: soglia ordinaria 85.000 euro annui, come da L. 197/2022, salvo aggiornamenti.
- Imposta sostitutiva: 15%; 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “startup” (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, nuova attività autonoma, ecc.).
- Reddito forfettario: incassi x coefficiente di redditività dell’Allegato 4 L. 190/2014. Esempi tipici: 86% costruzioni/impiantisti; 67% servizi alla persona; 40% commercio al dettaglio.
- Contributi INPS: si pagano comunque; si deducono dal reddito prima di calcolare l’imposta sostitutiva.
- IVA: non addebiti IVA e non la detrai; restano esclusi split payment e reverse charge salvo eccezioni particolari.
Uscita immediata dal forfettario se superi 100.000 euro nell’anno (regola L. 197/2022). Verifica le soglie anno per anno su fonti ufficiali.
Regime semplificato/ordinario 2026
Nel semplificato per cassa, tassazione su incassi e pagamenti. Nell’ordinario, principio di competenza (ricavi e costi maturati). Regole nel TUIR e nel D.P.R. 600/1973.
Scaglioni IRPEF 2026: ad oggi, l’orientamento prevede tre aliquote 23%-33%-43% per fasce di reddito fino a 28.000, 50.000 e oltre 50.000 euro. Conferma ogni anno su Normattiva e documenti MEF.
Contributi INPS Artigiani: come funzionano nel 2026
- Quota fissa su minimale di reddito: 4 rate trimestrali. L’importo si aggiorna annualmente con circolare INPS “Gestione Artigiani e Commercianti”.
- Percentuale sull’eccedenza: oltre il minimale paghi una percentuale IVS (tipicamente 24% per artigiani) che può salire su scaglioni superiori; anche questi dati si aggiornano ogni anno INPS.
- Agevolazione 35%: se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione dei contributi IVS del 35% (domanda telematica all’INPS). Fonte: L. 190/2014 e prassi INPS.
- Scadenze: trimestrali per la quota fissa; saldo e acconti per la parte variabile con le imposte (giugno/novembre).
Attenzione: non esiste uno “sconto automatico del 50% per i primi 3 anni” in via generalizzata. Eventuali riduzioni diverse dal 35% dipendono da norme specifiche, che vanno verificate di anno in anno.
Esempi rapidi (semplificati)
- Idraulico in forfettario (coefficiente 86%), incassi 40.000. Reddito forfettario 34.400; meno contributi INPS versati; sul residuo applichi 5% o 15%.
- Parrucchiere in ordinario, utile 25.000. IRPEF 23% sul reddito imponibile; aggiungi INPS fissa + percentuale sull’eccedenza; aggiungi addizionali.
Chiedi sempre il calcolo su dati aggiornati: aliquote contributive, minimale e scaglioni cambiano con la circolare INPS annuale.
Fatturazione elettronica, IVA e adempimenti tipici
L’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari (norme: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti successivi; estensione D.L. 36/2022). Usa un canale accreditato o il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate.
Forfettario: non applichi IVA in fattura. Indichi in fattura la dicitura di esenzione regime forfettario. Niente registri IVA. Semplificato/ordinario: applichi IVA, registri IVA, liquidazioni periodiche e LIPE.
POS: obbligo di accettare pagamenti elettronici, con sanzione in caso di rifiuto. Scontrini o corrispettivi elettronici se vendi al dettaglio. Conservazione digitale delle fatture secondo regole dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Decidi il codice ATECO e il set di adempimenti con questi nessi logici
- Se fai servizi manuali su commessa senza vendita di beni finiti, scegli un codice servizi/impianti coerente (es. 43.xx o 96.xx). Nessun codice commercio.
- Se produci e vendi al dettaglio, imposta produzione come prevalente e aggiungi un codice commercio secondario (47.xx). Prepara anche i corrispettivi.
- Se installi o certifichi impianti, verifica DM 37/2008. Senza requisiti tecnico-professionali, non puoi iniziare.
- Se tratti alimenti o attività soggette ad ASL, invia SCIA sanitaria e rispetta HACCP prima di aprire.
- Valuta il forfettario se stai sotto 85.000 euro e hai costi bassi. Se hai molti costi/IVA da detrarre, considera il semplificato/ordinario.
- Se prevedi crescita sopra soglia, struttura da subito contabilità e prezzi con IVA.
Iter pratico: tempi, costi e documenti
Checklist essenziale
- Documento identità, codice fiscale, titolo per il locale (contratto/SCIA), requisiti professionali.
- PEC, firma digitale/CNS, indirizzo sede.
- ComUnica alla Camera di Commercio; iscrizione Albo Artigiani e REA; Partita IVA; INPS; INAIL.
- SCIA SUAP (anche sanitaria se serve) e planimetrie richieste.
- Registratore telematico se vendi al dettaglio; attiva POS.
Tempi medi: 2-7 giorni lavorativi per completare pratiche standard, salvo verifiche SUAP/ASL. Costi amministrativi iniziali tipicamente nell’ordine di qualche centinaio di euro, variabili per CCIAA e diritti SUAP.
Fonti normative da conoscere (citazioni testuali)
Legge-quadro per l’artigianato: L. 443/1985; Registro Imprese: L. 580/1993; ComUnica: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e D.M. 6 febbraio 2008; SUAP: D.P.R. 160/2010; SCIA: L. 241/1990 e D.Lgs. 222/2016; IVA: D.P.R. 633/1972; TUIR: D.P.R. 917/1986; Regime forfettario: L. 190/2014, L. 145/2018, L. 197/2022; Fatturazione elettronica: D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022; INAIL: D.P.R. 1124/1965; Sicurezza lavoro: D.Lgs. 81/2008; Impiantisti: D.M. 37/2008; Acconciatori: L. 174/2005; Estetisti: L. 1/1990. Consulta Normattiva, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, INPS e INAIL per aggiornamenti 2026.
| Scenario artigiano | Codice ATECO indicativo | Requisiti/Abilitazioni | Iscrizioni e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Muratore edile singolo | 43.39.01 – Muratori | Formazione sicurezza cantieri (D.Lgs. 81/2008); eventualmente DURC per appalti | ComUnica + Albo Artigiani + INPS + INAIL: 2-5 giorni; SCIA edilizia per sede/labo se richiesta |
| Idraulico/Termoidraulico | 43.22.01 – Impianti idraulici | DM 37/2008: responsabile tecnico con requisiti; attrezzature certificate | ComUnica + Albo + INPS + INAIL: 2-5 giorni; SCIA SUAP immediata se requisiti completi |
| Parrucchiere con salone | 96.02.01 – Parrucchiere | L. 174/2005: qualifica professionale; requisiti igienico-sanitari locali | ComUnica + Albo + INPS + INAIL: 3-7 giorni; SCIA sanitaria SUAP con planimetrie |
| Sarto su misura con vendita | 14.13.20 – Sartoria; 47.xx commercio secondario | Nessuna abilitazione statale; rispetto norme su etichettatura e locali | ComUnica + Albo + INPS + INAIL: 2-5 giorni; SCIA per laboratorio/negozio |
| Falegname mobili su misura | 31.09.50 – Mobili su misura | Sicurezza macchine e polveri; eventuale antincendio per depositi | ComUnica + Albo + INPS + INAIL: 3-7 giorni; SCIA SUAP e verifiche ASL/ARPA locali |
FAQ
Qual è il vantaggio concreto di scegliere il codice ATECO “giusto” per un artigiano?
Il codice ATECO corretto allinea la tua attività a fisco e contributi. Guida il coefficiente forfettario se scegli il forfettario, definisce l’inquadramento INPS e la classe di rischio INAIL. Se fai il parrucchiere e ti inquadri come commerciante, paghi contributi e premi non coerenti e potresti perdere agevolazioni tipiche del tuo settore. Inoltre il SUAP valuta la SCIA in base ai requisiti legati al codice: con codice errato rischi sospensioni. Infine, per impianti e autoriparazione, il codice “sbagliato” può nascondere l’assenza di abilitazioni (DM 37/2008, meccatronica), con blocco dell’attività e sanzioni. Scegliere bene all’inizio evita rettifiche, ravvedimenti e costi imprevisti.
Posso avere più codici ATECO? Come decido qual è la prevalente?
Sì, puoi indicare più codici. La prevalente è l’attività che genera più ricavi durante l’anno. Se produci mobili su misura (produzione) e vendi anche accessori (commercio), di solito la prevalente resta la produzione se fa la parte maggiore del fatturato. La prevalente orienta INPS, INAIL e, nel forfettario, il coefficiente di redditività. Tieni traccia dei ricavi per attività: se cambia la prevalente in modo stabile, aggiorna l’inquadramento. Inserire sempre codici reali, non “di comodo”, e allineare preventivi, sito e contratti alla prevalente aiuta in caso di verifica.
Forfettario o semplificato nel 2026: come scelgo in pratica?
Il forfettario conviene se stai sotto 85.000 euro, hai costi bassi e clienti finali (niente IVA da detrarre e nessun problema a non esporla). L’imposta è 15% o 5% per startup, semplice da gestire. Se compri molte attrezzature, fai lavori con subappalti o hai cantieri dove l’IVA a credito è rilevante, il semplificato o l’ordinario possono ridurre l’IRPEF grazie alla deduzione dei costi e alla detrazione IVA. Valuta anche i contributi: in forfettario puoi chiedere lo sconto INPS del 35%, ma perdi parte delle prestazioni pensionistiche future. Simula entrambi gli scenari su preventivi realistici. Le regole di calcolo sono nel TUIR e nelle norme sul forfettario citate; verifica gli scaglioni IRPEF 2026 su Normattiva e documenti MEF.
Quali sono i contributi INPS che un artigiano paga nel 2026? Esistono sconti automatici?
Paghi contributi fissi trimestrali calcolati su un reddito minimale stabilito dall’INPS ogni anno, più una percentuale IVS sull’eventuale eccedenza. Le aliquote e il minimale sono aggiornati con una circolare annuale INPS “Gestione Artigiani e Commercianti 2026”. In forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% (domanda telematica INPS), prevista dalla L. 190/2014 e dalle prassi successive. Questa riduzione non è automatica: devi chiederla e vale sia sui contributi fissi che sulla quota percentuale. Non esiste, in via generale, uno sconto del 50% per i primi tre anni per chi si iscrive per la prima volta. Eventuali altre riduzioni o esoneri sono eccezioni previste da norme speciali e vanno verificate anno per anno su INPS e Normattiva.
Quali passaggi burocratici devo completare prima di iniziare a lavorare come artigiano?
Procedi così: ottieni PEC e firma digitale; prepara la descrizione dell’attività e i requisiti professionali (DM 37/2008 per impianti, L. 174/2005 per acconciatori, L. 1/1990 per estetisti). Invia la ComUnica alla Camera di Commercio: attivi Partita IVA, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS Artigiani, INAIL. Prepara la SCIA per il SUAP del Comune, allegando planimetrie, attestazioni e dichiarazioni richieste. Se tratti alimenti o apri un laboratorio, presenta SCIA sanitaria all’ASL. Attiva il registratore telematico se vendi al dettaglio e il POS. Se sei in forfettario, imposta la fatturazione elettronica senza IVA con la corretta dicitura di regime. Mantieni il DVR e la formazione sicurezza se hai personale o rischi specifici. Le basi normative includono: L. 443/1985, D.P.R. 160/2010, D.Lgs. 222/2016, D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007, D.M. 6 febbraio 2008, D.P.R. 633/1972, D.P.R. 917/1986, D.Lgs. 127/2015, D.P.R. 1124/1965, D.Lgs. 81/2008.
